14 febbraio 2023 09:00
Oggi in BIT verranno analizzati i dati del turismo LGBTQ+, con il contributo di AITGL e del Master in Economia e Management del turismo dell’Università Bocconi, mentre RINA illustrerà la metodologia del protocollo Queer Vadis per l’accoglienza di questo target di mercato.
Dalle 10.30 alle 11.30, nella sala Coral 2, l’Università Bocconi, RINA e AITGL (Ente italiano turismo LGBTQ+) daranno un quadro relativo a questo segmento in arrivo dai Paesi esteri verso l’Italia, in conseguenza della grande visibilità che sta vivendo il nostro Paese dopo la 39° Convention Globale IGLTA di Milano e con la grande voglia di viaggiare che sta coinvolgendo questo target.
La Convention in Italia è stata la più grande Convention IGLTA di tutti i tempi al di fuori degli Stati Uniti, con 555 delegati e 42 Paesi rappresentati nel mondo riuniti nel più grande evento B2B educativo e di networking al mondo sul turismo LGBTQ+. Secondo il report stilato dalla stessa IGLTA le attività promozionali della Convention Globale hanno generato quasi 4 milioni di impression per gli sponsor che vi hanno aderito.
Il turismo LGBTQ+ in Italia
“Il 2022 è stato, come per tutto il comparto, un anno molto positivo, nonostante l’assenza di alcuni Paesi stranieri tra i flussi in arrivo in Italia – afferma Alessio Virgili, presidente AITGL – abbiamo registrato circa 4 milioni di turisti stranieri LGBTQ+ su un totale di 56 milioni di turisti internazionali in arrivo in Italia nel 2022”. Questo target ha generato “un fatturato incoming pari a 8,7 miliardi di euro – afferma Virgili – sul totale di spesa di 33,4 miliardi dei turisti stranieri in Italia secondo quanto riportato da Bankitalia-Coldiretti”.
Nel 2022 la vacanza del turista LGBTQ+ in Italia ha avuto una durata media di 10 giorni con una spesa pro capite di 2.227 euro escludendo i costi relativi ai trasporti per raggiungere l’Italia.
Il Protocollo Queer Vadis
“Si conferma un mercato profittevole su cui la gran parte delle istituzioni e delle imprese dovrebbe puntare se poi consideriamo anche il giro d’affari riferito all’outgoing” commenta Virgili. Per questo motivo viene ritenuto importante lo sviluppo del Protocollo Queer Vadis, una certificazione di capacità di accoglienza di questo prezioso mercato internazionale attuata attraverso l’organismo super partes RINA e ampiamente riconosciuta nel mondo, soprattutto in un momento in cui la sostenibilità economica e sociale ha un peso imprescindibile in Europa.
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[post_content] => Hanno preso il via a Palazzo Imperiale a Genova gli incontri, ideati come percorsi di avvicinamento e approfondimento alla mostra internazionale “Van Dyck l’Europeo", che sarà inaugurata il 20 marzo a Palazzo Ducale.
A curare questi incontri è Anna Orlando, storica dell’arte, specialista in pittura genovese e curatrice della mostra. Un’occasione unica per ascoltare il racconto della curatrice sul progetto della mostra, i temi, le opere, il contesto europeo e il rapporto di Van Dyck con l’Italia.
Dopo ogni incontro è in programma una cena degustazione con birra e tipicità delle Fiandre, nel contesto dei Saloni delle Feste di Palazzo Imperiale, uno dei più prestigiosi Palazzi dei Rolli e capolavoro dell’architettura genovese.
La mostra su Van Dyck l’Europeo non seguirà un percorso cronologico, ma tematico.
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Calendario degli incontri (ore 18.30):
* Giovedì 2 aprile – Van Dyck. Come nasce un ritratto
* Giovedì 23 aprile – Van Dyck in Italia. Nuove date, nuove tappe
* Giovedì 14 maggio – Van Dyck e il sacro
Quota a persona 38 euro.
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Le linee guida del nuovo piano industriale di Grado Impianti Turistici ruotano attorno a quattro i driver di sviluppo: la rinnovata concessione demaniale al 2041; la piena integrazione tra offerta e servizi: arenile, entroterra e il polo dei servizi (terme marine, piscina termale, parco acquatico, ristorazione); l’efficientamento energetico con il ricorso alle rinnovabili per una "Spiaggia green” competitiva e l’impegno per l’uso della geotermia. Infine, gli investimenti nelle persone di Git: perché stabilità e competenze sono la garanzia di qualità del servizio.
Al centro della nuova offerta Git c'è poi l'ambizione a diventare un hub italiano che risponde alla domanda turistica di un nuovo tipo di clientela: obiettivo sintetizzato nella proposta "Longevity", non solo per la vita media degli italiani che si allunga, ma le aspirazioni di un target più giovane e internazionale che sceglie nuovi stili di vita legati alla cura di sé.
«Parliamo di “Silver Economy” - afferma Roberto Marin, presidente Git -, riconosciuta come una leva strategica per il turismo italiano nel recente documento del Ministero delle Imprese e Made in Italy dedicato alle nostre filiere produttive. Il programma di partenariato Age-It, finanziato dal Pnrr, stima che questo segmento di offerta possa generare circa 60 miliardi di euro di vantaggi sociali. Ma parliamo anche di chi vuol arrivare in salute alla “silver age” e inizia magari già a 40 anni a frequentare le terme, a fare crioterapia, a modificare le proprie abitudini verso il benessere psicofisico. Un percorso che punta alla longevità. Git si è preparata a questa domanda turistica. Il primo lotto di ampliamento delle terme lo sta a testimoniare, grazie al finanziamento regionale».
Uno sguardo ai risultati 2025, che si è confermato un anno di crescita economica per Git. Con un fatturato di 10,5 milioni di euro, in aumento del 31,5% rispetto al 2022. Chiave di questo successo è il potenziamento dei servizi, che hanno visto il rinnovamento delle strutture e l’ampliamento dell’offerta. Per il triennio in corso, Git prevede di raggiungere un fatturato di 13 milioni di euro nel 2028, con un ritmo di crescita del 16% annuo. Il piano di espansione prevede inoltre l’inserimento di 45 nuovi posti di lavoro, l’ampliamento dell’arenile e il proseguo dei lavori di ampliamento delle Terme marine.
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[post_content] => C’è il turismo tra gli elementi focali dello sviluppo economico di Cabo Verde, che con un’incidenza di oltre 20% sul Pil nazionale - e una crescita del 16,5% nel 2024 - è sempre più foriero di ulteriori investimenti sull’arcipelago.
Questo uno dei temi al centro del Business Forum Cabo Verde-Italia 2026, che ha portato a Milano una delegazione ministeriale capoverdiana alla ricerca di partner italiani per proseguire la crescita turistica e immobiliare ma con uno sguardo aperto, che si allunga alla Blue economy come pure al potenziale posizionamento dell’arcipelago come tech hub atlantico, con infrastrutture moderne e connettività avanzata. Presenti, tra gli altri, il ministro della promozione degli investimenti e dello sviluppo imprenditoriale, Eurico Monteiro e della Console onoraria a Milano Edna Lopez, insieme al ceo di Cabo Verde TradeInvest, Jailson Oliveira.
Con circa 1,17 milioni di arrivi nel 2024, l’obiettivo dichiarato è quello che punta al raddoppio dei flussi turistici nei prossimi cinque anni. Ad oggi, il 30% dell’occupazione diretta e indiretta è legata proprio al comparto turistico.
EasyJet potenzia la Milano Malpensa-Sal
In questo quadro l’arcipelago - che conta dieci isole nell’Atlantico, con un clima ideale lungo tutto l’arco dell’anno - beneficia dei recenti investimenti di easyJet: “Da un anno e mezzo circa Cabo Verde è entrata nel network della compagnia - ha spiegato Lorenzo Lagorio, country manager Italia -, con voli dal Portogallo, dal Regno Unito e dall’Italia per un totale di 12 rotte. Una sfida per noi considerando che la durata del volo è molto più lunga rispetto ai nostri standard di medio raggio. Dal Portogallo colleghiamo - da Lisbona e Porto - le isole si Sal, Boa Vista, Praja e Sao Vicente, mentre da Uk e dall’Italia al momento voliamo solo su Sal.
La Milano Malpensa-Sal, aperta nell’ottobre 2025, "non senza scetticismo poiché Cabo Verde è vista dal mercato come una destinazione ‘da pacchetto’, ha invece prodotto risultati incoraggianti, con load factor oltre il 90%: così, dal prossimo aprile, aumentiamo in modo significativo l’offerta passando da due a tre voli alla settimana, per un totale di oltre 33.000 posti disponibili durante l’estate. Credo la destinazione abbia un potenziale tutto da esplorare dall’Italia, eventualmente con voli su altre isole, e rientra perfettamente nella nostra strategia di espansione che guarda alla destagionalizzazione dei flussi rispetto alle più tradizionali mete europee, con la proposta di località che combinano autenticità, bellezze naturali e clima ideale tutto l’anno”.
Tante le opportunità nel real estate turistico: villaggi turistici, residence, marina e progetti di ospitalità sostenibile. Il tutto agevolato da zone franche fiscali, incentivi per gli investitori stranieri e un quadro normativo stabile che rendono il Paese una meta attrattiva per i fondi immobiliari italiani.
“Cabo Verde ha vissuto negli ultimi 20 anni una crescita economica e sociale clamorosa - sottolinea Daniele Rampini, ceo Oásis White Hotel Boavista, nel Paese da decenni con un significativo impegno nel settore immobiliare -. Un Paese forte di un cotesto accogliente per gli imprenditori, basato sulla stabilità politica e sociale, sulla sicurezza a 360 gradi, su istituzioni serie e credibili. Un mercato ideale per la crescita sostenibile”.
Cabo Verde Time: "Oltre la proposta balneare"
In questo ambito non poteva mancare la testimonianza di Cabo Verde Time: “Il 2026 è un anno importante in cui ricorrono i 30 anni dal primo volo operato con Cabo Verde Airlines - ricorda Pietro Dusi, responsabile commerciale e vendite dell'operatore del gruppo Stefanina -: lo sviluppo negli ultimi dieci anni è stato elevatissimo, grazie all’aumentata connettività dall’Europa. Ora la sfida è quella di superare il concetto di meta esclusivamente balneare, puntando sul vasto patrimonio del paese: a cominciare dalla cultura e dalla scoperta di tutte le isole, senza limitarsi alla ben nota Sal. In quest’ottica sarebbe fondamentale una migliore connessione interna tra le isole”.
Una prospettiva possibile, anche grazie all'attenzione posta allo sviluppo aeroportuale: "Nel 2022 Vinci Airports, uno dei principali gestori aeroportuali al mondo, ha ottenuto dal governo di Cabo Verde la concessione quarantennale per la gestione e per l'espansione e modernizzazione degli attuali sette scali, i 4 internazionali (Sal, Praia, Boa Vista e Sao Vicente) e i 3 domestici (Sao Filipe, Sao Nicolau e Maio)" ha sottolineato Jailson Oliveira evidenziando come, tra il 2023 e il 2025 sono già stati "investiti 80 milioni di euro, mentre tra quest'anno e il 2028 è previsto un ulteriore stanziamento da 142 milioni di euro per l'ampliamento dei terminal, interventi infrastrutturali tra cui l'allungamento della pista di Boa Vista, installazione per il trattamento dei rifiuti e delle acque reflue". L'impatto di Vinci Airport si rispecchia nel numero di passeggeri movimentati dagli scali, che nel 2025 ha segnato un incremento del 60% rispetto al 2022, successivo all'apertura di 35 nuove rotte sull'arcipelago, con il debutto anche di vettori low cost.
Sul fronte domestico, rimane per ora strategico il contributo di Lacv, Linhas aereas de Cabo Verde, "La compagnia, 100% statale, assicura la stabilità dei collegamenti nazionali per la mobilità fra le diverse isole".
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[post_content] => Il territorio nord-orientale degli Stati Uniti è affascinante e accogliente. Nel 1614 venne chiamato “New England” dal capitano John Smith ed è oggi composto da sei stati, noti come le “sei sorelle”.
Il Connecticut
Viaggiando da New York verso nord, dopo circa 100km. si entra nel Connecticut. «Le connessioni stradali sono ottime: si può viaggiare in macchina o su un treno Amtrak visitando le caratteristiche località affacciate sul mare. - racconta Sue Henrique, Global Travel Industry Sales del Connecticut Convention & Sports Bureau - Presso Hartford si trova la bella dimora vittoriana dove Mark Twain visse nei suoi 17 “anni felici” e scrisse “Le avventure di Tom Sawyer”; oggi è un museo. Nel centro della città c’è la fabbrica con museo delle caramelle Pez, quelle che ricordano l’infanzia con il contenitore con la testolina di un personaggio Disney o del mondo dei fumetti. Nel Connecticut si trova anche la famosa Glass House, una tra le più note degli Stati Uniti, progettata nel 1948 dall’architetto Philip Johnson come residenza per i suoi fine settimana. È parte del Patrimonio della National Preservation Society insieme con altre sue 14 Glass House realizzate su un vasto terreno. Sulla costa sud-orientale del Connecticut, a Mystic, si può visitare il più grande museo marittimo degli Stati Uniti: con la ricostruzione di un antico villaggio marinaro racconta la storia dell’industria baleniera - la maggiore del Connecticut - negli anni ‘60, ‘70 e ‘80. Non lontano si trova il Mashantucket Pequot Museum: allestito dallo Smithsonian Institute nel 1998, è il più grande museo al mondo dedicato alla cultura dei nativi americani. È un museo vivente dove camminare tra figuranti che sono veri discendenti dell’antica tribù, abitano nel villaggio e si muovono nella vicina foresta svolgendo quelle che erano le attività quotidiane dei nativi. Dal punto di vista dell’accoglienza il territorio offre diverse possibilità: dai piccoli hotel, a una barca ormeggiata sul Mystic River, al caratteristico campeggio nel bosco. Si può anche trascorrere la notte in un faro: costa circa 250dollari. Importante, infine, l’ottima cucina tradizionale, con l’aragosta in primo piano.
La scoperta dell’Università di Yale
La famosa istituzione, alma mater di figure importanti come i presidenti degli Stati Uniti Gerald Ford, George H.W.Bush, George W.Bush, Bill Clinton e le note artiste Meryl Streep e Jodie Foster - si trova a New Heaven, nel Connecticut. «L’Università di Yale è stata fondata nel 1701 e celebra quest’anno i suoi 325 anni: è nata prima della fondazione del nostro paese! - racconta Nancy Franco, direttore dello Yale Visitor Center - Il nostro impegno è condividere le sue attrazioni culturali, che sono tutte gratuite. Con i Campus Tours si possono visitare tre importanti musei d’arte britannica, d’arte moderna e di scultura. Ogni anno i visitatori sono circa 90mila e al team di studenti alla guida del percorso può sostituirsi, a sorpresa, un noto allievo del passato. È un’esperienza entusiasmante! Il Peabody Museum di Storia Naturale è ideale per le famiglie e poi ci sono le biblioteche. La Sterling Memorial Library ha la forma di una cattedrale: inaugurata nel 1931, era il fulcro del campus in stile neogotico. La Beinecke Rare Book & Manuscript Library custodisce invece preziosi manoscritti, tra cui una delle poche copie esistenti al mondo della Bibbia di Gutemberg. Dal punto di vista architettonico la libreria è un parallelepipedo in marmo bianco e, per proteggere i libri, non ha finestre».
Il Rhode Island
«Newport, nel Rhode Island, è la città più antica del paese. - racconta Tim Walsh/vp of Sales di Discover Newport - Fu edificata nel 1639, ha una ricca storia coloniale e ospita più edifici dell’epoca di ogni altra città degli Stati Uniti. Le dimore, spesso ancora abitate, sono registrate come National Historic Landmark e aperte al pubblico. Si cammina lungo le strade della città e sembra di tornare ai fasti della Gilded Age, quando le famiglie più ricche degli Stati Uniti costruirono a Newport delle meravigliose magioni dove trascorrere l’estate. Ogni dimora ha una storia unica, come la bella The Els Mansion, costruita nel 1901 riproducendo un castello francese del XVIII secolo. Apparteneva a Mr Berwind, che si era arricchito grazie all’industria del carbone. Era un “nuovo ricco” e per questo non fu mai accolto nella Gilded Age Society coordinata dalla nota Mrs.Astor. A Newport sono disponibili proprietà dotate di ogni servizio e anche diversi boutique hotel e Relais & Châteaux come Castle Hill Inn e strutture private. Tra le attività da non perdere il Tour Mansion, una passeggiata lungo la Cliff Walk - il sentiero costiero lungo 5,6km aperto ogni giorno dell’anno, che separa le dimore private della Gilded Age dalle colline che digradano verso l’oceano - e la visita al porto: è uno dei più popolari dell’epoca coloniale. Proprio qui è stata organizzata per 50anni l’America’s Cup. - sottolinea Walsh - Newport ha una forte tradizione marinara, ma ospita anche due bellissimi musei dell’automobile e l'International Tennis Hall of Fame. Proprio sui campi d’erba di Newport nacquero nel 1881 gli US Open! I campi sono a disposizione di chi voglia sfidarsi su un manto erboso. A Newport si possono anche prendere lezioni di vela o fare trekking lungo binari abbandonati o sulle vicine colline».
Boston e il Massachusetts
«Boston, capitale del Massachusetts, è una città pulita, sicura, dove le tradizioni più antiche incontrano il Nuovo Mondo: il messaggio più importante di Meet Boston è che tutti sono benvenuti. - afferma Stacy Thornton, director of leisure sales di Meet Boston - Siamo legati alla nostra storia, ma siamo anche contemporanei. Siamo rilassati, ma Boston, con la sua ricca proposta turistica, rende ogni vacanza indimenticabile: si può fare qualcosa di nuovo ogni giorno e il Boston Harbor si estende per 290km e conta 34 isole, da visitare con comodi traghetti. Tante le possibili esperienze sull’acqua: dal Wahle Watching alla crociera al tramonto. Tra i motivi per visitare Boston ci sono l’Arte e la Cultura, a Boston abbiamo alcuni dei musei più importanti degli Stati Uniti come l’Isabella Stewart Gardner Museum, ispirato al Museo Poldi Pezzoli di Milano. - spiega Thornton -Abbiamo l’Innovazione, la Scienza e la Tecnologia, testimoniate dall’avanzato Massachusetts Institute of Technology - Mit- e dal vicino museo. Boston si trova sull’acqua e propone visite e percorsi di ogni tipo, come la scoperta della zona residenziale di East Boston, con i lunghi moli sull’ampio lungomare dove trovare locali caratteristici e assaggiare la cucina classica del New England. In città si organizzano poi eventi legati alla Storia e allo Sport. A giugno il Boston Stadium ospiterà 7 partite della Coppa del Mondo Fifa 26, mentre gli amanti della navigazione sul mare potranno seguire la Sail250 dall’11 al 16 luglio: per celebrare l’anniversario della fondazione degli Stati Uniti una flotta composta dalle più belle navi a vela di 25 paesi salperà dal porto di Boston. Anche l’Amerigo Vespucci parteciperà alla suggestiva regata».
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => La Stamperia Benedetti di Pescia (Pistoia) è la più antica stamperia della Toscana ed una delle più antiche d’Italia. Un luogo magico, ricco di storia e a disposizione per visite guidate esperienziali grazie ai proprietari, i fratelli Roberta e Rudi Necciari.
La visita guidata è un tour incredibile che comincia idealmente nel 1485. All’ingresso una scritta sulle pareti ricorda che nella Stamperia Francesco Cenni, tipografo fiorentino, stampava il 28 febbraio 1485 “La confessione di San Bernardino da Siena”, il primo libro stampato in città. Rapportando questo evento alla data dell’invenzione di Gutenberg, è facile comprendere quanto Pescia fosse sorprendentemente al passo con i tempi nell’arte della stampa.
«Sul territorio esistiamo da sempre – spiega Rudi Necciari - A Pescia fino agli anni 70 c’erano 5 tipografie ed oggi siamo gli unici. Con l’avvento del pc tante tipografie si trasformarono in stamperie per i moduli continui. Siamo rimasti legati alla stampa tradizionale nel senso che abbiamo mantenuto l’ancoraggio alla storia della stamperia, aprendo le porte ai turisti italiani e stranieri per raccontare come siamo arrivati ad oggi».
Nella stamperia lavorò Artidoro Benedetti, che cominciò la professione all’età di undici anni.Il suo laboratorio divenne un luogo d’incontro per pittori, poeti, musicisti e artisti, grazie a lui la stampa incontrò l’arte. Tanto per accennarne qualcuno, Lorenzo Viani, che veniva di persona a vedere come Artidoro stampava le sue xilografie al torchio, diceva che ogni minimo segno sul legno era musica stampata da Artidoro; il D’Annunzio volle che venisse stampato il suo libro “Lettera al legionario Alceste De Ambris” con xilografie dell’amico Viani, su carta Magnani da Artidoro Benedetti di Pescia.
Gino Necciari entrò alle dipendenze di Artidoro nel 1940, e nel 1967 riuscì a coronare il suo sogno rilevando la stamperia da dipendente a titolare e mantenendo il nome del maestro, Stampeia “Benedetti” di Gino Necciari, e raccogliendo l’eredità del dialogo mai interrotto con gli artisti. Dopo la morte di Gino Necciari, nel 2025, la stamperia passò nelle mani dei figli Rudi e Roberta.
Nel 2019 i fratelli Necciari hanno dato vita ad un Centro Culturale: un’idea che rappresenta un forte aggancio con la storia. In tempi attuali in cui sembra che il vecchio non valga più niente, questi aspetti acquisiscono sempre più valore.
Oggi la stamperia accoglie scuole, piccoli gruppi, individuali, dall’Italia e dall’estero. Si tratta in prevalenza di visitatori che arrivano in Toscana e poi scoprono la Stamperia.
«La visita guidata semplice dura un’ora e mezza (max 20 persone) – aggiunge Necciari - e la visita esperienziale è più lunga (2 ore e 30): se i gruppi sono più numerosi, li dividiamo. Per comporre e stampare ci vuole un’esperienza di almeno un giorno. Le visite sono solo su prenotazione».
I fratelli Necciari puntano ad avviare accordi con t.o. ed agenzie di viaggio.
«Siamo aperti alle forme di collaborazione – sottolinea Necciari - che ci vedono allineati sui valori della diffusione e tutela del patrimonio storico, artistico e culturale : questa è la mission della nostra associazione. Il territorio in generale dovrebbe essere valorizzato maggiormente: Pescia è molto ricca dal punto di vista storico e culturale. All’interno della Stamperia ospitiamo incontri, presentazioni di libri, corsi di scrittura creativa e calligrafia, mostre di pittori e fotografi».
Tutti i visitatori rimangono incantati di fronte a macchinari della stamperia ma sono soprattutto i giovani a restare colpiti dal fascino dei grandi macchinari. «In piena era digitale – conclude Rudi Necciari - quando tutto faceva pensare che l’arte tipografica fosse ormai perduta nei tempi, la scelta di Steve Jobs di utilizzare gli stessi caratteri già in uso in tipografia ha riunito due ere, rendendole vicine come mai nessuno avrebbe pensato, decretando un nuovo inizio». Per questo la Stamperia resta a tutti gli effetti un luogo affascinate e vivo.
Maria Carniglia
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[post_content] => Nella suggestiva cornice di Matera, presso Casa Cava, si è svolta la prima Italy Edition 2026 di Travel Hashtag, il format itinerante che mette in dialogo territori, istituzioni e professionisti per tracciare le nuove traiettorie del turismo culturale italiano.
Di fronte ad amministratori, accademici, esperti e operatori dell’incoming, la giornata ha acceso i riflettori sul ruolo della cultura come leva strategica di sviluppo, innovazione e attrattività. Ad aprire i lavori Nicola Romanelli, fondatore del format, insieme al sindaco Antonio Nicoletti, che hanno inquadrato l’appuntamento nel percorso di consolidamento di Matera quale laboratorio nazionale di sperimentazione culturale e turistica.
Tra gli interventi istituzionali durante Travel Hashtag, la presenza di Gianluca Caramanna, che ha richiamato con forza il valore strategico delle aree interne e dei borghi: «In Italia non esistono destinazioni minori, ma destinazioni meno conosciute. Il nostro compito è farle crescere, programmarle e promuoverle, perché il turismo può essere lo strumento più concreto contro lo spopolamento e la desertificazione dei territori». Un impegno che, ha spiegato, si fonda su tre pilastri chiave: innovazione, programmazione e formazione, leve indispensabili per rafforzare la competitività del sistema Paese. A completare il quadro istituzionale, il videomessaggio del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio.
Cambio di paradigma
Nel suo intervento, Romanelli ha posto l’accento su un cambio di paradigma: «Oggi non competono più le destinazioni, ma le visioni. Vince chi riesce a trasformare la propria identità culturale in un progetto condiviso, capace di generare valore economico senza perdere autenticità». La cultura, ha sottolineato, non può essere considerata un semplice contenuto da promuovere, ma una infrastruttura strategica su cui costruire il futuro dei territori.
Il confronto ha attraversato i temi chiave che oggi ridefiniscono il turismo nelle città d’arte: evoluzione della domanda, dinamiche ricettive e posizionamento territoriale. Ampio spazio è stato dedicato alla narrazione delle destinazioni e all’interazione tra identità, persone e tecnologia, evidenziando come stiano cambiando linguaggi e modalità di fruizione dei luoghi.
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(Quirino Falessi)
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[post_content] => Il ciclo di appuntamenti "Stay with Us" promosso dal gruppo Nicolaus si chiude con successo.
Il format, pensato per rinnovare la formazione dedicata alle agenzie di viaggio in chiave relazionale ed esperienziale, è stato sviluppato tra ottobre 2025 e gennaio 2026 e ha trasformato l’aggiornamento professionale in un percorso di confronto diretto e costruzione condivisa di scenari e opportunità di business, superando i confini del tradizionale perimetro di una convention.
Il format
L’iniziativa ha previsto 12 appuntamenti della durata di 2 giorni ospitati presso la sede dell’azienda e ha coinvolto oltre 130 agenti di viaggio top partner provenienti da tutta Italia, invitati ad animare l’originalità del format, incentrato sulla full immersion nell’identità, nelle motivazioni e nei valori, nella storia e nelle scelte di business del gruppo Nicolaus.
La centralità del contatto umano è stata la cifra distintiva di un’impostazione volutamente non commerciale e pensata per far emergere il volto e le competenze delle persone che operano quotidianamente nelle diverse divisioni del gruppo e che presidiano i canali di relazione con le agenzie, dando forma a servizi, risposte, assistenza e scelte strategiche: tutto quello che viene prima del prodotto finale fruito dal cliente.
Altro elemento cardine, l’ascolto strutturato degli agenti partecipanti, con l’obiettivo di raccogliere indicazioni utili allo sviluppo delle collaborazioni per costruire su solide basi, realmente condivise, una visione comune orientata al miglioramento di servizi, interazione, performance.
«Portare gli agenti di viaggio direttamente in azienda, per far letteralmente conoscere loro le persone a cui fanno capo un indirizzo email o un telefono, è stata la diretta conseguenza di un intento preciso: creare le condizioni per un confronto reale e senza filtri, utile a migliorare concretamente strumenti, processi e supporto dedicati a un canale d’elezione e insostituibile come il trade. L’apertura della sede e il dialogo diretto con i nostri team hanno permesso di raccogliere stimoli operativi e indicazioni strategiche fondamentali per sviluppare insieme modelli di collaborazione sempre più efficaci”, commenta Isabella Candelori, direttore commerciale trade gruppo Nicolaus.
L'incontro con il territorio
Il programma delle due giornate ha previsto anche esperienze connesse con il territorio, tra cui una serata in masseria Raro Villas con tavolo conviviale e un’attività a sorpresa legata a una Puglia autentica e contemporanea, interpretata in chiave pop.
“Siamo un’azienda ad alto contenuto tecnologico, che ha anticipato i tempi anche per ciò che concerne l’uso dell’AI, ma proprio per questo abbiamo ben chiaro che dietro ogni risorsa hi-tech è fondamentale la componente umana: con questi appuntamenti abbiamo voluto ribadire che è insostituibile e che è profondamente fuorviante pensare che i nuovi orizzonti tecnologici creino un vantaggio competitivo eliminandola in molti ambiti. Portare da noi le persone che sono uno dei pilastri del nostro lavoro ha risposto, inoltre, al desiderio di far sperimentare loro il contesto in cui questa azienda è potuta diventare quello che è oggi anche grazie alla sua profonda relazione con un territorio che esprime eccellenza, competenze, dedizione professionale e forti connessioni: fattori chiave di Stay with Us”, ha concluso Candelori.
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[post_content] => La Puglia si conferma tra le regioni più attrattive a livello europeo, grazie a un mix unico di cultura, paesaggi e lifestyle, tanto da registrare performance turistiche in costante crescita. In questo contesto, Puglia Village ha consolidato il proprio ruolo di destinazione esperienziale, capace di unire shopping, turismo e valorizzazione del contesto locale attraverso un piano di attività destinato ad attrarre sempre più sia i mercati internazionali sia i grandi player del turismo internazionale.
Seguendo questa strategia, Puglia Village ha stretto un accordo con Global Blue per anticipare e velocizzare il rimborso Tax Free all’interno del Villaggio: una scelta rilevante, considerando che si tratta del secondo punto fisico in tutta la regione dopo l’Aeroporto Internazionale di Bari-Karol Wojtyla. Infatti, il Villaggio si è dotato di un nuovo digital kiosk dedicato al Tax Free Refund, per consentire ai visitatori Extra - Ue di anticipare e velocizzare il rimborso Tax Free migliorando sensibilmente l’esperienza di acquisto dei turisti. Durante l’anno fiscale 2025 il Village ha registrato un incremento dei volumi Tax Free del +62% e un aumento delle transazioni del +73%. A guidare la spesa turistica sono i visitatori provenienti da Stati Uniti, Svizzera, Argentina, Albania e Turchia.
L’anno si è aperto con il rafforzamento delle partnership strategiche ed è proseguito con una presenza capillare nei principali appuntamenti internazionali della travel industry. L’accordo con Trenitalia ha incluso l’esperienza di shopping nel programma fedeltà CartaFreccia, mentre la partnership con Poste Svizzere ha assicurato una distribuzione capillare di materiali turistici nel Canton Ticino. Sono state inoltre rinnovate le collaborazioni con Air France/KLM e ITA Airways nei loro programmi loyalty (Flying Blue e Volare), così come MeliáRewards e con ACI tramite il circuito “Show Your Card!”.
Le attività sviluppate durante l’anno hanno permesso a Puglia Village di entrare in contatto con migliaia di professionisti del settore turistico – attirando visitatori da oltre 90 Paesi. I workshop dedicati ai tour operator hanno favorito relazioni commerciali solide e nuove opportunità di incoming, consolidando ulteriormente il posizionamento internazionale della destinazione.
L’attività è stata accompagnata da iniziative sul territorio, pensate per presentare Puglia Village come destinazione integrata. I Fam Trip si sono rivelati strumenti strategici: dal mercato DACH – in collaborazione con Michelangelo International Travel – agli operatori albanesi invitati a vivere in prima persona lo shopping nel Village e il patrimonio dell’area in cui è ubicato.
“Il 2025 è stato un anno di svolta per l’incoming turistico di Puglia Village, nel quale abbiamo raccolto i risultati delle azioni svolte negli anni precedenti ed implementato nuove iniziative, tra cui strumenti di comunicazione multilingua e campagne dedicate a nuovi mercati” commenta Annalisa Evangelista, center manager di Puglia Village.
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Tempo di bilanci in casa Bluserena Hotels & Resorts, che chiude un 2025 da record realizzando la stagione più ampia di sempre con più di 1.800 giorni di apertura e oltre 440.000 room nights vendute.
Il superamento delle 1.200.000 presenze nell’anno conferma la solidità del modello e la capacità del brand di intercettare una domanda in espansione. A trainare il risultato contribuisce anche la crescita nei mercati esteri, con un incremento del 90% dal 2023,.
La stagione conferma anche l’eccellente solidità economica del gruppo, con un gross operating profit costantemente in aumento dal 2022, a dimostrazione dell’efficacia delle strategie di gestione e l’ottimizzazione dei processi avviata negli ultimi anni. Parallelamente, si è rafforzata la relazione con gli ospiti: la fanbase ha superato il mezzo milione di contatti attivi. A questo si aggiunge un elevato livello di reputazione, con un Global Review Index dell’89,2% e oltre 12.000 recensioni raccolte nel 2025. Un dato coerente con la survey sulla felicità dell’ospite, condotta da Bluserena: alla domanda “Questa vacanza ti ha reso felice?” quasi l’88% degli ospiti ha risposto positivamente.
«Siamo profondamente orgogliosi dei risultati raggiunti nel 2025. È stato il nostro terzo anno consecutivo di crescita record: abbiamo superato 1,2 milioni di presenze, registrato oltre 1.800 giorni di apertura (costantemente in aumento rispetto al passato) e più di 440.000 room night vendute. Sono numeri che ci danno grande soddisfazione, perché raccontano un percorso solido e il consenso sempre più ampio da parte degli ospiti. Ed è proprio questa fiducia che ci ha spinto a compiere un passo strategico così importante come l’introduzione di tre nuove formule di soggiorno, che rappresentano la nostra volontà di evolvere continuando ad ascoltare le persone e anticipare i loro bisogni. Oggi siamo la prima grande catena italiana a introdurre un modello di vacanza inclusive realmente strutturato e scalabile, ispirato ai migliori standard internazionali ma con un’identità profondamente italiana» commenta Marcello Cicalò, ceo di Bluserena Hotels & Resorts.
Rivoluzione strategica
In un mercato in evoluzione e con ospiti sempre più esigenti, il gruppo ha scelto di guidare il cambiamento, avviando la più ampia ridefinizione della propria esperienza degli ultimi anni.
Nasce così il modello Inclusive Made in Italy, sviluppato dall’ascolto degli ospiti e dall’analisi del mercato leisure, con l’obiettivo di offrire un prodotto più contemporaneo e in linea con le esigenze delle famiglie di oggi. Il tradizionale schema della pensione completa viene superato con le tre nuove formule — Soft-Inclusive, All-Inclusive e Ultra-Inclusive — pensate per garantire più servizi inclusi, maggiore libertà di scelta e un’esperienza di qualità superiore.
Inclusive Made in Italy
Il cuore della trasformazione di Bluserena è il nuovo modello Inclusive Made in Italy, articolato in tre formule pensate per offrire più valore, più servizi e maggiore libertà di scelta.
Accanto alle nuove formule, Bluserena introduce un importante rinnovamento dell’esperienza nei resort. Dal 2026 debutta “La Trattoria”, un nuovo concept di ristorazione che celebra la cucina regionale italiana, con ricette locali, un’atmosfera calda e una carta vini che valorizza i territori.
Si affiancano inoltre nuovi Beach Club, dal posizionamento premium, il potenziamento delle aree sportive e fitness e nuovi programmi per adulti e ragazzi, mentre l’intrattenimento si conferma un elemento distintivo del brand.
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