27 March 2026

Riapre il Waldorf Astoria New York: la nuova era dell’icona mondiale dell’hotellerie

E’ ufficialmente cominciata martedì, 15 luglio, la nuova era del Waldorf Astoria di New York, che ha riaperto le sue porte dopo un’ampia ristrutturazione e una chiusura che data indietro al 2017.

L’hotel di Manhattan offre ora camere e suite più spaziose e ridisegnate: si tratta di 375 camere d’albergo e 372 appartamenti, rispetto alle precedenti 1.400 camere. La maggior parte delle sistemazioni supera i 570 piedi quadrati, superficie che le rende tra le più grandi camere e suite di Manhattan.

Sono aperte le prenotazioni per i tre ristoranti dell’hotel: Lex Yard, una brasserie americana da 220 posti guidata dallo chef Michael Anthony; la lounge Peacock Alley, ristrutturata, e Yoshoku, un ristorante giapponese che offre una cucina di ispirazione kaiseki.

I 43.000 metri quadrati di spazi per riunioni ed eventi della struttura, tra cui la Grand Ballroom, saranno nuovamente operative dal prossimo 1° settembre. La Guerlain Wellness Spa, che si estende su 20.000 metri quadrati, aprirà invece in un secondo momento.

Chris Nassetta, ceo di Hilton, ha definito l’hotel newyorkese «la struttura di lusso per eccellenza e il luogo in cui il servizio di lusso è stato perfezionato (…) Per molti versi, il Waldorf Astoria New York è l’hotel più importante del mondo».

L’hotel, inaugurato nel 1931, fu descritto dal fondatore di Hilton, Conrad Hilton, come “il più grande di tutti”.

Il restauro dell’hotel ha comportato la conservazione di 62.000 metri quadrati di spazi interni designati come punto di riferimento, e Hilton ha indicato il progetto come una delle più grandi iniziative di conservazione e riutilizzo della città di New York. Sono stati conservati i dipinti murali e l’iconico orologio del Waldorf Astoria, risalente all’Esposizione Universale di Chicago del 1893. Un pianoforte Steinway appartenuto a Cole Porter è tuttora presente nel Peacock Alley.

La proprietà del Waldorf Astoria nel 2015 è passata da Hilton alla cinese Anbang Insurance Group, con un’operazione da 1,95 miliardi di dollari, ma il tutto è stato bloccato quando Anbang è stata sequestrata dal governo cinese nel 2018 in seguito a un’indagine per corruzione. La proprietà è ora del gruppo assicurativo cinese Dajia.

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