8 maggio 2007 14:41
E’ specificato nel bando di gara, e per il Vice Presidente del Consiglio Francesco Rutelli è una condizione irrinunciabile: chi si aggiudicherà Alitalia dovrà fare gli interessi del Sistema Italia e dell’industria turistica, con la garanzia anche di tratte per ora non operate.
«Non favorirò l’acquisto della compagnia aerea da parte di qualcuno che la trasformi in un vettore regionale al servizio di un carrier competitor – ha detto Rutelli -. Non può certo verificarsi che i turisti giapponesi per venire in Italia debbano prima passare da altre città europee come Francoforte e Parigi, dove magari spendono molti dei soldi a disposizione per il viaggio. Chi compra Alitalia deve essere pronto a investire, soprattutto nella flotta, con l’acquisto di altri aerei».
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[post_content] => Il peso dall'aumento dei prezzi del cherosene causato dal conflitto in Medio Oriente, cui si sommano anche le problematiche legate alle recenti agitazioni sindacali, si ripercuote sulla strategia del Gruppo Lufthansa, che corre ai ripari.
Risultato: taglio dell'operativo voli sulle rotte a corto, medio e lungo raggio, e misure urgenti per accelerare la modernizzazione della flotta. In pratica: da subito (sabato 18 aprile) 27 aeromobili di Lufthansa CityLine saranno definitivamente messi a terra, «al fine di ridurre ulteriormente le perdite della compagnia aerea in deficit. Gli aeromobili Canadair Crj stanno giungendo al termine della loro vita operativa tecnica e presentano costi di esercizio relativamente elevati».
In una seconda fase, spiega il gruppo tedesco in un comunicato, «la capacità a lungo raggio sarà ridotta di sei aeromobili intercontinentali alla fine dell'orario di volo estivo. Gli ultimi quattro Airbus A340-600 lasceranno la flotta in ottobre, mentre due Boeing 747-400 saranno messi a terra a partire da ottobre per il prossimo inverno. L'addio definitivo a questo tipo di aeromobile è previsto per il prossimo anno.
Una terza fase interesserà l'operativo dell'inverno 2026/27, «con una riduzione delle capacità del marchio principale Lufthansa nell'ambito del previsto consolidamento dei voli a corto raggio».
Lufthansa precisa inoltre che «Il consumo di cherosene delle compagnie aeree passeggeri del Gruppo Lufthansa è coperto a un tasso superiore alla media, pari a circa l’80%, in base ai prezzi del petrolio greggio. Ma il restante 20% deve ancora essere acquistato a prezzi di mercato notevolmente più elevati. Questa quota particolarmente costosa del fabbisogno di carburante sarà ridotta di circa il 10%».
Till Streichert, chief financial officer Lufthansa Group, spiega che «L'obiettivo è quello di focalizzare più chiaramente le nostre piattaforme a corto e medio raggio e renderle più competitive. Da tempo avevamo già individuato la possibile eliminazione di CityLine dal nostro piano di sviluppo, indipendentemente dall'attuale crisi geopolitica. La crisi attuale ci sta ora costringendo ad attuare questa misura prima del previsto. Si tratta di un passo doloroso, in particolare per quanto riguarda i colleghi di Lufthansa CityLine. È quindi ancora più importante ora trovare opportunità di impiego continuativo all'interno del Gruppo».
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[post_content] => L'aeroporto più vicino all’Europa in tutto il Sud America, clima perfetto tutto l’anno, nuovi itinerari dedicati alla destinazione, una grande offerta ricettiva parte da qui il rilancio del Cearà con il Travel Show che ha fatto tappa a Roma e a Milano per incontrare il trade.
Il 2025 ha segnato un punto di svolta storico per il Ceará, con il raggiungimento del record assoluto di arrivi internazionali, un incremento del 19,46% rispetto al 2024. "L'Italia si conferma il quarto mercato emissore globale per lo Stato, rappresentando circa il 10,48% del totale degli arrivi internazionali - ha spiegato Thiago Marques, coordinatore marketing Setur -. Posizionato nelle vicinanze dell’equatore, il Ceará gode di un clima tropicale stabile che costituisce uno dei suoi punti di forza più solidi sul mercato internazionale, ed è vendibile tutto l'anno. Vogliamo presentare la rinnovata offerta turistica».
Il consolidamento del Ceará come porta d'ingresso del Brasile è supportato da una rete di collegamenti aerei in continua espansione. Sebbene attualmente non esistano voli diretti dall'Italia a Fortaleza, la connettività è garantita da hub europei che offrono tempi di transito ottimizzati, come per esempio il nuovo volo da Madrid operato da Iberia, in connessione dall'Italia.
Lo stato brasiliano ha presentato i suoi punti di forza: «Il Ceará non è più solo Fortaleza, Jericoacoara e Canoa Quebrada - ha commentato Elisabetta Casaccia, responsabile sviluppo turistico Secretaria do Turismo (Setur) -. È uno stato in piena evoluzione turistica, con nuove destinazioni emergenti, infrastrutture moderne. Per gli operatori italiani, si tratta di un’opportunità concreta capace di offrire esperienze diversificate e un ricco calendario di eventi. L’offerta ricettiva dello stato si rivolge a una platea ampia e differenziata: resort di lusso con ogni comfort per chi vuole un soggiorno di alto livello; hotel di catena internazionale per gruppi e viaggi organizzati; pousadas per chi preferisce un’esperienza più autentica e raccolta; ostelli per il turismo giovane e indipendente.capace di rispondere alle esigenze di target molto diversi tra loro».
Oltre alla "Rotta delle Emozioni" che rimane il prodotto turistico di punta per il mercato italiano, un itinerario interregionale che collega il Ceará (Jericoacoara), il Piauí (Delta del Parnaíba) e il Maranhão (Lençóis Maranhenses), ci sono altre 5 rotte tematiche che coprono sia il litorale a nord - in direzione dell’equatore - sia quello a sud e nelle zone interne, offrendo esperienze diversificate e complementari. Si parte dalla Rotta della Costa dei Venti in una delle mete più ambite al mondo per gli appassionati di kitesurf e windsurf, la Rotta delle falesie tra dune e mare, la Rotta Verde del Cafè di tipo gastronomico ed esperienziale, la Rotta dei Belvedere di Ibiapaba tra i paesaggi montani, la Rotta dei Cariri tra cultura e religione, questo sistema di rotte consente agli operatori di costruire itinerari modulari, adattabili a target di clientela differenti e a durate di soggiorno variabili
L'evento ha visto la collaborazione anche di Stefano Andretta, sales dmc Del Bianco e da Flaminia Mantegazza, responsabile Turismo dell' Ambasciata del Brasile a Roma che hanno evidenziato come Fortaleza negli ultimi anni abbia conosciuto una profonda trasformazione urbana e sia una destinazione sicura.
Il lungomare della Beira Mar, tradizionale cuore della vita balneare cittadina, è stato completamente riprogettato: i vecchi mercati artigianali hanno lasciato il posto a un’ampia passeggiata attrezzata con piste ciclabili, percorsi pedonali, aree fitness e piscine pubbliche direttamente sulla spiaggia. L’offerta alberghiera si è adeguata a questa evoluzione: accanto a grandi strutture internazionali come il rinominato Afago Marero Hotel, il Grand Marquise e l’Hotel Sonata, proliferano le ‘pousadas’ - strutture a gestione familiare, più intime e accessibili, particolarmente apprezzate da viaggiatori indipendenti e giovani coppie.
(Manuela Ippolito)
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[post_content] => Tra code interminabili e voli persi, il lancio completo dell'Ees, lo scorso venerdì, si è rivelato un vero e proprio dramma. E le principali organizzazioni del comparto aereo hanno nuovamente avvertito che alle autorità di controllo delle frontiere deve essere consentito di sospendere completamente il sistema europeo di registrazione biometrica per evitare tempi di attesa eccessivi.
Secondo Airlines for Europe (A4E) e Aci Europe, l'introduzione del sistema di entrata/uscita in vigore nei 29 Paesi membri dell’area Schengen ha comportato tempi di attesa compresi tra le due e le tre ore negli aeroporti di tutta Europa. I passeggeri sostengono che i disagi siano stati causati da una mancanza di organizzazione, carenza di personale e guasti tecnici.
E in Portogallo è stata temporaneamente sospesa la raccolta dei dati biometrici: la mattina dell'11 aprile gli aeroporti Humberto Delgado di Lisbona, Francisco Sá Carneiro di Porto e Gago Coutinho di Faro hanno interrotto l’Ees, per poi riattivarlo nel pomeriggio. Altri scali hanno continuato la registrazione biometrica, ma i passeggeri ne hanno pagato il prezzo. Come accaduto ad esempio a Milano Linate, ma anche in Spagna, Francia o Austria.
Michael O'Leary, ceo del gruppo Ryanair, aveva già avvertito la scorsa settimana che l'introduzione dell'Ees sarebbe stata un “disastro”, prevedendo che gli aeroporti più piccoli ne risentiranno maggiormente.
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[post_content] => Prende il via il percorso dei Blue Marina Awards. Il 29 aprile a Gaeta il primo appuntamento del calendario 2026 che metterà al centro una visione evoluta della portualità turistica: marina come spazi di accessibilità, educazione al mare, sostenibilità e valore per le comunità.
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[post_content] => L'Ambassador Program targato Brand Usa debutta quest'anno in Italia: l'iniziativa dedicata al travel trade viene infatti estesa in diversi mercati chiave dell'organizzazione di destination marketing degli Stati Uniti.
Obiettivo dichiarato: selezionare 250 travel trade ambassador entro il 4 luglio 2026, in concomitanza con America250, l’anniversario dei 250 anni degli Stati Uniti.
Le candidature per il mercato italiano sono aperte da ieri, 13 aprile: gli agenti di viaggio sono invitati a candidarsi inviando una presentazione scritta o un video in cui descrivono il loro interesse per la destinazione e il loro contributo al settore.
«Gli agenti di viaggio sono uno dei motori più potenti per l’incremento dei viaggi internazionali e la loro influenza si estende ben oltre le singole prenotazioni - spiega Malcolm Smith, svp global markets & chief trade and product development officer di Brand Usa -. Attraverso il Global Ambassador Program stiamo investendo in una rete di esperti altamente coinvolti che possano ampliare la visibilità delle destinazioni degli Stati Uniti nei rispettivi mercati. In quanto piattaforma pensata per connettere il travel trade e ispirare nuovi specialisti degli Stati Uniti, il programma rafforza l’engagement e sostiene una crescita stabile dell'inbound verso gli Usa, come parte della nostra più ampia strategia internazionale durante America250».
Il programma è stato inizialmente sviluppato con un progetto pilota in Australia e Nuova Zelanda nel 2025, dove ha coinvolto 12 consulenti di viaggio selezionati per formare la prima coorte di Brand Usa Ambassadors. Al centro del programma vi è un approccio peer-to-peer, attraverso il quale gli agenti condividono conoscenze ed esperienze all’interno delle proprie reti, contribuendo a creare una comunità di settore più connessa e informata.
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Iniziamo bene. Il nuovo ministro del turismo Mazzi, visitando Vinitaly ha iniziato a fare dichiarazioni che ricordano la sua predecessora. E' come se fosse cambiato il corpo ma non le corde vocali.
Vediamo la prima affermazione: “Questa crisi internazionale può aumentare il turismo più domestico, più di prossimità – spiega Mazzi – e per turismo domestico intendo anche quello europeo: probabilmente molti sceglieranno mete più vicine. In questo l’Italia resta uno dei Paesi più attrattivi”.
Bisogna che qualcuno riferisca al ministro (e lo faccia urgentemente) che esiste un turismo in entrata e un'altro in uscita e tutti e due insieme valgono 240 miliardi di euro. Non uno solo, entrambi. Possibile che nessuno faccia a questi ministri un po' di scuola prima di aprire bocca? Solo una piccola lezioncina da seconda media. Andiamo a chiedere a un tour operator che fa outgoing se è contento della situazione e poi sentiremo la risposta.
La leva
Punto due. L’enoturismo è la leva per il rilancio del turismo italiano. E anche questo mi ricorda la Santanchè che ovunque andasse diceva che quel segmento poteva rilanciare il turismo italiano. Ma il turismo italiano non deve essere per niente rilanciato, semmai organizzato. Il turismo italiano va benissimo. Di quale rilancio parla il ministro?
Infine il colpo da maestro. L'elogio delle cantine. “Le cantine diventano luoghi di benessere – evidenzia il ministro – dove si può vendere direttamente il vino e offrire un’esperienza che il turista poi racconta. Il passaparola può funzionare molto”. Un' esperienza che il turista poi racconta, se non ha bevuto troppo, naturalmente.
di Giuseppe Aloe
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[post_content] => Ritenuta d'acconto e adv. A seguito della circolare emessa dalla Iata il 17 marzo 2026, si delinea la nuova tabella di marcia per le agenzie di viaggio italiane in merito all'applicazione della ritenuta d’acconto sulle commissioni. Le modifiche derivano dalle disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025, articolo 1, commi 140-142), che prorogano l'obbligo di applicazione della ritenuta sulle commissioni corrisposte alle agenzie di viaggio.
Iata ha confermato che l'attivazione dei nuovi sistemi di calcolo Bsp avverrà ufficialmente il 1° maggio 2026. Attualmente, l'associazione sta completando i necessari miglioramenti tecnologici per garantire che il sistema Bsp supporti correttamente le nuove regole.
Adempimenti per le agenzie di viaggio
Per i professionisti del settore, è fondamentale gestire tempestivamente le eventuali eccezioni. Richieste di ritenuta ridotta: qualora l'agenzia abbia diritto a una ritenuta ridotta, la richiesta deve essere comunicata formalmente sia alle singole compagnie aeree che alla Iata.
Canale di comunicazione
La documentazione di supporto per Iata deve essere inviata esclusivamente tramite il Portale clienti, indicato come l'unico canale di comunicazione ufficiale.
Condivisione interna: Iata raccomanda di diffondere queste informazioni a tutto il personale amministrativo e contabile.
Un nuovo aggravio per la categoria degli agenti di viaggio
L'applicazione della ritenuta d’acconto sulle commissioni, sancita dalla Legge di Bilancio 2026, rappresenta l'ennesima sfida burocratica ed economica per un settore già fortemente sotto pressione e sulla linea di galleggiamento. Sebbene Iata stia lavorando all'adeguamento dei sistemi Bsp per automatizzare il calcolo, la realtà operativa per gli agenti di viaggio si fa più complessa per diversi motivi:
Impatto sulla liquidità
La ritenuta d’acconto comporta, di fatto, un'anticipazione d'imposta che sottrae liquidità immediata alle agenzie. In un modello di business dove i margini sulle commissioni sono già ridotti, questo differimento finanziario può pesare sulla gestione quotidiana della cassa.
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(Anna Morrone)
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Le tensioni geopolitiche che nelle ultime settimane stanno interessando l’area del golfo Persico rappresentano solo l’ultimo segnale di una trasformazione ormai evidente: il turismo internazionale opera oggi in un contesto globale sempre più esposto a crisi improvvise.
C’è un dato concreto che, più di ogni analisi, racconta cosa sta accadendo. Dopo la cancellazione massiccia dei voli delle compagnie emiratine, migliaia di passeggeri si sono trovati improvvisamente bloccati all’estero. La differenza si è vista subito. Chi viaggiava con un tour operator è rientrato. Chi aveva costruito il viaggio in autonomia è rimasto per ore — in molti casi per giorni — davanti a uno schermo, alla ricerca di combinazioni di volo sempre più scarse e con prezzi triplicati.
All’indomani dell’escalation della crisi, Michele Mosca, founder & ceo di Guiness Travel, ha condiviso su Linkedin un intervento che va oltre la contingenza dell’evento: una considerazione che apre una riflessione più ampia sull’evoluzione del mercato e segna il passaggio in un punto cruciale di non ritorno.
«Negli ultimi anni il modo di acquistare viaggi è profondamente cambiato - sostiene il manager -. Sempre più spesso i viaggiatori costruiscono autonomamente il proprio itinerario acquistando singoli servizi attraverso piattaforme digitali o canali diretti. Si tratta di un’evoluzione naturale del mercato; ma anche di un modello che, nei momenti di crisi, mostra chiaramente i suoi evidentissimi limiti strutturali. Esiste una differenza sostanziale che merita di essere compresa con maggiore chiarezza: nel travel organizzato esiste un soggetto responsabile dell’intero viaggio. Quando un pacchetto turistico viene costruito e venduto da un tour operator per il tramite di un’agenzia di viaggio entrano in gioco obblighi precisi previsti dalla normativa: licenze operative, direzione tecnica, coperture assicurative, fondi di garanzia e responsabilità sull’esecuzione dei servizi inclusi nel pacchetto. È un sistema articolato che spesso rimane invisibile quando tutto procede regolarmente, ma diventa essenziale quando si verificano eventi straordinari. Negli ultimi anni il turismo globale ha attraversato alcune delle fasi più complesse della sua storia recente: pandemia, chiusure improvvise delle frontiere, conflitti internazionali, interruzioni del traffico aereo, eventi climatici estremi. Ogni volta Guiness Travel, come tutti i t.o. italiani, ha dimostrato la propria capacità di risposta: assistenza ai clienti in viaggio, riprotezioni a seguito di cancellazioni, rimborsi integrali anche quando non dovuti, riorganizzazione degli itinerari e gestione operativa delle emergenze h24. Si tratta di attività che richiedono competenze, strutture dedicate e una rete professionale capace di intervenire rapidamente anche in contesti ad alta complessità. È proprio in queste circostanze che il modello del travel organizzato rivela pienamente la propria funzione: assumersi la responsabilità della gestione del viaggio e della tutela del cliente».
«Eppure, oggi - ammette con amarezza Mosca - oltre il 70% del turismo continua a essere costruito in autonomia. È qui che si apre una riflessione strategica per tutto il settore. Perché mai come ora, in un contesto internazionale instabile, il travel organizzato ha l’opportunità — e la responsabilità — di andare a intercettare questa quota di mercato, portando un messaggio più chiaro, più diretto, più comprensibile. In questo scenario anche il ruolo delle agenzie di viaggio rimane centrale. La relazione con il cliente, la capacità di spiegare con chiarezza il perimetro delle tutele e di orientare le scelte con consapevolezza rappresentano un elemento di valore per l’intera filiera turistica».
Punto di svolta
Per Guiness Travel «il momento attuale non è solo occasione di riflessione, ma un punto di svolta. Il valore del travel organizzato non può più essere raccontato esclusivamente attraverso l’offerta di prodotto. Deve essere reso evidente, comprensibile e riconoscibile per ciò che realmente è: un sistema costruito su responsabilità, competenza e tutela concreta del viaggiatore. Per questo motivo, nelle prossime settimane, Guiness avvierà un piano di comunicazione strutturato e multicanale rivolto al mercato e alla rete distributiva. Questa visione si tradurrà in scelte operative precise: partnership selezionate, modelli distributivi coerenti e decisioni nette, orientate a rafforzare un posizionamento chiaro e distintivo. Perché in un contesto internazionale sempre più instabile non è più il tempo delle ambiguità. È il tempo della chiarezza e delle responsabilità. È il tempo di agire. Il travel organizzato non può più limitarsi a esistere. Deve affermare il proprio valore. E chi ha una struttura, una visione e una responsabilità reale — oggi — ha anche il dovere di farlo».
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[post_content] => In uno scenario internazionale complesso, l’Italia si conferma meta più richiest per chi cerca sicurezza, privacy e una gestione semplificata dell’esperienza di viaggio.
Emma Villas registra una crescita di prenotazioni dal mercato Italia (+9,5% rispetto allo scorso anno) nelle oltre 600 ville e dimore di pregio gestite dal gruppo.
La Toscana guida, con il 36% delle preferenze, la classifica delle mete preferite tra chi sceglie questa soluzione di viaggio, seguita da Puglia e Umbria (entrambe al 14%), Sicilia e Marche.
«In questa fase storica, il tema centrale non è più se si continuerà a viaggiare, ma secondo quali logiche si sceglierà di farlo. Solo tra il 28 febbraio e l'8 aprile abbiamo registrato sul portale di Emma Villas oltre 58mila accessi al sito da parte di utenti italiani (+10% rispetto allo stesso periodo del 2025), a riprova di un crescente interesse per soluzioni di vacanza sicure e di qualità all’interno dei nostri confini.
Sempre guardando ai soli nostri connazionali, anche le prenotazioni sono attualmente in crescita rispetto al 2025 (+9,5%) con un +4% delle settimane prenotate - dichiara Giammarco Bisogno, fondatore e ceo di Emma Villas - Chi sceglie la villa come soluzione, può beneficiare di una massima personalizzazione e una serie di servizi ed esperienze su misura, contare su condizioni flessibili che permettono di versare anche solo un anticipo minimo alla conferma per prenotare in totale serenità, fino alla possibilità esclusiva di proporre un prezzo per il soggiorno in alcune selezionatissime proprietà.
La villa si conferma così una scelta d’elezione in un contesto sempre più dinamico, permettendo di costruire il soggiorno desiderato, con la libertà di vivere ogni momento senza mai annoiarsi».
Con questi presupposti di sicurezza e attenzione alla clientela, Emma Villas torna in comunicazione rilanciando lo spot “Qualsiasi villa sogni”, una campagna che celebra il valore dell’esperienza privata e su misura. Lo spot accompagna lo spettatore in un viaggio verso alcune delle più suggestive destinazioni italiane, evocando atmosfere, ritmi e stili di vacanza differenti. Dai laghi del nord alle dolci colline del centro Italia fino ad arrivare alle coste luminose di Puglia e Sicilia, ogni ambientazione diventa parte di un racconto più ampio, fatto di esperienze autentiche e momenti da condividere.
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