18 novembre 2024 10:10
Un’immersione completa nelle bellezze dell’Armenia, un paese che coniuga storia millenaria, incontri autentici con le comunità e una calorosa ospitalità. Travel World Escape ha appena concluso un fam trip esclusivo, rivelando a un selezionato gruppo di agenti di viaggio una destinazione emergente e ricca di potenziale, per un turismo responsabile e di alta qualità.
I partecipanti hanno vissuto esperienze uniche e consapevoli, immergendosi nei laboratori di artigiani e artisti locali, scoprendo le antiche tecniche di lavorazione e sostenendo l’economia locale. Hanno assaporato i sapori unici dei vini armeni, prodotti in cantine a conduzione familiare, e condiviso momenti di convivialità con famiglie locali, partecipando a tradizionali cerimonie del tè.
Un’esperienza indimenticabile è stata in particolare quella di partecipare alla preparazione del pane armeno, un’antica tradizione riconosciuta dall’Unesco, imparando anche il valore simbolico di questa pratica per la cultura del Paese. Previste pure cene in ristoranti gestiti da chef locali, che promuovono prodotti a chilometro zero e creano opportunità di lavoro per i giovani. I soggiorni in strutture sostenibili, che ospitano opere d’arte di artisti locali e internazionali, hanno inoltre offerto un’opportunità per immergersi nella vibrante scena artistica armena.
Non sono mancati altri momenti interessanti, come le passeggiate serali in una Yerevan illuminata dalle luci notturne o le esplorazioni tra le stradine di Gyumri, un tuffo nel cuore pulsante della città. L’emozione di sentirsi parte della comunità locale, acquistando al mercato e interagendo con i venditori, si è intrecciata con la spiritualità vissuta nei monasteri più celebri e con l’ammirazione per le bellezze naturali del paese.
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[post_content] => Gnv presenta il nuovo spot televisivo della campagna estiva “Il tuo traghetto”, che vede Federica Pellegrini protagonista per la prima volta nel ruolo di ambassador del brand. Lo spot è ideato e realizzato da Pair, agenzia partner della Compagnia dal 2024 per progetti di comunicazione, phygital marketing e content production.
La collaborazione tra Gnv e Federica Pellegrini nasce da un rapporto già consolidato: la campionessa è stata infatti madrina delle tre più recenti nuove navi della Compagnia – GNV Polaris, GNV Orion e GNV Aurora. Un legame costruito intorno alla condivisione di valori come il rapporto con il mare, la fiducia e la capacità di affrontare nuove sfide, che oggi trova una nuova espressione attraverso questa campagna estiva.
Il concept dello spot parte da una scena costruita ad hoc: durante una conferenza stampa, Federica Pellegrini annuncia a sorpresa: “Ho deciso. Torno in acqua.” Un ritorno che, però, non rappresenta un rientro alle competizioni sportive, ma diventa l’occasione per invitare il pubblico a salire a bordo di GNV, dove il viaggio sul mare è già parte integrante della vacanza.
Lo spot è disponibile nei formati da 30” e 15”. La versione da 15” sarà on air nella settimana dal 12 al 18 luglio 2026, all’interno di un piano media che prevede 200 passaggi complessivi tra TV nazionale, TV locale e radio. La campagna sarà trasmessa su Canale 5, Italia 1, Rete 4 e TGcom24, oltre che su Telenord 11 Liguria – con presenza in streaming su Telenord.it e app – dal 14 al 18 luglio. Il piano comprende inoltre le emittenti radiofoniche RMC e R105.
"Con questo nuovo spot rafforziamo il percorso di evoluzione del nostro brand, raccontando GNV attraverso un linguaggio contemporaneo e coinvolgente. - afferma Matteo Della Valle, chief commercial officer di GNV: La scelta di Federica Pellegrini nasce dalla condivisione di valori profondi: il legame con l’acqua e il mare, insieme a determinazione, passione, eleganza e autorevolezza, elementi che rappresentano sia la sua storia sia l’identità della Compagnia. Dopo averla scelta come madrina delle nostre tre più recenti nuove navi, siamo felici di consolidare questa collaborazione e averla al nostro fianco come protagonista della nuova campagna”.
"Un ringraziamento va anche a Pair, partner con cui collaboriamo da oltre un anno su progetti di branding e comunicazione. La conoscenza del brand e dei suoi valori ha permesso di costruire un percorso coerente e condiviso, rafforzando il modo in cui GNV si presenta e comunica attraverso tutti i touchpoint", ha aggiunto Della Valle.
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[post_content] => Pensare alle Fiandre come destinazione non esclusivamente d'arte. È questo il messaggio che VisitFlanders ha voluto lanciare con il press & trade trip dedicato al trekking, un itinerario tra Anversa, Mechelen e Lovanio che dimostra come il patrimonio naturalistico possa diventare un tassello sempre più importante dell'offerta turistica della regione.
«Il progetto non punta a sostituire le città d'arte, ma ad affiancarle con un prodotto capace di allungare la permanenza media dei visitatori e di intercettare quella domanda, sempre più consistente anche sul mercato italiano, orientata verso esperienze slow, sostenibili e a contatto con il territorio» dichiarano da VisitFlanders.
L'itinerario
L'itinerario prende avvio da Anversa, porta d'ingresso ideale delle Fiandre, dove accanto ai grandi classici – dal centro storico al Kmska – trovano sempre più spazio parchi urbani, aree verdi e percorsi ciclopedonali che ridisegnano il rapporto tra città e natura.
Da qui il paesaggio cambia rapidamente. Bastano pochi minuti di treno per raggiungere la Kalmthoutse Heide, una delle aree naturali più spettacolari del Belgio, dove brughiere, laghetti, boschi e dune interne danno vita a un ambiente sorprendente, attraversato da una rete di sentieri facilmente percorribili anche da un pubblico non specialistico. È proprio l'integrazione tra trasporto pubblico e cammini uno degli elementi più interessanti del prodotto turistico fiammingo. Gran parte degli itinerari prende infatti il via direttamente dalle stazioni ferroviarie, consentendo di vivere l'esperienza senza ricorrere all'automobile.
Il trekking diventa così uno strumento per entrare in contatto con luoghi meno conosciuti ma ricchi di identità. È il caso del percorso che conduce fino a Mechelen, città spesso rimasta ai margini dei grandi itinerari turistici ma oggi sempre più apprezzata per il suo patrimonio storico, i canali, i parchi urbani e una dimensione raccolta da esplorare con lentezza.
Lo stesso approccio caratterizza Lovanio, dove la vivace atmosfera universitaria convive con abbazie, giardini storici e ampie aree verdi che si sviluppano a pochi passi dal centro. Anche qui la natura non rappresenta un'alternativa alla città, ma ne diventa un naturale completamento, offrendo ai visitatori un'esperienza più articolata e autentica.
Il trekking nelle Fiandre non si rivolge esclusivamente agli escursionisti esperti. L'obiettivo è piuttosto intercettare quel segmento di viaggiatori che cerca vacanze attive ma accessibili, nelle quali cultura, gastronomia, paesaggio e mobilità sostenibile convivano in un'unica proposta.
Una strategia che guarda anche alla destagionalizzazione. La rete dei sentieri, l'efficienza dei collegamenti ferroviari e la vicinanza tra città e aree naturali permettono infatti di costruire itinerari di due o tre giorni durante tutto l'anno, ampliando l'offerta rispetto ai tradizionali city break. È un posizionamento che riflette l'evoluzione della domanda internazionale: non più soltanto visite ai grandi musei o alle città d'arte, ma esperienze capaci di raccontare il territorio nella sua interezza.
(Enzo Scudieri)
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L’Osservatorio Astoi fotografa per l’estate 2026 un mercato che, dopo un avvio d’anno molto positivo e una brusca frenata tra marzo e maggio, mostra concreti segnali di recupero. Le tensioni geopolitiche, i timori per la carenza del carburante aereo e l’incertezza economica avevano fortemente condizionato la domanda turistica in primavera con rallentamenti a doppia cifra. Le rilevazioni effettuate presso i Tour Operator aderenti ad Astoi indicano oggi una flessione media delle prenotazioni molto più contenuta, nell’ordine del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, grazie alla ripresa della domanda registrata da giugno.
Il dato conferma che l’estate 2026 non racconta una crisi strutturale, ma un cambiamento nei tempi e nei criteri di scelta. Gli italiani continuano a considerare la vacanza una priorità, ma attendono più a lungo prima di confermare, valutano con maggiore attenzione destinazioni e condizioni di viaggio e privilegiano formule capaci di garantire flessibilità, affidabilità, sicurezza e tutela. Il turismo organizzato intercetta questo nuovo comportamento d’acquisto, offrendo consulenza, assistenza e garanzie.
Sicurezza
Sul fronte delle destinazioni si evidenzia una redistribuzione della domanda più che un cambiamento radicale delle preferenze. In uno scenario internazionale complesso, gli italiani orientano le proprie scelte verso mete percepite come più sicure, facilmente raggiungibili e affidabili sotto il profilo operativo.
L’Italia conferma un andamento molto positivo, in crescita rispetto al 2025 di circa il 3%, con buone performance per Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia. Nel Mediterraneo, Baleari, Grecia e Tunisia si confermano tra le destinazioni più richieste, insieme a Capo Verde, mentre il Mar Rosso evidenzia segnali di progressivo recupero. Anche il Nord Europa registra un forte interesse.
Il lungo raggio continua a mostrare vitalità, a conferma che la distanza non rappresenta di per sé un freno quando la destinazione è percepita come stabile e attrattiva. Giappone e Cina risultano le mete più richieste della stagione, insieme a East Africa, Repubblica Dominicana, Messico e Sud America.
Il rallentamento più marcato riguarda Medio Oriente e Paesi dell’area del Golfo, seguiti dall’Oceano Indiano e dal Sud-est asiatico, che registrano una flessione nell’ordine del 7%. Il calo è riconducibile principalmente alla sensibile diminuzione delle prenotazioni con vettori che effettuano scalo nel Golfo e all’aumento dei costi applicati da altre compagnie. Più distante il Nord America, penalizzato soprattutto dagli effetti della politica internazionale del Paese sulla percezione dei viaggiatori.
L’Egitto rappresenta uno dei casi più emblematici della stagione: pur confermandosi una destinazione molto competitiva e storicamente rilevante per il mercato italiano, ha risentito di alcuni riflessi delle tensioni in Medio Oriente pur non essendo mai stata coinvolta in nessun episodio bellico. La flessione media, intorno al 5% rispetto allo scorso anno, appare quindi legata soprattutto a questa errata percezione piuttosto che ad elementi oggettivi. Nell’ultimo mese, tuttavia, si registra una ripresa significativa della domanda e un graduale ritorno alla normalità.
Anche il comparto crocieristico conferma la ricerca di vacanze percepite come sicure, facilmente organizzabili e con maggiore prevedibilità della spesa. La domanda privilegia soprattutto Italia ed Europa: il Mediterraneo resta la destinazione di riferimento, affiancato da un crescente interesse per il Nord Europa, in particolare per gli itinerari nei fiordi norvegesi e fino a Capo Nord.
Il sotto data
I dati raccolti confermano che non cambia la vacanza, ma il modo di acquistarla.
La durata media dei soggiorni resta sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, tra i 7 e i 10 giorni con permanenze più lunghe per i viaggi di lungo raggio e su misura.
I costi medi dei pacchetti variano in funzione della tipologia di prodotto: dai circa 900-1.200 euro a persona per il corto raggio e il prodotto Mare Italia, ai 2.500-2.700 euro per il medio raggio fino ad oltre 4.000 euro a persona per lungo raggio, tour individuali e viaggi “Tailor Made”, con pratiche più articolate. Per le prenotazioni dell’estate 2026, a modificarsi è soprattutto il processo decisionale: nonostante una quota significativa di vendite sia stata realizzata con formule di advance booking prima dell’acuirsi della crisi in Medio Oriente, cresce il peso delle prenotazioni effettuate nelle settimane immediatamente precedenti la partenza. Il cliente valuta con maggiore attenzione destinazioni, condizioni di viaggio, flessibilità e garanzie offerte dal turismo organizzato.
Il prezzo resta un elemento rilevante nelle scelte dei viaggiatori, ma non emerge come la variabile decisiva della stagione. Secondo le indicazioni raccolte, gli aumenti applicati al cliente finale risultano complessivamente contenuti, e nella maggior parte dei casi non superano incrementi medi del 5%, nonostante la crescita dei costi sostenuti dalla filiera. In molti casi gli operatori hanno assorbito parte degli aumenti per preservare la competitività dell’offerta e mantenere elevato il rapporto qualità-prezzo percepito dal cliente. Ne beneficiano le formule all inclusive, i villaggi e resort e anche il comparto crocieristico, che conferma una significativa resilienza grazie a un modello di vacanza integrato.
Flessibilità
Il contesto di maggiore incertezza rafforza anche la richiesta di protezione e flessibilità. Le polizze assicurative, le garanzie di annullamento, la possibilità di modificare la prenotazione, la stabilizzazione del prezzo in fase di conferma e l'assistenza in caso di imprevisti sono sempre più percepite come componenti essenziali della vacanza organizzata, non più come servizi accessori. Il cliente chiede di poter partire con maggiore serenità, sapendo di poter contare su un interlocutore in grado di intervenire in caso di cambiamenti dello scenario internazionale, criticità operative o necessità personali. È in questa evoluzione che il turismo organizzato rafforza il proprio ruolo. In una fase di prenotazioni più complesse e meno lineari, i Tour Operator stanno mettendo in campo una serie di strumenti pensati per rassicurare il cliente finale: formule più flessibili, tutele integrative, maggiore assistenza e, laddove necessario, soluzioni di riprotezione o rimborso nel caso in cui il viaggio non fosse più fruibile per cause di forza maggiore.
«L’Osservatorio conferma che il mercato sta attraversando una fase complessa, ma non strutturalmente compromessa - commenta Pier Ezhaya, presidente Astoi -. Dopo il rallentamento della primavera, da giugno la domanda è tornata progressivamente a crescere dimostrando che la voglia di viaggiare degli italiani resta solida. Il consumatore è più prudente e selettivo: attende più a lungo, cerca informazioni chiare, valuta con attenzione le destinazioni e chiede flessibilità, affidabilità e tutele concrete. In questo scenario il valore del turismo organizzato emerge con particolare chiarezza: chi acquista un pacchetto turistico può contare su un unico referente, in grado di assistere il cliente prima, durante e dopo il viaggio, individuare soluzioni alternative e, nei casi previsti, attivare riprotezioni o procedere al rimborso. Il nostro compito è continuare a offrire prodotti affidabili, informazioni corrette e tutte le tutele necessarie affinché il viaggio resti un’esperienza accessibile, sicura e di valore».
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[post_content] => Saranno oltre 11 milioni gli italiani che, durante le prossime vacanze estive, sceglieranno di utilizzare la bicicletta per vivere il proprio tempo libero. “Un fenomeno in costante crescita che conferma il ruolo sempre più centrale del cicloturismo nell’offerta turistica del Paese”.
Secondo i dati dell’Osservatorio Confturismo-Confcommercio, realizzato in collaborazione con SWG, 4,6 milioni di italiani porteranno con sé la propria bicicletta durante le proprie vacanze estive, in aumento di circa 600 mila rispetto al 2023. A questi si aggiungono 6,6 milioni di vacanzieri che preferiranno noleggiarla direttamente nella località di soggiorno, con una crescita di oltre un milione di persone rispetto allo scorso anno.
La bicicletta si conferma così “uno degli strumenti privilegiati per scoprire i territori, vivere esperienze all’aria aperta e coniugare benessere, sostenibilità e turismo esperienziale. Un trend che coinvolge non solo gli appassionati di cicloturismo, ma una platea sempre più ampia di viaggiatori alla ricerca di vacanze attive, lente e a contatto con la natura”.
Il presidente di Confturismo-Confcommercio, Manfred Pinzger, condivide “la proposta del ministro Mazzi che, in occasione del nostro recente convegno dedicato ai piccoli borghi, ha annunciato la volontà di puntare, oltre che sui cammini, anche sul rilancio del cicloturismo. La bicicletta è ormai protagonista delle vacanze estive degli italiani e rappresenta una scelta che va ben oltre la pratica sportiva.
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[post_content] => La meeting industry italiana si consolida e trova un nuovo punto di equilibrio. Nel 2025 il settore ha generato un valore economico diretto di 13,2 miliardi di euro e, nel periodo 2022-2025, ha registrato un tasso medio annuo di crescita composto del 6,4%.
Dopo il rimbalzo seguito alla pandemia, il mercato dei congressi e degli eventi entra in una fase più matura, in cui gli appuntamenti internazionali mantengono un peso superiore al periodo pre-Covid, gli eventi diventano più brevi ma conservano livelli di partecipazione superiori al 2019 e cresce la domanda di format più flessibili, anche in spazi non convenzionali.
È quanto emerge dai dati presentati durante l’evento “Il valore della meeting industry: interpretare il futuro attraverso i dati OICE”, promosso da Federcongressi&eventi al Centro Congressi Confindustria di Roma e dedicato all’evoluzione del turismo congressuale, alla lettura dei trend e alle prospettive di sviluppo per il biennio 2026-2027.
Secondo il rapporto “Il mercato dei congressi e degli eventi in Italia nel 2025”, realizzato da ASERI – Università Cattolica del Sacro Cuore per l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi, nel 2025 in Italia sono stati realizzati 365.789 eventi, con 28.627.455 partecipanti e 43.275.254 presenze.
Il primo elemento che emerge dalla lettura dei numeri, illustrati da Roberto Nelli, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile scientifico della ricerca, riguarda la composizione del mercato. Nel 2025 gli eventi locali rappresentano il 54,8% del totale, quelli nazionali il 32,3% e quelli internazionali il 12,9%. Se rispetto al 2024 cresce il peso degli eventi locali e diminuisce quello degli appuntamenti nazionali, il confronto con il 2019 evidenzia come gli eventi internazionali restino sopra i livelli pre-pandemia, passando dal 9,8% al 12,9%.
«I valori assoluti e i valori medi a livello nazionale non consentono di comprendere la reale situazione della meeting industry italiana, che presenta un’elevata eterogeneità, soprattutto in relazione ai caratteri dell’evento e all’area geografica», spiega Nelli, sottolineando come il mercato vada letto considerando le diverse tipologie di eventi e le differenti aree del Paese.
Un segnale positivo arriva anche dalla domanda internazionale: gli arrivi di partecipanti stranieri per finalità congressuali risultano in lieve crescita rispetto al 2024. Anche il formato degli eventi continua a evolversi. La durata media scende da 1,42 a 1,39 giornate, mentre i partecipanti medi per evento si attestano a 78,3, in lieve calo rispetto agli ultimi due anni ma ancora nettamente superiori ai 67,5 del 2019.
«A livello internazionale sta succedendo così – commenta Nelli –. Nel mondo delle imprese si punta alla qualità piuttosto che alla durata: eventi esperienziali, densi di valore, piuttosto che lunghi».
Il peso economico della meeting industry resta significativo anche sul fronte turistico. Nel 2025 gli eventi di oltre una giornata hanno generato circa 30 milioni di presenze, pari al 10,4% del totale delle presenze alberghiere in Italia, con una spesa media pro capite di 312 euro, in crescita del 3,7% rispetto al 2024.
Sul fronte della domanda, le imprese si confermano il principale mercato di riferimento, con il 61,4% degli eventi, pur tornando su livelli più vicini al periodo pre-pandemico dopo il boom del post-Covid. Cresce invece il segmento associativo (24,4%), a conferma di una progressiva diversificazione del mercato.
L'analisi territoriale restituisce un'Italia a più velocità. Il Nord si conferma il motore della meeting industry, concentrando oltre la metà delle sedi e quasi il 60% degli eventi, con il Nord Est protagonista della crescita. Il Centro rallenta dopo due anni di forte espansione ma, come sottolinea Nelli, «ha elevate potenzialità e una significativa crescita tendenziale». Il Sud, pur rappresentando una quota più contenuta del mercato, mostra «segnali di equilibrio e di crescita potenziale che va sviluppata, assistita e gestita».
Tra i trend emergenti si consolida inoltre la ricerca di format più flessibili: gli spazi non convenzionali registrano una crescita media annua del 12,5% dal 2022, mentre gli alberghi con sale meeting continuano a rappresentare la principale sede degli eventi congressuali.
Onorato: «Roma oggi compete grazie ai grandi eventi»
Nel suo intervento, l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha sostenuto che la Capitale abbia cambiato posizionamento negli ultimi anni grazie a una strategia che integra turismo, congressi, sport, moda e grandi eventi. Secondo l’assessore, la ricaduta mediatica dei grandi eventi sportivi ospitati dalla città equivale a 400 milioni di euro di investimenti pubblicitari. Onorato ha inoltre ricordato che «negli ultimi quattro anni e mezzo hanno aperto 147 hotel, di cui 27 a cinque stelle», indicando questo dato come uno degli effetti del crescente appeal internazionale di Roma.
Gentile: «Ora progetti concreti per consolidare»
Per la presidente di Federcongressi&eventi, Gabriella Gentile, il rapporto OICE restituisce un quadro incoraggiante per la meeting industry, ma ora è il momento di trasformare i risultati in azioni concrete. Tra le priorità indicate figurano gli investimenti nelle infrastrutture congressuali, il rafforzamento della promozione internazionale e la valorizzazione del capitale umano. «Quando le persone si incontrano, si incontrano culture, competenze e conoscenze – sottolinea –: è questo uno dei grandi valori che la meeting industry continua a generare per i territori».
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[post_content] => Per il secondo anno consecutivo, Bravo e la casa di produzione Fascino rinnovano la loro collaborazione per la realizzazione del reality show “Temptation Island”.
La produzione ha scelto ancora una volta come location il resort Calalandrusa, proposto da Bravo, struttura in grado di coniugare un contesto naturale di grande impatto, elevati livelli di ospitalità e la riservatezza necessaria per accogliere una produzione televisiva di rilievo nazionale.
Immerso in cinque ettari di vegetazione mediterranea e affacciato su una lunga spiaggia naturale, il Bravo Calalandrusa rappresenta a pieno la filosofia del Brand Bravo, da sempre sinonimo di vacanze all'insegna dell'ospitalità italiana, dell'intrattenimento, dell'assistenza e della qualità della ristorazione.
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«La scelta di confermare il Bravo Calalandrusa come location di Temptation Island - afferma Alessandro Seghi, direttore cdella divisione tour operating di Alpitour World - rappresenta per noi un'importante attestazione di fiducia e valorizza il lavoro svolto insieme alla produzione per garantire standard elevati di ospitalità e organizzazione».
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Diventare un partner di riferimento per le agenzie di viaggio, con nuovi investimenti in digitalizzazione che ne agevolino il lavoro: questo una delle priorità di creo al giro di boa dei primi cinque anni di attività.
Il tour operator - oltre 70 destinazioni e 20 milioni di euro di fatturato nel 2025 - apre così una nuova fase di sviluppo.
Fondata nel 2021 da Fabrizio Imperatori, Jury Truffelli, Anya Bracci e Luigi Leone, creo nasceva con un obiettivo preciso: mettere l'esperienza maturata nel tour operating al servizio delle agenzie di viaggio, attraverso un modello costruito sulla consulenza e sulla personalizzazione.
«Cinque anni sono un primo punto di arrivo, ma soprattutto una conferma - commenta Fabrizio Imperatori -. Siamo partiti con un progetto chiaro e oggi abbiamo un'azienda solida, riconosciuta dal mercato. La crescita ci dà fiducia, ma è soprattutto una responsabilità: continuare a evolvere senza perdere il rapporto diretto con le agenzie, che resta il cuore del nostro modello.»
In questi anni creo ha ampliato progressivamente la propria offerta, sviluppato servizi distintivi e investito in strumenti pensati per semplificare il lavoro delle agenzie e migliorare l'esperienza del viaggiatore, restando fedele ai valori con cui è nata: ascolto, competenza e affidabilità. Lo stesso approccio ha guidato il rafforzamento della rete commerciale con l'ingresso, nell'ultimo anno, di nuovi promotori: un investimento che consolida la presenza del tour operator sul territorio e conferma la volontà di costruire un rapporto sempre più diretto e personale con le agenzie partner.
I progetti futuri
«Il 2026 sarà un anno importante per la nostra evoluzione - conclude Truffelli -. Stiamo investendo nella digitalizzazione dei processi e nello sviluppo di nuovi strumenti per rendere il lavoro delle agenzie sempre più semplice e veloce. Continueremo inoltre a rafforzare la nostra struttura commerciale e a investire nella crescita delle persone, perché è da lì che passa la qualità del servizio. Il nostro obiettivo è consolidare il ruolo di creo come partner di riferimento per le agenzie: non limitarci a fornire un prodotto, ma mettere a disposizione competenze e strumenti per affrontare le sfide di un mercato in continua trasformazione».
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Il turismo non si ferma, ma cambia ritmo. Dopo settimane di dati contrastanti sull’andamento della stagione estiva, Aiav fotografa il sentiment del comparto attraverso una survey condotta presso un campione di 700 agenzie associate. Il quadro che emerge è di un mercato ancora fragile, selettivo e molto più prudente rispetto al passato.
Come prevedibile, i ponti di primavera sono andati male per l’86% del campione, con punte del -50%. Cali che si sono protratti nella prima parte della stagione estiva: la maggior parte delle agenzie registra una contrazione delle prenotazioni compresa tra il 20% e il 40%, pur evidenziando segnali di recupero a partire dal mese di giugno.
Incertezza
Il clima di incertezza ha contribuito a contrarre la finestra di prenotazione e il last minute è tornato protagonista: con l’avvicinarsi dell’alta stagione, complice la progressiva distensione del quadro geopolitico, gli italiani stanno rientrando nelle agenzie. Lo dimostrano le buone performance di giugno e dei primi giorni di luglio, che lasciano ben sperare sul prosieguo della stagione.
Tra i fattori chiave della ripresa si annovera l’attenzione dimostrata dalle compagnie assicurative, che in questi mesi hanno sviluppato polizze sempre più complete e allineate agli attuali fattori di rischio, permettendo agli agenti di viaggio di offrire concrete garanzie di sicurezza e affidabilità anche ai clienti più titubanti. I dati registrati davAiav confermano che ormai tutte le agenzie indirizzano i clienti verso adeguate coperture assicurative, considerate una componente strutturale del pacchetto, non più un servizio opzionale.
Prudenza
“I dati ci dicono che, fortunatamente, gli italiani non hanno smesso di viaggiare, ma che decidono con maggiore prudenza – dichiara Fulvio Avataneo, presidente Aiav -. Aspettano fino all’ultimo momento e cercano soluzioni sicure e affidabili. La crisi del Golfo ha contribuito a riportare al centro il valore percepito delle agenzie di viaggio: molti viaggiatori partiti in autonomia si sono trovati bloccati, esposti a disagi importanti e senza un interlocutore in grado di assisterli tempestivamente”.
Tra le destinazioni più richieste per l’estate, circa il 75% delle agenzie indica Spagna e isole, Grecia e isole e mare Italia, con una buona risposta anche sull’Egitto. Torna il turismo di prossimità, emblema del post-pandemia, in crescita per l’84% del campione: viaggi in Italia, inclusi lago e montagna, con e senza volo. Stabili le crociere.
Sul lungo raggio, le richieste si concentrano soprattutto su Kenya e Oriente, con la Thailandia in testa, ma in larga parte per partenze da ottobre in avanti. Calano gli Usa.
I numeri confermano un trend ormai consolidato: l’estate si orienta soprattutto sul corto e medio raggio, mentre il lungo raggio tende a spostarsi verso l’autunno e l’inverno.
“Il turismo organizzato sta affrontando una stagione lenta, condizionata dalla geopolitica, dai costi in aumento e dal potere di spesa ridotto delle famiglie, ma resta il presidio più efficace per trasformare una domanda instabile in viaggi reali. La ripresa è timida ma c’è, e passa dalla capacità di leggere in tempo reale i comportamenti del cliente e di offrire soluzioni flessibili e sostenibili dal punto di vista economico, con le adeguate coperture assicurative” – conclude Avataneo.
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«Essere nuovamente al Forte Village – commenta Berton - significa portare la mia cucina in un luogo che ha fatto dell'ospitalità e della gastronomia uno dei suoi tratti distintivi. Ho immaginato un menu che raccontasse il Mediterraneo attraverso ingredienti, profumi e sapori capaci di evocare l'estate, pur mantenendo quell'essenzialità che da sempre caratterizza il mio modo di cucinare».
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Ho immaginato un menu che raccontasse il Mediterraneo attraverso ingredienti, profumi e sapori capaci di evocare l'estate, pur mantenendo quell'essenzialità che da sempre caratterizza il mio modo di cucinare».\r\n\r\nIl menu propone una selezione di piatti che alternano alcune delle preparazioni più rappresentative dello chef a nuove interpretazioni ispirate alla stagione e al territorio. Tra gli antipasti trovano spazio il \"Gambero rosso marinato con mojito e tapioca croccante\" e il \"Vitello tonnato con sedano croccante e foglie di cappero\". Protagonista tra i primi è il \"Risotto alle erbe, capperi, olive e gamberi\". 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