27 maggio 2026 09:56
Nessun segnale che indichi una futura carenza di carburante in casa Lufthansa: a ribadirlo, in una comunicazione ufficiale, è Dieter Vranckx, board member e chief commercial officer del gruppo tedesco.
Spiega il manager: «In tutti e sei gli hub europei del gruppo Lufthansa – Francoforte, Monaco, Zurigo, Vienna, Bruxelles e Roma – così come all’estero, non vi sono segnali da parte dei nostri fornitori che indichino per l’estate un rischio di interruzione dell’approvvigionamento di carburante».
Peraltro, sottolinea Vranckx, «meno di un quarto delle spedizioni di carburante per aerei destinate all’Europa transita attraverso lo stretto di Hormuz. Per compensare eventuali carenze in tali forniture, le importazioni provengono ora sempre più spesso da altri continenti, ad esempio dal Nord America e dall’Africa. Inoltre, le raffinerie europee hanno portato la produzione di carburante per aerei al massimo della capacità».
Quanto al potenziale perdurare della crisi in Medio Oriente, che potrebbe condurre a nuove cancellazioni di voli il gruppo, anzitutto, «non prevede cancellazioni. Se, contrariamente alle aspettative, dovessero verificarsi carenze di carburante e, di conseguenza, venissero cancellati dei voli, il cliente ha una scelta: o viene riprogrammato, oppure riceve un rimborso completo del prezzo del biglietto come garanzia “money-back”. Queste regole di cancellazione e riprogrammazione si applicano senza restrizioni a tutte le compagnie aeree del gruppo».
Il messaggio conclusivo punta a tranquillizzare ulteriormente i passeggeri: «Le nostre compagnie aeree sono pronte per l’estate, il nostro network è solido: i nostri clienti possono contare su di noi». E ancora: «In caso di cancellazione di un volo, l’intero prezzo del biglietto verrà rimborsato tempestivamente su richiesta del cliente. Non siamo gli unici, tra l’altro, a ritenere che i clienti possano aspettarsi un’offerta di voli completa quest’estate: anche le nostre compagnie aeree partner prevedono di operare con un programma di voli quasi completo durante l’alta stagione di quest’anno».
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Si chiama “Best Holiday Ever” e rappresenta la nuova formula messa a punto da Msc Crociere per incentivare le prenotazioni estive sul mercato italiano. In un contesto internazionale in continua evoluzione, “Best Holiday Ever” è la risposta ai nuovi aspetti della vacanza che oggi per gli italiani diventano centrali: sentirsi bene, sicuri e coccolati per una vacanza confortevole e senza brutte sorprese prima o durante il soggiorno.
«Oggi la vacanza non è più soltanto evasione. È ricerca di serenità, desiderio di leggerezza e bisogno di vivere esperienze memorabili senza rinunciare alla tranquillità. "Best Holiday Ever" non è un semplice claim pubblicitario, ma una vera e propria risposta che nasce proprio da questa evoluzione culturale: trasformare il viaggio in un’esperienza completa, fluida e senza stress, capace di coniugare scoperta, comfort, intrattenimento e qualità del servizio - sottolinea Leonardo Massa, vice president Sud Europa di Msc Crociere -. In un’estate in cui molti italiani privilegiano mete vicine, formule flessibili e soluzioni percepite come sicure, la crociera diventa una risposta perfetta a questi bisogni, un modello di vacanza che consente di vivere più destinazioni in un’unica esperienza, con un’organizzazione integrata e un’attenzione costante all’esperienza e alla sicurezza degli ospiti».
I punti forti
Comodi porti d’imbarco in tutto il mondo, un’ampia gamma di pacchetti fly & cruise protetti, un eccellente rapporto qualità-prezzo, tranquillità di non avere supplementi carburante aggiuntivi, copertura assicurativa del viaggio, ma anche escursioni selezionate e possibilità di visitare più destinazioni senza dover rifare la valigia: con la formula Msc Crociere ogni dettaglio è studiato per garantire la migliore vacanza possibile.
La crociera Msc offre tantissimo in un unico prezzo trasparente e, nonostante il recente aumento globale dei costi del carburante, la compagnia non introdurrà alcun supplemento nell’estate 2026, offrendo agli ospiti ulteriore sicurezza e assenza di costi nascosti.
Inoltre, la compagnia propone 13 porti di imbarco lungo le coste del Belpaese. Per qualsiasi italiano è quindi possibile partire per una crociera alla scoperta delle più belle mete del Mediterraneo, percorrendo meno di 200 chilometri per raggiungere il porto di imbarco più vicino.
A chi desidera raggiungere destinazioni più lontane, Msc Crociere propone un’ampia gamma di pacchetti fly & cruise che combinano la crociera con i voli per raggiungere le destinazioni di partenza delle navi. Nel pacchetto sono compresi anche i trasferimenti aeroporto-nave e nave-aeroporto.
Il sito web www.msccrociere.it è stato completamente rinnovato per offrire un’esperienza di navigazione e acquisto ancora più intuitiva, moderna e funzionale.
Le prenotazioni Msc Crociere nelle esperienze Fantastica, Aurea e Yacht Club consentono agli ospiti di modificare gratuitamente la propria crociera. Fino a 30 giorni prima della partenza, infatti, è possibile cambiare data scegliendo una nuova partenza 90 giorni prima o dopo dalla data originaria del viaggio oppure optare per una destinazione diversa, senza nessun costo di modifica.
Per una tranquillità ancora maggiore, Msc Crociere offre anche un’assicurazione di viaggio completa, che tutela gli ospiti in caso di imprevisti. Le coperture includono cancellazione o interruzione del viaggio, ritardi, emergenze mediche e di trasporto, assistenza d’emergenza e smarrimento o ritardo dei bagagli.
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Un’impresa su 4 (24,5%), infatti, registra un aumento delle prenotazioni, mentre il 45% degli operatori vede una sostanziale tenuta rispetto all’estate 2025.
Le tensioni internazionali stanno, nei fatti, ridisegnando i flussi turistici globali, favorendo quelle destinazioni, come l’Italia, che continuano ad essere percepite come sicure e facilmente accessibili.
È quanto emerge dall’ultima indagine, rivolta a 2.500 imprese ricettive, svolta da Isnart per Unioncamere nell’ambito dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio.
Domanda internazionale
Per il periodo estivo luglio-agosto 2026, le previsioni Isnart stimano 171,8 milioni di presenze turistiche complessive, di cui oltre 89 milioni riconducibili alla componente non residente (pari al 52,0% del totale), confermando il ruolo centrale della domanda internazionale nella stagione estiva italiana.
In questo scenario, rispetto allo stesso periodo del 2025, si avrebbe una crescita media del +4,6%, sostenuta soprattutto dalla componente estera (+8,3%), mentre la domanda italiana si manterrebbe su livelli sostanzialmente stabili.
A supporto del quadro previsivo, il mercato ricettivo alternativo registra già 9,6 milioni di prenotazioni acquisite per il core estivo 2026, in aumento del +18,4% rispetto agli stessi mesi del 2025 (8,1 milioni).
Le prenotazioni già registrate equivalgono al 56,8% del consuntivo estivo 2025, contro il 47,6% rilevato nel 2024, segnalando un rafforzamento dell’anticipo di prenotazione e, soprattutto, una stagione che presenta volumi già rilevanti di domanda acquisita.
Domanda internazionale in rafforzamento, stabilità della domanda interna
Il 48,7% degli operatori segnala la tenuta delle prenotazioni della domanda interna ed il 31,8% un aumento della clientela domestica; dato che sale al 34,7% per le prenotazioni dall’estero. Tra i mercati più promettenti spiccano Regno Unito, Stati Uniti e Svizzera, seguiti dai principali Paesi europei.
Le imprese hanno reagito per tempo all’aumento dell’incertezza, puntando su una maggiore flessibilità nelle prenotazioni ed il rafforzamento dei canali diretti (34,9%) e investendo sul consolidamento del mercato di prossimità (sia domestico che europeo, a discapito del long haul).
Prezzi
Sul fronte dei prezzi, dalle Elaborazioni Isnart e Bmti su dati Istat, continuano a crescere i prezzi dei servizi turistici: ad aprile 2026 ristoranti, bar, pizzerie e simili segnano +3,2% annuo e oltre +10% rispetto a tre anni fa. Anche il comparto ricettivo registra un +1,7% annuo e +13,9% sul 2023, con aumenti più marcati per villaggi vacanze e campeggi (+7,1% su base annua).
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Peraltro, sottolinea Vranckx, «meno di un quarto delle spedizioni di carburante per aerei destinate all’Europa transita attraverso lo stretto di Hormuz. Per compensare eventuali carenze in tali forniture, le importazioni provengono ora sempre più spesso da altri continenti, ad esempio dal Nord America e dall’Africa. Inoltre, le raffinerie europee hanno portato la produzione di carburante per aerei al massimo della capacità».
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[post_content] => Il vino italiano continua a trovare nell’enoturismo uno dei suoi asset più redditizi. Non solo promozione del territorio o storytelling rurale: oggi le visite in cantina incidono direttamente sui bilanci aziendali, alimentando vendite, investimenti e nuovi modelli di ospitalità. È quanto emerge dall’Osservatorio ilGolosario Wine Tour sul turismo in cantina, realizzato su un campione di 1.700 aziende italiane, che fotografa un comparto sempre più centrale nelle strategie del sistema vitivinicolo nazionale.
Il dato che colpisce maggiormente riguarda l’impatto commerciale: oltre il 60% delle cantine dichiara infatti di aver incrementato le vendite dirette grazie alle attività enoturistiche, mentre quasi un’azienda su quattro segnala crescite comprese tra l’11% e il 30%. Un indicatore che conferma come l’esperienza in cantina sia diventata un vero driver di business, capace di trasformare il visitatore in cliente fidelizzato.
Nuovi target in crescita e investimenti
A cambiare è anche il profilo del pubblico. Secondo quasi il 70% delle aziende intervistate, sono i Millennials il segmento che registra la crescita più marcata nella domanda di esperienze legate al vino. Un target che cerca autenticità, relazione con il territorio e formule sempre meno standardizzate.
Non sorprende allora che l’82% dei visitatori privilegi oggi esperienze integrate: tour tra vigne e barricaie, degustazioni abbinate alla cucina locale, soggiorni in campagna e attività outdoor stanno progressivamente sostituendo la degustazione tradizionale come proposta principale. Il vino diventa così parte di un ecosistema esperienziale più ampio, in cui ospitalità e lifestyle assumono un peso strategico.
Le aziende sembrano aver colto pienamente il cambio di paradigma. Il 40% delle cantine prevede infatti nuovi investimenti dedicati all’accoglienza, con focus su sale degustazione, strutture ricettive e ristorazione. Un segnale che racconta l’evoluzione del vigneto italiano verso modelli sempre più vicini all’hôtellerie diffusa e al turismo esperienziale.
ilGolosario Wine Tour
Dentro questo scenario si inserisce l’uscita de ilGolosario Wine Tour 2026, la guida firmata da Paolo Massobrio e Marco Gatti, disponibile in libreria dal 27 maggio e giunta alla quinta edizione. Il volume recensisce 1.775 cantine distribuite in 75 territori del vino lungo tutta la Penisola, restituendo la mappa di un’Italia enologica sempre più orientata all’ospitalità.
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Consolidamento del network, spinta tecnologica mirata e valorizzazione delle risorse umane. Sono questi i pilastri emersi dalla convention del Gruppo Uvet, tenutasi nella cornice dell'Hotel Palumbalza a Porto Rotondo (uno degli 11 alberghi della Uvet Hotels), con la partecipazione di un centinaio di ospiti tra agenti di viaggio e fornitori. Un evento focalizzato sulla formazione e sull'aggiornamento commerciale, che ha tracciato le linee guida per i prossimi mesi.
Il presidente Luca Patanè ha delineato la rotta del Gruppo, indicando una politica aziendale che rifiuta le risposte standardizzate per un modello ad alto valore aggiunto. Il mantra è strategico: consolidare e non perdere. «In un mercato che ha dimostrato tassi di crescita imprevedibili, come lo straordinario +32% del segmento corporate registrato nel mese di aprile, la priorità di Uvet si concentra sulla fidelizzazione dei clienti. Per un grande player del business travel e del leisure, la vera crescita parte dalla stabilità e dal consolidare la propria posizione», ha dichiarato Patanè.
L'innovazione secondo Uvet non cancella il fattore umano, ma lo libera e lo aiuta a lavorare meglio: «Per i professionisti del turismo, la vera frontiera del servizio oggi si chiama safety e gestione dello stress. Tra tensioni geopolitiche e continui disservizi nei trasporti, il viaggiatore, sia corporate sia leisure, non cerca un semplice fornitore, ma un porto sicuro. Rispondere alle difficoltà diventa l'elemento essenziale con cui un'azienda può fare la reale differenza sul mercato». Il concetto chiave emerso a Porto Rotondo è quello di una "grande famiglia" di oltre 700 professionisti in Italia, in cui l'isolamento è bandito e la collaborazione con i top partner diventa simbiotica.
«Crescere significa coltivare relazioni autentiche tra clienti, fornitori e dipendenti», ha aggiunto il presidente, lanciando un appello finale alla platea per stringere un'alleanza industriale e strategica. «La tecnologia non va subita, va governata. E in un mercato che corre veloce, Uvet sceglie di accelerare puntando su ciò che nessun algoritmo potrà mai replicare: l'affidabilità, la fiducia e l'insostituibile talento del consulente di viaggio».
(Anna Morrone)
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[post_content] => Condor Holidays sta entrando in una nuova fase nel mercato tedesco. A partire da giugno, inizierà ufficialmente a operare come tour operator per la compagnia aerea guidata da Peter Gerber attraverso una nuova joint venture che ha avviato le attività a dicembre. La mossa, come riporta Hosteltur, si inserisce in una tendenza già adottata da altri gruppi aerei europei: conquistare una quota maggiore del mercato turistico, non solo attraverso la vendita di singoli biglietti, ma anche tramite pacchetti vacanza completi. Nel caso di Condor Holidays, l'approccio sarà diretto e digitale: vendite online, pacchetti dinamici, selezione accurata di hotel e un focus sulla ricerca basata sull'intelligenza artificiale.
La Spagna, con le isole Baleari e le Canarie in primo piano, sarà un mercato prioritario, come spiegato da Carlos Esteve, ceo dell'azienda.
«Il marchio Condor Holidays - spiega Esteve in un'intervista rilasciata a Hosteltur - non è nuovo. Lavoravamo già con Condor e vendevamo i nostri pacchetti con il nome di Condor Holidays, ma lo facevamo come azienda esterna. La novità è che Condor ha deciso di creare un proprio tour operator insieme a noi. Fino ad ora, eravamo un fornitore esterno che collaborava con diverse compagnie. Abbiamo iniziato con Air Berlin, poi Lufthansa, poi Condor, facendo sempre la stessa cosa: offrire pacchetti vacanza per le compagnie aeree. Ma ora non siamo più un'azienda esterna. Abbiamo creato una nuova partnership con Condor e continueremo a vendere i pacchetti vacanza Condor, ma ora come tour operator della compagnia aerea. Si tratta di un cambiamento significativo, perché essere un partner esterno non è la stessa cosa che essere il tour operator di Condor. Da un lato, dimostra che la compagnia aerea prende sul serio la questione, come hanno già fatto Jet2, easyJet ed Eurowings. Dall'altro, consente una maggiore integrazione: i posti offerti da Condor sono anche i posti offerti da Condor Holidays. Non abbiamo ancora iniziato a vendere come nuova azienda. Se tutto andrà bene dal punto di vista legale e tecnico, il lancio avverrà a giugno».
Si tratterà di un modello di vendita diretto, online. «Non ci saranno intermediari o agenzie di viaggio fisiche, almeno nel prossimo futuro. L'obiettivo è convertire parte della clientela esistente di Condor, già presente sui suoi canali digitali, in acquirenti di pacchetti turistici. Vogliamo che i clienti che visitano il sito web di Condor alla ricerca di un volo possano prenotare anche hotel, trasferimenti, assicurazioni o auto a noleggio tramite Condor Holidays. Il nostro obiettivo principale è quello di concentrarci sui canali online dove Condor è già presente. Questo non significa che vogliamo sostituire tutti gli altri modelli. Alcuni clienti preferiscono il pacchetto tradizionale, l'agenzia di viaggio e un servizio più personalizzato, e va benissimo. Ci rivolgiamo a un segmento diverso: i clienti che prenotano già i voli online e sono abituati a organizzare i propri viaggi in digitale».
Pacchetto dinamico
«Non stiamo parlando di un pacchetto da catalogo vecchio stile. È un prodotto dinamico: volo, hotel e servizi aggiuntivi, come trasferimenti, assicurazione o noleggio auto, combinati in base alle esigenze del cliente. Non ho nulla contro i pacchetti tradizionali, ma si tratta di un segmento diverso. Il nostro cliente è colui che prenota già online e desidera configurare le proprie vacanze in modo flessibile. Questo segmento è in crescita ed è abituato ad acquistare in questo modo. Inoltre, vogliamo spingerci ancora oltre. Attualmente, la tecnologia ci permette di creare pacchetti che includono un aeroporto di partenza, un aeroporto di destinazione, un hotel e determinati servizi. Ma l'obiettivo è quello di arrivare a un pacchetto veramente personalizzabile: un pacchetto in cui il cliente possa, ad esempio, volare a Tenerife, trascorrervi due giorni, poi spostarsi su un'altra isola e tornare da Fuerteventura a Francoforte; oppure in cui possa fare un viaggio negli Stati Uniti con diversi soggiorni, un'auto a noleggio, attività e voli, tutto in un'unica prenotazione. L'idea è che tutti gli elementi del viaggio siano inclusi in un'unica prenotazione, ma che il cliente possa configurarli in modo molto più flessibile».
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[post_content] => Neos ha presentato la nuova formula "Neos Protection". «Abbiamo sentito la necessità – ha detto ad Askanews Aldo Sarnataro, cco di Neos – di mettere in campo una garanzia per tranquillizzare i nostri clienti. Non c’è nessun motivo quest’estate per non andare in vacanza e Neos Protection vuole rappresentare la garanzia e la tranquillità: se ti portiamo in vacanza, noi ti riportiamo anche a casa. Come lo facciamo? Questo è il valore intrinseco di far parte del gruppo Alpitour e quindi di avere una filiera che lavora insieme. Questo ci permette di poter mettere in campo una protezione che è figlia di un lavoro operativo e di procedure di investimenti per cercare di proteggere la vacanza».
Tutela a tutto tondo
Il prodotto offerto dal turismo organizzato è concepito per tutelare il viaggiatore sotto tutti gli aspetti, compreso quello dei costi legati al carburante degli aerei. «Ci tenevamo a riaffermare ancora questo concetto perché in un momento così difficile, ovviamente dove c’è una variabilità del costo del fuel che è molto grande, ci poteva essere il timore da parte del cliente che ci potrebbero essere costi post acquisto. Quindi volevamo sottolineare che alla luce di quello che è il preventivo nel momento in cui si va ad acquistare, non ci saranno sorprese dalla chiusura dell’acquisto fino alla partenza».
In dettaglio, queste le garanzie offerte da Neos:
prezzo bloccato: una volta confermata la prenotazione, il cliente è assicurato contro le fluttuazioni dei costi legati al carburante aereo. Il prezzo è bloccato e non subirà alcuna variazione.
Neos Protection: qualora, per cause di forza maggiore derivanti da eventi imprevedibili, il volo venisse cancellato, si potrà scegliere tra un volo alternativo, l'ottenimento del rimborso immediato e integrale del biglietto o un voucher Neos utilizzabile liberamente - senza vincoli di destinazione – per nuove prenotazioni Neos entro 24 mesi.
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[post_content] => Anche in uno scenario instabile come quello attuale, l’analisi del direttore commerciale di Alpitour, Alessandro Seghi, è improntata al pragmatismo. «Stiamo vivendo un momento di confusione totale, che ha portato a una parziale paralisi del mercato, anche se le premesse per la ripartenza non mancano».
Dopo un marzo molto difficile, trascorso a gestire rientri, riprotezioni e cancellazioni, le informazioni allarmistiche diffuse dai media hanno contribuito a creare una condizione di stand by sul fronte delle prenotazioni. «Per dare slancio al mercato in una fase particolarmente importante per il booking estivo, abbiamo lanciato la campagna “Keep calm” e realizzato una survey in adv per capire come intervenire per rassicurare i clienti su rimborsi, riprotezioni e scarsità di carburante in alcuni aeroporti. Abbiamo per certi versi ribadito aspetti già noti, fondamentali però nell’indirizzare i consumatori, con la grande novità della “Neos Protection” e della “Neos Fuel Protection”».
Sulla base dei risultati raccolti dalla survey in agenzia, il gruppo Alpitour è tornato poi a ribadire l’importanza di affidarsi a un operatore del turismo organizzato attraverso la campagna “Tutto bene”: «un modo per spingere sulle prenotazioni in un momento in cui si sta tornando a una fase di preventivazione che prelude a possibili conferme nel giro di qualche giorno».
Il trend attuale
«All’immobilismo degli scorsi due mesi sta subentrando un atteggiamento più dinamico: avvicinandosi l’estate e con l’arrivo del caldo, molti clienti vogliono comunque assicurarsi la vacanza e, complici prezzi più convenienti sui voli a medio e corto raggio, si comincia a intravedere qualche piccolo segnale di ripresa, associato a un forte advance booking per la prossima stagione invernale».
Non è ancora possibile stabilire se si tratti di ritardo nella prenotazione estiva o di reale contrazione della domanda: «Lo sapremo a fine estate, anche se in verità la stagione era partita nel migliore dei modi e fino a fine febbraio ci trovavamo in forte vantaggio rispetto agli anni precedenti».
Alla luce di queste considerazioni, Seghi si mantiene prudente: «Sicuramente il budget per il 2026 non sarà quello previsto in origine. Al momento il calo di fatturato su base annua potrebbe aggirarsi sul 4,5% circa, con un andamento molto ondivago, differente in base alle diverse destinazioni».
Fra i dati positivi, la ripresa delle richieste di quotazione per i gruppi e l’interesse per Italia, Baleari ed East Africa.
Soprattutto per quanto riguarda l’Italia, i prezzi sono altalenanti, con un inizio marzo in impennata e una successiva riduzione o riallineamento a valori più stabili. Perché, spiega Seghi, le tariffe sono quelle imposte dalle leggi di mercato che regolano domanda e offerta. «Qualche preoccupazione deriva semmai dalla capacità degli algoritmi che regolano il prezzo dinamico di adattarsi tempestivamente a un mercato fortemente instabile, con repentine impennate e flessioni che in anni “normali” non si registravano».
Al momento comunque, non si tratta di un tema di prezzo. La conferma viene dal trend dell’Egitto, che, malgrado resti il prodotto più venduto dal gruppo Alpitour, «sta ancora risentendo di una situazione internazionale che in realtà non lo vede in alcun modo implicato».
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[post_content] => Mapo Travel continua a investire sul Giappone, destinazione in forte crescita che segna un importante +35% di fatturato rispetto all’anno precedente. Giovedì 28 maggio a Venezia, Mapo Travel incontrerà oltre 50 agenti di viaggio in un workshop ricco di esperienze organizzato insieme a Jnto, l’ente nazionale del turismo giapponese.
«Per Mapo World, il brand Mapo specializzato nel lungo raggio, il Giappone rappresenta la prima destinazione in termini di fatturato. Un risultato raggiunto con il lavoro dei nostri product specialist, in grado di costruire viaggi sartoriali, tagliati sulle esigenze dei clienti finali. E questo è possibile solo grazie al confronto continua con gli agenti di viaggio, i professionisti che presentano fattivamente il prodotto ai viaggiatori »spiega Fabrizio Celeghin, direttore commerciale di Mapo Travel.
Durante il workshop dedicato al Giappone, gli agenti di viaggio vivranno una serie di esperienze immersive nella cultura del Paese del Sol Levante tra cui la cucina giapponese e la cerimonia del tè.
«L’obiettivo – aggiunge la general manager di Mapo Travel Barbara Marangi - è formare i nostri agenti partner sulla destinazione Giappone, puntando su un turismo diverso, curato in ogni particolare, vissuto anche con l’ausilio di un assistente, un “amico” che parli italiano e che accompagnerà gli ospiti alla scoperta di angoli di Giappone inaspettati o semplicemente a fare una passeggiata tra le vie che uniscono modernità e tradizione raccontando aneddoti e curiosità che solo un locale conosce. Accanto al nostro viaggio di gruppo con accompagnatore di novembre, siamo già pronti ad uscire con la programmazione delle partenze con accompagnatore per il 2027».
Non solo Giappone
Non solo Giappone. Nel roadshow che attraversa tutta l’Italia, Mapo Travel ha incontrato nei giorni scorsi gli agenti di viaggio della Campania in provincia di Napoli in un evento dedicato al Perù, realizzato in collaborazione con Air France-Klm.
«Anche l’America Latina, e il Perù in particolare, ci sta dando molte soddisfazioni in termini di richieste e di vendite. La nostra rete commerciale è sempre più capillare e gli incontri sul territorio si moltiplicano. Tra i punti più apprezzati dagli agenti troviamo il supporto continuo sia in fase di vendita che nel post vendita, l’esperienza dei nostri specialisti di prodotto e l’assistenza h24 gestita internamente da Mapo» conclude Celeghin.
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Abbiamo per certi versi ribadito aspetti già noti, fondamentali però nell’indirizzare i consumatori, con la grande novità della “Neos Protection” e della “Neos Fuel Protection”».\r\n\r\nSulla base dei risultati raccolti dalla survey in agenzia, il gruppo Alpitour è tornato poi a ribadire l’importanza di affidarsi a un operatore del turismo organizzato attraverso la campagna “Tutto bene”: «un modo per spingere sulle prenotazioni in un momento in cui si sta tornando a una fase di preventivazione che prelude a possibili conferme nel giro di qualche giorno».\r\nIl trend attuale\r\n«All’immobilismo degli scorsi due mesi sta subentrando un atteggiamento più dinamico: avvicinandosi l’estate e con l’arrivo del caldo, molti clienti vogliono comunque assicurarsi la vacanza e, complici prezzi più convenienti sui voli a medio e corto raggio, si comincia a intravedere qualche piccolo segnale di ripresa, associato a un forte advance booking per la prossima stagione invernale».\r\n\r\nNon è ancora possibile stabilire se si tratti di ritardo nella prenotazione estiva o di reale contrazione della domanda: «Lo sapremo a fine estate, anche se in verità la stagione era partita nel migliore dei modi e fino a fine febbraio ci trovavamo in forte vantaggio rispetto agli anni precedenti».\r\n\r\nAlla luce di queste considerazioni, Seghi si mantiene prudente: «Sicuramente il budget per il 2026 non sarà quello previsto in origine. Al momento il calo di fatturato su base annua potrebbe aggirarsi sul 4,5% circa, con un andamento molto ondivago, differente in base alle diverse destinazioni».\r\n\r\nFra i dati positivi, la ripresa delle richieste di quotazione per i gruppi e l’interesse per Italia, Baleari ed East Africa.\r\n\r\nSoprattutto per quanto riguarda l’Italia, i prezzi sono altalenanti, con un inizio marzo in impennata e una successiva riduzione o riallineamento a valori più stabili. Perché, spiega Seghi, le tariffe sono quelle imposte dalle leggi di mercato che regolano domanda e offerta. «Qualche preoccupazione deriva semmai dalla capacità degli algoritmi che regolano il prezzo dinamico di adattarsi tempestivamente a un mercato fortemente instabile, con repentine impennate e flessioni che in anni “normali” non si registravano».\r\n\r\nAl momento comunque, non si tratta di un tema di prezzo. 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E questo è possibile solo grazie al confronto continua con gli agenti di viaggio, i professionisti che presentano fattivamente il prodotto ai viaggiatori »spiega Fabrizio Celeghin, direttore commerciale di Mapo Travel.\r\nDurante il workshop dedicato al Giappone, gli agenti di viaggio vivranno una serie di esperienze immersive nella cultura del Paese del Sol Levante tra cui la cucina giapponese e la cerimonia del tè.\r\n«L’obiettivo – aggiunge la general manager di Mapo Travel Barbara Marangi - è formare i nostri agenti partner sulla destinazione Giappone, puntando su un turismo diverso, curato in ogni particolare, vissuto anche con l’ausilio di un assistente, un “amico” che parli italiano e che accompagnerà gli ospiti alla scoperta di angoli di Giappone inaspettati o semplicemente a fare una passeggiata tra le vie che uniscono modernità e tradizione raccontando aneddoti e curiosità che solo un locale conosce. 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