3 aprile 2024 09:24
La Toscana si conferma come location preferita dagli stranieri che scelgono l’Italia per il fatidico ‘sì’: 2.600 i matrimoni internazionali nel 2023, il 12,5% in più rispetto al 2022, per un giro di affari cresciuto del 29,5%, sfiorando la quota di 170 milioni di euro, per una spesa media di 65 mila euro, ovvero il 15,3% in più rispetto al 2022.
I numeri emergono dall’aggiornamento dell’osservatorio Destination weddings in Tuscany effettuato dal Centro studi turistici per Toscana Promozione Turistica e certificano il successo del bando triennale con cui Tuscany for Weddings, divisione di Destination Florence convention & visitors bureau per la promozione dell’offerta wedding della Toscana, ha operato per conto dell’agenzia regionale. Una collaborazione che oggi si rinnova con la firma di un protocollo d’intesa tra i due enti, che amplia ulteriormente l’accordo tra Destination Florence Cvb e Tpt: oltre al wedding, il nuovo protocollo, deliberato dall’assessorato al Turismo della regione Toscana, prevede un lavoro in tandem sul turismo congressuale.
«Sale il numero di cittadini stranieri che eleggono la Toscana come destinazione dove celebrare le nozze – commenta il presidente, Eugenio Giani -: un risultato che ci riempie di soddisfazione. La decisione, maturata alcuni anni fa, di creare un progetto ad hoc, Tuscany for Weddings, grazie alla collaborazione tra Toscana Promozione Turistica e Destination Florence convention & visitors bureau per promuovere l’offerta wedding, si è rivelata vincente. Ritengo che per lo sviluppo di questo segmento turistico la Toscana abbia tutto quello che occorre: luoghi autentici in scenari suggestivi abbinati a un’organizzazione impeccabile».
«Da diversi anni – aggiunge l’assessore a Economia e turismo, Leonardo Marras – la Toscana è tra le mete più scelte da cittadini stranieri per celebrare il proprio matrimonio. Il lavoro portato avanti in questi anni con Toscana Promozione Turistica e Destination Florence convention & visitors bureau con il progetto Tuscany for Weddings, e che oggi si amplia anche al turismo congressuale, è dunque un punto di forza su cui continuare a puntare. Il costante incremento di coloro che scelgono questa regione per unirsi in matrimonio è la conferma della bontà di questa collaborazione».
«Gli ottimi dati sul segmento del wedding – prosegue il direttore di Tpt, Francesco Tapinassi – vanno di pari passo con la necessità di valorizzare il comparto del turismo congressuale. È da qui che nasce un protocollo d’intesa che conferma e amplia il rapporto tra Toscana Promozione Turistica e il Destination Florence convention & visitors bureau, impegnato su entrambi i segmenti wedding e mice. Da considerare, inoltre, il ruolo del Destination Florence Cvb nell’organizzazione della Grand Départ del Tour de France da Firenze a giugno: un ulteriore elemento di connessione tra l’azione del bureau e la nostra agenzia, considerando l’impegno di Tpt nella valorizzazione del comparto cicloturistico».
A scegliere la Toscana per sposarsi sono soprattutto coppie provenienti da Stati Uniti e Regno Unito (60%), mentre per quanto riguarda il tipo di celebrazione, il rito simbolico è ancora quello preferito (66,3%), con quello civile e religioso che si attestano rispettivamente al 22,4% e all’11,3%. Il 9,3% dei riti civili e simbolici riguarda inoltre unioni civili celebrate tra persone dello stesso sesso. Quasi una coppia su due, ovvero il 48,2% del totale, si è affidata a un wedding planner per coronare il proprio sogno d’amore (+5% rispetto al 2022), mentre per quanto riguarda il periodo scelto, l’89% delle celebrazioni si sono svolte tra aprile e settembre.
Anche se è calata leggermente la durata media della permanenza degli invitati (3,2 notti contro le 3,3 del 2022), i pernottamenti nelle strutture ricettive sono saliti a 496 mila (+14,5%) e il volume di affari complessivo ha raggiunto i 168,7 milioni di euro (+29,5%). È cresciuto anche il numero medio degli invitati (60,6 contro i 56 rilevati nel 2022) ed è aumentato del 25% il numero di celebrazioni con un numero di invitati compreso tra 51 e 100, che rappresentano il 63% del totale.
Anche per il 2024 le aspettative del settore sono di un’ulteriore crescita del mercato, con un incremento stimato intorno al 9,1%. I principali arrivi resteranno ancora quelli extra Ue, ma si consoliderà la domanda proveniente da coppie scandinave, tedesche, svizzere, olandesi, austriache, spagnole e francesi.
Nel 2023 si sono rivolte alle imprese della filiera anche 630 coppie italiane provenienti da altre regioni, che hanno scelto la Toscana per il fatidico “sì”, generando un fatturato complessivo di 25 milioni di euro.
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[post_content] => Si è conclusa la sesta edizione di Obiettivo X, l’evento ideato da Ota Viaggi che si conferma tra i principali appuntamenti di riferimento per il turismo organizzato italiano, riunendo per tre giorni agenzie di viaggio, tour operator, network, compagnie di trasporto, associazioni di categoria e stakeholder istituzionali.
L’edizione 2026 ha registrato numeri significativi che confermano la crescita costante della manifestazione: 344 agenti di viaggio, 122 ospiti, 11 network, 5 associazioni di categoria, 14 testate giornalistiche, 5 bus dedicati alla logistica degli spostamenti
Digitale
A questi risultati si aggiunge una significativa visibilità anche sul fronte digitale, con una partecipazione attiva sui social da parte di tutti i partecipanti all’evento che hanno contribuito a dare vita ad un ecosistema ampio e rappresentativo che ha permesso di mettere a confronto visioni, esperienze e modelli diversi, anche tra realtà apparentemente concorrenti, con l’obiettivo di rafforzare l’intero comparto del turismo organizzato nazionale.
L’evento si è aperto, venerdì 24 Aprile, con l’arrivo degli ospiti in struttura, seguito da un momento di benvenuto e da una cena inaugurale durante la quale Massimo Diana - direttore commerciale di Ota Viaggi - ha introdotto i lavori, seguito dai saluti della famiglia Aprea e dall’avvio ufficiale dei panel.
Club Ota
Tra i momenti centrali dell’evento, si conferma Il Club di Ota, format ormai distintivo della manifestazione, che anche in questa edizione ha dato spazio a confronti diretti tra i protagonisti della filiera.
Il primo appuntamento, dal titolo “Concorrenze e sistemi: il Mare Italia raccontato dai suoi protagonisti”, ha visto salire sul palco – moderati da Massimo Diana e Francesco Mastandrea – Domenico Aprea - ceo di Ota Viaggi, Isabella Candelori - Direttore Commerciale Trade Italia di Nicolaus Spa , Stefano Maria Simei - direttore Ota di Futura Vacanze, Marco Masserini - group director of sales di Bluserena Hotels & Resorts e Salvatore Piazza - vice direttore generale di TH Group. Uno scambio aperto tra tour operator che ha toccato temi chiave legati al mercato e alle prospettive del prodotto Mare Italia.
La giornata del 25 aprile si è aperta con gli incontri B2B tra agenzie e partner, durante il workshop a bordo piscina, cuore operativo dell’evento, che ha favorito relazioni dirette, scambio di idee e nuove opportunità di business in un contesto informale e partecipato.
Nel pomeriggio, spazio a due panel di grande rilevanza strategica. Il Club di Ota , “La scelta di rappresentare, la scelta di aderire”, ha visto confrontarsi le principali associazioni di categoria, attraverso gli interventi di Enrica Montanucci (presidente Maavi), Giuseppe Scanu (vicepresidente vicario Fiavet ), Cesare Foà (presidente regionale Campania Aidit), Irene Ciccarelli (presidente Assoviaggi Confesercenti Piemonte e delegato nazionale Assoviaggi) e Gabriele Milani (direttore nazionale Ffto), offrendo una riflessione approfondita sul ruolo della rappresentanza.
Donne che guidano il turismo
A seguire, grande attenzione per il Main Panel dell’evento “Donne che guidano il turismo: leadership, competenze e scelte difficili”, dedicato al ruolo femminile nei processi decisionali del settore. Sul palco Margherita Sarli - direttore generale Apt Basilicata, Maria Paola De Rosa - direttore commerciale FS Treni Turistici Italiani, Paola De Filippo - general manager reed & mackay Italy, Roberta Billè - country president Gbta Italia, Leonardo Massa - vice president southern Europe Msc e Massimo Diana direttore commerciale Ota Viaggi.
Momento di grande rilievo è stata la presenza dello special guest Mauro Bergamasco, campione di rugby italiano, che ha condiviso la propria esperienza personale e professionale offrendo spunti di riflessione su determinazione, lavoro di squadra e visione.
Ampio spazio anche alla celebrazione dei 25 anni di carriera di Massimo Diana in Ota Viaggi, riconosciuti con un omaggio ufficiale che ha voluto valorizzarne il percorso professionale, il contributo strategico e il ruolo determinante nello sviluppo e nella crescita dell’azienda nel corso degli anni.
Realizzato con il patrocinio di Enit, regione Basilicata e Apt Basilicata e con il supporto dei principali partner nazionali e internazionali del settore, Obiettivo X 2026 si conferma un laboratorio di idee, relazioni e strategie, capace di riunire l’intera filiera del turismo organizzato in un unico contesto di alto profilo.
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Ryanair riduce la capacità in Spagna a causa dell'aumento delle tasse aeroportuali. Dopo aver tagliato tre milioni di posti negli ultimi 18 mesi, la compagnia ha confermato l'annuncio fatto lo scorso ottobre: ridurrà la sua presenza di 1,2 milioni di posti quest'estate negli aeroporti regionali.
Lo ha dichiarato lunedì l'amministratore delegato della compagnia aerea irlandese, Eddie Wilson, in un intervento riportato da Hosteltur.
Wilson avrebbe criticato Aena per aver distribuito al governo oltre 834 milioni di euro a titolo di dividendo (lo Stato è l'azionista di maggioranza di Aena con il 51%) mentre allo stesso tempo avrebbe abbandonato il 70% degli aeroporti del Paese.
Le critiche ad Aena
Wilson ha inoltre criticato Aena, che ha registrato profitti record nel 2025, per aver esteso i propri investimenti al di fuori della Spagna, in aeroporti del Regno Unito, del Messico, della Giamaica e del Brasile, trascurando quelli spagnoli, che continuano a perdere rotte, turisti e posti di lavoro.
«È sorprendente che Aena realizzi un profitto ma continui a trascurare le regioni", ha commentato David Simón, direttore degli affari societari.
Tuttavia, Ryanair continuerà ad espandersi nei principali aeroporti , sebbene la capacità totale in Spagna rimarrà invariata. In altre parole, gli investimenti in questi aeroporti non si tradurranno in un aumento dei servizi , ha affermato Eddie Wilson; potrebbe addirittura esserci un calo nel 2027 , poiché prevede ulteriori tagli per la stagione invernale.
Nel frattempo, la compagnia continuerà la sua espansione in paesi concorrenti come il Marocco, dove prevede un aumento dell'11%, o l'Italia , con il 9%.
Per continuare a crescere nel mercato spagnolo, la compagnia chiede che vengano bloccati gli aumenti tariffari previsti per il periodo 2027-2031.
Vista la situazione attuale, Ryanair ritiene opportuno cedere il controllo degli aeroporti regionali a qualcuno interessato a sviluppare il traffico, creare posti di lavoro e generare turismo in entrata. Eddie Wilson ha infatti indicato di aver incontrato il presidente delle isole Canarie, Fernando Clavijo. Vista la situazione attuale, Ryanair ritiene opportuno cedere il controllo degli aeroporti regionali a qualcuno interessato a sviluppare il traffico, creare posti di lavoro e generare turismo in entrata. «Ci sono problemi operativi negli aeroporti delle isole Canarie , con il sistema di ingresso e uscita e il controllo passaporti». Per risolvere questo problema, l'arcipelago ha bisogno di «un programma che aumenti la sua capacità di gestire un maggior numero di passeggeri».
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[post_content] => Antigua e Barbuda ospiteranno la 44ª edizione del Caribbean Travel Marketplace dal 12 al 15 maggio 2026, accogliendo circa 500 operatori del settore turistico provenienti da tutto il mondo. L'evento si terrà presso il centro conferenze dell'American University of Antigua e segna il secondo anno consecutivo in cui la destinazione è stata scelta per ospitare il forum.
Come riporta TravelDailyNews, il Caribbean Travel Marketplace è il principale evento business-to-business della Caribbean Hotels and Tourism Association, che riunisce fornitori e acquirenti del settore turistico per negoziare opportunità commerciali e sostenere la crescita del turismo in tutta la regione caraibica.
Fiducia nella destinazione
Charles Fernandez, ministro del turismo, dell'aviazione civile, dei trasporti e degli investimenti, ha dichiarato:«Il ritorno del Caribbean Travel Marketplace ad Antigua e Barbuda riflette la fiducia che Chta ripone nella nostra capacità di offrire eventi di alto livello. Ciò rafforza la nostra posizione di destinazione leader per conferenze e grandi eventi turistici».
Colin C. James, ceo dell'Antigua and Barbuda Tourism Authority, ha sottolineato l'importanza del momento in cui si è svolto l'evento: «Il Caribbean Travel Marketplace pone Antigua e Barbuda al centro del settore turistico regionale in un momento cruciale per i viaggi globali. Con i principali operatori del settore presenti nella nostra destinazione, siamo ben posizionati per mostrare la forza del nostro prodotto, consolidare le partnership chiave e coltivare opportunità che favoriranno la crescita degli arrivi turistici».
Sanovnik Destang, presidente di Chta, ha aggiunto: «È un onore portare ancora una volta il Caribbean Travel Marketplace ad Antigua e Barbuda, una destinazione che incarna appieno lo spirito di collaborazione regionale. Il marketplace si concentra sui risultati, creando opportunità concrete per i partecipanti di far crescere il proprio business, stringere partnership durature e gettare le basi per un turismo sostenibile nei Caraibi».
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[post_content] => Aman Group ha annunciato lo sviluppo di Amansanu nella regione di Texas Hill Country, la sua sesta proprietà negli Stati Uniti e la sua prima destinazione ispirata ai ranch.
Situato a nord-ovest di Austin, il progetto si inserisce in un paesaggio di colline, scogliere calcaree e corsi d'acqua naturali, offrendo un ambiente appartato pur rimanendo collegato a un importante centro urbano. Il nome Amansanu deriva dal sanscrito e significa "vetta pacifica".
Come riporta TravelDailyNews, il progetto prevede la realizzazione di un resort composto da padiglioni indipendenti, oltre a un numero limitato di residenze a marchio Aman con servizi completi. Il design si concentra sulle viste panoramiche su valli e canyon, ponendo l'accento sulla privacy e sull'integrazione con l'ambiente naturale circostante.
Il progetto
Il progetto è stato ideato da Olson Kundig con un'architettura in armonia con la topografia della regione. Le strutture sono posizionate in modo da seguire i contorni naturali del terreno e incorniciare le viste sul paesaggio. Le strutture del resort includeranno un edificio principale, diversi ristoranti e un centro benessere e spa Aman situato lungo un ruscello naturale. Tra i servizi aggiuntivi saranno presenti campi da tennis, sentieri escursionistici e scuderie completamente attrezzate, che rappresentano la prima offerta in stile ranch del marchio.
La componente residenziale comprenderà un numero limitato di proprietà situate su lotti collinari a partire da dieci acri. Le residenze sono progettate con planimetrie a pianta aperta, materiali naturali e terrazze esterne.
Vlad Doronin, presidente e ceo di Aman Group, ha dichiarato: «La presenza di Aman negli Stati Uniti, con Amangiri, Amangani e Aman New York , riflette il nostro impegno nel creare rifugi in destinazioni caratterizzate da bellezze naturali e ricchezza culturale. La regione di Texas Hill Country incarna queste qualità, con i suoi paesaggi ondulati e uno spirito indipendente che si allinea perfettamente alla filosofia di Aman. Amansanu rappresenta un'evoluzione significativa per Aman nelle Americhe, introducendo una nuova espressione del marchio pur preservando la pace, la privacy e il legame con l'ambiente circostante».
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[post_content] => Fiato sospeso in attesa delle trimestrali delle compagnie aeree europee. Sarà Air France-Klm a presentare per prima i risultati del primo trimestre dell'anno il prossimo giovedì. Dall’inizio della guerra, come si legge sul Sole 24Ore, Air France ha aumentato di 50 euro il prezzo dei biglietti come contributo carburante. Klm ha cancellato 80 voli di andata e ritorno dall’aeroporto di Schiphol ad Amsterdam, mentre la scandinava Sas ne ha cancellati mille a causa dell’aumento del costo del carburante.
Lufthansa, a causa di una serie di scioperi che hanno aggravato la crisi, ha chiuso la divisione CityLine, ritirando 27 aerei e riducendo la capacità sul resto della rete. Il risultato è stata la riduzione di 20mila voli a corto e medio raggio entro ottobre. La compagnia ha inoltre annunciato una nuova tariffa Economy Basic sui voli di linea, che prevede di portare a bordo gratuitamente soltanto una piccola borsa.
Il trend
Nell’attesa di capire gli sviluppi del conflitto, i risultati del primo trimestre saranno l’occasione per fare il punto, benché i dati non registrino ancora pienamente l’impatto dell’impennata dei prezzi del carburante. Questo perché le compagnie aeree europee hanno una copertura tra il 70% e l’80% contro il rischio di aumento del costo del jet fuel; per la quota non coperta (tra il 20% e il 30%), la liquidazione fisica avviene con ritardo. Ciò significa che i costi del carburante di marzo, ultimo mese del trimestre, si basano ancora sui prezzi prebellici.
Al di là del conflitto, i primi tre mesi dell’anno sono tradizionalmente i più difficili per le compagnie aeree, poiché i viaggi diminuiscono dopo la pausa natalizia. Considerando che il conflitto è iniziato il 28 febbraio — limitando quindi a un solo mese gli effetti nel trimestre — gli analisti di Bank of America hanno ridotto del 9% le previsioni sull’Ebit trimestrale, ma restano fiduciosi sul resto dell’anno, ritenendo che «i tagli di capacità sosterranno le tariffe in risposta all’aumento del prezzo del carburante». In questa prospettiva hanno alzato le stime dei ricavi del 2% per il 2026, ipotizzando una crescita del 3-4% dei ricavi unitari sull’anno.
Bank of America stima che i prezzi dei biglietti in Europa debbano salire di circa il 5% per compensare il caro carburante, con un impatto più marcato nella seconda metà dell’anno, quando le coperture finanziarie giungeranno a scadenza.
L’Europa resta ben posizionata, in quanto preferita rispetto a mete esotiche considerate più incerte. Tuttavia, le prenotazioni a breve termine restano al di sotto dei livelli dello scorso anno a causa delle tensioni geopolitiche, mentre per i mesi estivi centrali la domanda si conferma solida.
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Glamour consolida il suo ruolo nel tour operating. A sottolinearlo è il direttore generale Nicola Bonacchi, che evidenzia come l’azienda stia affrontando le sfide globali puntando su flessibilità, personalizzazione e una solida rete di relazioni con fornitori e compagnie aeree. «La situazione attuale in Medio Oriente è caratterizzata da una notevole fluidità, con continui cambiamenti nelle politiche dei vettori aerei e delle strutture alberghiere. In questo contesto complesso, Glamour ha sempre messo al primo posto le esigenze delle agenzie di viaggio e dei loro clienti, impegnandosi a garantire un servizio di alta qualità e continuità».
Per rispondere alle nuove esigenze dei viaggiatori, Glamour ha rafforzato la propria offerta puntando su programmazione anticipata e controllo dei costi. «Il prodotto Glamour Estate 2026 non comprende nelle partenze fisse le compagnie del golfo ed è stato negoziato ad ottobre 2025. Questo ci permette di avere partenze fisse verso Kenya, Zanzibar, Bali, Messico con tariffe che non subiranno l’incremento e sulle quali siamo certi di garantire la massima flessibilità ai nostri clienti».
Un approccio che si traduce in vantaggi concreti anche in un contesto di aumento dei costi: «Le quote volo per l'estate 2026 a partenza fissa sono state negoziate nell’autunno scorso e non subiranno rincari».
I trend di viaggio
Parallelamente, emergono nuovi trend di viaggio: «Stiamo assistendo a un'esplosione di interesse per alcune destinazioni emergenti. L’Africa è in prima linea, con Kenya, Tanzania e Namibia. Il Canada e la Corea del Sud stanno guadagnando popolarità. Inoltre, prevediamo un aumento della domanda per gli Stati Uniti, grazie alla favorevole situazione del cambio euro/dollaro».
Tra gli elementi chiave indicati da Nicola Bonacchi per affrontare il futuro emergono flessibilità, comunicazione e qualità dei partner: «Flessibilità ed adattabilità, trasparenza nella comunicazione, network di fornitori affidabili sono i nostri punti di forza»..
Particolare attenzione è dedicata anche al rapporto con le agenzie di viaggio: «Mantenere una comunicazione chiara e trasparente è uno dei pilastri di Glamour. Da inizio anno abbiamo attivato giornate di incontri e formazione basate sull’ascolto».
Nel medio-lungo periodo, Il direttore generale è chiaro sul ruolo crescente del settore: «In questo periodo storico, è emerso con chiarezza quanto sia fondamentale affidarsi a organizzazioni strutturate. Scegliere di viaggiare con un tour operator significa intraprendere un viaggio con la certezza di avere un partner fidato pronto a fornire assistenza e supporto in ogni fase dell'esperienza»”.
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Dune continua a crescere. Il marchio dedicato ai viaggi di esplorazione di Kel 12 ha messo a segno una crescita del 30% quanto a fatturato e passeggeri nell'anno commerciale 2025-26.
Ad oggi le destinazioni più richieste della linea Dune sono Botswana, Oman, Eritrea, Kazakistan, Mongolia e Algeria. Una geografia della domanda che riflette l’interesse per itinerari in grandi spazi naturali, contesti remoti e destinazioni fuori dai circuiti più convenzionali.
«La crescita di Dune riflette un cambiamento sempre più evidente nella domanda – commenta Sabina Migliori, head of product manager di Kel 12 -. Oggi il viaggiatore non cerca soltanto una meta, ma un’esperienza capace di generare scoperta, coinvolgimento e significato. I viaggi di esplorazione rispondono a questa esigenza perché propongono itinerari in cui contano l’intensità del percorso, il rapporto con l’ambiente e la possibilità di vivere luoghi remoti con uno sguardo più aperto e partecipe».
Dune propone itinerari in piccoli gruppi, in contesti spesso remoti, dove spirito di adattamento e apertura all’inaspettato fanno parte dell’esperienza di viaggio. È una linea che interpreta l’esplorazione come occasione di conoscenza e relazione autentica con i luoghi.
La qualità dell'esperienza
«Dune rappresenta una componente profondamente identitaria della nostra proposta – prosegue Sabina Migliori –. La performance registrata conferma che esiste un pubblico sempre più consapevole, disposto a scegliere itinerari meno prevedibili e più intensi, dove la qualità dell’esperienza conta più della standardizzazione del servizio».
Kel 12 è al lavoro anche sulla programmazione 2026/2027 della linea, che porterà con sé novità significative. «Stiamo lavorando alla prossima programmazione con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente l’identità di Dune. Non è ancora il momento di svelare i nuovi sviluppi, ma possiamo dire che il lavoro in corso nasce dalla volontà di continuare a spingere il viaggio un passo oltre, restando fedeli a ciò che Dune rappresenta per noi: esplorazione, intensità, apertura e autenticità».
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[post_content] => Ryanair chiuderà la base di Berlino il prossimo 24 ottobre, a conclusione della stagione estiva. L'annuncio, riportato dal Sole 24Ore, spiega come i sette aeromobili attualmente basati nella capitale tedesca verranno riposizionati in altre sedi operative, situate in paesi come Svezia, Slovacchia, Albania e Italia. Ryanair continuerà a garantire la connettività con la città, sebbene con una capacità ridotta.
La decisione di chiudere la base presso l’aeroporto di Berlino Brandeburgo è, secondo quanto dichiarato dalla compagnia, direttamente collegata al piano dello scalo di aumentare le tariffe del 10% a partire dal 2027. Considerando il modello di business low-cost, un incremento delle tasse aeroportuali obbligatorie comporterebbe inevitabilmente un aumento dei prezzi dei biglietti.
Traffico in calo
Inoltre, la compagnia sottolinea come il traffico passeggeri dell’aeroporto sia diminuito di quasi il 30%, passando dai 36 milioni del 2019 ai circa 26 milioni registrati lo scorso anno.
A causa dell’aumento dei costi aeroportuali in Germania, dall’inizio della pandemia ha infatti chiuso le basi presso gli aeroporti di Francoforte Hahn e Francoforte, mentre la controllata Lauda ha cessato le operazioni a Düsseldorf nel 2020.
Nonostante la ripresa del traffico negli aeroporti tedeschi, la capacità complessiva resta ancora inferiore ai livelli pre-pandemia, rappresentando uno dei pochi casi in Europa.
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Ad affermarlo è Carlo Borgomeo, presidente di Assaeroporti, in un'intervista citata da RaiNews: "Gli aeroporti italiani hanno scorte sufficienti di carburante per tutto il mese di maggio e in alcuni scali del nostro Paese la situazione è ancora migliore".
Volatilità
Il contesto del conflitto in Iran con la chiusura dello stretto di Hormuz è foriero di costante volatilità, per questo "Serve però un monitoraggio attivo sia del governo che dell'Unione europea in modo da avere la situazione aggiornata e intervenire in casi di ulteriori criticità".
Borgomeo sottolinea che "il trasporto aereo paga lo scotto di un settore che, rispetto ad altri, vede l'utente finale operare scelte basate su previsioni di medio periodo.
Previsioni
Tenendo sempre conto "che le previsioni a oggi non si fondano su elementi certi, non penso che l’estate sia compromessa per quanto riguarda i voli. Ritengo che ci siano una serie di fattori positivi. Hormuz è importante ma non è tutto e stiamo guardando a fonti di approvvigionamento alternative. Seppur a prezzi più elevanti, ad esempio, c’è un flusso importante dagli Stati Uniti e potrebbero essercene ulteriori anche dalle Americhe in generale. E’ probabile che ci sia un aumento dei prezzi dei biglietti ed è per questo che come Assaeroporti riteniamo utile che il Governo avvii un tavolo di monitoraggio permanente perché, quando ci sono crisi come l’attuale, spesso succede che si scoprano, a posteriori, tentativi di speculazione".
[caption id="attachment_406795" align="alignleft" width="300"] Carlo Borgomeo[/caption]
"Noi - ha aggiunto - dobbiamo chiederci se a luglio ci sarà il cherosene e questo spiega i toni allarmistici delle ultime settimane, che però non condividiamo". Il rischio, a parere che "se continuano preoccupazioni e paure dei passeggeri a prenotare, si potrebbe creare la situazione paradossale di avere scali con serbatoi pieni ma con aerei vuoti".
Quanto all'andamento del primo trimestre, Borgomeo ha dichiarato che "se non ci fosse stato il conflitto in Medio Oriente il comparto avrebbe continuato il trend di crescita che, al netto della parentesi del Covid, prosegue da anni a ritmi sostenuti".
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