20 dicembre 2024 12:16

Andrea Mele Vice presidente Astoi
Astoi e Ita confermano l’importante partnership attraverso il rinnovo del Protocollo d’intesa per il 2025. Nel Protocollo vengono riconosciute le specificità commerciali e giuridiche legate alla vendita dei pacchetti turistici e sono altresì delineate condizioni agevolate per i tour operator membri dell’associazione.
Il Protocollo tra Ita Airways e Astoi riconosce il ruolo fondamentale dei tour operator, sancendo al contempo benefici per i consumatori. Nell’accordo tra la compagnia e l’sssociazione sono ricompresi alcuni importanti aspetti, quali: possibilità di pagare i biglietti aerei con carta di credito aziendale; ticket time limit dedicati; prenotazione di gruppi sul sistema gso senza alcun costo iniziale; creazione di un servizio top trade dedicato.
ommenta Andrea Mele, vicepresidente e responsabile dei rapporti con i vettori di Astoi Confindustria Viaggi: “In un contesto in cui, sempre più spesso, i vettori mostrano la tendenza a non tenere in considerazione le specifiche prerogative del lavoro dei tour operator, Ita Airways, ancora una volta, ha dato prova di avere grande attenzione verso le nostre necessità operative e verso le previsioni normative dettate dalla Direttiva Europea sui Pacchetti Turistici. Tale riconoscimento è per noi fondamentale, in quanto ci pone nelle migliori condizioni per poter operare in modo efficace e coerente. I contenuti dell’accordo si allineano dunque perfettamente alle tutele ed alle garanzie previste in favore dei consumatori che acquistano pacchetti turistici”.
Anche per il 2025 è prevista la cessione del contratto di pacchetto turistico da un passeggero ad un altro, nel rispetto del Codice del Turismo e della Direttiva Europea sui Pacchetti Turistici.
Rinnovata anche la modalità di gestione dell’annullamento dei pacchetti dovuto a causa di forza maggiore: in questi casi ITA Airways, anche per il 2025, riconoscerà ai tour operator aderenti ad Astoi il rimborso totale di quanto dagli stessi rimborsato ai passeggeri, senza trattenere alcun importo.

Emiliana Limosani, cco di Ita Airways e ad di Volare
“Il rinnovo del Protocollo con Astoi è per noi strategico e testimonia l’importanza dei tour operator per Ita Airways e la forte volontà di collaborare insieme per soddisfare al meglio le esigenze del mercato – dichiara Emiliana Limosani, chief commercial officer di Ita Airways e ceo di Volare – Il 2024 è stato l’anno in cui abbiamo concentrato straordinari sforzi per espandere il nostro network di lungo raggio, inaugurando ben otto nuove destinazioni tra aprile e novembre. Abbiamo rafforzato la nostra presenza in Nord America con Chicago e Toronto, esplorato nuovi mercati come la Penisola araba – aprendo Riyadh, Gedda e Dubai – aggiunge Limosani – Nei primi undici mesi dell’anno abbiamo trasportato 16,4 milioni di passeggeri (+21% rispetto al 2023), raggiungendo con due mesi di anticipo il totale dei passeggeri trasportati l’anno scorso. Questi risultati sono stati raggiunti anche grazie al lavoro di squadra con i Tour Operator, che ci hanno dato fiducia fin dall’inizio delle nostre operazioni”
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[post_content] => Sono circa 1.000 i posti aggiuntivi che Ita Airways ha messo in vendita sulla Roma Fiumicino-Milano Linate durante questo mese di luglio, caratterizzato da load factor particolarmente elevati e da un forte aumento della domanda di viaggio tra le due città.
L’incremento dell’offerta è stato reso possibile attraverso l’utilizzo di aeromobili con maggiore capacità e la previsione di un volo aggiuntivo, nonostante il contesto operativo sia caratterizzato da una limitata disponibilità di aeromobili dovuta ai fermi di manutenzione programmata dei motori.
"Ita Airways - si legge in una nota del vettore - conferma il proprio impegno a garantire la massima attenzione alle esigenze di mobilità dei clienti, facilitando gli spostamenti tra Roma e Milano in un periodo di particolare intensità per i flussi di traffico".
Il vettore segnala inoltre che "continuerà a monitorare costantemente l’andamento della domanda sulle principali direttrici domestiche, valutando ulteriori interventi di ottimizzazione dell’offerta compatibilmente con la disponibilità della flotta e con le esigenze operative".
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L’Osservatorio Astoi fotografa per l’estate 2026 un mercato che, dopo un avvio d’anno molto positivo e una brusca frenata tra marzo e maggio, mostra concreti segnali di recupero. Le tensioni geopolitiche, i timori per la carenza del carburante aereo e l’incertezza economica avevano fortemente condizionato la domanda turistica in primavera con rallentamenti a doppia cifra. Le rilevazioni effettuate presso i Tour Operator aderenti ad Astoi indicano oggi una flessione media delle prenotazioni molto più contenuta, nell’ordine del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, grazie alla ripresa della domanda registrata da giugno.
Il dato conferma che l’estate 2026 non racconta una crisi strutturale, ma un cambiamento nei tempi e nei criteri di scelta. Gli italiani continuano a considerare la vacanza una priorità, ma attendono più a lungo prima di confermare, valutano con maggiore attenzione destinazioni e condizioni di viaggio e privilegiano formule capaci di garantire flessibilità, affidabilità, sicurezza e tutela. Il turismo organizzato intercetta questo nuovo comportamento d’acquisto, offrendo consulenza, assistenza e garanzie.
Sicurezza
Sul fronte delle destinazioni si evidenzia una redistribuzione della domanda più che un cambiamento radicale delle preferenze. In uno scenario internazionale complesso, gli italiani orientano le proprie scelte verso mete percepite come più sicure, facilmente raggiungibili e affidabili sotto il profilo operativo.
L’Italia conferma un andamento molto positivo, in crescita rispetto al 2025 di circa il 3%, con buone performance per Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia. Nel Mediterraneo, Baleari, Grecia e Tunisia si confermano tra le destinazioni più richieste, insieme a Capo Verde, mentre il Mar Rosso evidenzia segnali di progressivo recupero. Anche il Nord Europa registra un forte interesse.
Il lungo raggio continua a mostrare vitalità, a conferma che la distanza non rappresenta di per sé un freno quando la destinazione è percepita come stabile e attrattiva. Giappone e Cina risultano le mete più richieste della stagione, insieme a East Africa, Repubblica Dominicana, Messico e Sud America.
Il rallentamento più marcato riguarda Medio Oriente e Paesi dell’area del Golfo, seguiti dall’Oceano Indiano e dal Sud-est asiatico, che registrano una flessione nell’ordine del 7%. Il calo è riconducibile principalmente alla sensibile diminuzione delle prenotazioni con vettori che effettuano scalo nel Golfo e all’aumento dei costi applicati da altre compagnie. Più distante il Nord America, penalizzato soprattutto dagli effetti della politica internazionale del Paese sulla percezione dei viaggiatori.
L’Egitto rappresenta uno dei casi più emblematici della stagione: pur confermandosi una destinazione molto competitiva e storicamente rilevante per il mercato italiano, ha risentito di alcuni riflessi delle tensioni in Medio Oriente pur non essendo mai stata coinvolta in nessun episodio bellico. La flessione media, intorno al 5% rispetto allo scorso anno, appare quindi legata soprattutto a questa errata percezione piuttosto che ad elementi oggettivi. Nell’ultimo mese, tuttavia, si registra una ripresa significativa della domanda e un graduale ritorno alla normalità.
Anche il comparto crocieristico conferma la ricerca di vacanze percepite come sicure, facilmente organizzabili e con maggiore prevedibilità della spesa. La domanda privilegia soprattutto Italia ed Europa: il Mediterraneo resta la destinazione di riferimento, affiancato da un crescente interesse per il Nord Europa, in particolare per gli itinerari nei fiordi norvegesi e fino a Capo Nord.
Il sotto data
I dati raccolti confermano che non cambia la vacanza, ma il modo di acquistarla.
La durata media dei soggiorni resta sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, tra i 7 e i 10 giorni con permanenze più lunghe per i viaggi di lungo raggio e su misura.
I costi medi dei pacchetti variano in funzione della tipologia di prodotto: dai circa 900-1.200 euro a persona per il corto raggio e il prodotto Mare Italia, ai 2.500-2.700 euro per il medio raggio fino ad oltre 4.000 euro a persona per lungo raggio, tour individuali e viaggi “Tailor Made”, con pratiche più articolate. Per le prenotazioni dell’estate 2026, a modificarsi è soprattutto il processo decisionale: nonostante una quota significativa di vendite sia stata realizzata con formule di advance booking prima dell’acuirsi della crisi in Medio Oriente, cresce il peso delle prenotazioni effettuate nelle settimane immediatamente precedenti la partenza. Il cliente valuta con maggiore attenzione destinazioni, condizioni di viaggio, flessibilità e garanzie offerte dal turismo organizzato.
Il prezzo resta un elemento rilevante nelle scelte dei viaggiatori, ma non emerge come la variabile decisiva della stagione. Secondo le indicazioni raccolte, gli aumenti applicati al cliente finale risultano complessivamente contenuti, e nella maggior parte dei casi non superano incrementi medi del 5%, nonostante la crescita dei costi sostenuti dalla filiera. In molti casi gli operatori hanno assorbito parte degli aumenti per preservare la competitività dell’offerta e mantenere elevato il rapporto qualità-prezzo percepito dal cliente. Ne beneficiano le formule all inclusive, i villaggi e resort e anche il comparto crocieristico, che conferma una significativa resilienza grazie a un modello di vacanza integrato.
Flessibilità
Il contesto di maggiore incertezza rafforza anche la richiesta di protezione e flessibilità. Le polizze assicurative, le garanzie di annullamento, la possibilità di modificare la prenotazione, la stabilizzazione del prezzo in fase di conferma e l'assistenza in caso di imprevisti sono sempre più percepite come componenti essenziali della vacanza organizzata, non più come servizi accessori. Il cliente chiede di poter partire con maggiore serenità, sapendo di poter contare su un interlocutore in grado di intervenire in caso di cambiamenti dello scenario internazionale, criticità operative o necessità personali. È in questa evoluzione che il turismo organizzato rafforza il proprio ruolo. In una fase di prenotazioni più complesse e meno lineari, i Tour Operator stanno mettendo in campo una serie di strumenti pensati per rassicurare il cliente finale: formule più flessibili, tutele integrative, maggiore assistenza e, laddove necessario, soluzioni di riprotezione o rimborso nel caso in cui il viaggio non fosse più fruibile per cause di forza maggiore.
«L’Osservatorio conferma che il mercato sta attraversando una fase complessa, ma non strutturalmente compromessa - commenta Pier Ezhaya, presidente Astoi -. Dopo il rallentamento della primavera, da giugno la domanda è tornata progressivamente a crescere dimostrando che la voglia di viaggiare degli italiani resta solida. Il consumatore è più prudente e selettivo: attende più a lungo, cerca informazioni chiare, valuta con attenzione le destinazioni e chiede flessibilità, affidabilità e tutele concrete. In questo scenario il valore del turismo organizzato emerge con particolare chiarezza: chi acquista un pacchetto turistico può contare su un unico referente, in grado di assistere il cliente prima, durante e dopo il viaggio, individuare soluzioni alternative e, nei casi previsti, attivare riprotezioni o procedere al rimborso. Il nostro compito è continuare a offrire prodotti affidabili, informazioni corrette e tutte le tutele necessarie affinché il viaggio resti un’esperienza accessibile, sicura e di valore».
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Lettera a Ursula
In un comunicato stampa del 9 luglio 2026, Ryanair ha dichiarato di aver inviato a Ursula von der Leyen una lettera accompagnata da una relazione del Senato francese sulle prestazioni del controllo del traffico aereo. Questo documento parlamentare riconosce che il controllo del traffico aereo francese opera al di sotto della media europea, con un livello di ritardi e costi ritenuto preoccupante.
La compagnia afferma che i ritardi legati al controllo del traffico aereo francese sono aumentati del 60% nel 2025 rispetto al 2019, sottolineando inoltre che l'aumento delle tariffe ATC sta seguendo la stessa traiettoria dei ritardi. "Persino il Senato francese ammette ormai che il controllo del traffico aereo francese è 'il peggiore d'Europa' e che è costato alle compagnie aeree 800 milioni di euro nel 2025 ", ha scritto Ryanair nel suo comunicato stampa.
Critica politica
Il tono del comunicato stampa è particolarmente virulento nei confronti della Presidente della Commissione europea. Michael O'Leary, CEO di Ryanair, lancia una serie di attacchi personali, definendola "l'inutile von der Leyen" e accusandola di limitarsi a fare "discorsi" sulla competitività senza "attuare alcuna riforma".
"È ora che la 'inutile von der Leyen' smetta di parlare di competitività e inizi a realizzarla", ha affermato, invitando la presidente a "dimettersi" se non sarà in grado di attuare le riforme raccomandate dal rapporto Draghi sulla competitività europea, pubblicato nel 2024. Ryanair deplora inoltre "la mancanza di riforme significative" del sistema europeo di scambio di quote di emissioni (ETS) per il settore aereo, che considera "penalizzante e discriminatorio" per i voli intra-UE rispetto ai voli a lungo raggio.
Richieste
Oltre agli insulti, Ryanair ha avanzato due richieste specifiche alla Commissione europea. La prima è che tutti i fornitori di servizi di navigazione aerea (ANSP) siano obbligati a garantire la presenza di personale completo per la prima ondata di voli mattutini, pena sanzioni pecuniarie salate in caso di ritardi ripetuti.
La seconda misura mira a tutelare i sorvoli durante gli scioperi nazionali del controllo del traffico aereo, un problema ricorrente per le compagnie aeree europee da diversi anni, in particolare per quelle colpite dallo sciopero dei controllori del traffico aereo francesi. Ryanair desidera che i voli che sorvolano il territorio francese possano continuare a operare durante gli scioperi, traendo ispirazione dai sistemi implementati in altri Paesi per limitare l'impatto sul traffico internazionale.
I ritardi della Francia
La Francia viene regolarmente criticata per l'elevato livello di ritardi nel controllo del traffico aereo e per la frequenza degli scioperi che interessano tale servizio. Uno studio di Eurocontrol del 2025 aveva già evidenziato come i ritardi legati alla gestione del traffico aereo nello spazio aereo francese fossero aumentati del 50% in una sola estate rispetto all'anno precedente, rappresentando quasi un terzo di tutti i ritardi del controllo del traffico aereo in Europa.
Gli scioperi dei controllori del traffico aereo francesi, talvolta indetti da sindacati di minoranza, causano migliaia di cancellazioni di voli e notevoli disagi al traffico aereo, in particolare per le compagnie aeree con sede al di fuori della Francia. Diverse associazioni professionali, tra cui la Iata e Airlines for Europe, hanno ripetutamente chiesto normative più severe per la gestione di questi scioperi o l'attuazione di piani di emergenza per tutelare le operazioni di sorvolo.
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[post_content] => Ita Airways firma una nuova proposta enogastronomica sui voli intercontinentali, che promuove come sempre l'eccellenza del patrimonio culinario e vitivinicolo italiano.
La principale novità riguarda il nuovo menu di Business Class, disponibile su tutti i voli intercontinentali in partenza da Roma Fiumicino per tutta la stagione estiva. Pensato per coniugare qualità, estetica e stagionalità, il nuovo menu valorizza materie prime accuratamente selezionate ed è ispirato alla territorialità delle regioni italiane, proponendo un viaggio attraverso i loro sapori e tradizioni.
Si comincia con una panzanella ispirata alla tradizione toscana, affiancata da un antipasto di polpo e patate che richiama i sapori della cucina campana. Tra i primi piatti, gli scrigni ripieni di burrata rendono omaggio alla Puglia, mentre la fregola con pistacchi, gamberi e limone celebra i profumi e gli ingredienti del Mediterraneo, con richiami alla Sardegna e alla Sicilia. Tra i secondi spiccano due grandi classici della tradizione laziale, i saltimbocca alla romana e le seppie con piselli, mentre il viaggio si conclude con un dessert di ricotta e visciole, omaggio ai sapori più autentici del Lazio.
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[post_content] => Anko van der Werff lascerà la guida di Sas all'inizio del 2027 per assumere la direzione di Air Canada. Come spiegato dalla stessa compagnia scandinava, l'attuale ceo ha ufficialmente comunicato al cda che lascerà l’incarico all’inizio dell'anno prossimo, una volta assicurata la transizione, per assumere la carica di nuovo presidente e ceo di Air Canada.
Sas precisa che van der Werff rimarrà in carica fino alla sua partenza per garantire la continuità del percorso intrapreso negli ultimi anni, in particolare la ristrutturazione del modello di business e l’ingresso nel capitale da parte di Air France-Klm.
In contemporanea, il vettore canadese ha confermato la nomina, indicando che van der Werff diventerà «presidente e amministratore delegato, nonché membro del consiglio di amministrazione, entro la fine di gennaio 2027». Succederà a Michael Rousseau, il cui pensionamento avrà effetto il 31 agosto 2026, dopo 19 anni nelle fila della compagnia canadese.
Anko van der Werff, manager olandese, vanta oltre 25 anni di esperienza nel settore dell’aviazione commerciale, con un percorso professionale che lo ha portato in Europa, in America Latina e in Medio Oriente. Prima di entrare a far parte di Sas nel 2021, è stato amministratore delegato di Avianca, uno dei principali gruppi aerei latinoamericani, e ha ricoperto incarichi di alto livello presso Aeromexico, Qatar Airways e all’interno del gruppo Air France-Klm.
Tradotto con DeepL.com (versione gratuita)
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[post_content] => Un risparmio di circa 90.000 tonnellate di carburante e la riduzione di oltre 290.000 tonnellate di emissioni di CO₂ nell'arco di due anni: sono i benefici concreti derivanti dal rinnovo della flotta di Ita Airways - elemento centrale della strategia di sostenibilità e decarbonizzazione della compagnia - monitorati dal nuovo modello di misurazione del vettore in collaborazione con Bip, multinazionale specializzata nella consulenza strategica e tecnologica.
Il modello sviluppato da Bip analizza i dati operativi di ogni singolo volo e confronta le prestazioni dei nuovi aeromobili con quelle della generazione precedente. In questo modo i benefici del rinnovo della flotta non sono stimati, ma misurati sulla base dell'operatività reale.
Dal debutto nell'ottobre 2021 con una flotta di 52 aeromobili, in poco più di quattro anni, Ita Airways ha più che raddoppiato la flotta, introducendo 80 aeromobili di nuova generazione a fronte della contestuale uscita di 24 aeromobili di generazione precedente e raggiungendo un’età media di 6,3 anni, tra le più basse in Europa.
Questi risultati sono stati raggiunti nell’ambito del Progetto Eis – Entry Into Service di Ita, cioè la profonda trasformazione della flotta attraverso l'ingresso in servizio di aeromobili di Nuova Generazione (tra cui gli Airbus A220, A320neo, A321neo, A330-900 e A350-900) in sostituzione dei velivoli più datati, che consente di abbattere strutturalmente i consumi specifici e l’intensità emissiva di ogni volo, gettando le basi industriali per il raggiungimento del target di Net Zero Emissions 2050 di Icao.
Bip ha affiancato la compagnia nello sviluppo di una metodologia di monitoraggio e di un algoritmo innovativo che analizza i dati reali di esercizio di ogni singolo volo, confrontando gli scenari ante e post rinnovo della flotta.
«Il rinnovo della nostra flotta rappresenta la leva centrale della strategia di innovazione e sostenibilità di Ita Airways - ha dichiarato Francesco Presicce, chief innovation, strategic project & vision -. La collaborazione strategica con Bip ci ha permesso di validare e monitorare con criteri scientifici e dati reali i benefici della transizione tecnologica che stiamo guidando. I risultati dei primi due anni dimostrano che un percorso concreto, misurabile e trasparente verso la decarbonizzazione del trasporto aereo non è solo pianificabile, ma è già realtà, l'adozione di strumenti innovativi che incentivano questa transizione sono un inizio volto a supportare le compagnie in un percorso di rinnovamento».
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A guidare nuovamente l’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo è Avital Kotzer Adari, che raccoglie il testimone da Kalanit Goren, oggi alla guida dell’Hosting department del ministero del Turismo a Gerusalemme. Un ritorno che segna l’avvio di una nuova fase per la destinazione, impegnata a ricostruire i flussi turistici internazionali e a rafforzare il rapporto con il mercato italiano.
Visibilmente emozionata, Goren ha salutato gli operatori con cui ha condiviso gli ultimi sei anni: «Sono stati sei anni intensi, ricchi di sfide, soddisfazioni ed esperienze che porterò sempre con me. Ho avuto il privilegio di rappresentare Israele e di lavorare ogni giorno per rafforzare il legame tra Israele e l’Italia». Un percorso che oggi prosegue da Gerusalemme: «Non vi dico addio. Le porte del mio ufficio saranno sempre aperte e sarà un piacere accogliervi ancora in Israele».
Per Avital Kotzer Adari si tratta invece di un ritorno. «Per me è come tornare a casa. Rivedo tanti amici con cui abbiamo condiviso progetti, iniziative e anni di lavoro». La nuova direttrice ha assicurato che il rapporto con il mercato italiano resterà al centro dell’attività dell’Ente. «La mia porta a Milano sarà sempre aperta. Continuerò a viaggiare in tutta Italia perché il rapporto con il trade si costruisce incontrandosi, ascoltando le esigenze degli operatori e sviluppando insieme nuovi progetti».
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La strategia passa innanzitutto dal ripristino della connettività. Per l’estate sono già programmati 126 voli diretti da dieci aeroporti italiani, operati da compagnie israeliane, vettori internazionali e Ita Airways. Parallelamente il Ministero del Turismo ha avviato un piano di investimenti da 142,6 milioni destinato alla realizzazione di 2.050 nuove camere d’albergo, al potenziamento delle infrastrutture turistiche e alla riqualificazione delle strutture ricettive. Ulteriori risorse saranno dedicate allo sviluppo di Eilat, con nuovi prodotti, un centro congressi e interventi per rafforzare l’economia locale.
Accanto agli investimenti, Israele punta a sostenere concretamente la filiera. «Stiamo lavorando per rafforzare il trade in Israele - spiega la neo direttrice -. Molti operatori hanno attraversato anni difficili e il nostro obiettivo è aiutarli a ricostruire i rapporti con i tour operator, vecchi e nuovi, attraverso accordi e iniziative del Ministero».
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[post_content] => Un futuro in tandem con i vettori del Golfo? Potrebbe essere questo il destino di Condor, ora che il governo tedesco sta cercando di disinvestire dalla compagnia aerea leisure.
A tratteggiare questa possibilità è stato il ceo di Condor, Peter Gerber, in un'intervista alla rivista tedesca Stern in cui ha spiegato che, una volta avviato il processo di vendita, le compagnie aeree del Golfo potrebbero emergere come potenziali offerenti.
Gerber ha evidenziato come la strada del consolidamento sia praticamente l'unica percorribile: «Naturalmente non occorre essere profeti per affermare che Condor finirà probabilmente per integrarsi in un gruppo più grande», ha sottolineato il ceo.
Considerano che il gruppo Lufthansa non sarebbe un’opzione come acquirente per motivazioni legate all'antitrust, Gerber ha indicato come possibili candidati compagnie aeree quali Emirates, Etihad o Qatar Airways. «Si tratta anche di attori forti che, dopo l’esperienza con gli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran, potrebbero voler ridurre la propria dipendenza dal mercato interno ed essere aperti a partner provenienti da altre regioni», ha osservato Gerber.
Questi vettori, peraltro, detengono già partecipazioni in altre compagnie aeree: nel caso di Etihad, si tratta di una quota di maggioranza del 51% in Air Arabia Abu Dhabi, mentre il Qatar controlla quote di Iag, Virgin Australia e Latam.
Lo stato tedesco detiene invece una quota del 49% del capitale Condor, dopo che durante la crisi indotta dal Covid, il vettore ha ottenuto il supporto di un prestito statale del valore di milioni. Lo Stato intende ora vendere nuovamente questa quota. Un ulteriore 51% è di proprietà dell’investitore finanziario britannico Attestor, che ha acquisito una partecipazione in Condor nel 2021.
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Tra le principali opzioni a disposizione dei viaggiatori italiani ci sono quelle operate da Emirates, con voli giornalieri e doppia frequenza in tre giorni della settimana da Milano, Roma, Venezia e Bologna via Dubai; Qatar Airways, che dal 16 giugno opera quattro voli settimanali da Milano e Roma via Doha; Turkish Airlines, che dal 17 giugno collega le Seychelles tre volte alla settimana via Istanbul, con partenze da Milano, Roma, Torino, Napoli, Bologna, Venezia, Palermo e Catania; Ethiopian Airlines, con collegamenti giornalieri via Addis Abeba da Milano e Roma; Etihad Airways in collaborazione con Air Seychelles, con quattro frequenze settimanali via Abu Dhabi da Milano e Roma.
Per il mercato francese, Air Seychelles continua inoltre a operare il collegamento diretto da Parigi fino al 28 agosto, con due frequenze settimanali fino al 31 luglio e tre frequenze settimanali dal 1° al 28 agosto.
«Le difficoltà registrate nelle settimane interessate dalla crisi del Golfo hanno inevitabilmente avuto un impatto temporaneo sui flussi turistici, ma oggi il quadro è decisamente più positivo - commenta Danielle Di Gianvito marketing representative di Seychelles Tourism Board in Italia -. Stiamo osservando una graduale ripresa delle prenotazioni e degli arrivi, sostenuta dal ritorno alla piena operatività dei collegamenti aerei e dalla forte attrattività della destinazione per il mercato italiano».
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