27 March 2026

Demoskopika: non si ferma l’inflazione turistica. Boom del prezzo dei pacchetti

Prezzi del turismo alle stelle per il turismo, con la forbice rispetto all’inflazione generale che cresce raggiungendo un differenziale di 3,5 punti percentuali ad agosto, dai 2,9 luglio di luglio. Sono le stime, abbastanza impietose, rilasciate da Demoskopika. A trainare l’impennata delle tariffe sarebbe proprio la voce dei pacchetti vacanza del turismo organizzato, che in linea tendenziale (da agosto 2023 ad agosto 2024) è salita del 23,2%. Conseguenza soprattutto del balzo dei prodotti domestici (+37,4%), mentre quelli internazionali si sono fermati a un mero +3%. In forte incremento pure le tariffe di villaggi vacanze, campeggi, ostelli della gioventù e simili (+12,9%). Più contenuto invece l’incremento negli hotel (+4,1%). Forse un po’ a sorpresa sono invece in calo i prezzi del trasporto aereo (-4,8% a livello tendenziale), che tuttavia ad agosto hanno ripreso la loro corsa al rialzo (+16,3% sul mese precedente).

In linea generale, spiega Demoskopika, l’indice nazionale dei prezzi al consumo turistico per l’intera collettività (Nict), aumenta dell’1% su base mensile e del 4,6% su base annua. Tra i primi cinque sistemi regionali a registrare l’inflazione turistica più elevata si collocano Abruzzo (+6,5% su base annua), Liguria (t+6,5%), Valle d’Aosta (+5,8%), Puglia (+5,6%) e Trentino Alto Adige (+5,3%). Sul versante opposto la dinamica dei prezzi più contenuta si registra prevalentemente nelle seguenti regioni: Lazio (+3,8%), Basilicata (+3,6%), Molise (+3,6%) e Sicilia (+3,4%).

Seppure segnato da forti rincari, l‘Italia non è tuttavia tra i Paesi europei in cui si è sentito maggiormente il peso dell’inflazione turistica. Al contrario, la nostra Penisola è appena terza per incremento tendenziale delle tariffe. Il dato comparabile si riferisce a luglio (quando era al +4,2%), ma era allora superiore solamente a Francia (+2,7%) e Portogallo (+2,4%). Aumenti decisamente più consistenti si sono infatti registrati in Polonia (6,8%), Grecia (6,8%), Paesi Bassi (6,1%), Austria (5,5%),
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