25 August 2026

Ota lancia l’allarme agosto. Diana: serve più spirito di filiera

Tutti parlano di filiera ma poi spesso ciascuno va per conto proprio. Servirebbe al contrario una collaborazione sincera tra ogni attore del comparto. Altrimenti si rischia di vivere ancora e ancora un agosto sotto prezzo come sta accadendo ora. E’ il grido d’allarme lanciato da Massimo Diana, di fronte a un mese di picco che sta deludendo le aspettative del mercato. “Io per la verità l’avevo detto in tempi non sospetti, che tutta l’euforia del primo trimestre stava distorcendo le nostre prospettive – ha spiegato il direttore commerciale di Ota Viaggi, in occasione di una conferenza aperta -. Fino allo scorso marzo abbiamo registrato numeri incredibili, mai visti prima. Si parlava di stagione top, a volte persino di investimenti superiori alle reali possibilità delle aziende…”.

Poi però la realtà ha preso il sopravvento, dissipando molte illusioni. Il 2023 rimarrà quasi certamente un ottimo anno per l’industria dei viaggi italiana ma la chimera di tariffe a rialzo infinito è sparita rapidamente. “D’altronde come sarebbe potuto essere altrimenti? – ha proseguito Diana -. I segnali erano lì da vedere: inflazione crescente, tassi d’interesse e quindi mutui alle stelle, soprattutto per chi aveva scelto il flessibile… Il budget dell’italiano medio, che poi è il nostro target, non sarebbe potuto che diminuire“. Senza parlare del ritorno prepotente dei competitor internazionali del mare Italia, da sempre core del prodotto Ota Viaggi: con l’apertura di molte mete estere fino all’anno scorso irraggiungibili, la competizione è aumentata a dismisura.

“Noi però, avendo consapevolezza di quello che sarebbe accaduto, ci siamo preparati e siamo ora in grado di affrontare la situazione – ha ribadito sempre Diana -. Come? Grazie a una serie di acquisti vuoto – pieno soprattutto sui trasporti, che oggi ci consentono di portare per esempio i nostri ospiti in Sardegna senza far loro pagare biglietti pari a quelli per volare a New York. Ma soprattutto grazie a una professionalità che è da sempre garanzia di qualità e assistenza. In ogni momento. E le emergenze degli aeroporti di Catania e Palermo, nonché degli incendi in Grecia sono lì ancora una volta a dimostrare quanto questo sia davvero importante”. Il tutto senza dimenticare quanto sia vitale pure proteggere chi ha scelto di prenotare in advance booking: “Un patrimonio tanto importante quanto facilmente disperdibile – ha sottolineato il direttore commerciale di Ota -. Ecco perché abbiamo scelto di non scendere mai con i nostri prezzi al di sotto della soglia delle campagne di inizio anno. Persino a costo di lasciare qualche camera vuota”.

Ora però è venuto il momento di agire non solo di reagire, è stato quindi l’appello di Diana: serve certo l’aiuto dello stato, “che non può ostinarsi a considerare il ministero del Turismo un dicastero di second’ordine. Ma serve anche che ci si metta tutti insieme. Che si lavori come una vera filiera. Essendo più flessibili: per esempio evitando di ostinarsi a vendere solo le vacanze di sette giorni. Ma soprattutto pianificando di concerto politiche di pricing meno soggette alla volatilità del momento“. Occorre insomma una visione più ampia, che magari conceda qualcosa tra luglio e settembre, spalmandone parte dei sovraprezzi sulle altre stagioni. Pena la perdita strutturale di competitività del mare Italia.

“O si cambia, o si cambia – ha perentoriamente concluso Diana -. E quando a settembre – ottobre ricominceremo a parlare di contratti, punteremo su chi sarà in grado, insieme a noi, di fare la vera differenza. Dobbiamo essere scelti non perché il nostro prodotto costa meno, ma perché è quello più garantito e professionale”.

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