13 dicembre 2022 12:06

Daniela Santanchè
Una piccola polemica ma che ci dice del clima che c’è nell’attuale coalizione che regge il governo. Alle parole (per la verità un po’ roboanti, visto che le hanno pronunciate tutti i ministri che sono passati su quella sedia. A questo proposito ricordo quelle di Franceschini che disse: Il turismo e i beni culturali sono il vero ministero dell’economia italiano (sic)) di Daniela Santanchè che ha sostenuto ufficialmente: «Ho l’ambizione di rendere il turismo la prima azienda italiana, non solo a parole come è stato fatto fino ad adesso», l’ex ministro Garavaglia ha risposto piccato.

Massimo Garavaglia
Secondo il sottoscritto erano le parole di prassi di chiunque sieda in quel ministero da poco tempo. Invece l’ex ministro del turismo, Massimo Garavaglia si è sentito punto sul vivo e quindi ha replicato: «Potrebbe sembrare un attacco al ministro precedente. Dal ministero del turismo direttamente».
Quale risentimento?
Il che tutto sommato è vero. Nel senso che in effetti Garavaglia ha promesso molto e fatto poco (per esempio: pochissimi soldi per il turismo organizzato – 39 milioni – per giunta non arrivati quando lui era ancora ministro). Ma ugualmente si è risentito. Risentito di cosa? Garavaglia è andato ovunque, ha promesso di tutto, ogni fiera, ogni convegno, ogni meeting, ogni sagra paesana lo hanno visto protagonista. E alla fine il risultato qual è stato? Niente.
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Non capisco. Basta eliminare la parola per eliminare lo stato. E' un'invenzione curiosa. Che molti nel passato hanno usato. Ma alla fine anche eliminando la parola le cose sono rimaste uguali a sè stesse. E anche in questo caso le cose rimarranno le stesse. Provi il ministro a passeggiare a Firenze o a Roma quando c'è il pieno di turisti. Poi vediamo.
Per questo continuo a dire che il ministro del turismo, ma non solo Mazzi, anche tutti quelli che lo hanno preceduto, di qualsiasi colore, invece di parlare di politica, e quindi di idee, di visioni, si fermano al marketing.
Non è con il marketing, con l'eliminazioni di parole "brutte", che si risolvono i problemi del settore.
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[post_title] => Mazzi: «Bandire il termine overtourism». E come lo vogliamo chiamare?
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[post_content] => Star Clippers si prepara all'edizione 2026 di TTG Travel Experience proponendo un prodotto consolidato, la cui capacità di intercettare pubblici differenti viene oggi rafforzata da politiche commerciali mirate a segmenti di clientela ad alto potenziale: da chi viaggia da solo, con numerose partenze che prevedono un supplemento singola ridotto al 25%, alle famiglie, per le quali viene estesa anche alla programmazione caraibica una formula già sperimentata con successo su partenze selezionate nel Mediterraneo.
«La forza di Star Clippers sta proprio nel non assomigliare a nessun'altra esperienza crocieristica, con un prodotto distintivo che esprime il proprio potenziale solo quando incontra la competenza di chi lo propone al cliente – commenta Birgit Gfölner, sales manager Star Clippers per Italia e Svizzera italiana-. Per questo TTG Travel Experience per noi non è soltanto una vetrina, ma soprattutto un momento di confronto con le agenzie di viaggio. Il nuovo catalogo e le formule commerciali che abbiamo introdotto ci permettono oggi di proporre la crociera a vela a pubblici differenti, senza modificare ciò che rende Star Clippers riconoscibile: dimensioni contenute, qualità del servizio, navigazione a vela e itinerari capaci di raggiungere approdi fuori dalle rotte della grande crocieristica».
È in questa prospettiva che si inserisce anche la co-esibizione con il Comité du Tourisme des Îles de Guadeloupe, arcipelago presente in diverse rotte invernali di Star Clippers e coerente con una formula di viaggio capace, grazie alle dimensioni contenute dei tre velieri, di raggiungere piccoli scali dove le grandi navi non riescono ad arrivare.
Le condizioni commerciali
Le nuove condizioni commerciali ampliano soprattutto la platea di clienti a cui agenzie e tour operator possono proporre una crociera Star Clippers. A partire dai solo traveller, ai quali Star Clippers dedica 29 partenze tra l’inverno 2026/27 e l’estate 2027 con supplemento singola ridotto al 25%, distribuite sui tre velieri della flotta. Anche sul fronte famiglie l’offerta assume ormai una dimensione strutturata: sono 25 le partenze tra l’inverno 2026/27 e l’estate 2027 interessate dalle agevolazioni dedicate, distribuite sui tre velieri della flotta. Su partenze selezionate, il primo bambino paga le sole tasse portuali, mentre per i successivi è prevista una riduzione del 50%.
Un’attenzione particolare è riservata alle crociere di Natale 2026 e 2027 a bordo di Star Clipper e Star Flyer, per le quali la compagnia ha predisposto un pacchetto di agevolazioni dedicate. Le coppie possono contare su 400 euro di credito a bordo per cabina, utilizzabili al bar, al ristorante e allo Sloop Shop; per chi viaggia da solo è previsto un supplemento singola ridotto al 25% nelle categorie dalla 2 alla 6, mentre la terza persona viaggia gratuitamente, sostenendo soltanto spese portuali e mance quando condivide la cabina con altri due passeggeri. Per il Natale 2026 l’agevolazione dedicata ai solo traveller viene estesa anche a Royal Clipper, con supplemento singola al 25% sulla crociera dal 19 al 26 dicembre.
Tra le riconferme del nuovo catalogo, infine, c’è anche la politica di Early Booking, con sconti fino al 20% sulle partenze selezionate. Per la stagione Mediterraneo 2027 la promozione è valida per le prenotazioni effettuate entro il 31 gennaio 2027, mentre per Caraibi, canale di Panama e Costa Rica 2027/28 la scadenza è fissata al 30 aprile 2027. L’entità dello sconto, pari al 10% o al 20%, varia in base alla partenza scelta.
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Se vuoi organizzare un viaggio devi tutelarti al massimo prima di partire, soprattutto in questo periodo di forte incertezza politica ed economica. Tra voli cancellati, viaggi annullati, strutture che chiudono o problematiche di salute bisogna partire preparati perché se una partenza non è realmente organizzata si rischiano difficoltà da gestire. Ecco, quindi, un vademecum che ogni viaggiatore dovrebbe tenere a mente prima di imbarcarsi.
Scegliere l’assicurazione viaggi completa
Il primo elemento importantissimo da valutare è la copertura con una polizza, specialmente se si esce dai confini europei. Spese derivanti da ricoveri, interventi o rimpatrio sanitario possono essere davvero gravose e senza una giusta tutela potrebbero essere persino inavvicinabili. Soluzioni come quella di Redion possono offrire l’aiuto concreto necessario; l’azienda prima conosciuta come Europ Assistance opera in 190 Paesi e combina assicurazione viaggi, assistenza medica e servizi di emergenza con supporto attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.
Consultare Viaggiare Sicuri
Un’altra precauzione indispensabile? Scegliere una meta consigliata; attraverso il portale Viaggiare Sicuri del Ministero Italiano si possono avere dettagli su ogni Paese e destinazione così da individuare quelle migliori per sicurezza e gestione sanitaria avendo accesso a informazioni preziose come documenti necessari e condizioni locali per l’ingresso. Un consiglio in più: quando si parte bisognerebbe registrarsi attraverso DoveSiamoNelMondo perché in situazioni di particolare criticità aiuterà l’Unità di Crisi a disporre di tutte le info necessarie per comunicare con i cittadini italiani nelle zone interessate.
Verificare documenti e requisiti sanitari
Finché si viaggia in Europa la carta d’identità elettronica valida per l’espatrio è più che sufficiente ma quando si esce serve un passaporto valido per almeno alcuni mesi dalla partenza e possono servire visto o ESTA a seconda di dove ci si reca. Conservare anche una copia digitale dei propri documenti è fondamentale, specialmente in caso di furti o smarrimenti.
E sul piano sanitario? Meglio controllare se ci sono vaccinazioni obbligatorie o consigliate e certificazioni richieste. La Farnesina suggerisce di verificare tutto e di stipulare sempre una copertura sanitaria.
Prepararsi agli imprevisti
Quando si viaggia può capitare di tutto: perdere il portafoglio, un furto sui mezzi o magari un bagaglio smarrito o in ritardo. Portare con sé due carte e conservarle separatamente può essere una buona accortezza così come verificare con la propria filiale bancaria se ci sono delle regole o delle richieste di attivazione per poter far funzionare prelievi e pagamenti nel paese di destinazione.
Conservare contatti e informazioni essenziali
L’ultimo dettaglio a cui teniamo molto è quello di non affidare tutto a internet perché in alcune parti del mondo la connessione può essere ballerina; avere sempre con sé il numero della compagnia assicurativa, quello dell’ambasciata e del consolato così come quelli di emergenza è imprescindibile.
Insomma, la preparazione più efficace è quella che combina l’assicurazione adeguata, le informazioni aggiornate e i documenti in regola oltre ad avere un buon piano di problem solving per poter gestire gli imprevisti. Prova a mettere in atto questi consigli per la tua prossima vacanza e vedrai netti miglioramenti evitando situazioni di stress.
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[post_content] => I viaggi per il 2027 sono già in vendita, ma una parte significativa dei costi dei biglietti aerei non è ancora stata definita. Tui si è assicurata il 63% del carburante per l'inverno 2026/27 , ma solo il 39% per l'estate successiva; Jet2 ha assicurato il 90% del suo fabbisogno di carburante fino alla fine dell'anno fiscale, il 31 marzo. Con l'avanzare dell'anno, i principali gruppi aggiungeranno nuove coperture, ma gran parte del costo dell'estate 2027 rimane legato all'andamento del mercato petrolifero.
Come riporta Hosteltur, la differenza tra le stagioni è chiaramente evidente in Tui. Secondo l'aggiornamento del terzo trimestre, con dati al 2 agosto, il gruppo aveva coperto il 63% del carburante previsto per l'inverno 2026/27 , rispetto al 39% per l'estate 2027. Pertanto, il 61% della stagione estiva è rimasto senza copertura. Il gruppo stesso afferma che questa politica offre maggiore certezza nella pianificazione della capacità e dei prezzi.
easyJet mostra praticamente lo stesso andamento. Nell'aggiornamento del 23 luglio , aveva coperto il 62% del suo fabbisogno di carburante tra ottobre 2026 e marzo 2027. Per il periodo aprile-settembre 2027, questa copertura è scesa al 37%. In altre parole, quasi due terzi del fabbisogno di carburante previsto per quei sei mesi sono rimasti senza copertura. Questi dati sono ancora più significativi considerando la crescita di easyJet Holidays, che ora conta oltre tre milioni di clienti all'anno.
Inizialmente Jet2 aveva riportato una cifra molto più alta, dichiarando di aver coperto il 90% del proprio fabbisogno di carburante tramite hedging. Tuttavia, il suo esercizio fiscale termina il 31 marzo 2027. Questa percentuale offre un'elevata visibilità sui costi fino a quella data, ma non rivela quale parte del carburante per l'estate 2027 sia già coperta tramite hedging. La questione sta suscitando interesse perché la stagione è già al completo. Jet2 e Jet2holidays mantengono un programma di voli molto esteso verso la Spagna e hanno annunciato migliaia di posti aggiuntivi, incluse destinazioni come Maiorca, Minorca, Girona e Almería.
La situazione in Germania
In Germania, ottenere un quadro comparabile è più difficile. Condor non pubblica la quantità di carburante specificamente coperta per l'estate del 2027. I suoi ultimi bilanci spiegano che la copertura è stata progressivamente aumentata nei 12 mesi precedenti e che può garantire fino all'80% del fabbisogno previsto. Questo si aggiunge alla nuova fase di Condor Holidays , che sta già vendendo pacchetti per il 2027 verso destinazioni spagnole come le isole Baleari e le isole Canarie .
Anche Eurowings non fornisce una cifra propria. Il riferimento disponibile proviene dal gruppo Lufthansa, che al 31 dicembre aveva coperto circa il 29% del suo fabbisogno di carburante previsto per il 2027. Questa cifra rappresenta il gruppo nel suo complesso ed è precedente a quelle di Tui ed easyJet, quindi non è direttamente confrontabile. Eurowings possiede anche Eurowings Holidays, che opera anch'essa voli per la Spagna.
La fotografia mostra una netta differenza tra le stagioni. L'inverno 2026/27 si presenta con una quota significativa di carburante già assicurata, soprattutto per Tui, easyJet e Jet2. L'estate è molto più incerta: Tui deve ancora coprire il 61% del suo fabbisogno di carburante ed easyJet il 63%, mentre manca ancora una cifra comparabile per Jet2 e non esiste una ripartizione equivalente per Condor o Eurowings.
Ciò non significa che le compagnie aeree aspetteranno l'estate per soddisfare tali esigenze. La copertura viene implementata gradualmente e le percentuali cambieranno nei prossimi mesi. Ma mentre i gruppi continuano a definire la capacità, le prenotazioni alberghiere e i prezzi per il 2027, una parte significativa dei costi dei viaggi aerei rimane dipendente dall'andamento del mercato petrolifero. Inoltre, un aumento del prezzo del carburante non può essere semplicemente trasferito sul prezzo di un pacchetto turistico già venduto. La normativa europea sui viaggi organizzati consente aumenti di prezzo dovuti a maggiori costi di trasporto derivanti dall'aumento del prezzo del carburante solo se tale possibilità è espressamente prevista nel contratto.
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[post_content] => Il turismo culturale in Italia si conferma un asset economico di primo piano e gli eventi ne rappresentano oggi una delle leve più dinamiche. Secondo le indagini dell'Osservatorio sull'economia del turismo delle Camere di commercio di Unioncamere-Isnart, nel 2025 circa il 10% dei turisti ha scelto la destinazione principalmente per partecipare a una manifestazione, in particolare di carattere culturale e folkloristico.
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Questi alcuni degli elementi emersi dal Mirabilia Day "Dagli eventi alla politica degli eventi", organizzato il 17 e 18 settembre a Sassari e Alghero, che ha riunito le Camere di commercio aderenti al progetto Mirabilia in un confronto pensato come laboratorio nazionale. L'obiettivo era mettere a sistema esperienze diverse, provenienti da territori distanti tra loro ma accomunate da una stessa evoluzione: gli eventi culturali non sono più considerati singolarmente, come iniziative a sé stanti, ma come veri asset di sviluppo territoriale. È il passaggio dalla promozione del singolo evento alla costruzione di una politica degli eventi strutturata e replicabile.
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[post_content] => Non vorrei sempre prendere di mira il ministro Mazzi, ma sono le circostanze che mi impongono di precisare alcune cose.
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Il ministro del turismo, in occasione del question time al Senato, ha affermato: «L'Italia ora punta ad ottenere il “primato europeo” a cui siamo molto vicini». Capisco che sia una dichiarazione che da sola prende qualche titolone dei giornali. E' una frase ad effetto molto ben detta, su questo non ci piove. Ma il punto è un altro. L'Italia è lontanissima dal primato europeo.
Una stima aggiornata per il 2026 vede le seguenti posizione. Francia a 105 milioni di arrivi. La Spagna a 100 milioni. L'Italia a 62 milioni. Vi sembra che il nostro Paese sia vicino a scalzare la Francia dalla vetta? C'è una differenza di 40 milioni di turisti. Ripeto: 40 milioni di arrivi turistici. L'Italia arriverà a 100 milioni di turisti forse fra dieci, quindici anni. Forse mai.
Perché allora dire quelle frasi? Perché il nostro ministro, e il ministero di conseguenza, fanno dichiarazioni di marketing non di politica. Non ci dicono le cose come stanno. Rovesciano l'evidenza e così fanno il gioco dei giornali, delle agenzie che riportano queste affermazioni promozionali. Il punto è che il ministro non deve fare marketing (si attenesse a quello di sua competenza). Da lui ci aspettiamo la verità. E cioè che il primato europeo è inavvicinabile.
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[post_content] => “Accogliamo con grande favore l'approvazione della variante sul centro storico da parte del consiglio comunale di Napoli: un ottimo segnale per il futuro delle città d'arte e per una gestione più equilibrata e sostenibile dei flussi turistici. Si tratta di un provvedimento di grande rilevanza politica e regolatoria, atteso da tempo dall'ospitalità professionale e dal territorio”, ha dichiarato Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria alberghi.
“In assenza di un quadro nazionale organico, Napoli dimostra che i comuni possono usare le proprie competenze urbanistiche per governare la proliferazione delle attività extralberghiere in ambito residenziale e tutelare la vivibilità dei centri storici. La soglia minima del 70% di residenza ordinaria per ciascun edificio e regole chiare sui cambi di destinazione d'uso sono strumenti concreti”.
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Disciplina
“Ricondurre le locazioni turistiche entro una disciplina urbanistica certa è anche la premessa per superare asimmetrie ormai storiche, allineando nel tempo standard, dotazioni e applicazione dei tributi locali a quelli richiesti alle strutture alberghiere. Il riequilibrio del mercato, però, passa anche dalla locazione a lungo termine".
“Restano nodi operativi decisivi. Il regolamento attuativo dovrà definire con precisione i criteri di verifica del limite del 30%. Trasparenza dei dati e controlli tempestivi saranno essenziali perché la norma funzioni e non alimenti contenziosi. Regole chiare e applicabili a tutti significano un mercato più trasparente, concorrenza leale e maggiori tutele per chi lavora nell'ospitalità”, ha concluso Fabri.
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[post_content] => Si sono riuniti gli organi di Federturismo Confindustria sotto la nuova regia del presidente Massimo Caputi mettendo al centro del confronto le trasformazioni in atto nel mercato e la necessità di accompagnarle con politiche strutturali e strumenti adeguati alla nuova fase della articolata industria turistica.
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Il confronto si è concentrato in particolare sui cosiddetti “Nuovi turismi”: un fenomeno che sta modificando profondamente domanda, consumi, modalità di viaggio e modelli di offerta e che richiede un salto di qualità nelle politiche pubbliche.
Federturismo non richiede più interventi emergenziali o misure a tempo, ma una strategia di medio-lungo periodo capace di sostenere investimenti, competitività, innovazione, occupazione e crescita delle imprese.
Tra le priorità individuate figurano la semplificazione normativa e amministrativa, attraverso misure che riducano tempi e vincoli per le imprese, la costruzione di un vero contratto di filiera, in grado di mettere in rete imprese, territori, infrastrutture e investimenti e rafforzare la competitività dell’intero ecosistema turistico e misure per la rivalutazione dei beni d’impresa.
“Il turismo è cambiato ed è una vera industria nazionale e le politiche per il turismo devono cambiare con la stessa velocità - dichiara il Presidente di Federturismo Confindustria, Massimo Caputi -. I Nuovi turismi non sono una moda, ma la fotografia di un’industria che sta evolvendo rapidamente. Oggi abbiamo l’opportunità di trasformare questa evoluzione in crescita strutturale, ma servono regole più semplici, tempi certi e strumenti capaci di accompagnare gli investimenti”.
“Dobbiamo passare dalla logica delle misure occasionali a una vera politica industriale del turismo – prosegue Caputi -. La semplificazione deve diventare una priorità nazionale e il contratto di filiera uno degli strumenti per costruire un sistema più integrato, competitivo e capace di attrarre capitali. Se vogliamo che il turismo continui a creare valore e occupazione, dobbiamo mettere le imprese nelle condizioni di investire e innovare. Il turismo non chiede privilegi: chiede condizioni per competere.”
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[post_content] => Un comparto che conta 21 milioni di visitatori l’anno, genera 306 milioni di euro dalla sola vendita dei biglietti e attiva un indotto stimato in circa 8 miliardi di euro tra ospitalità, ristorazione, commercio, trasporti e servizi. Un’industria che impiega 25-30 mila addetti diretti, tra personale fisso e stagionale, e coinvolge almeno 60 mila lavoratori nell’indotto, investendo ogni anno circa 100 milioni di euro in innovazione, prevalentemente con risorse proprie.
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È la fotografia del settore tracciata da Assoparchi in occasione delle celebrazioni per i 60 anni di Zamperla, tra i principali produttori mondiali di attrazioni, che lo scorso 12 settembre ha riunito nell’head-quarter di Altavilla Vicentina operatori, industria, istituzioni e mondo accademico per una giornata dedicata al futuro della filiera italiana del divertimento, culminata nel reveal mondiale di Hypnosiz, la nuova attrazione sviluppata dall’azienda.
Nel corso di una tavola rotonda dedicata all’analisi della filiera del divertimento, il presidente AssoParchi Luciano Pareschi ha tracciato un bilancio provvisorio della stagione in corso: “Tracceremo il bilancio ufficiale dell’estate nel corso del Meeting Assoparchi di novembre. Al momento possiamo comunque stimare una crescita nei parchi acquatici e un andamento in linea con il 2025 negli altri parchi. Le presenze non sono diminuite anche grazie all’adozione di una politica di pricing prudente, nonostante l’aumento di tutti i costi ed in particolare dell’energia. L’aspetto più importante è che in questi anni, anche in Italia, i parchi divertimento sono diventati veri e propri driver in grado di contribuire allo sviluppo di sistemi economici integrati e generare importanti flussi turistici, al pari di altri attrattori come i monumenti e i centri termali”.
Un valore che non nasce soltanto all’interno dei parchi, ma coinvolge un’intera filiera industriale fatta di progettazione, ingegneria, tecnologia, manifattura e servizi. Proprio Zamperla rappresenta uno degli esempi più evidenti di questo rapporto. Fondata nel 1966, l’azienda vicentina oggi conta circa 450 collaboratori nel mondo, di cui 300 in Italia, realizza oltre 100 attrazioni ogni anno e ha superato le 7.000 installazioni a livello internazionale. Nel solo 2025 ha collaborato con 1.242 fornitori, generando 67 milioni di euro di acquisti, l’85% dei quali destinato a imprese italiane: considerando personale, materiali, servizi e attività collegate, l’indotto prodotto sul territorio viene stimato in circa 100 milioni di euro.
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