27 July 2026

Aeroporti europei: prima battuta d’arresto del traffico passeggeri dal post-Covid

Il mese di aprile 2026 con una flessione, pur lieve, dello 0,7%, segna la prima contrazione su base annua del traffico passeggeri a livello europeo dall’inizio della ripresa post Covid, nell’aprile del 2021.

Un punto di svolta, così lo definisce Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe: «Mentre stavamo già assistendo a una normalizzazione della crescita del traffico passeggeri dopo la forte ripresa post-pandemia, l’instabilità geopolitica – in particolare la guerra in Medio Oriente – sta ora pesando sulla crescita ed evidenziando differenze significative nelle prestazioni tra i vari mercati. La notizia incoraggiante è che la domanda rimane generalmente forte, gli adeguamenti di capacità delle compagnie aeree sono limitati e i timori di una potenziale carenza di carburante per aerei si sono attenuati».

I numeri mostrano che il traffico passeggeri nel mercato non Ue+1 è diminuito del 7,6%, mentre il mercato Ue+2 ha continuato a crescere, registrando un aumento dello 0,6%. Gli aeroporti all’interno della sola Unione europea hanno registrato una crescita dell’1,4%.

Tra i mercati non Ue+, gli aeroporti in Israele hanno registrato il calo più marcato, con il traffico passeggeri in calo del 73,4%. Gli aeroporti in Turchia hanno registrato una diminuzione del traffico del 5,1%, mentre la Georgia e l’Azerbaigian hanno riportato cali rispettivamente del 16,3% e del 12,9%. Al contrario, diversi mercati non Ue+ di dimensioni più ridotte hanno continuato a crescere fortemente, tra cui la Macedonia del Nord (+30,6%), l’Albania (+25,3%) e la Moldavia (+24,6%).

Italia e Spagna in controtendenza

Tra i maggiori mercati del trasporto aereo dell’Ue+, la Spagna ha registrato la crescita più forte con il 3,7%, seguita dall’Italia con il 2,2%. La Germania ha registrato il calo più consistente con l’8,5%, mentre il volume di passeggeri è diminuito anche nel Regno Unito (-2,1%) e in Francia (-0,9%).

Il problema Ees

«La nostra preoccupazione più immediata – ha osservato Jankovec – rimane quella dei gravi disagi e delle difficoltà causati ai passeggeri dalle procedure di controllo alle frontiere legate all’Ees. A meno che alle autorità non venga concessa una maggiore flessibilità, compresa la sospensione totale del sistema laddove necessario dal punto di vista operativo, i disagi per i passeggeri sono destinati ad aumentare nei prossimi mesi. Per molti aeroporti e compagnie aeree, la situazione rischia di diventare insostenibile. È sconcertante che a livello Ue nessuno sembri preoccuparsene davvero, né dei danni ingenti che ciò sta causando alla reputazione dell’Europa come destinazione accogliente ed efficiente».

 

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