3 April 2026

Tutti gli speech e i talk show del prossimo Travel Hashtag di Bologna

A meno di un mese dall’appuntamento con la tredicesima edizione dell’evento internazionale itinerante Travel Hashtag, ecco l’agenda della due giorni in programma a Palazzo di Varignana (Castel San Pietro Terme, Bologna) il 17 e 18 gennaio. A dare il via al meeting, che torna in Italia dopo dieci mesi (Cremona, marzo 2023), una conferenza di apertura che coinvolgerà una serie relatori che si alterneranno uno alla volta sul palco per fornire la propria visione rispetto al tema Turismo alto di gamma in Italia: prospettive, tendenze e opportunità. Interverrano, tra gli altri, Davide Cassani (presidente di Apt Servizi), Vittorio Morelli (general manager di Palazzo di Varignana), Giorgio Palmucci (vicepresidente di Confindustria Alberghi), Massimo Caputi (presidente di FederTerme), Flavio Ghiringhelli (country manager per l’Italia di Emirates), Marco De Angelis (direttore vendite di Italo Ntv), Palmiro Noschese (strategic advisor for the luxury hospitality industry, chairman Confassociazioni for tourism, hospitality, food & beverage), Carmen Bizzarri (professore dell’università Europea di Roma), Giulio Contini (direttore generale della Scuola italiana di ospitalità), Gloria Armiri (group brand manager tourism & hospitality division di Italian Exhibition Group),  François Droulers (co-founder & ceo di Eidos Hotel Capital Partners), Massimiliano Zanardi (coo di Marzocco Group con un background di rilievo nel gruppo Kerzner International). In collegamento video ci sarà anche Alessandra Priante (direttore Europa della Unwto).

Nel pomeriggio del 17 gennaio, dopo i saluti del sindaco di Castel San Pietro Terme, Fausto Tinti, andrà quindi in scena il primo dei tre talk in agenda, I nuovi codici dell’Ospitalità, che vedrà protagonisti, oltre ai precedentemente menzionati Palmiro Noschese e Vittorio Morelli, Imelda Shllaku (general manager dell’hotel La Palma di Capri), Alessandro Callari (regional manager Italia/Malta/Israele di Booking.com), Sara Magro (fondatrice e direttore di The Travel News e The Italy Insider), Cinzia Nanni (villas expert & advisor di Oliver’s Travels, London). In collegamento video da Abu Dhabi, Patrizia Bortolin (spa concept creator pluripremiata in tutto il mondo).
La mattina del 18 gennaio si aprirà poi con un talk dal titolo Visione, progettualità, sviluppo e comunità: da luogo a destinazione, che vedrà interagire, tra gli altri, Carlo Gherardi (founder di Palazzo di Varignana), Nazareno Ventola (amministratore delegato dell’aeroporto di Bologna), ancora Carmen Bizzarri, Emma Taveri (founder di Destination Makers), Simona Tedesco (direttore di Dove Magazine e direttore editoriale progetti multimediali Rcs MediaGroup).

A chiudere la prima edizione 2024 di Travel Hashtag il side talk Internazionalizzazione, asset per la valorizzazione delle eccellenze italiane all’estero, rivolto alle imprese del territorio interessate a scoprire tutte le opportunità di sviluppo del business nei mercati di Medio Oriente e Sud-Est Asiatico. Tra gli speaker, Evelina Farinacci di Kelmer Group, Angelo De Luca di Kelmer Saudi Arabia, Alessandro Bartolucci e Francesco Brusco di BeSafe Group, Nino Tomasino di Osm International Group e Andrea Moretti di Skema. Ospiti d’eccezione Vincenzo Colla (assessore allo Sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione e relazioni internazionali della regione Emilia-Romagna) e nuovamente Flavio Ghiringhelli.

“Sarà interessante ascoltare il punto di vista autorevole di alcuni tra gli attori che animano con visione ed entusiasmo il settore del turismo operando in contesti e ambiti differenti – spiega Nicola Romanelli, fondatore e presidente di Travel Hashtag –. A Palazzo di Varignana parleremo delle aspettative dei viaggiatori alto spendenti di domani, ma anche di hospitality, formazione, risorse umane, destination branding, progettualità e comunicazione“.

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In una lettera aperta il manager fa il punto sulla situazione e  definisce la strategia per il futuro. La riportiamo qui sotto integralmente. «Abbiamo scelto di osservare in silenzio per oltre un mese - comincia la lettera -. Non per mancanza di argomenti, ma per il rispetto che si deve a un mercato che stava mutando con una velocità disarmante. Abbiamo preferito attendere che la polvere si posasse, per analizzare le evoluzioni reali e non solo le reazioni emotive. Non abbiamo la presunzione di possedere verità assolute, né di parlarne da una cattedra. Tuttavia, avvertiamo la responsabilità di chi opera quotidianamente con grandi volumi e flussi complessi: una responsabilità che ci impone, ora che le criticità sono emerse con nitidezza, di non sottrarci al confronto. Dopo aver ascoltato e analizzato le frizioni del sistema, riteniamo sia il momento di condividere il nostro pensiero. 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Dalla coppia che conferma in agenzia, al tour operator che lavora intensamente dietro le quinte, ai vettori “ingarbugliati” nella matassa, fino ai fornitori dall'altra parte del mondo: ognuno ha le proprie ragioni, ma a volte manca la necessaria flessibilità commerciale».\r\nNon c'è spazio per il solisti\r\n«L’esperienza accumulata tra emergenze e criticità  - prosegue Curzi - ci ha insegnato una lezione: che sia per un evento naturale o per la follia umana, o ci muoviamo in modo coeso o il sistema rischia di bloccarsi. Non c'è spazio per i solisti quando l'intero comparto è sotto pressione. Se esiste coerenza, rispetto reciproco e la volontà di trovare soluzioni invece di colpevoli, ne usciremo. Magari con qualche ruga in più, ma ne usciremo (di nuovo). Il problema sorge quando uno degli attori agisce in modo isolato. Se qualcuno tenta di scaricare le responsabilità o di ritenersi superiore agli altri, si genera il caos. In questo equilibrio precario, se un elemento tira troppo dalla sua parte, rischia di compromettere l'intera filiera.\r\n\r\nO giochiamo di squadra, consapevoli della natura del nostro mercato, o rischiamo di subire passivamente gli eventi. Il nostro mondo vive di reputazione (e di memoria): chi oggi sceglie di dare supporto e di comprendere le difficoltà altrui sta investendo sulla propria credibilità futura. Al contrario, una visione a breve termine rischia di scontrarsi con la memoria lunga del mercato. Guardiamo i vettori, per esempio. Giganti come Emirates e Qatar hanno dimostrato cosa significhi mantenere un dialogo costante con la filiera, pur essendo coinvolti direttamente nelle criticità.\r\n\r\nAltri, invece, hanno preferito una linea di rigore assoluto, chiudendo le porte alla flessibilità. Limitarsi a seguire la contrattualistica o le policy aziendali ignorando il contesto straordinario significa dimenticare che, in certi momenti, il buonsenso è lo strumento gestionale più efficace ed è la miglior policy da applicare. C'è poi il tema della gestione dei prezzi. È fisiologico che il mercato risponda a logiche di domanda e offerta, ma tutto ha un limite. C'è una differenza sostanziale tra l'ottimizzare i margini per la sostenibilità aziendale e l'applicare rincari sproporzionati approfittando dell'assenza di alternative per il cliente. In molti casi, vedere quotazioni che salgono vertiginosamente senza una reale giustificazione dei costi operativi lascia l'amaro in bocca e non può essere definita una strategia di lungo periodo.\r\n\r\nLo stesso vale per alcuni fornitori di “servizi a terra” che hanno trattenuto prepagamenti non come garanzia per il futuro, ma come penali per un “non arrivo”, ignorando la realtà dell'emergenza globale. 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Ma sono tanti i collegamenti che partono anche da Torino e Genova — verso città come Parigi, Lione o Marsiglia —, da Venezia — verso capitali come Vienna, Praga o Budapest — o da Bologna, Firenze e Roma — verso città come Monaco di Baviera. La rete europea di FlixBus si spinge fino a sud, con tratte che collegano senza cambi Napoli con Parigi o Bari con Zurigo.\r\n\r\n«Grazie a una rete diffusa sul territorio nazionale, permettiamo a chiunque di raggiungere mete meno battute con la massima semplicità. 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