6 giugno 2023 10:07

Massimo Borelli, direttore commerciale di AMI Assistance
Amieasy, l’assicurazione viaggi individuale di AMI Assistance da oggi è online con una versione rinnovata nella forma, nei contenuti e persino nel prezzo.
Il focus principale dell’aggiornamento riguarda l’introduzione di nuovi servizi per la tele-assistenza, orientati a rendere ogni viaggio ancora più sicuro e a prova di imprevisto. Oltre a DOC 24, l’innovativo servizio che porta il medico in videoconferenza sul display dello smartphone ovunque ci si trovi nel mondo, AMI Assistance include gratuitamente in tutte le polizze Amieasy anche Check Salute. Grazie al nuovo servizio è possibile misurare alcuni tra i propri parametri vitali semplicemente guardando la fotocamera dello smartphone o del pc. Merito di un innovativo sistema disponibile su App e Digital Clinic DOC 24 che, in soli 30 secondi e senza utilizzare alcun device esterno, permette di mantenere monitorate la frequenza cardiaca, la variabilità del ritmo cardiaco (HRV), il livello di stress, la frequenza respiratoria e la pressione arteriosa.
Ma le novità di Amieasy non finiscono qui. Se fino a ieri le Amieasy poteva essere venduta solo in abbinamento a un pacchetto di viaggio, oggi la nuova versione garantisce una flessibilità senza precedenti. Gli intermediari potranno infatti proporre la polizza viaggio a chiunque, indipendentemente dall’acquisto effettivo di un intero pacchetto. Non solo: per restare al passo coi tempi e andare incontro alle esigenze dei “viaggiatori senior”, la polizza prevede un innalzamento dell’età assicurabile, che passa da 75 a 80 anni.
Caratterizzata da una possibilità di personalizzazione senza precedenti, che permette alle agenzie viaggi di scegliere tra una soluzione più completa o di optare per le sole garanzie obbligatorie, Amieasy è ancora più competitiva anche nel prezzo. “Il turismo sta finalmente ripartendo dopo le difficoltà riscontrate durante gli anni della pandemia, avvicinarci alle esigenze degli assicurati ci sembrava un giusto modo per sostenere a nostro modo il mercato. Per questo abbiamo rivisto le tariffe per renderle ancora più “leggere”. – spiega Massimo Borelli, direttore commerciale di Ami Assistance – Infatti per una polizza spese mediche per un viaggio negli Stati Uniti di 7 giorni, che prima sarebbe costata 120 euro, ora l’Assicurato spenderebbe il 26% in meno quindi 88 euro. E in caso l’Assicurato fosse Over 70, il risparmio rispetto alle vecchie tariffe sarebbe di oltre il 50%”.
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[post_content] => Lo sviluppo del turismo che passa dall'innovazione tecnologica, avvicinando cultura e patrimonio a tutti i pubblici in chiave digitale attraverso strumenti digitali capaci di creare nuove forme di coinvolgimento.
Così la Spagna porta avanti un ambizioso piano di evoluzione che vede tra i progetti più emblematici quello della Regione di Castiglia-La Mancia con il lancio di Legends of Clm all’interno di Fortnite, una proposta che trasforma la promozione territoriale in un’esperienza immersiva rivolta soprattutto alle nuove generazioni.
L’isola virtuale, con un hub centrale nella Plaza Mayor di Tembleque (Toledo), ricrea fedelmente paesaggi, città e monumenti storici, il fiume Mundo o Alcalá del Júcar, nella provincia di Albacete; Campo de Criptana, Almagro e le Lagunas de Ruidera, nella provincia di Ciudad Real; Segóbriga, Cuenca e il Castello di Belmonte, nella provincia di Cuenca; Sigüenza, l’Alto Tajo e Brihuega, a Guadalajara; e la Sinagoga di Santa María la Blanca, le Grotte di Ercole e i Cigarrales, a Toledo. I giocatori possono partecipare a quiz culturali e sfide interattive, ottenendo ricompense all’interno del gioco e approfondendo la conoscenza della storia e delle tradizioni locali. Personaggi emblematici come Don Chisciotte e Ana de Mendoza, nobildonna influente alla corte di Filippo II conosciuta come la Principessa di Éboli, guidano i visitatori virtuali, offrendo un’esperienza educativa e immersiva.
La presenza nel metaverso rappresenta un passo strategico per raggiungere nuovi pubblici, in particolare giovani e appassionati di videogiochi, e consolidare la Regione di Castiglia-La Mancia come destinazione innovativa e interattiva nel panorama turistico internazionale.
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Si tratta di un’applicazione interattiva che consente ai turisti di conversare direttamente con l’assistente per ottenere informazioni pratiche, pianificare la visita scegliendo percorsi, orari e attrazioni, e ricevere consigli aggiornati su musei, monumenti, eventi e servizi locali. L’obiettivo è rendere l’esperienza più comoda e su misura, adattandosi alle esigenze di ciascun viaggiatore.
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[post_content] => «Il turista cinese ama molto l'Italia ed è curioso, torna nel nostro paese anche due o tre volte per scoprire cose nuove e destinazioni meno conosciute. - spiega Paolo Audino, consulente editoriale del Gruppo Travel e parte dell'advisory board di Bit - Bisogna conoscere le sue caratteristiche per lavorare con il mercato cinese: un viaggio in Cina è il modo migliore per comprendere la società locale e il ruolo della consulenza di Value China, ideata e gestita da Luca Qiu. Value China aiuta le aziende a lavorare al meglio con il mercato cinese, che ha grandissime potenzialità.
I viaggiatori che hanno come motivazione il turismo culturale sono il 3%, che in Cina significa decine di milioni di persone! È un mercato con dimensioni e caratteristiche uniche». L’economia della Cina è passata da un basso reddito a un grande dinamismo. Il settore turistico si evolve con il desiderio di viaggiare della popolazione, perché la nuova classe media ha maggiore potere d’acquisto e sta ridefinendo le priorità di consumo. Per il 2026 è prevista una crescita del turismo outbound, trainata dall’ampliamento delle esenzioni dal visto e da una valuta più forte. Secondo i dati di Statista il volume del mercato, che ha raggiunto 159,9mld di dollari nel 2025, arriverà ai 181,7 nel 2029, con una crescita annua del 3,24%.
I viaggi transfrontalieri verso Hong Kong e le destinazioni a lunga percorrenza - tra cui l’Europa - sono stati 155mln nel 2025, saranno tra i 165 e i 175mln in questo 2026 ed entro il 2031 la Cina è destinata a diventare il primo mercato mondiale dei viaggi e del turismo, anche grazie a fattori strutturali e culturali. Nel corso del panel della Bit Luca Qiu, China advisor & ceo di Value China ha indicato le previsioni di crescita del mercato dell’hospitality, il profila del turista cinese con la sua capacità di spesa e i trend di consumo; ha fatto un focus sui viaggi e lo shopping di lusso e ha presentato l’ecosistema digitale per il turismo.
«In questi anni il mercato cinese dell'hospitality è cambiato moltissimo, anche grazie all’avanzata digitalizzazione: diversamente da quanto avviene in Occidente l’Ai è lo strumento con il quale vengono raccolte tutte le informazioni sulle destinazioni turistiche e si pianifica il viaggio. - spiega Qiu - Gli operatori del settore occidentali che operano sul mercato cinese devono acquisire la conoscenza tecnica per inserire le proprie proposte all'interno di queste piattaforme, che propongono diverse esperienze: dal buon ristorante alla camera d’hotel con la vista migliore; l’ota stessa ha l'Ai integrato. Inoltre la Cina è un mercato dinamico dove i sistemi di Ai si sono evoluti rapidamente e sono cambiate le condizioni di utilizzo.
I turisti cinesi, quando vengono in Italia, cercano i ristoranti e i servizi sull’Ai cinese; gli operatori che riusciranno a essere presenti sulle piattaforme cinesi saranno avvantaggiati. L’economia cinese è diventata molto forte ed è cresciuta tanto la classe media: le priorità sono cambiate e il turismo fuori dalla Cina è una voce di spesa sempre più importante.
Il profilo del turista cinese
Dopo il calo importante legato alla pandemia è in corso una forte crescita. In primo piano il viaggiatore della Gen Z: sempre connesso, ama le offerte last-minute e si lascia ispirare dalle piattaforme RedNote e Douyn. La Gen Z cinese è certamente diversa da quella occidentale e arriva dalle città principali del paese. Oggi la Cina è divisa in città di diverse fasce: prima ci sono Shanghai, Pechino e Shenzhen - che hanno avuto un rapido sviluppo - poi ci sono le città di seconda e terza categoria.
Il turista cinese è un viaggiatore cauto che cerca chiarezza e assistenza: vuole muoversi tranquillo e l’immagine dell’Italia non corrisponde appieno a questa esigenza a causa della piccola criminalità, come gli scippi. È un problema per il sistema turistico italiano. - sottolinea Qiu - Sono in crescita le vacanze familiari: vengono scelte destinazioni minori con precise caratteristiche, si guarda al rapporto qualità/prezzo e si pianifica con largo anticipo. Il viaggiatore cinese ama il lusso, vuole fare delle esperienze diverse da quelle che hanno fatto i suoi conoscenti; sceglie il relax, il wellness e lo shopping. Per quanto riguarda in budget il turista cinese guarda al rapporto tra il prezzo e quello che riceve. Sta aumentando il turismo femminile - con l’apporto di molte influencer - e quello dei viaggiatori senior: le piattaforme cinesi sono molto complete e di facile utilizzo e organizzano anche servizi di trasporto, visita a musei con il “salta fila” e momenti di shopping.
Il nuovo turista cinese si muove in piccoli gruppi e ha una conoscenza più dettagliata della destinazione. Cerca esperienze fuori dall'ordinario e le posta sulla propria pagina social inserendosi nell’attuale fenomeno detto “daka”, dove l’apparenza supera l’esperienza: molti giovani, in particolare donne, scelgono hotel e location soprattutto per creare contenuti online che arricchiscano la propria identità digitale. In questo modo le destinazioni turistiche diventano virali sui social e i contenuti generati dagli utenti (ugc) trasformano ogni visita in una leva di visibilità online. È una tendenza da cavalcare e, per farlo, bisogna ripensare l’esperienza turistica mettendo a punto location dal design distintivo, esperienze condivisibili, narrazioni personalizzate e itinerari daka-friendly.
L’ecosistema digitale del turismo cinese
«In Cina non abbiamo Google, Instagram o Facebook: per essere presenti all'interno dell'ecosistema cinese bisogna lavorare con le piattaforme esistenti. Anni fa il governo cinese ha deciso di creare un firewall per proteggere il mondo internet cinese; l’ecosistema gestisce un solo paese e non il mondo intero - come accade con Google - quindi è più semplice e ha portato alla nascita di ecosistemi paralleli; per l’operatore occidentale è necessario strutturare la propria comunicazione e la propria presenza all'interno delle piattaforme cinesi.
Le piattaforme più importanti per la ricerca turistica sono Xiaohongshu - molto simile a Instagram per macro funzionalità - e Douyin, che è la piattaforma gemella di TikTok, uno dei grandi driver per prenotare e invogliare il turista cinese a fare una scelta piuttosto che un'altra. Poi abbiamo Ctrip, l'ota che ha più servizi legati al mondo turistico. È tutto molto semplice e si paga direttamente sulla piattaforme, che hanno dinamiche di marketing e di engagement molto diverse e meno frammentate rispetto alle ota occidentali. RedNote è una delle principali piattaforme, simile a Instagram; nata come piattaforma di recensioni per il make-up e poi evolutasi.
Infine, la piattaforma principale usata in Cina è WeChat: paghi, prenoti il taxi, hai la loyalty card di Starbucks, paghi la bolletta elettrica, prenoti il dottore … è fondamentale e, inizialmente, era la piattaforma attraverso la quale le destinazioni si promuovevano sul mercato cinese. - conclude Qiu - Oggi è più legata all’uso quotidiano: ci sono la versione di WeChat di Ctrip, la versione WeChat delle ota e quella per prenotare le destinazioni alberghiere in Cina. È una sorta di super applicazione».
Chiara Ambrosioni
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[post_content] => Alpitour pronto alla quotazione in Borsa? Sembrerebbe proprio di sì, almeno a giudicare dalle ultime dichiarazioni di Giovanni Tamburi, fondatore e a.d. di Tip Tamburi Iinvestment Partners, che controlla Alpitour World. «Nel corso del 2026 o del 2027 ci sarà molta più attenzione per le società a media capitalizzazione. Noi non abbiamo urgenza per cui in un arco di 18 mesi è molto probabile si faccia l’operazione – spiega Tamburi in un intervento riportato dal Sole 24Ore –. Ritengo che Alpitour debba fare parte delle società con un buon flottante, con l’offerta di una quota più vicina al 40% che al 20%. Penso a una quota significativa, in parte con un aumento di capitale, in parte con cessione di azioni». Su un punto tamburi è categorico: «Come Tip vogliamo rimanere azionisti di Alpitour».
La dichiarazione giunge a seguito dell'importante crescita messa a segno da Alpitour negli anni del post pandemia. «Il 2025 è stato il migliore anno nella storia del gruppo, che ha raggiunto i 2,3 miliardi di euro di ricavi con un Ebitda al 7%, pari a 162 milioni con una crescita del 17,6% – sottolinea l’a.d. di Alpitour, Gabriele Burgio –. Tra italiani e stranieri i clienti che ci hanno scelto per viaggiare sono stati 3,3 milioni».
Malgrado la lunga strada già percorsa, i tempi sono maturi per un ulteriore innalzamento dell’asticella sugli obiettivi 2026. «Quest’anno puntiamo a un +10% del fatturato secondo un percorso di avvicinamento ai 3 miliardi previsti dal piano industriale. Nella stagione invernale i clienti della divisione Tour operating sono cresciuti dell’11% mentre i ricavi dell’8%, con le prenotazioni estive che in media vedono un +13% rispetto al 2025 e un +24% per i pacchetti vacanze mare in Italia».
Verso il 2030
Al 2030 gli obiettivi indicano 3 miliardi di ricavi con un Ebitda al 7%, poco più di 200 milioni con il passaggio intermedio di circa 2,5 miliardi di fatturato nel 2026. La maggior parte delle prenotazioni per l’estate 2026 sceglie i villaggi e resort in Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia mentre chi ha un budget un po’ più contenuto opta per Tunisia ed Egitto. «Sono alternative molto importanti. Nel 2025 abbiamo portato 300 mila clienti in Egitto e quest’anno potremmo arrivare a 350-360 mila».
Il piano di investimenti
Il piano industriale di Alpitour World prevede nell’arco dei prossimi 5 anni investimenti per circa 450 milioni, a una media di 80-90 milioni per ogni anno. Tali risorse saranno da destinarsi sia all’acquisizione di nuove strutture alberghiere, sia al restyling di quelle già in portafoglio. Una parte del totale sarà però riservato all’innovazione tecnologica.
«Abbiamo acquistato nel 2025 due nuove strutture di pregio e siamo in trattativa per altre strutture – aggiunge Burgio nel suo intervento riportato dal Sole 24Ore –. Il 95% dei clienti dei nostri hotel cinque stelle è straniero e a fine 2027 dovremmo arrivare a 15 alberghi a 5 stelle, numero sufficiente per creare una catena nazionale del lusso». La divisione hôtellerie ad oggi conta 27 alberghi, di cui ad oggi nove sono a 5 stelle nella collezione VRetreats, con diverse strutture associate con brand internazionali come Hyatt e nei circuiti Small Luxury Hotels Collecion e Leading Hotels of the World.
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Da circa un anno, Paolo Bongioanni affianca alle deleghe al commercio, sport, post olimpico e agricoltura anche quella al turismo della regione Piemonte, guidando un assessorato strategico che unisce due pilastri dell’identità regionale e mette in relazione politiche rurali e attrazione turistica, promuovendo in modo integrato territorio, eccellenze agroalimentari e sviluppo economico.
«Il Piemonte ha grandi potenzialità e una grande trasversalità di prodotto: dalla montagna ai laghi, dalle colline alle città d’arte, con un’offerta enogastronomica e sportiva di primo piano», sottolinea l’assessore, evidenziando anche l’intesa con la Regione Liguria per un’offerta integrata mare-monti, leva strategica di diversificazione e destagionalizzazione.
La regia è condivisa con Visit Piemonte, agenzia di promozione della regione presieduta da Silvio Carletto, ed è sostenuta da numeri in crescita: nel 2025 si registrano 6,28 milioni di arrivi (+5%) e circa 17 milioni di presenze (+7%), con oltre il 55% dei pernottamenti dall’estero. Determinante anche l’impatto delle Nitto ATP Finals a Torino, che hanno generato 591,1 milioni di euro di ricadute economiche (+17,5% sul 2024) e picchi di occupazione alberghiera superiori all’80% nel weekend finale.
Posizionamento europeo
La priorità è rafforzare il posizionamento europeo e internazionale del Piemonte, rendendo l’Osservatorio turistico regionale uno strumento strategico per orientare mercati, prodotti e fasce di prezzo, così da consolidare la presenza nei Paesi dove la regione è già conosciuta e penetrare quelli ancora da sviluppare.
Dopo la Bit, il calendario 2026 prevede 66 appuntamenti tra turismo, agricoltura ed enogastronomia, con focus su Vinitaly dal 12 aprile, dove per la prima volta parteciperanno insieme ai consorzi vinicoli anche le ATL. «Proseguiremo con una serie di grandi eventi oltreoceano – conclude Bongioanni – per rafforzare l’identità del Piemonte e promuoverlo come regione dal respiro internazionale».
Tra i temi chiave, l’outdoor, oggi non più di nicchia, che consente di valorizzare l’intero territorio attraverso percorsi ciclabili, strade bianche e itinerari di grande fascino. Grazie ai fondi ministeriali saranno messe in risalto realtà come Cuneo con la Via del Sale – strada bianca che collega Limone Piemonte a Ventimiglia, percorribile a piedi, in bici o con veicoli motorizzati – il Torinese con la Strada dell’Assietta – ex tracciato militare in parte sterrato che corre a oltre 2.000 metri di quota lungo il crinale tra Val di Susa e Val Chisone – e Alessandria, che si sta strutturando per offrire al mercato internazionale una rete di strade turistiche regolamentate negli accessi e contingentate.
Federica De Luca
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Per la prima volta, il t.o. porterà il suo stile unico e la filosofia “Zero sbatti” nel cuore della città. In partnership con Cosmopolitan, il brand aprirà le porte dello “Zero sbatti corner – Il tuo angolo di Eden a Sanremo”, uno spazio immersivo pensato per far vivere ai visitatori un’esperienza fresca, divertente e senza pensieri.
Il corner
Allestito in via Gaudio 26, lo Zero sbatti corner offrirà un percorso interattivo dove i visitatori potranno dilettarsi in attività coinvolgenti che includeranno un photobooth che permetterà di scattare foto ricordo da condividere, un totem “Gratta e Vinci” che consentirà di ottenere gadget brandizzati e un social wall, dove ciascuno potrà raccontare cosa significa per sé vivere una vacanza “Zero sbatti”.
Scoprire l’offerta Eden viaggi sarà ancora più facile e divertente grazie anche ad un desk informativo a disposizione di tutti gli ospiti, insieme a cataloghi e video emozionali che racconteranno le mete più iconiche dove poter trascorrere la prossima vacanza.
Durante i giorni del Festival, lo Zero sbatti corner sarà animato da attività di gaming, quiz a tema, interviste live con il talent Alessandro Cossari e tanti contenuti social in tempo reale, per portare la filosofia Eden anche online.
Tommaso Bertini, chief corporate & tour operating marketing officer, ha spiegato: «Con questa partnership vogliamo rafforzare il posizionamento di Eden Viaggi tra i target più giovani, rinnovando la percezione del turismo organizzato e valorizzando i nostri valori di leggerezza e semplicità. Il Festival di Sanremo è uno degli eventi pop più seguiti e la cornice ideale per raccontare la filosofia del brand in modo autentico e coinvolgente».
Questa iniziativa si inserisce in una più ampia collaborazione con Cosmopolitan, brand della Generazione Z edito da Hearst, che ha già visto Eden Viaggi protagonista del Cosmopolitan Sleepover a novembre e che proseguirà nel corso dell’anno con contenuti branded in grado di raccontare in modo ironico e leggero il concetto di vacanza “Zero sbatti”.
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[post_content] => Grimaldi Lines Tour Operator propone la Pasqua a Barcellona, una vacanza che inizia con il viaggio via mare e prosegue per le strade della capitale della Catalogna.
Il viaggio, in programma dal 3 all’8 aprile, inizierà con la traversata da Civitavecchia a Barcellona: a bordo della Cruise Barcelona, tante attività per grandi e piccini, spettacoli e notti in discoteca.
Una volta giunti in Spagna la Cruise Barcelona sarà l’hotel galleggiante per gli ospiti. I prezzi includono viaggio a/r da Civitavecchia a Barcellona con sistemazione nella tipologia di cabina prescelta, tre pernottamenti a bordo della nave ferma in porto, cinque colazioni, due pranzi e due cene presso il self-service della nave, programma di animazione, assicurazione per assistenza medica e annullamento viaggio.
E’ possibile prenotare alcune escursioni facoltative alla scoperta di Barcellona con guida in lingua italiana. C’è infine la possibilità di imbarcarsi a Porto Torres il 4 aprile.
Vacanze mediterranee
Con l’arrivo della primavera tornano anche le vacanze mediterranee, con viaggio in nave e soggiorno in strutture selezionate.
Dal 3 al 7 aprile c’è la Pasqua in Sicilia, con partenza dai porti di Livorno e Napoli per Palermo e pernottamento in città o sulla costa: a San Vito Lo Capo, a Cefalù o a Terrasini.
La Pasqua in Sardegna è invece la scelta ideale per chi ama i paesaggi marini in ogni stagione dell’anno, con proposte di vacanza dal 3 all’8 aprile. Si potrà raggiungere l’isola viaggiando sulla tratta Civitavecchia-Porto Torres e scegliendo se soggiornare a Badesi, di fronte all’Asinara, o ad Alghero, la città del corallo. I programmi includono il viaggio in nave, con l’imbarco di un veicolo al seguito, e soggiorno in hotel o residence.
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Il Veneto ha presentato i propri prodotti Unesco durante la Fitur. Giuliano Vantaggi, della direzione turismo e marketing territoriale della regione, che si occupa anche dei siti Unesco del Veneto.
«Le colline di Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono considerate siti Unesco per alcuni motivi. Per il lavoro degli agricoltori, per i terrazzamenti e per la struttura geomorfologia del sito. Poi abbiamo la parte romana della città di Verona. I tre monumenti sono l'Arena, i Fori imperiali e il Ponte di pietra. Popi abbiamo Vicenza famosa nel mondo per l'architettura, e specialmente per il suo grande architetto Andrea Palladio che ha costruito molti monumenti nella città 21 ville cosiddette palladiane.
Venezia e la sua laguna. E' importante, ma sono importanti anche le tre isole: Murano, Burano e Torcello. Poi abbiamo il sito di Padova. Qui emergono gli affreschi di Giotto nella cappella degli Scrovegni. L'altro sito Unesco di Padova è l'orto botanico che è il più antico del mondo. Poi abbiamo il sito delle palafitte. Il Venete ne ha tre di siti palafittici. Poi c'è un altro sito: le mura che venivano costruite dai veneziani ma che si trovano lontane da Venezia.
Molto interessante anche il Mab Unesco, che è un riconoscimento che viene dato quando un territorio cambia il suo valore nel corso del tempo. Per esempio il Monte Grappa, che presenta sia gli alpeggi che le trincee della prima guerra mondiale.
La parte finale del Po. Giardino botanico alla Delta del Po. E infine i colli Euganei, dove sono si possono osservare anche le parti vulcaniche del passato, insieme a ville e castelli.
Poi ci sono i riconoscimenti immateriali. Il trattamento del vetro e dei vasi. Interessanti anche i giochi medievali di Verona. Poi ultimo è la cucina italiana e la cucina veneta fa parte della cucina italiana. L'ultimo è il disastro del Vajont.
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[post_content] => «I numeri di queste Olimpiadi Invernali vanno già oltre le più rosee aspettative e confermano come nel nostro Paese e nel mondo lo sport superi ogni ideologia; i Giochi organizzati in Regione Lombardia e in Veneto piacciono, sono belli da seguire nelle diverse discipline e stanno raggiungendo dei risultati incredibili con la presenza di tanti spettatori».
Ha espresso così la propria soddisfazione Attilio Fontana, presidente Regione Lombardia, per il momento storico che la Regione e l’Italia intera stanno vivendo, in occasione della presentazione dell’offerta turistica e delle potenzialità della Valtellina, in quanto "leading destination of the olympic winter games".
Presenti presso l’Arena Experience di Casa Lombardia a Milano anche Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 e Andrea Varnier, ad della Fondazione.
«In questi contesti congiunturali si deve lavorare in modo compatto, con i nervi saldi e con una dinamica collaborativa. - ha affermato Malagò - Tutti si sono dimostrati competenti e hanno lavorato con impegno nel seguire i Giochi. È stato proprio come avevo immaginato! Abbiamo davanti ancora dei giorni pieni e la cerimonia conclusiva a Verona. Ricordo che Milano sarà poi contesto paralimpico, con tutto ciò che implica questa parola, anche sotto il profilo sociale e culturale. Ringrazio tutti». Un ringraziamento a cui Fontana ha risposto ricordando l’impegno instancabile di Malagò per portare queste Olimpiadi Invernali in Italia. È stato l’ad Varnier a presentare i dati che riguardano la Lombardia come territorio ospitante dei giochi olimpici.
«Le competizioni sono ancora in corso, ma i numeri indicano che il modello dei Giochi Diffusi è stato perfettamente capito. La Lombardia ha sette venue: quattro a Milano, due a Livigno e una a Bormio. Abbiamo diviso così anche le discipline: quattro si svolgono a Milano - hockey, speed skating, pattinaggio di figura e short track - due a Livigno - sci acrobatico e snowboard - e due a Bormio - sci alpino e sci alpinismo, che è oggi entrato nel panorama delle discipline olimpiche e le cui competizioni sono in corso.
In Lombardia sono stati coinvolti 1.655 atleti - più della metà dei partecipanti ai giochi - sono state assegnate 441 medaglie e si sono svolti 64 eventi. Il modello diffuso ha fatto sì che venissero allestiti diversi villaggi: perché una delle caratteristiche uniche delle Olimpiadi è che gli atleti stanno sempre insieme. E questo è un punto di grandissimo valore. In Lombardia abbiamo un villaggio olimpico “tradizionale” a Milano - un edificio che l’anno prossimo diventerà il maggior studentato d'Italia - mentre a Bormio e a Livigno i villaggi sono stati allestiti in strutture alberghiere contigue già esistenti ricreando l'atmosfera del villaggio con la stesso ambiente, la stessa filosofia e gli stessi servizi che si trovano a Milano.
Importante il dato dei pasti forniti, che sono stati 120mila - e questo indica il volume di lavoro relativo all'alimentare - e offriamo più di 2.600 posti letto. Grande non solo il successo sportivo, ma anche quello di pubblico. In Lombardia è stato venduto il 64% dei biglietti disponibili e l'occupazione media di tutte le sessioni è del 88%, non solo di quelle di gara in Italia, ma anche delle qualificazioni.
Ed è un tasso molto alto. Quanto alla provenienza, oltre agli italiani, a Milano e c'è una prevalenza degli statunitensi (24,4%), seguiti dagli olandesi (10,3%), che amano le gare di short trak e speed skating e riempiono di arancione Rho Fiera, quindi i tedeschi (9,2%). Invece in Valtellina gli ospiti sono soprattutto americani (27,5%), svizzeri (14,5%) e, infine, tedeschi (11,4%). Guardando alle diverse discipline sono sold out le poche sessioni di sci d’alpinismo previste, ma sono vicine al 100% anche le competizioni di tutti gli altri sport, considerate nel loro insieme: speed skating (95%), short track (94%), pattinaggio di figura (92%), hockey (90%), sci alpino (94%) con un dato più basso per snowboard (69%) e sci acrobatico (70%) perché a Livigno sono in programma moltissime sessioni di queste discipline e la percentuale indica l’occupazione media.
Per intrattenere gli spettatori abbiamo inoltre creato delle attività nei nostri Fan village che in Lombardia sono 3 e si trovano a Milano, Livigno e Bormio. Stanno facendo dei numeri straordinari: 260mila visitatori a Milano, 32mila a Livigno e 22mila a Bormio. L’esperienza viene replicata anche negli altri territori (Val di Fiemme, Anterselva e Cortina), quindi ci sono in totale 6 Fan village. Significativo anche il boom delle attività digitali di Fondazione Milano Cortina 2026, che in questi giorni hanno avuto un 100% di crescita. Termino con i dati delle televisioni relativi alla prima settimana e davvero impressionanti: in soli 5 giorni Milano-Cortina ha oltrepassato l’intero periodo di Pechino; il sito Olymipics, che racconta i Giochi in corso, nella prima settimana ha avuto 7,5miliardi di contatti.
Ci sono un aumento delle ore di trasmisione e dello share - sempre rispetto a Pechino - sia per Warner Bros. Discovery, che per Obs che per la Rai, che sta facendo ottimi ascolti; il dato interessante è che lo share del 20% è sotto i 35 anni, - conclude Varnier - quindi, grazie a Cortina e anche a Parigi, i Giochi sono tornati a essere giovani».
Chiara Ambrosioni
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«Una Film Commission è una struttura regionale che permette di presentarsi al mondo in forma coordinata, come sistema paese. - spiega Antonio Parente, dell’Apulia Film Commission - Abbiamo uniformato il modo di parlare con i produttori e unito gli strumenti finanziari e organizzativi per supportare shooting e sopralluoghi. Dopo un lungo lavoro condiviso oggi abbiamo 20 Film Commission in 21 regioni, operative e connesse. Quando arriva un produttore americano non si chiede dove sia il confine tra una regione e l'altra, lui vuole rendere economica e sostenibile la sua operazione. E noi agevoliamo il suo lavoro: aiutiamo le regioni a definire un supporto sostanziale con diversi servizi da un punto di vista economico e formale. Che si tratti di pubblicità, film, serie o lungometraggi d’autore».
Nel corso degli anni molte regioni italiane si sono trasformate da semplici location in ecosistemi produttivi permanenti, che attraggono produzioni anche internazionali, generando occupazione qualificata e attivando le filiere locali. Parlando del lavoro di ogni Film Commission Paolo Manera, della Film Commission Torino Piemonte, sottolinea: «Seguiamo tutte lo stesso modus operandi, con uno schema in cinque fasi. La prima è la “comunicazione”, quindi facciamo un grande lavoro per raccontare alle realtà locali - dalle scuole alle associazioni commercianti - quello che accadrà realizzando del materiale per il grande schermo, per le piattaforme e per i social media e quale sia il valore della ricaduta economica. Poi c’è la fase dei “sopralluoghi”, poi c’è il momento delle “riprese” e anch’esso crea turismo. Ben 5000 persone sono accorse per seguire lo shooting di Fast & Furious e potete immaginare le decine di telefonate di protesta... Fase quattro l’”uscita”: facciamo tante serate e anteprime per raccontarci e per fare in modo che tutti quelli che hanno lavorato alla realizzazione del film rivivano in una grande festa non le difficoltà delle interruzioni del quotidiano, ma le emozioni vissute. L’ultima fase, la quinta, è il farci promotori, come Film Commission, di mostre fotografiche, incontri con le scuole e iniziative che diventino cineturismo. A quel punto serie come Lidia Poët o Elisa di Rivombrosa - che sono stati i nostri cult - trovano un senso, perché diventano parte di un percorso; con questo sguardo abbiamo realizzato il portale “Italy for Movies”, che racconta il territorio italiano attraverso siti divenuti iconici grazie al cinema».
Parlando dell’equilibrio tra le produzioni cinematografiche e le esigenze del territorio Michaela Guenzi, della Fondazione Lombardia Film Commission, spiega come si tratti di un lavoro di grande diplomazia: «Ci cerchiamo vicendevolmente perché al produttore servono i nostri servizi sul territorio, mentre a noi servono i produttori e le loro storie proprio per raccontare il territorio, che - a seconda dei casi - può diventare contenitore o protagonista. Le Film Commission sono al centro del dialogo tra le istituzioni che gestiscono un patrimonio e i produttori che lo devono utilizzare. Noi come Lombardia Film Commission e territorio siamo giovani ma camaleontici per l’audiovisivo. A Milano abbiamo i tombini di Diabolik, a Pavia le Aquile Randagie di Gianni Aureli, a Crema Call Me By Your Name, al Campo dei Fiori di Varese il remake di Suspiria di Guadagnino».
«In Toscana abbiamo dovuto svincolarci dall'idea che il cinema potesse essere un'utile ancella ai fini turistici, perché il nostro scopo è l’arte cinematografica. - afferma Stefania Ippoliti di Toscana Film Commission - Dipendiamo molto dagli assessorati alla cultura, che collaborano con lo sviluppo economico e con la parte imprenditoriale delle industrie coinvolte dal cinema e anche con la parte turistica. La Toscana è una terra scelta da secoli dai visitatori di tutto il mondo, quindi non è facile dimostrare che aver accolto una certa produzione abbia prodotto un nuovo flusso di visitatori o abbia raggiunto un preciso target di pubblico. Quando abbiamo mosso i primi passi come Film Commission abbiamo dovuto prendere le misure sia per noi stessi che per i nostri interlocutori politici e capire dove potessimo dare il meglio».
E, ancora, l’esempio dell’Apulia Film Commission «È stata istituita nel 2008 - ricorda Antonio Parente - All’inizio abbiamo sottolineato la connotazione geografica e la bellezza del paesaggio, restituendo anche la regione all’Italia come luogo di vacanza, ma poi abbiamo visto come differenti prodotti audiovisivi possano ribaltare la nostra percezione dei luoghi. Penso alla trilogia salentina di Fernan Özpetek, che celebra la bellezza del barocco leccese e ha attirato tanti turisti americani per il riconoscimento che l’autore e regista ha avuto al al Tribeca Film Festival di New York. Anche Le indagini di Lolita Lobosco hanno ribaltato la percezione di Bari da parte dell’Italia».
I numeri del settore
In chiusura alcuni dati: il “Media tourism” - che spazia dal grande schermo alle piattaforme, fino ai social media - è un fenomeno misurabile. Secondo una ricerca di Jfc Tourism & Management in Italia genera circa 600 milioni di euro l’anno e 1,3 milioni di pernottamenti direttamente collegati a film e serie, oltre a 11 milioni di visite giornaliere nei luoghi delle produzioni: è il fenomeno del cosiddetto set-jetting. Guardando, in particolare, alla Toscana e alla Puglia, tra il 2023 e il 2025, la Toscana Film Commission ha registrato circa 150 produzioni l’anno, con un indotto economico medio di 10 milioni di euro annui. Le province più scelte sono state Firenze, Pisa, Lucca e Siena, che hanno ospitato produzioni come I Delitti del Barlume, Disclaimer, The Brutalist, Fbi International e Il Mostro. Mentre in Puglia, secondo l’Apulia Film Commission, tra il 2020 e il 2024 139 produzioni hanno generato 79,6 milioni di indotto diretto e 160 milioni di indotto indiretto. Ad esempio: le 50 giornate di lavorazione girate a Taranto de Il Commissario Ricciardi, hanno prodotto 1,66 milioni di euro di spesa locale.
(Chiara Ambrosioni)
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