25 April 2026

Effetto Brexit: Tui verso il delisting dalla Borsa di Londra

Mathias Kiep

L’onda lunga della Brexit lambisce ancora l’industria dei viaggi. Protagonista, questa volta, è il colosso tedesco Tui che ha appena annunciato la propria intenzione di uscire dalla Borsa di Londra, con l’obiettivo di consolidare la propria presenza su quella di Francoforte ma soprattutto di allinearsi alle normative Ue in materia di proprietà delle compagnie aeree. La proposta sarà sottoposta all’assemblea generale della società in calendario per il prossimo 13 di febbraio.

In concomitanza con l’uscita da Londra, il gruppo mirerebbe anche a entrare nel listino prime standard di Francoforte entro la seconda settimana di aprile. Il direttore finanziario di Tui, Mathias Kiep, ha sottolineato che, oltre a migliorare la conformità alle leggi europee sulla proprietà della compagnie aeree, la mossa consentirebbe pure di snellire la struttura aziendale, tenendo conto che già oggi la maggior parte delle negoziazioni avviene proprio sulla piazza di Francoforte.

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E in effetti a guardare bene, è stata proprio la stampa italiana a chiudere lo Stretto Di Hormuz, con le conseguenze che sappiamo.\r\nNarrazione\r\nTerzo. «Ieri, ho incontrato tour operator e agenzie di viaggio, che sono inviperite perché dicono ‘Questa narrazione ci sta facendo un danno enorme’. Tra l’altro, io non capisco neanche perché lanciamo un allarme ai turisti, ai viaggiatori, che hanno una destinazione finale assolutamente tranquilla e creiamo allarmismo anche addirittura sul transito. Inoltre, noi abbiamo dei dati che sono proprio in controtendenza».\r\n\r\nVorrei ricordare al ministro che nella giornata di oggi Lufthansa ha cancellato 20 mila voli. E non perché stava giocando a ramino e ha perso. Ma perché stanno rimodulando l'offerta in base al carburante.\r\n\r\nQuarto. «Ad esempio, le intenzioni di viaggio degli statunitensi rispetto all’Italia sono in aumento sul 2025. Quindi io domani vorrei leggere questa notizia, vorrei che i notiziari e i telegiornali dicessero questo. Noi dobbiamo sostenere il nostro turismo, come fanno gli altri Paesi. Su questo, forse, abbiamo da imparare da loro. Occorre un atteggiamento responsabile, dal momento che la comunicazione impatta su un settore trainante dell’economia nazionale».\r\n\r\nPer fortuna che i giornali pensano con la loro testa. Certo alcuni lo scriveranno. Ma fra le intenzioni e le azioni ci passa un mare. Anzi uno Stretto di Hormuz.","post_title":"Il ministro Mazzi parla di ottimismo. Noi parliamo di dati reali","post_date":"2026-04-22T13:02:03+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1776862923000]}]}}