26 April 2026

Foà (AdvUnite): le agenzie dovrebbero ribellarsi al dominio della Iata

Cesare Foà

Riceviamo da Cesare Foà, presidente di AdvUnite la seguente lettera e volentieri la pubblichiamo.

«Un collega ha chiesto un parere su una mail ricevuta da una compagnia aerea Iata. E’ lecito chiedere un minimo di fatturato per poter emettere, con loro, la biglietteria? E la licenza Iata a cosa serve?

Perché si paga l’iscrizione alla Iata? Per avere un servizio con il quale non si può parlare ma solo seguire le loro indicazioni. Qualsiasi osservazione è sbagliata. Perché certamente la volontà è di avere pochi codici Iata, avere dei consolidatori in barba al libero mercato.

Ma c’ altro: per essere agenzia Iata si paga un’affiliazione. L’idea è avere pochi codici Iata funzionanti. Quindi è meglio avere grossi volumi di affari che pagano overcommission, che prendono importi maggiori dai gds, a fronte di un libero mercato.

Ora le domande sono tre. In un libero mercato una compagnia aerea può impedire l’emissione dei suoi biglietti a un’agenzia per la poca produttività?

Silenzio

La seconda domanda è come mai c’è un latente silenzio da parte di tutti? La terza, è meglio avere un grosso contenzioso o tanti piccoli eventuali contenziosi?

Probabilmente non siamo in un libero mercato, non è importante avere tanti piccoli imprenditori ma poche grosse realtà e tutto questo va in contrasto con le compagnie low cost che non vogliono le ota, le grosse agenzie, ma vorrebbero il rapporto con le piccole agenzie.

Un intervento da parte della magistratura sarebbe auspicabile per capire le normative in essere ma certamente non lo può fare una piccola agenzia a cui quest’intervento legale costerebbe troppi soldi nei tre gradi di giudizio».

Cesare Foà

 

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