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1 aprile 2008 07:27
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Impiegata presso dipartimento voli all´estero di un famoso tour operator italiano valuta proposte di lavoro presso tour operator / handling aeroportuale preferibilmente in Sicilia.
Esperienza pluriennale presso compagnia aerea e t.o., gestione allotment e prenotazioni individuali, biglietteria e rimborsi. Ottimo uso Crs Amadeus Vista e Proweb/Galileo.
Vi prego di contattarmi via emai:l ireneruscica@hotmail.it
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[post_content] => L'aumento dei prezzi del petrolio registrato nelle settimane successive all'inizio del conflitto in Iran sta avendo ripercussioni su quasi tutti i settori del turismo, compreso quello delle crociere.
La strategia
Le compagnie di crociera spesso si tutelano contro le fluttuazioni dei prezzi del carburante per evitare conseguenze negative dovute a improvvisi aumenti, come l'attuale incremento del 35% del costo del petrolio dallo scoppio della guerra in Medio Oriente alla fine di febbraio. Tuttavia, Carnival Cruise Line non segnala alcun beneficio netto a lungo termine derivante dalle operazioni di copertura e pertanto è molto probabile, almeno secondo quanto riporta Travelpulse, che risenta dell'impennata dei prezzi del carburante prevista per questa primavera.
«La nostra migliore strategia per proteggerci dall'aumento dei costi del carburante è ridurne il consumo, quindi ci concentriamo innanzitutto sul risparmio di carburante - ha dichiarato Carnival in una nota inviata a Reuters -. Abbiamo ridotto il consumo di carburante del 18% dal 2011, nonostante un aumento della capacità di circa il 38% nello stesso periodo».
Reuters riporta che una variazione del 10% del costo del carburante per tonnellata metrica ridurrebbe l'utile netto di Carnival nel 2026 di 145 milioni di dollari, rispetto ai 57 milioni di dollari di Royal Caribbean e ai circa 90 milioni di dollari di Norwegian Cruise Line.
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[post_content] => Dall'inverno 2026-27, Costa Crociere intensifica la programmazione su isole Canarie e Madeira. Durante la prossima stagione invernale, l’ammiraglia Costa Smeralda sarà posizionata alle Canarie e proporrà un nuovo itinerario di 7 giorni tra Canarie e Madeira.
Dopo il periodo di manutenzione programmata in bacino, Costa Pacifica (inizialmente prevista alle Canarie e Madeira) verrà invece posizionata nel Mediterraneo occidentale, con crociere settimanali verso le principali destinazioni dell’area e con itinerari più lunghi attraverso destinazioni dell’Europa meridionale e il Nord Africa. Il programma di Costa Pacifica comprenderà anche itinerari più lunghi, attraverso una selezione di destinazioni attrattive nel periodo invernale.
Lo stop in Medio Oriente
Con questa decisione, Costa intende offrire fornire sin da subito chiarezza e certezza sulla pianificazione del prossimo inverno a tutti gli ospiti e travel partner. Poiché le prospettive in Medio Oriente restano incerte per la stagione invernale 2026/27, Costa non opererà itinerari nell’area per la prossima stagione, al fine di garantire che ogni vacanza con Costa sia sempre rilassante, piacevole e senza preoccupazioni.
Analogamente le crociere di posizionamento di Costa Smeralda da e verso gli Emirati originariamente programmate non verranno effettuate. Gli ospiti prenotati sulle crociere di posizionamento da/per gli Emirati, così come coloro che avevano prenotazioni nell’area, potranno scegliere immediatamente un’altra crociera, ricevendo 200 euro di credito bordo per cabina (100 euro per persona). Gli ospiti prenotati sulle crociere invernali di Costa Pacifica alle Canarie saranno riprotetti alle medesime condizioni sugli itinerari alle Canarie di Costa Smeralda.
I nuovi itinerari di Costa Smeralda alle Canarie e di Costa Pacifica nel Mediterraneo occidentale e Nord Africa saranno disponibili alla vendita su tutti i canali entro la fine di marzo.
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[post_content] => Volotea rafforza la propria presenza in Italia, con una crescita della capacità e numerose novità sul network. «Nel 2026 metteremo in vendita circa 4,5 milioni di posti sul mercato italiano, con una crescita del 7% rispetto al 2025», spiega Valeria Rebasti, international market director del vettore.
L’espansione sarà sostenuta anche dal rafforzamento delle basi: per la stagione estiva è previsto un aeromobile aggiuntivo a Venezia e uno a Verona, mentre da settembre Firenze avrà un secondo aereo basato.
Proprio lo sviluppo della base toscana permetterà di lanciare cinque nuove rotte da Firenze, con destinazioni che spaziano tra leisure e city break, tra cui Oviedo (Asturie), Siviglia, Valencia, Strasburgo e Berlino.
Novità anche per Verona, dove la compagnia ha introdotto nuove rotte estive come Aalborg in Danimarca, Comiso, Menorca, Karpathos, Atene e Malaga.A Venezia, base storica della compagnia inaugurata nel 2012, debuttano invece i collegamenti per Corfù e Rodi, oltre alla nuova rotta Murcia–Venezia. Tra le novità più recenti anche il collegamento Roma Fiumicino–Limoges.
Il modello di business della compagnia resta fortemente focalizzato sui collegamenti diretti tra città di medie dimensioni. «Circa il 55% delle rotte che operiamo è in esclusiva, senza concorrenza diretta», sottolinea Rebasti. In Italia Volotea vola complessivamente da 23 aeroporti e dispone di sette basi operative: Venezia, Verona, Firenze, Napoli, Bari (stagionale), Palermo e Olbia.
Tra queste, Olbia rappresenta la terza base europea della compagnia per capacità, con circa 3,1 milioni di posti. Nel 2025 sono state introdotte anche due rotte internazionali annuali da Olbia, verso Parigi Orly e Barcellona, una strategia che la compagnia punta a consolidare.
Importante anche il rapporto con la distribuzione turistica. «continuiamo a lavorare con tour operator, network di agenzie di viaggio e con tutta la filiera del turismo. Le agenzie che prenotano dal nostro portale dedicato hanno anche un bagaglio da 10 kg incluso, oltre alla possibilità di operare tramite tutti i gds in modalità Bsp».
Risultati e piani di crescita
Sul piano dei risultati, il 2025 si avvia a chiudersi con un fatturato stimato di circa 840 milioni di euro, in crescita del 4%, e oltre 190 milioni di euro di ebitda, con 11,3 milioni di passeggeri trasportati. Per il 2026 la compagnia prevede di arrivare a circa 14 milioni di posti in vendita.
Sul fronte della flotta, la compagnia continua a crescere: dai 41 aeromobili dello scorso anno si passerà a 45 nel 2026. La flotta è oggi composta interamente da Airbus A320 da 180 posti e Airbus A319 da 156 posti.
Grande attenzione anche alla sostenibilità. «Abbiamo un programma molto attivo che si chiama Voloterra, grazie al quale abbiamo introdotto diverse iniziative per ridurre il nostro impatto ambientale. Abbiamo già raggiunto nel 2025 l’obiettivo fissato per il 2030, riducendo le emissioni di CO₂ del 50%», spiega Rebasti. Le azioni riguardano sia l’operatività degli aeromobili sia l’ottimizzazione dei consumi di carburante.
Guardando al futuro, i piani di crescita non mancano: «In Europa abbiamo identificato circa 1.200 rotte potenziali, di cui circa 800 oggi non sono servite. Il 65% degli europei vive in città di queste dimensioni, spesso poco collegate tra loro. Offrire voli diretti permette di generare nuova domanda e rendere il viaggio più semplice e veloce».
(Quirino Falessi)
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[post_content] => Gli effetti del caro carburante si abbattono pesantemente sull'operativo di Air New Zealand che ha deciso di ridurre il network domestico e di rivedere al rialzo le sue tariffe, sospendendo al contempo le previsioni finanziarie per l'esercizio in corso.
L'aeroporto di Dunedin, nella regione di Otago, sulla costa orientale dell'Isola del Sud, è tra i principali soggetti di questa riorganizzazione, mentre il vettore nazionale, già in deficit nel primo semestre, cerca di proteggere la propria liquidità senza interrompere le principali linee di collegamento internazionale del Paese, in particolare verso gli Stati Uniti e l'Europa.
Da qui all'inizio di maggio, Air New Zealand taglierà circa 1.100 voli, pari a quasi il 5% della sua capacità, che interesseranno circa 44.000 passeggeri. Secondo i media neozelandesi, la maggior parte di questi adeguamenti riguarda il network domestico e i voli a minore domanda, piuttosto che la chiusura di linee complete.
La decisione di Air New Zealand è direttamente collegata all'impennata del prezzo del cherosene dopo il nuovo aggravarsi del conflitto in Medio Oriente: il prezzo del carburante per l'aviazione, che oscillava tra gli 85 e i 90 dollari al barile, ora si attesta tra i 150 e i 200 dollari, livelli che non si vedevano dall'inizio della guerra in Ucraina nel 2022.
“I prezzi del carburante hanno raggiunto livelli senza precedenti per la compagnia”, ha ammesso la direzione, aggiungendo che se la situazione dovesse persistere, Air New Zealand “dovrà continuare ad adeguare le sue tariffe e il suo programma di voli”.
Tariffe al rialzo
Di fronte a questa volatilità, il vettore ha sospeso le sue previsioni di risultato per l'esercizio in corso, ritenendo che non siano “più appropriate” fino a quando i mercati del carburante e le condizioni operative non si saranno stabilizzati. Di conseguenza, la compagnia ha annunciato un aumento generalizzato delle tariffe: circa 10 dollari neozelandesi in più sui voli nazionali, 20 dollari sui voli internazionali a corto raggio e 90 dollari sui voli a lungo raggio. Questo aumento fa parte di una tendenza regionale: anche Qantas e la sua controllata low cost Jetstar hanno aumentato i prezzi dei biglietti in risposta allo shock petrolifero, con aumenti stimati intorno al 5% su alcune rotte internazionali.
Nonostante queste decisioni, Air New Zealand ricorda che i suoi collegamenti con gli Stati Uniti continuano a essere considerati “strategici”, poiché fungono da ponte verso l'Europa, mentre alcune rotte aeree sopra il Medio Oriente rimangono perturbate o richiedono lunghe deviazioni. Il mantenimento di questi corridoi intercontinentali è considerato una priorità per l'economia neozelandese, anche se la redditività a breve termine ne risente.
[post_title] => Air New Zealand e il caro carburante: network ridotto e tariffe più alte
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"Dati e strategie innovative per il turismo urbano": questo il titolo della presentazione che, in occasione di Bmt, ha coinvolto l'assessore al turismo e alle attività produttive del comune di Napoli Teresa Armato e la coordinatrice dell’osservatorio turistico urbano del comune di Napoli Valentina Della Corte.
Il successo del turismo a Napoli, con un trend in costante crescita dei flussi turistici, implementazione del turismo europeo e internazionale, e l’aumento delle notti in strutture alberghiere ed extra alberghiere, non è un fenomeno spontaneo e casuale. È piuttosto il risultato di una progettualità ideata e realizzata dell’amministrazione Manfredi, che si è impegnata nella tutela del centro storico Unesco e nella salvaguardia dell’identità di Napoli e ha agito su più fronti.
Il sindaco Gaetano Manfredi ha istituito una task force, coordinata dall’assessore al turismo e alle attività produttive Teresa Armato, per intensificare i servizi (pulizia delle strade, cestini intelligenti, mezzi di trasporto, sicurezza, infopoint turistici, cura del verde, box bagni) a cittadini e turisti. Turismo e cultura hanno lavorato su una programmazione di eventi con grande anticipo, coinvolgendo tutte le municipalità, in un’ottica policentrica che ha fatto scoprire anche luoghi estranei ai circuiti turistici.
I dati
«Iniziamo il 2026 molto bene, registrando un milione 750.000 turisti a gennaio e un milione 700.000 a febbraio. Nel week end di Pasqua le previsioni sono di 400.000 turisti e, sempre in previsione, aprile potrebbe chiudersi con quasi 2.000.000 di presenze. E i numeri sono destinati a rimanere alti tutto l’anno, in vista di Napoli capitale dello sport 2026. L’amministrazione Manfredi si sta impegnando a rendere Napoli città sempre più vivibile per cittadini e sempre più accogliente per i turisti che ormai arrivano tutto l’anno, rompendo il muro che esisteva fino a qualche anno di maggio e dicembre come mesi turistici. Abbiamo migliorato e rafforzato i servizi e siamo riusciti ad accogliere grandi flussi turistici. Ora dobbiamo aumentare questa capacità di accoglienza in vista dell’America’s Cup» dice Armato.
Nel 2025, l’Otu ha registrato a Napoli oltre 20 milioni di presenze turistiche, con una crescita pari al 45% rispetto 2024, confermando una tendenza di aumento costante e una progressiva destagionalizzazione dei flussi, con livelli elevati di presenze anche nei mesi invernali. Dopo il calo del 2020 dovuto alla pandemia, il traffico aereo dell’aeroporto internazionale di Napoli ha registrato una crescita continua: dai circa 4,5 milioni di passeggeri nel 2021 si è passati a oltre 10 milioni nel 2022, più di 12 milioni nel 2023 e oltre 13 milioni nel 2024, con un ulteriore incremento nel 2025.
Il confronto delle presenze turistiche rilevate dall’Otu evidenzia una crescita costante nel periodo 2022-2025, passando da circa 10,7 milioni di presenze nel 2022 a 12,6 milioni nel 2023 e 13,9 milioni nel 2024, fino a superare 20 milioni di presenze nel 2025. Complessivamente, tra il 2022 e il 2025 la crescita dei flussi turistici è pari a circa l'87%. I primi dati del 2026 confermano il consolidamento di questo trend, con valori mensili superiori a 1,6–1,7 milioni di presenze già nei primi due mesi dell’anno. La crescita esponenziale del turismo straniero ha raggiunto livelli mai registrati prima: oltre 40% della composizione dei flussi è stato rappresentato, in alcuni mesi dell’anno, da stranieri.
Per quanto riguarda le provenienze, nel periodo febbraio 2025-febbraio 2026, la domanda turistica è diventata sempre più internazionale. Le principali nazionalità dei turisti stranieri sono: Regno Unito (12,1%), Spagna (11,6%), Francia (10,7%), Germania (9,3%) e Stati Uniti (5,5%). Rispetto al turismo domestico, le principali regioni italiane di provenienza sono: Campania (20,3%), Lazio (16,6%), Lombardia (14,1%), Toscana (6,2%) ed Emilia Romagna (4,9%).
L’interesse per Napoli riguarda sempre più non solo i percorsi culturali tradizionali, ma anche le esperienze urbane, la gastronomia e la scoperta dei quartieri. I flussi turistici si distribuiscono progressivamente anche in aree diverse dal centro storico, come San Ferdinando, Capodimonte, Porto e Vomero, contribuendo a una fruizione più ampia della città.
Le prospettive indicano un ulteriore rafforzamento della domanda turistica nei prossimi anni, sostenuto anche da grandi eventi internazionali. In occasione dell’America’s Cup la città di Napoli aumenterà il suo bacino di utenza turistico di quasi 1 milione di turisti durante il corso dell’anno 2027.
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[post_content] => Global Alpha Capital Management ha ridotto la sua partecipazione in Meliá Hotels International dopo aver venduto circa 16,9 milioni di azioni, pari al 7,66% della società, per circa 135 milioni di euro, come riporta ElEconomista. L'operazione riduce la partecipazione del gestore patrimoniale canadese al 2,329% e significa anche che non è più il secondo azionista della catena alberghiera, dopo il nucleo di azionisti legati alla famiglia Escarrer.
Una presenza importante
Come riporta Hosteltur, la presenza di Global Alpha nel capitale di Meliá risale al 2019, quando il gestore ha superato per la prima volta il 3% del capitale sociale della società. Successivamente, nel novembre 2021, la società ha superato il 5%, consolidando la sua posizione come uno dei principali azionisti istituzionali della catena alberghiera. Nel corso del 2022 e del 2023, il fondo ha continuato ad aumentare la propria partecipazione, superando infine il 10% del capitale.
Il picco è stato raggiunto alla fine del 2024, quando la partecipazione complessiva di Global Alpha si aggirava intorno al 13,6% del capitale di Meliá . Da allora, il gestore patrimoniale ha gradualmente ridotto la propria esposizione fino a quando l'operazione non è stata segnalata all'autorità di regolamentazione.
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Wizz Air ha organizzato a Torino, insieme a Sagat, il suo primo incontro stampa nello scalo piemontese. L’occasione è stata l’annuncio di due nuovi collegamenti estivi - Palermo con voli giornalieri dal 4 maggio e Londra Luton dal 13 giugno con tre frequenze settimanali - e la celebrazione dei 3 milioni di passeggeri trasportati da Torino dal 2014, anno del primo volo per Bucarest.
Secondo Paolo Papale, direttore sviluppo aviation di Torino Airport, lo scalo sta vivendo una fase di forte crescita: superati i 10 milioni di passeggeri lo scorso 3 dicembre, il trend rimane positivo anche grazie alla fiducia delle compagnie aeree.
Salvatore Gabriele Imperiale, corporate communications manager di Wizz Air, ha ricordato che nel 2025 la compagnia ha operato 2.100 voli da Torino trasportando 300 mila passeggeri. Per il 2026 sono previsti quasi un milione di posti in vendita (+97%), di cui 618 mila nella stagione estiva (+122%), la più ampia mai programmata sullo scalo. L’obiettivo del vettore è diventare la prima compagnia aerea del Paese.
Il network estivo
Il network estivo da Torino includerà 8 rotte verso 6 Paesi: Budapest, Chisinau, Tirana, Bucarest Otopeni, Bucarest Băneasa e Londra Luton sul fronte internazionale, oltre ai collegamenti domestici con Catania e Palermo. L’espansione rientra nel piano di sviluppo di Wizz Air in Italia, che nel 2026 prevede oltre 120.000 voli su 284 rotte verso 33 Paesi e più di 27 milioni di posti offerti.
La compagnia punta inoltre sul servizio WizzLink, consente ai passeggeri di combinare più voli Wizz Air per raggiungere destinazioni non collegate direttamente. Ad esempio, da Torino è possibile volare a Kutaisi facendo scalo a Budapest, acquistando l’intero itinerario sul sito e beneficiando della protezione in caso di ritardi o cancellazioni.
Presente in Italia dal 2004, Wizz Air è passata da 600 mila passeggeri agli attuali 68,6 milioni, con l’obiettivo di arrivare a 80 milioni nel 2026 grazie a una flotta 262 Airbus, di cui il 72% di nuova generazione “neo”, in particolare A321neo da 239 posti, più efficienti e meno rumorosi. Opera in quasi 50 Paesi e conta circa 10.000 dipendenti (1.200 in Italia) e 39 basi operative,.
Dulcis in fundo, una nota positiva in un momento critico per il settore: «Grazie alle strategie adottate negli ultimi anni e alle coperture finanziarie – ha concluso Imperiale – Wizz Air è relativamente protetta dalle oscillazioni dei prezzi del carburante dovute alla crisi internazionale e al momento non prevede aumenti dei prezzi dei biglietti legati al costo dell’energia».
(Federica De Luca)
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Una nuova analisi dei dati condotta da Oag evidenzia cambiamenti significativi nelle reti internazionali di tre vettori tradizionali statunitensi – American Airlines , Delta Air Lines e United Airlines – poiché le compagnie aeree stanno adeguando le rotte in risposta alle mutevoli dinamiche geopolitiche, alla forza della valuta e all'evoluzione della domanda di viaggio.
L'analisi di Oag, messa a punto da John Grant , analista capo di Oag, sottolinea che, sebbene il mercato dell'aviazione statunitense sia stato storicamente considerato maturo, negli ultimi anni si è assistito a un numero crescente di nuovi servizi internazionali lanciati dai tre vettori, sia su base annuale che stagionale.
Come riporta TravelDailyNews, la riduzione di tre mercati da parte di United riflette una serie di fattori. Cuba continua a presentare sfide politiche per le compagnie aeree statunitensi, mentre la Svezia è diventata più complessa dal punto di vista commerciale a seguito dell'ingresso di Sas nell'alleanza SkyTeam.
Le nuove destinazioni di Delta combinano opportunità stagionali e strategiche. Malta opererà solo in estate, due destinazioni caraibiche estenderanno i programmi invernali e l'Arabia Saudita riflette i piani per una futura possibile partnership con Riyadh Air , a condizione che la compagnia aerea lanci i suoi voli nel 2026.
Le nuove rotte di American Airlines sono principalmente dedicate al turismo. I voli per la Repubblica Ceca e l'Ungheria sono previsti come rotte estive, mentre un nuovo volo per la Nuova Zelanda consiste in un unico volo in concomitanza con l'inizio della programmazione invernale.
Le strategie a lungo termine
Le tre compagnie aeree stanno inoltre perseguendo diverse strategie internazionali a lungo termine, influenzate dalle consegne di aeromobili e dalle partnership con altri vettori. American Airlines ha concentrato gran parte della sua espansione internazionale sui Caraibi e sull'America Centrale. La compagnia aerea ha aggiunto dieci destinazioni caraibiche, tra cui Bridgetown, Tortola e Anguilla. In America Centrale, le frequenze verso Messico e Costa Rica sono aumentate rispettivamente del 17% e del 33%. La crescita maggiore nella rete American si è verificata sulla tratta Dallas-Fort Worth, dove sono stati aggiunti oltre 1.500 voli dal 2019. Anche Charlotte e Austin Bergstrom hanno ottenuto nuovi servizi per l'America Centrale. American ha anche ampliato le operazioni europee in diversi aeroporti hub. Filadelfia ha registrato la crescita maggiore, con un aumento delle frequenze per Milano, Nizza, Napoli e Copenaghen rispetto all'estate 2025.
Per Delta Air Lines, l'Europa è rimasta il fulcro dell'espansione internazionale dal 2019, mentre le frequenze in altre regioni del mondo sono diminuite. La compagnia aerea ha aggiunto circa nove voli giornalieri sulla sua rete europea. Delta ha più che raddoppiato le frequenze per l'Italia, mentre i servizi per la Germania sono stati ridotti di circa il 25%, poiché la ripresa di quel mercato continua a essere più lenta. Quest'estate Delta aumenterà anche le operazioni per la Spagna del 18% con l'aggiunta di un servizio Boston-Madrid che si aggiungerà alle rotte esistenti da Atlanta e New York.
United Airlines ha perseguito una strategia di espansione più ampia in diverse regioni internazionali. Le frequenze verso l'Europa sono aumentate del 36%, supportate da nuovi servizi stagionali per Glasgow e Bari, focalizzati sulla domanda di viaggi leisure. Nonostante i continui adeguamenti delle rotte, Manchester è l'unica destinazione che non è tornata nella rete di United dall'estate del 2019, quando era servita quotidianamente da Newark. United ha inoltre ampliato le sue operazioni in Africa e nel Pacifico sud-occidentale. Johannesburg ora opera voli giornalieri, Città del Capo sei volte a settimana, mentre Lagos e Accra operano tutto l'anno. In Australia, United opera oltre 850 voli estivi da San Francisco e Los Angeles, servendo Melbourne, Sydney e Brisbane. Un fattore determinante nell'espansione internazionale di United è stata la crescita della sua flotta di Boeing 787, che ora supera gli 80 velivoli. L'efficienza operativa degli aerei ha migliorato l'economicità delle rotte a lungo raggio con volumi di passeggeri inferiori, consentendo alla compagnia aerea di espandersi in mercati che in precedenza potevano essere considerati difficili dal punto di vista commerciale.
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[post_content] => Ytl Hotels alza l’asticella. Il gruppo malese, divisione alberghiera di Ytl Corporation Berhad che propone una rosa di 38 hotel e resort a 5 stelle in tutto il mondo (15 in Malesia), mira a ridefinire il concetto stesso di lusso e guarda con rinnovato interesse al mercato italiano.
«Ogni destinazione propone un concetto di lusso su misura, profondamente radicato al territorio nel quale si inserisce. Da qui la presenza di caratteristiche uniche e distintive in ognuno degli hotel che proponiamo, che consentono di entrare in contatto con la realtà locale dando vita a esperienze autentiche» spiega Pei Xien Yeoh, vice president strategy & transformation di Ytl Hotels & Properties incontrata durante un evento trade organizzato al The Westin Palace Milan.
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Focus sul mercato italiano
All'insegna di "Treasured places, treasured moments”, Ytl Hotels mira a un posizionamento più deciso sul mercato italiano, sul quale ritiene di avere le carte in regola per ottenere brillanti risultati. «Si tratta di un bacino chiave, che vorremmo far crescere incrementandone il peso fra i principali mercati europei. Attualmente quello italiano si trova in quarta posizione, dopo Uk, Francia e Germania, ma le potenzialità di sviluppo sono notevoli».
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In particolare, la manager concentra l’attenzione di tour operator e agenzie di viaggio su tre strutture in Malesia: «Il Pangkor Laut Resort, situato su un’isola privata della west coast, è senza dubbio il più conosciuto, quello dal quale è partita la nostra avventura e una delle punte di diamante dell’offerta firmata Ytl. Ma di grande appeal per la clientela italiana sono anche il Gaya Island Resort nel Borneo e il Tanjong Jara Resort, lungo la east coast. Tre modi diversi e complementari di scoprire la Malesia, ognuno con le sue peculiarità, che spaziano da fondali intatti dove praticare diving e snorkeling, a foreste tropicali ricche di fauna ideali per i trekking. Senza dimenticare il ricco patrimonio culturale».
L'attenzione all'ambiente
Fra le iniziative di maggior valore, quella del Gaya Island Resort. «L'isola di Gaya si trova all'interno del parco marino Tunku Abdul Rahman, un gruppo di 5 isole situate al largo di Kota Kinabalu, ciascuna con barriere coralline frangiate – inteviene Mohannad Shaweesh, director of sales & marketing di Ytl Hotels -. Situato nella baia di Tavajun, il Gaya Island Resort Marine Centre è raggiungibile in barca in 5 minuti dal molo del Gaya Island Resort o tramite il Tavajun trek di 45 minuti. Dalla sua inaugurazione nell'ottobre 2013, il centro marino ha salvato e curato numerose tartarughe marine verdi in via di estinzione e una tartaruga embricata in grave pericolo di estinzione. A oggi, il centro si occupa del salvataggio delle tartarughe, del ripristino delle barriere coralline e della conservazione attraverso l'educazione». Un modo in più per manifestare la speciale attenzione che Ytl riserva alla sostenibilità e alle buone pratiche per restituire valore al territorio.
[caption id="attachment_509355" align="alignright" width="300"] Latif Sahin[/caption]
La serata organizzata in collaborazione con Tourism Malaysia Italy rappresentato dalla marketing representative Vincenza Andreini, ha visto la partecipazione del partner Turkish Airlines con Latif Sahin, sales and marketing specialist per l'Italia.
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Da qui la presenza di caratteristiche uniche e distintive in ognuno degli hotel che proponiamo, che consentono di entrare in contatto con la realtà locale dando vita a esperienze autentiche» spiega Pei Xien Yeoh, vice president strategy & transformation di Ytl Hotels & Properties incontrata durante un evento trade organizzato al The Westin Palace Milan.\r\n\r\n[caption id=\"attachment_509356\" align=\"alignright\" width=\"300\"] Mohannad Shaweesh[/caption]\r\nFocus sul mercato italiano\r\nAll'insegna di \"Treasured places, treasured moments”, Ytl Hotels mira a un posizionamento più deciso sul mercato italiano, sul quale ritiene di avere le carte in regola per ottenere brillanti risultati. «Si tratta di un bacino chiave, che vorremmo far crescere incrementandone il peso fra i principali mercati europei. Attualmente quello italiano si trova in quarta posizione, dopo Uk, Francia e Germania, ma le potenzialità di sviluppo sono notevoli».\r\n\r\n[caption id=\"attachment_509354\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Vincenza Andreini[/caption]\r\n\r\nIn particolare, la manager concentra l’attenzione di tour operator e agenzie di viaggio su tre strutture in Malesia: «Il Pangkor Laut Resort, situato su un’isola privata della west coast, è senza dubbio il più conosciuto, quello dal quale è partita la nostra avventura e una delle punte di diamante dell’offerta firmata Ytl. Ma di grande appeal per la clientela italiana sono anche il Gaya Island Resort nel Borneo e il Tanjong Jara Resort, lungo la east coast. Tre modi diversi e complementari di scoprire la Malesia, ognuno con le sue peculiarità, che spaziano da fondali intatti dove praticare diving e snorkeling, a foreste tropicali ricche di fauna ideali per i trekking. Senza dimenticare il ricco patrimonio culturale».\r\nL'attenzione all'ambiente\r\nFra le iniziative di maggior valore, quella del Gaya Island Resort. «L'isola di Gaya si trova all'interno del parco marino Tunku Abdul Rahman, un gruppo di 5 isole situate al largo di Kota Kinabalu, ciascuna con barriere coralline frangiate – inteviene Mohannad Shaweesh, director of sales & marketing di Ytl Hotels -. Situato nella baia di Tavajun, il Gaya Island Resort Marine Centre è raggiungibile in barca in 5 minuti dal molo del Gaya Island Resort o tramite il Tavajun trek di 45 minuti. Dalla sua inaugurazione nell'ottobre 2013, il centro marino ha salvato e curato numerose tartarughe marine verdi in via di estinzione e una tartaruga embricata in grave pericolo di estinzione. A oggi, il centro si occupa del salvataggio delle tartarughe, del ripristino delle barriere coralline e della conservazione attraverso l'educazione». Un modo in più per manifestare la speciale attenzione che Ytl riserva alla sostenibilità e alle buone pratiche per restituire valore al territorio.\r\n\r\n[caption id=\"attachment_509355\" align=\"alignright\" width=\"300\"] Latif Sahin[/caption]\r\n\r\nLa serata organizzata in collaborazione con Tourism Malaysia Italy rappresentato dalla marketing representative Vincenza Andreini, ha visto la partecipazione del partner Turkish Airlines con Latif Sahin, sales and marketing specialist per l'Italia.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"Ytl Hotels: la Malesia a 5 stelle fa rotta sul mercato italiano","post_date":"2026-03-11T12:46:08+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1773233168000]}]}}
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