27 June 2026

Seiviaggi, workshop fotografico in Islanda

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«L’Islanda è sempre stata una destinazione dalle enormi potenzialità e soprattutto un vero paradiso per gli estimatori delle sensazionali espressioni della natura artica. L’eruzione del vulcano Eyjafjallajökull si è rivelata come un’opportunità per il rilancio della destinazione nel nostro Paese». Questo il commento di Manuel Cazzaniga, direttore marketing e titolare di Seiviaggi, che opera da trent’anni sulla destinazione. «Vogliamo incentivare l’arrivo di turisti in Islanda che in seguito all’eruzione è ora conosciuta in tutto il mondo. L’anno scorso sono stati circa 12 mila gli italiani che hanno visitato l’isola e crediamo che quest’anno potremo assistere ad un incremento anche grazie all’intensificazione di voli diretti». Seiviaggi replica inoltre il PhotoWorkshop in Islanda dal 21 al 28 agosto, un programma giunto alla sua seconda edizione, che prevede la partenza di un gruppo accompagnato dal fotografo professionista Fabiano Ventura che illustrerà tecniche e segreti della fotografia con un occhio di riguardo per i vulcani.

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Parallelamente, il 31% dei consumatori si orienta verso lo shopping in altre tipologie di negozi per comprare abbigliamento, tecnologia e artigianato, mentre il 15% indirizza le proprie scelte d'acquisto verso i canali duty free.\r\nL'analisi demografica e sociologica del frequent consumer del travel retail evidenzia un sostanziale equilibrio tra i generi, con le donne al 49% e gli uomini al 47%, ma rivela uno spaccato generazionale estremamente netto che ridefinisce le strategie del comparto. Lo shopping in movimento è una consuetudine radicata soprattutto tra le nuove generazioni: il 56% dei millennials compra infatti abitualmente in viaggio, seguiti a ruota dal 52% della generazione Z. Queste fasce d'età superano nettamente i baby boomer, che si fermano al 45%, e la generazione X che si attesta al 42%.\r\nSotto il profilo socio-economico, le strutture del travel retail si confermano canali ad alto valore aggiunto e ad alta attrattività, frequentati nella maggior parte dei casi da un pubblico appartenente a un ceto elevato, che rappresenta il 66% del campione, seguito da una quota del 45% riconducibile al ceto medio.\r\n«I dati emersi da questa parte della ricerca evidenziano un profilo sociologico e di consumo straordinario, che dimostra la vitalità e la centralità assoluta del nostro comparto nelle abitudini degli italiani», dichiara Stefano Gardini, presidente di Atri «Siamo di fronte a un ecosistema che produce ricchezza, innovazione e occupazione a livelli competitivi straordinari. 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