27 March 2026

Slovenia: scoprire Ptuj fra cultura vinicola, il lascito del mitraismo e il carnevale patrimonio Unesco

La Slovenia è così fertile e accogliente da avere ospitato insediamenti umani sin dalla preistoria. Il terreno ricco di minerali e il clima continentale sono ideali per produrre vini pregiati, come il dorato Sauvignon – al centro di rinomati festival in tutte le sue varietà – o il ricco e corposo Terrano – che cresce sui terreni carsici – e, ancora, il vivace Cviček, un blend rosato profumato e dissetante.

Qui la cultura del vino ha sempre avuto grande importanza e ogni abitazione aveva una cantina per conservarlo. Siamo nel nord-est della Slovenia. Nel 15dC le legioni romane si dislocarono nell’area, a presidio dei confini dell’impero. Tra i vigneti, gli stabilimenti termali come Premia e le interessanti testimonianze dei culti mitraici, si trova la bella Ptuj, la più antica città del paese.

Ai tempi dei romani era un centro vasto e ricco, abitato da 70mila persone. Proprio la presenza degli eserciti spiega il fiorire del mitraismo, un culto per iniziati di origine orientale di cui oggi si conosce poco. A Ptuj si trova la più alta concentrazione di mitrei in Europa, piccoli edifici a volta con statue e incisioni che raffigurano la divinità solare Mitra e raccolgono diverse lapidi, le cui incisioni sono una delle poche fonti di conoscenza sul culto.

Il passato di Ptuj racconta molto di più: ogni anno, al sopraggiungere della primavera, maschere imponenti sfilavano per le strade per spaventare l’inverno e costringerlo a fuggire: sono i Kurent, patrimonio dell’Unesco dal 2017. Da non perdere, poi, la bella cattedrale di San Giorgio – edificata a partire dal XII secolo – e i numerosi festival gastronomici, sportivi, musicali e di arte contemporanea (come il vivace e interessante Art Stays promosso ogni anno dal bravo artista Jernej Forbici). Oggi gli abitanti di Ptuj sono 25mila e l’area ha ripreso vita dopo l’indipendenza della Slovenia, nel 1991.

 

 

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