27 June 2026

Il Marocco taglia un traguardo storico raggiungendo i 14,5 milioni di visitatori

E’ un Marocco che ha superato le più rosee aspettative quello che archivia il 2023 con 14,5 milioni di visitatori, un milione in più rispetto all’obiettivo fissato dal governo nella sua tabella di marcia 2023-2026.

Risultato che supera quindi il precedente record del 2019, quando gli arrivi erano stati 13 milioni. Sempre nel 2023 il numero di turisti stranieri è aumentato del 41% rispetto all’anno precedente e rappresenta il 49% degli arrivi complessivi, con un incremento di 3 punti in un anno.

I marocchini residenti all’estero costituiscono il resto degli arrivi (51% del totale), un dato che è aumentato del 27% in un solo anno.

Contrariamente a quanto temuto dalle stesse autorità turistiche marocchine, il terremoto che ha colpito il Paese lo scorso settembre non ha determinato una battuta d’arresto del settore. E malgrado il complesso contesto geopolitico mondiale, il mese di dicembre è stato caratterizzato da un numero di visitatori senza precedenti, con l’arrivo di quasi 1,3 milioni di viaggiatori, secondo i dati del ministero del turismo

L’obiettivo per il Marocco è ora quello di mettere in evidenza altri aspetti della sua offerta, cha va oltre Marrakech, con particolare attenzione al mercato francese che rappresenta quasi il 35% delle entrate totali dell’industria turistica marocchina.

 

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Bahia di Tutti i Santi, con la capitale Salvador, incanta con il suo ricco patrimonio storico e culturale e con il carnevale più grande del mondo, mentre nella Vale do Jiquiriçá la festa di San Giovanni è il più grande festival regionale del Brasile.\r\n\r\nBahia presenta strutture ricettive di vario livello, due aeroporti internazionali, a Salvador e Porto Seguro, aeroporti nazionali e regionali.\r\nIl Brasile firmato Tap\r\nRispetto alla connettività, Tap Air Portugal opera su Salvador da Bahia con 6 voli settimanali con un A300-900. Attraverso l’hub di Lisbona, servito da voli diretti dall’Italia da Roma, Milano, Venezia, Bologna, Napoli e Firenze, il vettore portoghese garantisce collegamenti efficienti verso il Brasile posizionandosi come compagnia di riferimento tra Europa e Sud America.\r\n\r\n«Il Brasile rappresenta per Tap molto più di una destinazione: è un pilastro del nostro network internazionale e un Paese con cui abbiamo costruito un legame profondo, storico e identitario. 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Anche se mantenere hotel di lusso richiede sicuramente un grande impegno, a cominciare dal costo del personale (all’Anantara Convento Amalfi, ad esempio, in una struttura di 52 camere lavorano 180 membri dello staff), c’è ancora ampio spazio di crescita per un segmento che, almeno in Italia, fino a qualche anno fa non era così sfruttato». E la ricchezza e varietà del nostro patrimonio e la presenza di innumerevoli siti Unesco rappresentano un importante valore aggiunto, in grado di attrarre la clientela high level.\r\n\r\n«Certo – ammette Gilardi – non può essere solo lusso, ma in questo momento si tratta di un segmento che catalizza l’attenzione del mercato e che ci consente di lavorare non solo sulle strutture ma anche sulle esperienze a contatto con il territorio».\r\nIl trend del mercato\r\nIn linea generale, Gilardi osserva un mercato «schizofrenico, con una booking window molto ristretta rispetto al passato. Questo trend riguarda anche i segmenti corporate e Mice, con le aziende che spesso dedicano all’ultimo minuto un budget ai viaggi».\r\nItalia in crescita\r\nL’andamento del nostro mercato è comunque positivo: «Quello italiano è fra i bacini internazionali che si stanno muovendo meglio»  malgrado la difficile congiuntura geopolitica. «Nel primo semestre dell’anno l’adr è cresciuto in media del 6%, ovviamente trainato da alcune località come la Sicilia, soprattutto nel secondo trimestre dell’anno. Ottimi numeri anche su Napoli, Venezia, Torino. Meno bene Milano, che ha registrato valori un po’ più bassi rispetto al prezzo medio. A spingere i numeri sicuramente i grandi eventi, come la Biennale di Venezia o le Olimpiadi invernali».\r\n\r\nA fronte di questi risultati, il piano di espansione continua: «A fine anno dovremmo raggiungere le 63 strutture in Italia, per arrivare entro il 2030 a toccare la soglia delle cento. 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