24 April 2026

Aegean torna all’utile nel secondo trimestre. Oltre 3,2 mln di passeggeri fra luglio e agosto

Aegean è tornata all’utile nel secondo trimestre 2022, dopo aver triplicato i ricavi sulla scia della significativa ripresa della domanda. I ricavi sono saliti a 327 milioni di euro, +201% rispetto all’analogo periodo del 2021. 

Il traffico passeggeri è cresciuto del +171% raggiungendo quota 3,3 milioni, con un load factor del 79,2%, 23 punti percentuali in più rispetto al secondo trimestre del 2021. Nei tre mesi da aprile a giugno, Aegean ha operato con livelli di capacità all’86% dei livelli pre-pandemia.

Nonostante il costo del carburante più che raddoppiato (rispetto al 2019), il Gruppo ha registrato un utile prima delle imposte di 17,7 milioni di euro e un profitto netto di 10,8 milioni di euro. Complessivamente, nel primo semestre dell’anno, i ricavi consolidati sono aumentati del 193%, il traffico passeggeri del 187% e i posti disponibili del 101% rispetto al primo semestre del 2021. Nel primo semestre del 2022 le perdite al netto delle imposte sono state pari a 27,7 milioni di euro.

Commentando i dati del trimestre, il ceo della compagnia Dimitris Gerogiannis, ha sottolineato che “Questo trend positivo è proseguito durante i mesi estivi, dove abbiamo offerto il 98% del numero di posti pre-pandemia e abbiamo raggiunto load factor dell’84% e 3,2 milioni di passeggeri nei due mesi di luglio e agosto, supportando ulteriormente le nostre previsioni di redditività per l’esercizio 2022″.

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Giunto alla quarantunesima edizione, Effetto Venezia è oggi uno degli appuntamenti estivi di riferimento del Mediterraneo: si svolge nel caratteristico quartiere della Venezia livornese, animando canali, ponti e vicoli con musica, spettacoli e cultura per cinque giorni che hanno portato in città, nel 2025, 145.000 presenze.\r\n\r\nSuperospite dell’edizione 2026 (29 luglio - 2 agosto), il cui tema centrale sarà “Futuro Prossimo”, sarà la cantautrice Ditonellapiaga, terza classificata a Sanremo 2026 con il brano “Che Fastidio!”, nonché vincitrice della serata cover insieme a Tony Pitony con “The Lady is a Tramp”.","post_title":"Livorno, dopo il successo ai Pa Awards, presenta \"l'estate più lunga del mondo\"","post_date":"2026-04-23T12:21:15+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1776946875000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"512565","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Michael O'Leary, ceo del gruppo Ryanair, traccia un quadro aggiornato sulla situazione del trasporto aereo colpito dal conflitto in Medio Oriente. E, senza filtro alcuno, commenta il contesto e formula previsioni sui potenziali fallimenti di alcune compagnie aeree nel breve termine.\r\nIntanto, se la guerra in dovesse perdurare e lo stretto di Hormuz rimanere bloccato, il ceo stima un rischio concreto per il 10-20% delle proprie forniture di carburante. «Per maggio le compagnie petrolifere rassicurano, ma su giugno non abbiamo certezze - avverte il ceo, ripreso da Adnkronos -. Finché Trump gestirà così male la situazione in Medio Oriente, i prezzi rimarranno altissimi».\r\n\r\nInstabilità\r\nL'area più esposta sarebbe la Gran Bretagna «che dipende direttamente dal Kuwait». Nel breve termine, la situazione appare meno critica per il resto dell'Europa grazie alle diversificazioni dei rifornimenti - Norvegia, Africa Occidentale, Stati Uniti e Russia, «anche se questa non si può dire, ma il manager non nasconde che l’instabilità è totale: «Se anche la guerra finisse domani, ci vorrebbero mesi per tornare alla normalità». Il cherosene potrebbe tornare sotto i 100 dollari al barile solo a settembre.\r\n\r\nNonostante Ryanair abbia bloccato l'80% del carburante a 67 dollari al barile fino al 2027, il restante 20% subisce gli aumenti vertiginosi del greggio: dai 74 dollari, prezzati a febbraio, di marzo, ai 150 dollari di aprile e maggio. Un andamento che nel solo mese di aprile, è costato all'azienda 50 milioni di dollari extra. «Se il cherosene restasse a 150 dollari per un anno, il costo sarebbe di 600 milioni» spiega il ceo.\r\n \r\nUna pressione difficilmente sostenibile che potrebbe avere come conseguenza il termine delle operazioni di alcuni vettori: «Tra settembre e novembre compagnie come Wizz Air  ed airBaltic potrebbero fallire». Un'eventualità che sarebbe \"un'ottima notizia\" per il business della low cost irlandese. Ma il mercato è nervoso: Le nostre azioni sono scese da 32 a 25 euro da quando Trump ha iniziato a bombardare l’Iran\". 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