25 August 2026

Alpitour World, Burgio: «La quotazione in Borsa è uno sviluppo naturale»

Gabriele Burgio

La quotazione in Borsa si avvicina e la conferma viene dallo stesso presidente e a.d. di Alpitour World, Gabriele Burgio, che in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera sottolinea come, dopo l’aumento della partecipazione nel capitale di Alpitour messo a segno da Tip, la Borsa sia diventata «uno sviluppo naturale. Stiamo ragionando e stiamo studiando: quando arriveremo a 200 milioni di Ebitda avremo la dimensione giusta».

Malgrado la delicata situazione geopolitica, i tempi sono maturi: la corsa verso Piazza Affari è stata accelerata dai brillanti risultati conseguiti negli anni, culminati nell’ultimo bilancio, quello relativo all’anno finanziario 2024-25, che ha portato nelle casse del gruppo ricavi per quasi 2,3 miliardi di euro, in crescita del 9,8% sull’anno precedente e un utile pari a 75,4 milioni, in aumento del 41%.

«Per il futuro, potremmo replicare il nostro modello in altri Paesi oppure rafforzare la nostra presenza in Italia. Personalmente, propenderei per la seconda ipotesi, in modo da consolidare il nostro ruolo di interlocutore per gli italiani che vogliono viaggiare all’estero e per gli stranieri che vogliono venire in Italia”, che attualmente procurano quasi il 20% del fatturato totale.

Cambiamento strutturale

Il manager evidenzia poi un cambiamento strutturale che sta interessando il turismo: «Oggi i viaggi non sono più un consumo discrezionale, ma quasi essenziale» ha spiegato Burgio. Si tratta di un trend emergente, che Alpitour World soddisfa con una potenza di 27 hotel e 18 aerei, che procura in un anno qualcosa come 3,3 milioni di turisti-clienti.

«Abbiamo più di 1.000 clienti che fanno oltre otto viaggi all’anno con noi e oltre 3.000 che ne fanno più di cinque» spiega Burgio. Un flusso che né inflazione, né guerre, né aumento dei prezzi riusciranno a bloccare. “Fino a prima della guerra le previsioni sul 2026 erano rosee ed eravamo ampiamente sopra le attese per l’anno”. E anche in uno scenario complesso come quello attuale, la capacità di offrire tante soluzioni in aree del mondo differenti, potendo contare su una compagnia aerea di proprietà e su un gruppo alberghiero, può fare la differenza. “L’Egitto sta crescendo moltissimo, così come l’Italia, con gli hotel che stanno registrando prenotazioni in aumento del 27%. Per contro, l’interesse sugli Stati Uniti è un po’ calato e Cuba è praticamente chiusa”.

Sulla situazione attuale, Burgio prende tempo: la stagione  forte nelle località interessate dal conflitto «era ormai agli sgoccioli perchè sta arrivando il caldo. Ovviamente, i conflitti generano paura e, quindi, spingono a rinviare la prenotazione delle vacanze». Il fatto però di proporre tante destinazioni diverse «ci rende meno esposti agli choc geopolitici: lo dimostra il fatto che in questi anni di permacrisi i nostri risultati sono sempre cresciuti».

Infine, sul futuro andamento dei prezzi, «per il momento non vedo inflazione sul turismo, anche se bisognerà vedere quali saranno gli effetti della fiammata di petrolio e gas».

 

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