26 April 2026

Leolandia punta a chiudere l’anno a quota 40 mln di fatturato. Nei piani futuri anche un hotel

Leolandia punta a chiudere l’anno a 40 milioni di euro di fatturato e 1 milione di visitatori. Una previsione che poggia su un bilancio di mezza estate decisamente positivo. Nella prima parte dell’anno, il parco lombardo registra infatti performance in crescita rispetto al 2022 e sostanzialmente allineate al 2019.

Decisiva si è confermata in particolare la scelta di modulare l’offerta sulla base di un clima sempre più estremo, rendendo il parco attrattivo sia durante le lunghe ondate di calore, sia nel caso di maltempo. Nello specifico, con il Golfo del Drago Marino inaugurato a inizio estate, per un investimento di 5 milioni di euro, Leolandia ha aumentato del 33% l’offerta di aree bagnate, per un totale di oltre 10 mila metri quadrati, tra piscine per bambini, giochi d’acqua e vere e proprie giostre acquatiche. Il parco continua inoltre a dedicare ampie risorse alla programmazione di spettacoli, eventi, intrattenimenti dal vivo e attrazioni al chiuso, che permettono di ripararsi continuandosi a divertire anche nel caso di temporali.

“Gli investimenti degli ultimi anni, uniti all’efficientamento delle spese, ci hanno permesso di incrementare significativamente i margini operativi lordi (ebitda), che quest’anno, stando alle nostre previsioni e all’attuale andamento, cresceranno del 15% rispetto al 2022 – spiega il presidente di Leolandia, Giuseppe Ira -. Dai tempi della pandemia abbiamo dovuto immettere liquidità per tenere aperta la struttura: ancora oggi tutto quello che incassiamo viene reinvestito per migliorare il parco. Entro il 2025 sorgeranno due nuove aree acquatiche, con attrazioni dedicate a una fascia di bambini più grandi, fino ai 12 anni. Abbiamo in programma investimenti per 20 milioni di euro, destinati a rendere il parco sempre più attrattivo su scala internazionale. Già oggi, più della metà degli ospiti proviene da fuori regione e dall’estero. Per accoglierli ci appoggiamo ad alberghi convenzionati, ma non escludiamo di costruire delle unità alberghiere di proprietà”.

Sul fronte lavoro, tuttavia, nonostante i numeri siano quelli di una grande azienda, Leolandia, che in alta stagione coinvolge oltre 600 dipendenti, nel corso degli ultimi due anni ha riscontrato crescenti difficoltà nell’attività di ricerca e assunzione del personale. In passato gli inserimenti erano previsti in due momenti dell’anno: in primavera per la stagione estiva e in autunno per quella invernale, ora l’attività è costante. “Trovare personale è diventato un lavoro certosino – prosegue Ira – anche perché non siamo inseriti in un territorio a vocazione turistica e subiamo la concorrenza di tutto il sistema produttivo lombardo. Il bacino di studenti universitari che prima erano soliti arrotondare lavorando nel parco, specialmente in estate, si sta assottigliando. Nonostante i contratti, inoltre, c’è sempre qualcuno che rinuncia all’improvviso. Per ovviare al problema, abbiamo messo in campo diverse strategie: abbiamo esteso la stagione, che quest’anno è partita a metà febbraio e si concluderà dopo l’Epifania, per garantire periodi di occupazione più lunghi. Ma offriamo anche maggiore flessibilità ai lavoratori, nell’ottica di garantire il miglior bilanciamento possibile tra lavoro e vita privata. Stiamo pure studiando la possibilità di mettere a disposizione degli alloggi per chi proviene da fuori”.

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