Calo dell’1% dei profitti Air New Zealand
26 agosto 2008 15:03
Air New Zealand ha chiuso l’esercizio fiscale 2007-2008, lo scorso 30 giugno, con un utile netto di 218 milioni di dollari neozelandesi (circa 153,5 milioni di dollari Usa), in calo dell’1% rispetto al risultato dell’anno precedente. La compagnia aerea (il 77% delle quote è proprietà del governo neozelandese) ha dichiarato un dividendo di 3,5 centesimi per azione rispetto ai 5 centesimi dell’ultimo esercizio.
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[post_content] => Il gruppo Qatar Airways ha riportato il network all’85% dei livelli pre-crisi e ha creato due nuove figure dirigenziali per ottimizzare le operazioni e rafforzare l’attenzione verso i passeggeri.
L'operativo estivo 2026 della compagnia aerea prevede oltre 140 partenze giornaliere da Doha verso più di 160 destinazioni nel mondo. Ciò consente di raggiungere l’obiettivo che il gruppo si era prefissato all’inizio di quest’anno, al culmine delle turbolenze regionali che avevano bloccato gran parte della rete, ovvero tornare all’85% entro metà giugno.
Le due nuove nomine sostengono tre priorità che daranno forma alla prossima fase di crescita del gruppo. L’attenzione è rivolta a garantire un’esperienza di viaggio di livello mondiale in ogni punto di contatto, all’ampliamento della rete passeggeri e merci grazie a una flotta moderna e alla nuova generazione di Qsuite, nonché agli investimenti nel personale, nella sua crescita professionale, nella successione e nelle competenze che gli anni a venire richiederanno.
Entrambe le figure riportano direttamente al ceo del gruppo, Hamad Al-Khater.
Il direttore operativo riunirà le funzioni operative del gruppo sotto un’unica guida, ponendo l’accento sulla responsabilità, sulle prestazioni e sui più elevati standard di sicurezza. Il ruolo è ricoperto da Abdulla Ali, cittadino del Qatar, promosso dalla sua attuale posizione di vicepresidente senior dei servizi a terra.
Il chief customer officer riunisce il marchio e i punti di contatto con i clienti sotto un unico approccio coordinato, garantendo coerenza, eccellenza e cordialità durante tutto il percorso del cliente. Il ruolo è ricoperto da Calum Laming, cittadino con doppia cittadinanza irlandese e britannica, che più recentemente ha ricoperto la carica di chief customer officer presso British Airways dal 2022 fino all’inizio di quest’anno, e ha ricoperto posizioni dirigenziali incentrate sul cliente presso importanti compagnie aeree internazionali, tra cui Etihad Airways e Air New Zealand.
«Queste nomine guardano al futuro. Con l’ingresso di Abdulla e Calum nel nostro team dirigenziale, agiremo con maggiore rapidità, rafforzeremo la nostra attenzione all’eccellenza e metteremo il cliente al centro di ogni decisione che prendiamo - ha commentato Al-Khater -. Queste nomine riguardano anche il nostro personale, ampliando la nostra capacità di sviluppare talenti e sostenere la crescita dei nostri team».
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[post_content] => Eva Air ha inaugurato la nuova rotta tra Taipei e Washington Dulles, diventando così la prima compagnia aerea ad aprire un corridoio diretto attraverso il Pacifico per la comunità imprenditoriale della capitale statunitense.
Il nuovo collegamento elimina completamente lo scalo per i viaggiatori diretti a Taipei o che proseguono verso altre destinazioni della rete asiatica della compagnia aerea.
«Vediamo un immenso potenziale di mercato nell’area metropolitana di Washington D.C. Questa nuova rotta potenzierà in modo ottimale il network di Eva Air negli Stati Uniti orientali, offrendo un servizio di alta qualità sia ai viaggiatori d’affari che a quelli leisure» ha affermato Clay Sun, presidente di Eva Air.
L’aeroporto di Washington Dulles è anche un importante hub per United Airlines, anch’essa membro di Star Alliance, il che garantisce a EVA un ulteriore afflusso di passeggeri provenienti da tutta la costa orientale e sostiene le prestazioni sui voli a lungo raggio grazie ai collegamenti interni statunitensi.
Washington Dulles è uno dei due soli scali nordamericani di Eva Air a offrire l’ultimo prodotto Premium Economy del vettore.
La cabina di quarta generazione offre quella che il vettore descrive come una delle distanze tra i sedili più generose del settore nella sua categoria: un notevole punto di forza su un volo di circa 16 ore e un’opzione pratica per i viaggiatori d’affari che necessitano di comfort senza dover obbligatoriamente sostenere i costi della business class.
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[post_content] => Air India lancia una nuova tariffa “Basic” su una parte della proprio network domestico, con un biglietto meno caro in classe Economica, ma senza pasto gratuito a bordo. La compagnia di bandiera indiana intende così rispondere alla pressione della low cost IndiGo, che domina il mercato interno.
La nuova tariffa Basic viene testata su una selezione di rotte nazionali: mantiene gli elementi fondamentali di un biglietto Air India, con 15 kg di bagaglio da stiva e 7 kg di bagaglio a mano, ma elimina i pasti.
«La tariffa Basic è pensata per i viaggiatori che privilegiano il prezzo e non hanno bisogno di servizi aggiuntivi», spiega il vettore in una nota, precisando che essa «amplia la scelta dei clienti in classe Economy sui voli domestici». I passeggeri possono comunque ordinare un pasto a pagamento fino a 24 ore prima della partenza, con una scelta di menu vegetariani, non vegetariani, giainisti o adatti ai diabetici.
La nuova Basic garantisce un risparmio di circa 500-600 rupie (4,60-5,50 euro) a tratta rispetto a una tariffa Economy standard che include un pasto. Il prodotto è per ora disponibile su un numero limitato di rotte a corto raggio, tra cui Delhi–Chandigarh, Delhi–Amritsar e Bengaluru–Hyderabad, ma potrebbe essere esteso se la domanda lo giustificherà.
La compagnia di bandiera indiana, ora controllata dal gruppo Tata, rivendica chiaramente la logica competitiva dell’iniziativa. Parla di un «biglietto a basso costo» destinato a offrire un’alternativa ai passeggeri «attenti al prezzo». Air India precisa che valuterà la reazione dei passeggeri durante questa fase pilota prima di decidere un’estensione più ampia sulla rete interna.
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[post_content] => Le compagnie aeree tirano un sospiro di sollievo dopo mesi di difficoltà a causa del brutale aumento dei prezzi del carburante. Attualmente il carburante per aerei si attesta attualmente a 958 dollari per tonnellata, rispetto al picco di quasi 1.700 dollari raggiunto a seguito della guerra.
Nella settimana precedente allo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Israele con l'Iran, il prezzo del carburante per aerei era di 762,80 dollari a tonnellata. Ciò significa che le compagnie aeree hanno pagato più del doppio del prezzo normale, con conseguenti mesi di gravi problemi in termini di redditività.
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La crisi nei risultati finanziari del 2026
Sebbene le principali compagnie aeree si avvalgano di strumenti di copertura, nessuna è immune all'impatto dell'aumento dei prezzi del carburante che, nonostante il calo registrato nelle ultime settimane, rimangono comunque superiori ai livelli prebellici.
Naturalmente l'impatto si farà sentire sui risultati finanziari del 2026, soprattutto per le compagnie più piccole, che in genere dispongono di livelli di copertura assicurativa inferiori. Anche le aziende più grandi, pur essendo più protette, non sfuggiranno a un calo degli utili.
Vale la pena ricordare che il direttore generale della Iata, Willie Walsh, ha recentemente messo in guardia sui rischi derivanti dalla crisi del carburante. "Purtroppo, alcune compagnie aeree dovranno chiudere a causa dei prezzi del carburante, e altre saranno acquisite da gruppi più solidi".
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[post_content] => Entro il 2030 i viaggiatori internazionali in Africa raddoppieranno. La previsione di Un Toursim offre ad Alessandro Simonetti, titolare di African Explorer - World Explorer, lo spunto per definire il piano di sviluppo strategico per i prossimi anni. Che parte da un dato certo: «Già nel periodo immediatamente successivo alla pandemia i numeri sull’Africa erano in crescita. Anche i recenti problemi connessi a Ebola hanno influito solo su alcune destinazioni del continente, in primis Uganda e Ruwanda e, in minor misura, Kenya e Tanzania. Il fatto è che l’Africa è diventata una meta stabile, non più appannaggio di pochi “coraggiosi”. Una destinazione in grado di attrarre una clientela eterogenea, che ci ha spinto a lanciare la nuova linea di viaggio African Journey. In verità, abbiamo voluto identificare con un brand ad hoc un insieme di viaggi che già proponevamo, ma che necessitavano di una più spiccata caratterizzazione data la loro unicità».
Il riferimento è preciso: «Vogliamo affrancarci dalla tipologia di viaggio “deluxe” nella quale il cliente richiede soluzioni alberghiere al top. Quello di African Journey è un modello di viaggio esperienziale, di scoperta, sicuramente costoso in quanto si avvale di strutture piccole, inserite in contesti poco battuti, che talvolta possono richiedere spostamenti un po’ più lunghi sfruttando le jeep o piccoli aerei. Un modo diverso di scoprire l’Africa e le sue località iconiche, con un approccio alternativo, frutto della nostra grande specializzazione sui Paesi visitati».
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Il trend del 2026
Simonetti parla del 2026 come di un anno «già di per sè complicato da una serie di fattori esogeni, reso più difficile da una comunicazione terroristica cavalcata da chi, probabilmente, ha interesse a far restare gli italiani in Italia. Quello italiano è un mercato emotivo, che si spaventa subito ma che con altrettanta velocità dimentica e si riprende. In questo momento tuttavia siamo ancora in balia di un rallentamento delle prenotazioni che nasce da una comunicazione errata». In relazione all’aumento del costo del carburante ad esempio, «Si tratta di un non problema, che però sta facendo lievitare i prezzi anche per il 2027. Una speculazione che finisce per ripercuotersi sul nostro lavoro e che rende il 2026 un anno di stagnazione».
Malgrado tutto però, Simonetti resta ottimista e fiducioso nei nuovi progetti, che le agenzie stanno già recependo positivamente. «La voglia di viaggiare c’è e la mia Africa ha tutte le carte in regola per superare anche questa fase di difficoltà».
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Quattro nuove strutture in Italia per Ihg Hotels & Resorts, che portano il portafoglio nel nostro Paese a oltre 50 proprietà fra aperte e in pipeline. I progetti coprono destinazioni urbane e turistiche chiave e includono un nuovo hotel a doppio marchio Crowne Plaza e Staybridge Suites Milano NoLo - primo hotel a marchio Staybridge Suites e primo progetto a doppio marchio di Ihg in Italia - insieme all'hotel Indigo in Puglia, ad Alberobello e al Garner Hotel di Torino Porta Nuova. Questi accordi sottolineano la continua espansione di Ihg attraverso molteplici marchi e segmenti di mercato, così come il suo focus sulle opportunità di conversione e sulle partnership con proprietari e operatori italiani.
Willemijn Geels, vice president, development, Europe, Ihg Hotels & Resorts, ha dichiarato: «Raggiungere questo traguardo di oltre 50 hotel aperti e in cantiere riflette lo slancio che abbiamo in Italia e la crescente fiducia che i proprietari ripongono nei nostri brand. L'Italia è uno dei mercati dell'ospitalità più dinamici d'Europa e vediamo enormi opportunità di crescita sia nelle principali città sia nelle destinazioni turistiche di alta qualità».
Le strutture
L'hotel a doppio marchio Crowne Plaza e Staybridge Suites sarà situato nel quartiere in rapida crescita di NoLo a Milano. Il progetto prevede la conversione e il rebranding di un hotel esistente in un'offerta combinata di categoria upper-upscale e per soggiorni di lunga durata, comprendente 167 camere Crowne Plaza e 96 appartamenti Staybridge Suites, con l'apertura di entrambi gli hotel prevista per gennaio 2027. Gli hotel sono di proprietà di Reinvest e segnano il debutto del marchio Staybridge Suites a Milano, potenziando al contempo la presenza di Crowne Plaza di Ihg in città. L'hotel a doppio marchio disporrà di molteplici ristoranti e bar, una piscina, strutture per il fitness e otto sale riunioni per un totale di 1.000 metti quadrati.
Rafforzando ulteriormente questa crescita, Ihg ha anche firmato l'hotel Indigo, in Puglia, ad Alberobello, segnando il primo hotel Indigo del gruppo nella regione e un passo significativo nel rafforzamento della sua presenza luxury & lifestyle nel Sud Italia. L'hotel di nuova costruzione da 129 camere sarà gestito da Ag Group e la sua apertura è prevista per il 2028.
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[post_content] => L'Adriatico cresce, ma non corre ancora quanto il resto del Mediterraneo. È il messaggio che emerge dall'Adriatic Sea Tourism Report 2026, presentato a Venezia in apertura dell'Adriatic Sea Forum.
Quest'anno i 35 porti crocieristici dell'area movimenteranno circa 5,7 milioni di passeggeri, in crescita del 6% sul 2025, con 4.000 toccate nave (+7,7%). Numeri positivi che però non bastano a recuperare i livelli record del 2019.
Il motivo è chiaro: tra il 2019 e il 2025 l'Adriatico è stata l'unica macroarea del Mediterraneo a perdere traffico (-8%), frenata da infrastrutture e regolamenti che limitano l'arrivo delle navi più grandi, mentre il Mediterraneo occidentale e quello orientale hanno continuato a crescere.
L'Italia si conferma il primo mercato dell'area con oltre 2,1 milioni di passeggeri, davanti a Croazia e Grecia. Tra gli scali domina ancora Corfù, che raggiunge per la prima volta il milione di crocieristi, seguita da Dubrovnik e Kotor. Venezia, invece, chiuderà il 2026 con circa 530 mila passeggeri, in calo rispetto allo scorso anno.
«Il futuro del turismo dal mare passa attraverso equilibrio, sostenibilità e capacità di fare rete», ha sottolineato Matteo Gasparato, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, ricordando il percorso avviato da Venezia e Chioggia per coniugare sviluppo, tutela ambientale e qualità dei flussi.
Continua a crescere anche il comparto dei traghetti, che raggiungerà 20,6 milioni di passeggeri, mentre la nautica conta oggi 347 strutture e oltre 81.700 posti barca.
Per gli operatori, la competitività si giocherà soprattutto su innovazione e infrastrutture. «Il settore sta recuperando il ritardo nella digitalizzazione con servizi sempre più evoluti e nuove applicazioni di intelligenza artificiale dedicate al cliente», osserva Matteo Della Valle, chief commercial officer di GNV, che richiama anche la necessità di regole più uniformi sulla sostenibilità e di maggiori investimenti nelle infrastrutture per il Gnl.
Una visione condivisa anche da Gabriele Ubaldi, chief commercial officer di Adria Ferries: «I porti devono diventare un ponte verso i territori. L'Adriatico va promosso come una macro-destinazione, valorizzando anche l'entroterra e l'area balcanica attraverso una strategia comune».
A sostenere questa crescita saranno anche gli investimenti: tra il 2027 e il 2030 sono già programmati oltre 843 milioni di euro per nuove infrastrutture dedicate a crociere, traghetti e nautica. Un piano che punta a rendere l'Adriatico più competitivo e a ridurre il gap con il resto del Mediterraneo.
(Enzo Scudieri)
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L'intesa rientra nella strategia di British Airways volta a rafforzare la presenza in America del Nord, un mercato chiave per il gruppo Iag. Le rotte transatlantiche verso il Canada sono strategiche e storicamente dominate da Air Canada e dai partner in Star Alliance. Con questo partenariato, British Airways ha migliorato la sua competitività rispetto a Air Canada e Lufthansa.
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Novità in casa di Viaggialdo, impegnato su due fronti: da un lato, il prossimo lancio del nuovo sito web con l’attivazione della teleprenotazione a partire dal ° luglio. Parallelamente, il tour operator apre ufficialmente le vendite per l’Oman, con proposte esclusive per il Capodanno e un ricco calendario partenze 2026–2027 dedicato al prodotto di punta “Essenza dell’Oman”.
Il nuovo sito
Il nuovo sito Viaggialdo sarà online a breve e rappresenterà un’evoluzione significativa in termini di user experience, accessibilità e gestione delle prenotazioni. «Non si tratta solo di un restyling, ma di un vero e proprio lavoro di miglioramento digitale attorno all’identità del brand: più intuitivo, più veloce e più vicino alle esigenze delle agenzie e dei clienti finali» sottolinea Elisa Sebastianelli, amministratore di Viaggialdo.
Dal 1° luglio sarà inoltre attiva la teleprenotazione, uno strumento pensato per rendere ancora più fluido il lavoro delle agenzie partner, semplificando la gestione delle richieste e velocizzando i tempi di conferma.
Sono inoltre ufficialmente aperte le vendite per le partenze di Capodanno dedicate all’Oman Oman, con tour esclusivi e posti su voli “vuoto-pieno” operati da Oman Air da Milano Malpensa (27/12 – 05/01) e Gulf Air da Roma (30/12 – 09/01).
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