27 March 2026

Antigua e Barbuda: una destinazione raccontata dagli operatori

La convention “Antigua and Barbuda, the beach is just the beginning”, è stata l’occasione per comprendere l’andamento della destinazione rispetto al mercato italiano. La Antigua and Barbuda Tourism Authority, rappresentata da Cherry Osborne – direttore tourism Uk & Europe – ha presentato le novità della proposta turistica delle due isole sorelle, parlando dello sviluppo di nuove strutture, degli eventi che animano le isole nel corso di tutto l’anno, del completamento di un nuovo terminal portuale e della grande attenzione alla sostenibilità.

I responsabili di prodotto dei to partecipanti all’evento hanno descritto Antigua e Barbuda come una destinazione d’eccellenza, da proporre come estensione-mare dopo un viaggio negli Stati Uniti, ma anche come destinazione “secca”. Perché, come sottolinea Susanna Sorci di GoWorldAmerica, «Oggi il viaggiatore parte dall’Italia per fare un soggiorno mare nei Caraibi, ma vuole anche conoscere la cultura e la tradizione dei luoghi che visita, come la scoperta della storia marittima e della realtà locale di Antigua &Barbuda». «Antigua è un’isola completa, perché non ha solo le spiagge e il mare, – continua Eleonora Gavioli di DreamsTeam – ma tantissime feste folkloristiche che rendono bello uscire e vivere con la popolazione locale».

«Gli italiani amano Antigua per la sua bellezza – aggiunge Carmen Bassi di Ti.es.Bi – La proposta è differenziata: oltre a una popolazione accogliente pronta a interagire con gli ospiti e a una natura e a una fauna sorprendenti, ci sono tanti festival e una gastronomia da scoprire grazie all’influenza della cucina orientale e di quella peruviana, tutta a base di pesce. Bisogna spingere la clientela italiana a capire che per “vivere” i Caraibi si deve uscire dal resort».

«L’offerta è limitata dalla difficoltà di accesso, – prosegue Cesare  Ferrari de I Grandi Viaggi, introducendo una difficoltà comune a tutti gli operatori presenti – ma questo serve anche a salvare Antigua dalla massificazione che ha segnato altre isole dei Caraibi, dove il pubblico chiede solo un prodotto standard, all-inclusive. Ad Antigua gli alberghi sono più piccoli, adatti al profilo del turista che si è definito negli ultimi anni, già prima della pandemia. Oggi il viaggiatore cerca posti più intimi ed esclusivi. Tra i plus di Antigua ci sono le sue 365 spiagge, una per ogni giorno dell’anno, il clima friendly e l’ambiente “british” per il lascito storico. La qualità dei servizi è molto buona, con un equilibrato rapporto qualità/prezzo».

Ed è proprio la mancanza di connessioni dirette il tema che accomuna tutti i to: la difficoltà di proporre un viaggio che richiede non solo un cambio di volo e di aeroporto, ma anche un pernottamento a Londra per il viaggio di andata. Importante, quindi, la posizione di British Airways, unica compagnia europea a servire la destinazione. «Le rotte verso Antigua e Barbuda sono fortemente richieste dal mercato britannico: i voli partono da Gatwick al mattino alle 9:30, 6 volte a settimana, con un aeromobile 777 – sottolinea Caterina Berruero, sales manager e leisure sales di British Airways – Solo Torino e Verona sono collegati a Gatwick, tutti gli altri servizi dall’Italia raggiungono Heathrow. Al momento non conosciamo le prospettive di incremento dei voli: la programmazione attuale arriva fino a marzo». Gli operatori presenti hanno sottolineato come si venda facilmente il combinato Stati Uniti-Caraibi, soprattutto d’estate. Ma in tutte le vacanze brevi e i ponti è difficile proporre un Caraibi secco al mercato italiano, non tanto per i costi, quanto perché il viaggio richiede più tempo. Il cliente vuole partire e raggiungere in fretta la destinazione. Antigua ha meno partenze di quelle desiderate e viene venduta soprattutto per i viaggi di nozze e d’estate, ma non in settembre, quando il turismo si ferma a causa della stagione degli uragani, che pure coinvolgono in modo ridotto le isole sorelle.

Interessante, infine, la scelta di Tour2000AmericaLatina: «Antigua è entrata a far parte della nostra programmazione perché toccata da alcune delle navi da crociera in partenza da Santo Domingo e Saint Martin  – conclude Bruno Normanno – Anche noi viviamo il problema del volato. Il nostro è un mercato nazionale, proveniente soprattutto da Triveneto, Centro, Sud e Isole. La notte a Londra è stata integrata nelle tempistiche del viaggio e stiamo pensando a dei viaggi in Sud America con esperienza-mare ad Antigua».

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Proprio queste debolezze stanno però accelerando gli investimenti nella GenAI, che secondo i responsabili tecnologici potrà migliorare le performance degli operatori del 58% e ridurre i tempi medi di gestione del 56% \r\n\r\nNel case study analizzato, l’adozione della piattaforma Smile.CX ha permesso a un operatore internazionale del Travel & Hospitality di gestire in modo più efficiente un elevato volume di richieste post-vendita, in precedenza concentrate sul canale telefonico e caratterizzate da costi elevati e lunghi tempi di attesa.\r\nGrazie a un modello scalabile e multilingue, la soluzione ha aumentato del 31% l’utilizzo della chat e automatizzato il 50% delle richieste, riducendo la pressione sugli operatori e consentendo loro di concentrarsi sulle interazioni a maggior valore. \r\n\r\nSmile.CX è una soluzione di customer care di Covisian che ottimizza le interazioni su tutti i canali (telefono, email, chat, WhatsApp, SMS), garantendo un’esperienza uniforme e di qualità. Integra automazione e AI per gestire processi come prenotazioni, richieste e preventivi, migliorando efficienza e tempi di risposta.\r\n\r\n[caption id=\"attachment_510403\" align=\"alignleft\" width=\"450\"] Stefano Dessì, group chief operation officer di Covisian[/caption]\r\n\r\n“Il futuro della customer experience nel Travel & Hospitality non sarà definito dalla tecnologia in sé, ma dalla capacità di integrarla in modo empatico e intelligente”, sottolinea Stefano Dessì, group Chief operations officer di Covisian. “La GenAI può essere uno strumento straordinario per creare esperienze più umane. È questo il vero salto di qualità: unire la potenza dell’AI alla sensibilità delle persone” .\r\n\r\nParallelamente, nuove tendenze stanno ridefinendo le aspettative dei viaggiatori: dalla crescente attenzione ai temi ESG all’espansione del bleisure e dei viaggi di lusso, fino alla richiesta di esperienze sempre più personalizzate e coerenti su tutti i canali .\r\n\r\n\r\n“Oggi il settore Travel & Hospitality richiede reattività e personalizzazione senza precedenti. Con Smile.CX miglioriamo l’interazione con i viaggiatori e rafforziamo il nostro impegno nel turismo, come dimostrato alle recenti Olimpiadi invernali a Cortina, offrendo esperienze su misura. Innovazione e qualità del servizio restano centrali per il futuro della customer experience”, dichiara Gabriele Moretti, fondatore e presidente di Covisian Group.\r\n\r\n\r\nIn questo contesto, la combinazione tra intelligenza artificiale avanzata e competenze umane si conferma il vero fattore competitivo per il settore, chiamato a coniugare efficienza operativa e qualità della relazione con il cliente.","post_title":"Travel e Hospitality, l’intelligenza artificiale accelera la customer experience","post_date":"2026-03-25T09:52:23+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":["ai","customer-experience"],"post_tag_name":["AI","customer experience"]},"sort":[1774432343000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510270","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"La Giamaica riscrive le regole dell’hospitality d’eccellenza, puntando su un asset che va ben oltre le sue iconiche spiagge: il rum.\r\n\r\nDalle piantagioni storiche della Giamaica alle nuove tendenze della mixology internazionale, il rum si conferma il catalizzatore ideale per esperienze di viaggio immersive. 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