27 June 2026

Trinity guarda anche al mercato cinese: soggiorni studio per gli studenti orientali

Trinity ViaggiStudio accelera sul processo di internazionalizzazione della propria offerta, avviando un progetto dedicato al mercato cinese per offrire opportunità di studio della lingua inglese a un numero sempre maggiore di studenti dell’ex Celeste impero. La recente partecipazione dell’operatore italiano a un roadshow in Cina, con tappe a Chengdu, Pechino e Shanghai, ha confermato il grande interesse e la crescente domanda di programmi educativi all’estero da parte delle famiglie locali.

“La Cina è un Paese dalle enormi potenzialità – spiega la ceo & founder di Trinity ViaggiStudio, Claudia Randazzo -: la popolazione mostra un forte desiderio di crescita e formazione, con un’attenzione particolare verso la lingua inglese e il fascino dello stile italiano. Tuttavia, ancora oggi, molti giovani non sono in grado di sostenere una conversazione base in inglese”.

L’analisi del mercato ha evidenziato un divario significativo tra le famiglie benestanti, che investono in scuole internazionali e viaggi formativi per i propri figli, e la classe media emergente, che aspira a una crescita culturale e linguistica. Proprio quest’ultima rappresenta una fascia in forte espansione, con una domanda che va oltre la tradizionale vacanza studio: le famiglie ricercano esperienze più strutturate e complete.

Grazie all’acquisizione delle St. Andrews College Language Schools e attraverso Trinity International Education, sister company internazionale di Trinity ViaggiStudio, il to italiano è oggi in grado di rispondere a questa esigenza con un’ampia offerta di programmi di studio accessibili a un pubblico sempre più vasto.

Per facilitare l’accesso degli studenti cinesi ai college nel Regno Unito e negli Stati Uniti, Trinity ha quindi avviato una collaborazione con partner locali, sviluppando un progetto che consentirà loro di vivere esperienze di apprendimento in contesti internazionali, favorendo scambi culturali e relazioni globali. “Il made in Italy applicato al mondo dell’educazione è un concetto che affascina il mercato orientale“, conclude Claudia Randazzo.

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