26 June 2026

Federterziario Turismo: inverno a rischio; stridono i trionfalismi sull’estate

Nuovo grido d’allarme da parte delle associazioni di categoria dell’industria dei viaggi, comprensibilmente preoccupate per una congiuntura che rischia di assommare a breve gli effetti di tre variabili potenzialmente dirompenti: i costi energetici fuori controllo, il contesto geopolitico instabile e la situazione politica di stallo. “Il turismo nazionale e internazionale – afferma Enzo Carella, paresidente di FederTerziario Turismo – continua a mostrare segni di una ripresa costante dall’impatto della pandemia, nonostante le crescenti sfide economiche e geopolitiche che minacciano di far precipitare la filiera del turismo in una crisi strutturale senza precedenti. Da un lato il turismo nazionale ha visto un forte rimbalzo negli ultimi quattro mesi, segnando risultati in linea o superiori al pari periodo del 2019. Dall’altro, però, costi energetici fuori controllo, prezzi delle materie prime alle stelle e situazione politica in stallo rischiano di aggravare irrimediabilmente la salute di imprese che avevano appena assaporato una ventata di ripresa. In questo contesto, complice l’imminente tornata elettorale del 25 settembre, molti imprenditori hanno deciso di sospendere la propria attività o di chiudere anticipatamente la stagione estiva per limitare i costi, con un grave danno per imprese, territori e lavoratori”.

Autunno e inverno alle porte si presentano quindi ricchi di incognite, con molte destinazioni che rischiano di fare i conti con impianti di risalita fermi, innevamento artificiale sospeso e strutture alberghiere chiuse. Allo stato attuale, il potenziale di perdite per il comparto turistico, generato dall’innalzamento dei costi energetici e dall’inflazione, diventa insostenibile, mettendo a rischio un’intera filiera e migliaia di lavoratori. “Alcuni temi sono diventati improrogabili – prosegue Carella -. Se non affrontati immediatamente, rischiano di provocare uno smottamento insostenibile per la filiera e per l’intera economia italiana che ha beneficiato di un bonus di entusiasmo estivo. L’industria turistica deve poter esprimere la propria forza per 12 mesi all’anno e in tutti i territori. In un panorama complicato come quello che si intravede, stridono gli annunci trionfalistici che parlano di stagione record. Siamo tutti felici per gli ottimi segnali riscontrati in estate; siamo altrettanto preoccupati per le nubi all’orizzonte e per i conti economici delle imprese. Ora l’agenda politica non dimentichi che abbiamo bisogno di un ministero del Turismo forte, animato da risorse competenti, in grado di riprendere il filo dei dossier abbozzati e interrotti: energia, riduzione del cuneo fiscale, agenda digitale, qualificazione delle strutture alberghiere sono solo alcuni dei temi che non possono essere sacrificati sull’altare degli equilibrismi politici”.

Le imprese del comparto turistico, per competere stabilmente nei mercati internazionali, hanno bisogno di risorse qualificate in grado di erogare servizi di eccellenza e rafforzare il posizionamento dell’industria turistica italiana.
“La stagione estiva appena conclusa – conclude Carella – ha evidenziato da debolezza di un sistema che necessita di interventi strutturali in ambito formativo e sul fronte dei contratti di lavoro. La competitività delle imprese turistiche dovrà passare anche per un riequilibrio delle competenze Stato – regioni e per un piano strategico di sviluppo che contempli il contributo di tutte le professionalità della filiera, spesso dimenticate”.

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