31 luglio 2024 09:05
Il Gruppo Lufthansa archivia il secondo trimestre 2024 con un fatturato in crescita del 7%, a quota 10 miliardi di euro, ma con un utile netto praticamente dimezzato, fermo a 469 milioni di euro, rispetto agli 881 milioni di un anno fa.
Una nota del gruppo attribuisce la flessione all’aumento dei costi operativi, dal carburante al personale, nonché alla normalizzazione delle tariffe aeree e all’elevato costo degli scioperi. E si prevede che nel terzo trimestre l’ebit rettificato non raggiungerà il livello del 2023 (1,5 miliardi di euro). In questo solco si inserisce quindi anche il varo di una ristrutturazione nel segno dell’efficientamento dei costi.
“La domanda globale di viaggi aerei rimane forte – commenta il ceo del gruppo, Carsten Spohr -. Di conseguenza, nel secondo trimestre abbiamo superato per la prima volta la soglia dei 10 miliardi di euro di fatturato. Tuttavia, a causa dell’aumento della capacità di posti disponibili, nella prima metà dell’anno è proseguita la normalizzazione delle tariffe aeree e dei rendimenti medi in tutti i mercati. In considerazione del contemporaneo aumento dei costi, le aspettative di profitto hanno dovuto essere adeguate in tutto il settore – e anche per noi”.
Spohr sottolinea, specie per Lufthansa, il peso degli scioperi, così come “gli ulteriori ritardi nelle consegne degli aeromobili, nonché i problemi strutturali della compagnia aerea. Vogliamo quindi accelerare la modernizzazione complessiva di Lufthansa Airlines con un programma di turnaround per farla tornare ad essere il fiore all’occhiello del gruppo”.
Dal punto di vista strategico, abbiamo compiuto progressi decisivi con quattro progetti importanti: l’introduzione del nostro nuovo prodotto intercontinentale “Allegris”, il lancio di Lufthansa City Airlines, la vendita di AirPlus e l‘approvazione della nostra partecipazione in Ita Airways da parte della Commissione europea. Queste ottimizzazioni del nostro modello di business ci aiuteranno a rafforzare la nostra posizione di numero uno in Europa”.
La finalizzazione dell’operazione Ita è prevista per il quarto trimestre 2024.
Intanto, nei primi sei mesi del 2024 le compagnie aeree del gruppo hanno trasportato oltre 60 milioni di passeggeri, con un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Solo nel secondo trimestre del 2024, i vettori hanno accolto a bordo circa 36 milioni di passeggeri (rispetto ai 33,3 milioni del secondo trimestre del 2023).
La capacità totale del secondo trimestre per le compagnie aeree del gruppo è aumentata dell’11% rispetto al periodo precedente.
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[post_content] => I salatissimi costi del carburante impongono ad Air France-Klm la revisione al ribasso delle previsioni di crescita della capacità per l'anno in corso. Il gruppo franco-olandese stima infatti che la spesa per il jet fuel aumenti di 2,4 miliardi di dollari nel 2026, dall'inizio del conflitto in Medio Oriente.
Di conseguenza, l'outlook sulla crescita della capacità si attesta su una percentuale compresa tra il 2% e il 4%, in calo rispetto alle precedenti stime del 3-5%.
Ben Smith, ceo di Air France-Klm ha dichiarato in un comunicato che gli incrementi dei prezzi del carburante «dovrebbero pesare sui prossimi trimestri», dopo che la compagnia ha riportato una perdita inferiore alle attese nei primi tre mesi dell'anno. Smith ha aggiunto che il contesto operativo rimane «incerto».
Air France-Klm attua una «politica di hedging variabile», che consentirà alla compagnia aerea di risparmiare 1,5 miliardi di dollari. Ciononostante, la spesa totale per il fuel nel 2026 dovrebbe ammontare a 9,3 miliardi di dollari, con un aumento di 2,4 miliardi rispetto al 2025. La compagnia prevede di spendere 1,1 miliardi di dollari in più per il carburante nel trimestre aprile-giugno.
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Ha affermato che c'è stata una spinta iniziale dopo lo scoppio della guerra in Iran, poiché un numero maggiore di viaggiatori ha preferito i vettori europei per i voli verso l'Asia, e che ha aumentato i prezzi dei biglietti in risposta all'aumento dei costi del carburante.
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[post_content] => La Turchia fa i conti con un inizio 2026 complesso, che impone cautela nei confronti dei prossimi mesi, considerato che la guerra in Iran e la conseguente fase di incertezza hanno già provocato cancellazioni e un aumento delle prenotazioni last minute.
I dati resi noti dal governo indicano in realtà un modesto aumento del 5% a marzo - il primo mese completo a scontare il peso del conflitto - su base annua, con 2,46 milioni di visitatori stranieri, con albergatori e operatori turistici che hanno segnalato un calo delle prenotazioni e una maggiore cautela da parte dei viaggiatori.
«Si prospetta un secondo trimestre difficile, durante il quale gli effetti negativi della guerra si faranno sentire con forza» ha dichiarato il ministro del Turismo Mehmet Nuri Ersoy, ripreso da Reuters, illustrando i dati del trimestre.
Tra gennaio e marzo gli arrivi sono cresciuti del 2,2% a 6,84 milioni, mentre dati separati hanno mostrato che i ricavi del turismo sono aumentati del 4,2% a 9,9 miliardi di dollari.
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Nel 2025 le entrate turistiche della Turchia erano cresciute del 6,8% rispetto all'anno precedente, raggiungendo la cifra record di 65,2 miliardi di dollari. L'obiettivo del Governo, in base alle proiezioni dello scorso anno - e dunque prima dell'inizio della guerra - era quello di raggiungere nel 2026 i 68 miliardi di dollari.
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[post_content] => Raffica di novità per il programma fedeltà Miles&More di Ita Airways, con ulteriori vantaggi per i passeggeri iscritti. Dopo l’adesione ufficiale al programma Miles&More lo scorso 1° aprile come fully integrated partner, arrivano ora nuovi benefici che riguardano tutti i livelli di membership - Member, Frequent Traveller, Senator e Hon Circle - e rappresentano il completamento di un percorso avviato nel 2025, che ha progressivamente armonizzato servizi e vantaggi all’interno dell’ecosistema del Gruppo Lufthansa.
«Con questo ulteriore pacchetto di vantaggi Miles&More, rendiamo i viaggi con Ita Airways ancora più vantaggiosi e flessibili per i nostri clienti - afferma Lorenza Maggio, chief strategy, integration, IT & Touchpoints della compagnia -. Dalle nuove opzioni di utilizzo delle miglia a un accesso più agevole ai servizi, vogliamo offrire ai soci una scelta più ampia e un’esperienza più fluida in ogni fase del loro viaggio. Si tratta di un altro passo importante verso la garanzia di un servizio di alta qualità, all’altezza delle aspettative dei nostri passeggeri».
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Il gruppo Hilton ha pubblicato i risultati finanziari del primo trimestre 2026, evidenziando la crescita dei ricavi, della redditività e delle attività di sviluppo, insieme a una previsione aggiornata per l'intero anno.
Come riporta TravelDailyNews, nel primo trimestre, l'utile netto è stato pari a 383 milioni di dollari e l'Ebitda rettificato ha raggiunto 901 milioni di dollari. Il RevPar comparabile a livello di sistema è aumentato del 3,6% a parità di tassi di cambio rispetto allo stesso periodo del 2025, riflettendo la continua domanda in tutti i segmenti e marchi.
Nel corso del trimestre, Hilton ha approvato lo sviluppo di 26.200 nuove camere, portando il numero totale di camere in fase di sviluppo a 527.000 al 31 marzo 2026, con un incremento del 5% rispetto all'anno precedente. La società ha inoltre aggiunto 16.300 camere al proprio sistema, registrando una crescita netta del 6,3% rispetto al 31 marzo 2025.
Nel marzo 2026, Hilton ha annunciato il lancio di un nuovo marchio, Select by Hilton, che unisce elementi di marchi lifestyle indipendenti alla piattaforma di Hilton. Grazie a un accordo esclusivo, Yotel è diventato il primo marchio incluso in questo portfolio.
Primo trimestre positivo
«Abbiamo conseguito ottimi risultati in termini di fatturato e utili per il trimestre, con una crescita del RevPar in tutte le catene, i marchi e i segmenti di clientela. I risultati dimostrano la continuazione del trend di rafforzamento della domanda che abbiamo osservato dalla fine del 2025, supportato da venti favorevoli a livello macroeconomico, particolarmente evidenti negli Stati Uniti. Sul fronte dello sviluppo, abbiamo raggiunto il più grande portafoglio di progetti nella nostra storia e restiamo fiduciosi nella nostra capacità di realizzare una crescita netta delle unità del 6- 7% nel 2026 e negli anni successivi», ha dichiarato Christopher J. Nassetta, presidente e amministratore delegato di Hilton .
Per l'intero anno 2026, Hilton prevede una crescita comparabile del RevPar a livello di sistema compresa tra il 2% e il 3% a parità di tassi di cambio. L'utile netto dovrebbe attestarsi tra un miliardo 909 milioni e un miliardo 937 milioni di dollari, mentre l'Ebitda rettificato è previsto tra 4 miliardi 20 milioni e 4 miliardi 60 milioni di dollari.
Per il secondo trimestre del 2026, Hilton prevede una crescita comparabile del RevPar a livello di sistema tra il 2% e il 3%. La società ha precisato che i confronti anno su anno relativi alla redditività del secondo trimestre sono influenzati da oneri una tantum e voci temporali registrate nel secondo trimestre del 2025, nonché dall'impatto previsto di un RevPar inferiore in Medio Oriente.
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[post_content] => L'impennata dei costi del carburante si riflette sui conti del primo trimestre di JetBlue Airways, che ha registrato una perdita operativa di 224 milioni di dollari.
Nei primi tre mesi del 2026 i ricavi del vettore sono aumentati del 4,7% su base annua, attestandosi a 2,24 miliardi di dollari, mentre le spese sono cresciute del 6,5%, raggiungendo i 2,46 miliardi di dollari. I costi del carburante hanno registrato un incremento del 12%, quasi il doppio rispetto a qualsiasi altra voce di spesa.
Il margine operativo di JetBlue è stato negativo del 10%. La perdita operativa di 224 milioni di dollari del primo trimestre è da confrontare con una perdita operativa di 174 milioni di dollari nello stesso periodo dello scorso anno.
«Abbiamo registrato un primo trimestre solido, con una performance dei ricavi superiore alle nostre aspettative, trainata da una domanda di viaggio resiliente e dall'apprezzamento per l'offerta di JetBlue» ha commentato Joanna Geraghty, ceo del vettore.
«Nel breve termine, ci stiamo concentrando sul contenimento dell’impatto dei prezzi elevati del carburante, mentre JetForward continua a posizionarci per ripristinare una redditività sostenuta nel lungo termine» afferma Geraghty, citando il programma pluriennale di riduzione dei costi della compagnia aerea.
In risposta all'aumento delle spese per il carburante, JetBlue ha ridotto di un punto percentuale la crescita prevista per il secondo trimestre, prevedendo ora che la sua capacità aumenterà dell'1,5-4,5% su base annua; il vettore ha inoltre ridotto del 2-3% la crescita di capacità prevista per la seconda metà del 2026.
JetBlue prevede di recuperare il 30-40% delle spese per il carburante attraverso tariffe più elevate e altre misure nel secondo trimestre. Il recupero totale dei costi del carburante viene stimato entro l’inizio del 2027.
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[post_content] => I dati di Italian Hotel Monitor, diffusi da Trademark Italia, evidenziano come, nel periodo gennaio-marzo 2026, gli hotel italiani abbiano registrato un’occupazione sostanzialmente stabile rispetto al 2025 (-0,1 punti) a fronte di un incremento medio del prezzo camera del 9%, con l’average daily rate che passa da 131,23 a 143,09 euro, grazie in particolare ad un consolidamento del movimento turistico sia business che leisure proveniente dai mercati internazionali. Un ulteriore confronto con il 2023 evidenzia una crescita del prezzo medio camera del 23,8%.
I prezzi
Se da un lato l’andamento di room only e Adr registrato nei primi tre mesi dell’anno è piuttosto positivo per il sistema di ospitalità nazionale, dall’altro l’aumento del livello dei prezzi si scontra con la ridotta capacità di spesa della clientela italiana, sempre più alla ricerca di soluzioni di alloggio alternative, in particolare quelle proposte dagli appartamenti turistici.
Per quanto riguarda le diverse tipologie ricettive, i dati confermano il consolidamento del settore luxury (5 stelle), in crescita rispetto al 2025 per Adr (+4,6%) e Ro (+0,7%), di quello upscale (4 stelle) che cresce per Adr (+8,2%) e resta sostanzialmente stabile per Ro (-0,5 punti), così come di quello midscale (3 stelle), che incrementa sensibilmente i prezzi (+8,2%) a fronte di una leggera crescita della Ro di 0,3%.
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[post_content] => Il 2026 del Perù centra i migliori risultati dal periodo pre-pandemia: i dati del Mincetur - Ministero del commercio estero e del turismo, mostrano che tra gennaio e marzo sono arrivati poco più di 823.000 turisti stranieri, pari ad una crescita del 3,5% rispetto ai risultati dell'inizio del 2025 (28.000 visitatori in più in tre mesi).
Sebbene l'andamento al rialzo mostri un netto miglioramento nei viaggi in entrata, il pieno recupero non è ancora stato raggiunto. All'inizio del 2026, il numero di visitatori era salito a quasi tre quarti di quello registrato prima dello scoppio della pandemia nel 2019: un aumento costante, ma ancora inferiore ai massimi storici.
Nonostante un leggero calo dal 2025, i viaggiatori provenienti dal Cile continuano a rappresentare la quota maggiore delle visite internazionali. La domanda proveniente dalle Americhe ha svolto un ruolo fondamentale nell’incremento complessivo del numero di arrivi. Con oltre 209.000 ingressi, il Cile rappresenta poco meno di un quarto di tutti i turisti stranieri. Ciononostante, i dati attuali superano di gran lunga – quasi del 60% – i volumi pre-pandemia, indicando un potenziale di crescita costante.
Seguono gli Stati Uniti, con circa 143.000 visitatori, pari al 17,4%, e una crescita in aumento del 6,4% rispetto all'anno scorso; e ancora, l'Ecuador con 67.000 visitatori, poi la Bolivia con 53.000, seguita dalla Colombia con 40.000 e, leggermente indietro, il Brasile con 33.000. Complessivamente, questi sei paesi rappresentano il 66,1% dei viaggiatori stranieri in arrivo.
Un trend di crescita supportato anche dall'adeguamento delle infrastrutture, che sostiene la ripresa della domanda. L'espansione delle rotte aeree collega ora anche le città secondarie, non solo Lima. La maggiore accessibilità gioca un ruolo importante quanto il cambiamento di atteggiamento dei viaggiatori. La ripresa si estende oltre i singoli centri nevralgici, raggiungendo regioni più ampie.
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[post_content] => L'assemblea ordinaria degli azionisti ha approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 di Xenia Hôtellerie Solution. Il 2025 è stato per Xenia un anno di accelerazione strategica: i ricavi consolidati hanno raggiunto circa 72 milioni di euro, con una crescita del 26% rispetto ai 57 milioni del 2024.
Il portafoglio alberghiero Phi Hotels è passato da 10 a 17 strutture nel corso dell'esercizio, con il completamento di importanti acquisizioni che hanno introdotto nel perimetro di consolidamento sette alberghi e un tour operator incoming internazionale.
Il bilancio registra una perdita netta di 2,6 milioni di euro e un Ebitda di 0,8 milioni. Il risultato riflette un disallineamento temporale tra costi sostenuti e ricavi attesi, riconducibile in via principale al timing delle acquisizioni — le più significative completate a fine ottobre 2025, a stagione turistica ormai conclusa — e, più in generale, a una fase di crescita per linee esterne particolarmente intensa. Nel corso dell'esercizio, la società ha sostenuto costi di integrazione, preparazione operativa e sviluppo commerciale che troveranno piena espressione economica a partire dall'esercizio 2026.
L'assemblea, essendo giunto a naturale scadenza il mandato del cda con l'approvazione del bilancio 2025, ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione, che resterà in carica per tre esercizi e, dunque, sino all'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2028.
Ercolino Ranieri è a.d. esecutivo, mentre Marcello Valenti assume la carica di presidente non esecutivo. Maria Di Rosato sarà consigliere delegato esecutivo.
Il 2026
Il primo trimestre 2026 vede ricavi in crescita rispetto al 2025 di oltre il 22%. L’accommodation ha una tendenza incrementale dovuta sia allo sviluppo organico dei propri segmenti di business sia ad alcune delle acquisizioni realizzate nel 2025 e all’avvio del proprio tour operator incoming. La linea di business Phi Hotels vede una crescita sostenuta dall’incremento del numero di strutture e di camere oltre che da una crescita organica degli alberghi già in portafoglio.
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La redditività, coerentemente con le previsioni per il primo trimestre, osserva una fisiologica corrispondenza al tradizionale andamento dei primi tre mesi dell’anno. Non si rilevano, al momento, elementi che possano indurre a una revisione della graduale ripresa derivante dal consolidamento del nuovo perimetro aziendale.
L'a.d. Ercolino Ranieri h commentato: «Il 2025 è stato l'anno in cui Xenia ha costruito una parte significativa della piattaforma industriale su cui crescere nei prossimi anni e che aveva previsto nel proprio piano industriale. La continuità, che anche l’assemblea ha confermato, è un segnale importante al quale bisogna guardare con grande responsabilità. Il 2026 si apre in un contesto internazionale complesso, che affrontiamo con attenzione e senza sottovalutazioni nonostante il primo trimestre sia in crescita. La nostra società e il suo management non nascondono la propria preoccupazione nei confronti di fattori esogeni difficilmente controllabili. Tuttavia – avendo già attraversato diverse fasi di discontinuità internazionale — come la crisi finanziaria del 2008 e la pandemia da Covid-19 — affrontano anche questo momento con la massima concentrazione e con la decisione necessaria per poter conservare quanto fatto fino ad ora e cogliere eventuali opportunità che ogni crisi porta con sé. Il percorso del piano industriale resta la nostra bussola; le operazioni Herop e Mare20, annunciate nei mesi scorsi, così come le operazioni relative ai due nuovi alberghi già comunicate a marzo 2026, confermano che intendiamo continuare a costruire, con disciplina, la piattaforma industriale che servirà a generare valore nel medio termine».
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[post_content] => Traffico e ricavi al rialzo, utili in netto miglioramento: l'assemblea degli azionisti di Sea Spa, ha approvato il bilancio d’esercizio 2025 con risultati decisamente positivi.
Lo scorso anno gli scali milanesi di Malpensa e Linate hanno movimentato 42,3 milioni di passeggeri, con un aumento dell’8% rispetto al 2024. Ancora più marcata la crescita del traffico merci, che raggiunge le 759,4 mila tonnellate, pari ad un +4,3% rispetto alle 728 mila tonnellate dell’anno precedente.
I dati operativi si riflettono sui conti economici: i ricavi di gestione del gruppo salgono a 876,8 milioni di euro, in aumento del 6,5% rispetto agli 823,1 milioni del 2024. L’ebitda cresce del 15%, passando da 350,5 a 403,3 milioni di euro, mentre l’utile netto si attesta a 190,6 milioni di euro, con un incremento di circa l’11,7% rispetto ai 170,6 milioni dell’anno precedente.
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