24 April 2026

Norse Atlantic Airways amplia il raggio d’azione verso i Caraibi e l’Asia

Norse Atlantic Airways amplia il raggio d’azione verso Caraibi e Asia. Dopo il debutto sulle rotte transatlantiche, la compagnia introdurrà nuove rotte invernali da Londra Gatwick a Barbados e alle città giamaicane di Kingston e Montego Bay. Inoltre, la low cost debutterà sulla sua prima rotta asiatica, collegando Oslo con Bangkok.

I voli giornalieri da Londra Gatwick a Barbados decolleranno il prossimo 29 ottobre, seguiti da un servizio quadrisettimanale per Montego Bay; due giorni dopo prenderà il via la rotta per l’aeroporto internazionale Norman Manley di Kingston, con frequenza trisettimanale.

Norse opera attualmente una sola rotta dall’aeroporto britannico, con voli giornalieri per New York Jfk, ma nei prossimi mesi è previsto l’incremento delle operazioni con l’aggiunta di altre sei città statunitensi. Si tratta di Fort Lauderdale, Orlando, Los Angeles, Washington Dulles, San Francisco e Boston.

Oltre alle rotte per i Caraibi, Norse ha programmato il lancio dei suoi primi voli per l’Asia: la rotta Oslo-Bangkok sarà operata due volte alla settimana, dal prossimo 2 novembre durante tutta la stagione invernale.

Prima della pandemia la tratta Oslo-Bangkok era servita da Thai Airways e Norwegian: ad oggi, però, il vettore thailandese non ha ancora riaperto i collegamenti tra i due paesi mentre Norwegian ha cambiato il proprio business model, eliminando tutto il network di lungo raggio.

 

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E lo fa con il consueto equilibrio ma con rammarico nei confronti di una situazione internazionale che resta complessa.\r\nUn prezzo ingiusto\r\n«Durante il viaggio  - spiega infatti il manager - ho potuto toccare con mano gli effetti assurdi del conflitto in Medio Oriente; la nave su cui navigavo, la “Gemma di Turisanda” piena già da febbraio, ha viaggiato con 10 cabine vuote su 28, complici le cancellazioni post 27 febbraio.\r\nEppure i siti archeologici erano pieni; pieni di spagnoli, pieni di francesi, pieni di inglesi, pieni di americani e anche pieni di cinesi ma vuoti di italiani. Ogni volta che accade qualcosa in Medio Oriente l’Egitto paga un prezzo ingiusto. Le persone, ma qui mi spingerei a dire gli italiani, lo associano a qualsiasi disastro accada nel mondo arabo anche se non ha preso parte al conflitto, non ha preso posizione in favore di uno o dell’altro, non ha basi americane e, come ben noto, non ha subito attacchi dall’Iran. Eppure gli italiani non ci vanno e questa cosa mi appare incomprensibile».\r\nEzhaya precisa poi che «non lo sto dicendo “pro domo mea”, visto che è una destinazione importantissima nel nostro portafoglio, ma più per la popolazione locale che vive di turismo con oltre il 12% del Pil legato a questo comparto. Non si può fare nulla verso le cose che non possiamo cambiare; ad esempio, non abbiamo il potere di fermare questa guerra assurda in Medio Oriente. 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