15 July 2026

Masseria AuraTerrae entra in Relais & Châteaux

Masseria AuraTerrae entra in Relais & Châteaux. L’ingresso nella collezione rappresenta un importante riconoscimento per il percorso intrapreso dalla famiglia Valentini, proprietaria della masseria, che ha dato nuova vita a una struttura rurale pugliese storica, untando su autenticità e identità storica e architettonica, senza rinunciare al comfort contemporaneo.

Situata tra Polignano a Mare e Conversano, con vista panoramica sulla costa, AuraTerrae nasce da un accurato progetto di recupero conservativo. Antica torre fortificata, poi probabile presidio monastico e successivamente residenza agricola, oggi la masseria è un autentico borgo rurale con corti e terrazze panoramiche, vicoli e 24 ettari di campagna, tra orti, frutteti, ulivi e boschi mediterranei.

Ogni caratteristica racconta il senso profondo di un luogo che nei secoli è stato rifugio, dimora, spazio di preghiera e lavoro e oggi raffinato retreat.

Il claim “Alle radici del benessere” sintetizza una visione dell’ospitalità fondata sul ritorno all’essenziale, all’origine, alla terra. Autenticità, amore per la terra, impegno per l’eccellenza, rispetto dell’ambiente e accoglienza familiare sono i valori che guidano ogni scelta, dalla cura degli ambienti alle esperienze in masseria.

«L’ingresso di AuraTerrae in Relais & Châteaux è per noi motivo di grande orgoglio e rappresenta un riconoscimento prezioso del lavoro svolto per ridare vita a questo luogo straordinario, nel pieno rispetto della sua identità, della sua bellezza antica, dell’energia speciale che ancora oggi custodisce e del paesaggio unico che lo circonda – spiega Antonio Valentini, proprietario di Masseria AuraTerrae – Fin dal primo giorno abbiamo desiderato creare una struttura capace di offrire agli ospiti un’esperienza autentica e coinvolgente, profondamente legata al territorio e alla sua tradizione culinaria, storica e culturale. In questo percorso sentiamo una naturale vicinanza alla visione e ai valori di Relais & Châteaux, che da sempre valorizza luoghi capaci di raccontare l’anima della propria terra. Far parte di questa importante collezione internazionale rafforza il nostro impegno a interpretare l’ospitalità di alta gamma con coerenza, responsabilità e profondo rispetto per il luogo che ci ospita».

Il Ristorante Mareincielo, aperto anche a chi non soggiorna in struttura, valorizza la tradizione pugliese e la dieta mediterranea attraverso materie prime locali, stagionalità e una cucina genuina e sostenibile. A completare il racconto del gusto, cooking lesson, degustazioni dei vini AuraTerrae e di etichette rappresentative della Puglia, agri-picnic bio, aperitivi e cene in vigna invitano a vivere il territorio in modo autentico e sensoriale.

Molte le esperienze proposte dalla masseria: dalle attività creative en plein air ai laboratori dedicati ad arti antiche, come ceramica, intreccio del vimini e cartapesta, fino allo star-gazing tra stelle e miti ancestrali. L’esperienza prosegue con l scoperta del territorio, tra l’Adriatico e la Valle d’Itria con itinerari e attività pensati per immergersi nei borghi della Puglia.

 

 

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Nel 2025 gli eventi locali rappresentano il 54,8% del totale, quelli nazionali il 32,3% e quelli internazionali il 12,9%. Se rispetto al 2024 cresce il peso degli eventi locali e diminuisce quello degli appuntamenti nazionali, il confronto con il 2019 evidenzia come gli eventi internazionali restino sopra i livelli pre-pandemia, passando dal 9,8% al 12,9%.\r\n«I valori assoluti e i valori medi a livello nazionale non consentono di comprendere la reale situazione della meeting industry italiana, che presenta un’elevata eterogeneità, soprattutto in relazione ai caratteri dell’evento e all’area geografica», spiega Nelli, sottolineando come il mercato vada letto considerando le diverse tipologie di eventi e le differenti aree del Paese.\r\nUn segnale positivo arriva anche dalla domanda internazionale: gli arrivi di partecipanti stranieri per finalità congressuali risultano in lieve crescita rispetto al 2024. Anche il formato degli eventi continua a evolversi. La durata media scende da 1,42 a 1,39 giornate, mentre i partecipanti medi per evento si attestano a 78,3, in lieve calo rispetto agli ultimi due anni ma ancora nettamente superiori ai 67,5 del 2019.\r\n«A livello internazionale sta succedendo così – commenta Nelli –. Nel mondo delle imprese si punta alla qualità piuttosto che alla durata: eventi esperienziali, densi di valore, piuttosto che lunghi».\r\nIl peso economico della meeting industry resta significativo anche sul fronte turistico. Nel 2025 gli eventi di oltre una giornata hanno generato circa 30 milioni di presenze, pari al 10,4% del totale delle presenze alberghiere in Italia, con una spesa media pro capite di 312 euro, in crescita del 3,7% rispetto al 2024.\r\nSul fronte della domanda, le imprese si confermano il principale mercato di riferimento, con il 61,4% degli eventi, pur tornando su livelli più vicini al periodo pre-pandemico dopo il boom del post-Covid. Cresce invece il segmento associativo (24,4%), a conferma di una progressiva diversificazione del mercato.\r\nL'analisi territoriale restituisce un'Italia a più velocità. Il Nord si conferma il motore della meeting industry, concentrando oltre la metà delle sedi e quasi il 60% degli eventi, con il Nord Est protagonista della crescita. Il Centro rallenta dopo due anni di forte espansione ma, come sottolinea Nelli, «ha elevate potenzialità e una significativa crescita tendenziale». Il Sud, pur rappresentando una quota più contenuta del mercato, mostra «segnali di equilibrio e di crescita potenziale che va sviluppata, assistita e gestita».\r\nTra i trend emergenti si consolida inoltre la ricerca di format più flessibili: gli spazi non convenzionali registrano una crescita media annua del 12,5% dal 2022, mentre gli alberghi con sale meeting continuano a rappresentare la principale sede degli eventi congressuali.\r\nOnorato: «Roma oggi compete grazie ai grandi eventi»\r\nNel suo intervento, l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha sostenuto che la Capitale abbia cambiato posizionamento negli ultimi anni grazie a una strategia che integra turismo, congressi, sport, moda e grandi eventi. Secondo l’assessore, la ricaduta mediatica dei grandi eventi sportivi ospitati dalla città equivale a 400 milioni di euro di investimenti pubblicitari. Onorato ha inoltre ricordato che «negli ultimi quattro anni e mezzo hanno aperto 147 hotel, di cui 27 a cinque stelle», indicando questo dato come uno degli effetti del crescente appeal internazionale di Roma.\r\nGentile: «Ora progetti concreti per consolidare»\r\nPer la presidente di Federcongressi&eventi, Gabriella Gentile, il rapporto OICE restituisce un quadro incoraggiante per la meeting industry, ma ora è il momento di trasformare i risultati in azioni concrete. Tra le priorità indicate figurano gli investimenti nelle infrastrutture congressuali, il rafforzamento della promozione internazionale e la valorizzazione del capitale umano. «Quando le persone si incontrano, si incontrano culture, competenze e conoscenze – sottolinea –: è questo uno dei grandi valori che la meeting industry continua a generare per i territori».","post_title":"La meeting industry vale 13,2 mld e trova un nuovo equilibrio","post_date":"2026-07-09T14:04:52+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1783605892000]}]}}