27 March 2026

Al via una collaborazione Th Resorts e Legambiente per la tutela delle tartarughe marine

Un protocollo d’intesa per tutelare le tartarughe marine che nidificano sui litorali italiani. Nell’ambito del progetto europeo Life Turtlenest, Th Resorts e Legambiente si sono impegnate a collaborare per l’attuazione di un programma comune, che prevede l’adozione di un codice di condotta, rivolto agli operatori turistici in ambito balneare per una corretta gestione delle spiagge e finalizzato alla tutela delle tartarughe marine e dei loro nidi.

“Il nostro impegno verso la sostenibilità e la tutela delle coste è al centro della nostra missione aziendale – sottolinea il sustainability manager Th Resorts,  Giacomo Fasitta -. La collaborazione con Legambiente è nata quando abbiamo scoperto che le tartarughe marine avevano scelto l’anno scorso alcune delle nostre spiagge per nidificare. Questo evento ci ha spinto a prendere parte attivamente al progetto Life Turtlenest. Crediamo infatti fermamente che la salvaguardia delle tartarughe Caretta caretta sia una responsabilità condivisa e siamo orgogliosi di contribuire alla protezione di questi preziosi habitat. Attraverso l’adozione di pratiche sostenibili e la sensibilizzazione dei nostri ospiti, ci impegniamo a preservare l’ambiente naturale per le generazioni future”.

Le realtà coinvolte nel progetto Life Turtlenest hanno in particolare ottenuto il riconoscimento di Lidi amici delle tartarughe marine, a testimonianza del loro impegno. Legambiente ha inoltre concesso un’apposita bandiera, che deve essere esposta in loco. Nello specifico, i resorts Th che hanno preso parte all’iniziativa si trovano a Ostuni, Ortano, Marina di Sibari, Marina di Pisticci, Capo Rizzuto e Le Castella. Coinvolti nel progetto anche i villaggi Touring gestiti da Th presso le isole Tremiti, La Maddalena e Marina di Camerota.

Il protocollo prevede che gli operatori balneari vengano formati per riconoscere le tracce di tartaruga marina e adottare le regole da seguire in caso di presenza di nidi o di piccoli. Vengono istruiti anche a diffondere le informazioni corrette ai turisti sui comportamenti più idonei per non danneggiare i nidi e non spaventare gli esemplari in cerca di un luogo appartato.

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Possiamo tranquillamente rilevare che post-Covid la l'attrattività della Norvegia è esplosa, con i viaggiatori calamitati dalla natura, dagli spazi aperti e da una modalità di viaggiare in maniera green concreta, che fa parte della vita quotidiana dei norvegesi. Dagli hotel - la quasi totalità conta almeno una certificazione ambientale - ai mezzi di trasporto: elementi diffusi, che rendono il viaggio sostenibile anche più accessibile dal punto di vista economico».\r\n\r\nUn viaggio che negli ultimi anni copre tutti e 12 i mesi, «basta vedere il trend dei pernottamenti di inizio 2026, che a gennaio registrano una crescita del 20% rispetto allo stesso mese 2025. L'inverno è decisamente diventato una stagione di grande appeal per il viaggiatore italiano, attratto dall'aurora boreale, ma anche dall'ampio ventaglio di esperienze da vivere in tutto il Paese, da Nord a Sud». In questa scia, «autunno e primavera stanno crescendo in maniera esponenziale. D'altra parte, in Norvegia le stagioni sono ancora nettamente distinte l'una dall'altra, e dunque chi ha visitato la destinazione in un determinato periodo dell'anno può tornare in un altro e ritrovarsi quasi in due mondi diversi. Qualche esempio? Il Nord del Paese tra estate e inverno, oppure le isole Lofoten.».\r\n\r\nDa sottolineare come proprio gli italiani stiano progressivamente scoprendo il Paese nella sua interezza: «Alcune regioni finora meno visitate stanno registrando i tassi di sviluppo più elevati». Tra queste spiccano il Trøndelag: +68,2%, il Telemark, +42,8% e le regioni di Akershus e Østfold (area di Oslo), con oltre +40%. \r\n\r\nSul fronte delle scelte di alloggio, i turisti italiani prediligono ancora gli alberghi (70%), mentre la restante parte è suddivisa fra ostelli (17%) e campeggi (13%).\r\n\r\nUn prodotto Norvegia che, ancora oggi, vede nel ruolo dell'intermediazione un elemento importante: «Parliamo di una programmazione di viaggio che se in prima battuta può apparire semplice, in realtà per un viaggio composito dove trovano spazio numerosi tasselli - aerei, traghetti, accomodation, esperienze - sono spesso richiesti tempo e professionalità specifiche».\r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"Norvegia: balzo in avanti a doppia cifra dei pernottamenti italiani","post_date":"2026-03-24T09:38:36+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1774345116000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510211","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_468632\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Willie Walsh direttore generale di Iata[/caption]\r\n\r\nSempre molto ottimista il ceo di Iata Willie Walsh che a Parigi  ha dichiarato che «Un aumento dei prezzi dei biglietti aerei è \"inevitabile\" alla luce dell'impennata dei prezzi degli idrocarburi dovuta alla guerra in Medio Oriente».\r\n\r\nDall'inizio della guerra in Iran il 28 febbraio - ha osservato Walsh - il prezzo al barile del cherosene è raddoppiato, con un incremento persino superiore a quello del greggio. «Le compagnie aeree avevano previsto di destinare in media il 26% dei loro costi operativi al carburante quest'anno, sulla base di un prezzo del cherosene a 88 dollari al barile» ha ricordato Walsh.\r\n\r\nIeri invece il prezzo e' stato fissato in chiusura a 216 dollari. 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