5 settembre 2022 13:48
Aumentare gli ingressi previsti con il decreto flussi, fino a 100 mila per il solo turismo, e sburocratizzare gli adempimenti per le procedure relative a nulla osta e visti di soggiorno. E’ quando chiedono le associazioni datoriali dell’industria dei viaggi e dell’agricoltura, scottate da un’estate che ha visto le imprese dei due comparti stentare a reperire il personale adeguato alle proprie necessità. Lo rivela Il Sole 24 Ore che sottolinea come tali richieste, se esaudite, riporterebbero il numero d’ingressi ai livelli del 2006-2007, quando gli stessi decreti flussi prevedevano l’arrivo di 240-250 mila lavoratori all’anno. Poi la crisi economica degli anni successivi ha ridotto notevolmente tale cifra, che è tornata a crescere solo l’anno scorso, quando la norma contemplava poco meno di 70 mila ingressi, tra stagionali e non stagionali. Una quota già di per se insufficiente ma ulteriormente assottigliata dalle lentezze burocratiche, per cui a inizio giugno i nulla osta concessi per gli stagionali erano ancora sotto quota 5 mila e i visti di soggiorno appena 556. La situazione ha poi cominciato lentamente a sbloccarsi solo in estate.
Il problema, ha sottolineato la presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli al quotidiano economico, è soprattutto trovare personale disposto a lavorare la sera e nei fine settimana. Tanto che molti hotel e ristoranti hanno sfruttato i propri spazi al 50%, proprio per carenza di lavoratori. Per il prossimo anno Federturismo chiede quindi oltre 100 mila ingressi, tempi veloci e un agile raccordo tra domanda e offerta. Già a maggio le imprese dovrebbero essere messe nelle condizioni di sapere su quante risorse potranno contare per l’estate. Alle richieste dell’industria dei viaggi si aggiungono inoltre quelle di Coldiretti, che anche in questo caso chiede almeno 100 mila stagionali.
Un decreto legge di giugno ad hoc (73/2022), per la verità, ha provato a muoversi nella direzione indicata dalle imprese, se non altro in termini di semplificazione, avendo provveduto a tagliare i tempi per nulla osta e visto, affidando inoltre alle organizzazioni datoriali più rappresentative, nonché ad avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro, la verifica del rispetto del contratto e della congruità della domanda. Una procedura prima effettuata dagli ispettorati del lavoro.
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[post_content] => Planetaria Hotels continua a investire e guarda a nuove opportunità di sviluppo. Sono infatti due i progetti attualmente in cantiere per il gruppo alberghiero, che conferma così la volontà della famiglia Vedani di ampliare e consolidare il portafoglio. A rivelarlo è l’amministratore delegato Sofia Gioia Vedani, che sottolinea come la strategia di crescita del gruppo continui a essere legata alla ricerca di investimenti nei quali la proprietà possa riconoscersi.
«Nel gruppo mi occupo sempre di investire, guardare oltre, pensare al futuro. Sono sempre a caccia di investimenti perché ovviamente Planetaria consolida e cresce», spiega Vedani, evidenziando anche la flessibilità di una realtà familiare che può scegliere le destinazioni senza dover necessariamente seguire una pianificazione rigida.
Tra i nuovi progetti spicca quello veneziano, destinato a rappresentare un'evoluzione nel posizionamento del gruppo. Planetaria sta infatti costruendo un hotel extra luxury sul Canal Grande, operazione che Vedani definisce «molto importante e particolarmente complessa per le caratteristiche della destinazione». Il progetto arriva dopo l'investimento in un'altra struttura a Dorsoduro, acquistata da una famiglia storica veneziana.
La nuova apertura segna anche l'ingresso di Planetaria in un segmento diverso da quello sul quale il gruppo si è concentrato finora. L'extra luxury viene oggi però interpretato secondo una concezione meno legata alla ostentazione e più alla qualità dell'esperienza: «Oggi il nuovo lusso è la privacy, la riservatezza, lo spazio, il silenzio, la vista solo per te, l'esclusività».
Una scelta che si inserisce, secondo Vedani, in una fase di trasformazione della stessa Venezia, dove negli ultimi anni sarebbe cresciuta l'attenzione verso qualità, servizi, ristorazione e hotellerie. «Si sta veramente investendo sulla qualità», osserva la manager, indicando nella riqualificazione della città e nella crescita dell'offerta alberghiera alcuni dei segnali di un riposizionamento della destinazione.
Lo sviluppo, quindi, prosegue con un occhio aperto anche verso destinazioni diverse per il gruppo, come la montagna, ma mantenendo una caratteristica distintiva di Planetaria: investire in strutture e destinazioni nelle quali la famiglia vede un potenziale di crescita e nelle quali può costruire un prodotto con una forte identità.
(Enzo Scudieri)
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[post_content] => Ita Airways alza il sipario sul nuovo volo stagionale per Santo Domingo, che prenderà il via il prossimo 30 novembre, con una frequenza settimanale il lunedì. A seguire, dal 14 dicembre e fino alla fine di marzo 2027, sarà introdotta una seconda frequenza, operata la domenica.
La nuova rotta (servita da Airbus A330neo, configurati nelle tre classi Business, Premium economy ed Economy) rappresenta una novità significativa per Ita Airways, che con Santo Domingo amplia ulteriormente la propria presenza nel continente americano e introduce per la prima volta un collegamento con la Repubblica Dominicana. La compagnia serve già il continente con voli diretti verso Stati Uniti, Canada, Brasile e Argentina.
Il nuovo collegamento assume inoltre un valore strategico per il turismo e per gli scambi tra i due Paesi, offrendo una connessione diretta tra Roma e la Repubblica Dominicana e creando nuove opportunità sia per i flussi turistici sia per quelli legati ai rapporti economici e commerciali.
Alla presentazione che si è svolta ieri sera a Roma, sono intervenuti anche l’ambasciatore della Repubblica Dominicana in Italia, Rafael A. Lantigua Ciriaco, e Neyda García, direttrice dell’Ufficio del Turismo della Repubblica Dominicana per l’Italia e il Cantone Ticino, che hanno sottolineato l’importanza del nuovo volo nel rafforzare i rapporti tra Italia e Repubblica Dominicana, favorendo gli scambi turistici e culturali e valorizzando l’offerta del Paese e le sue diverse destinazioni.
Sandro Pappalardo, presidente di Ita Airways, ha evidenziato il ruolo del vettore nello sviluppo della connettività internazionale e nel sostegno alla proiezione del sistema economico italiano: «Il nostro compito è portare l’Italia nel mondo, ma anche portare il mondo in Italia. Per questo sviluppiamo il nostro network non soltanto guardando alle opportunità di business, ma anche alla capacità delle nuove rotte di aprire nuovi mercati, favorire il turismo e permettere alle nostre aziende di proiettarsi all’estero. Santo Domingo rappresenta un ulteriore tassello di questa strategia e rafforza il ruolo di Ita Airways come ambasciatore del Sistema Paese”.
Pappalardo ha inoltre sottolineato l’importanza della collaborazione tra i diversi attori coinvolti nello sviluppo della connettività: “Si possono fare tutte le strategie di questo mondo a tavolino, ma per trasformare un progetto in un risultato concreto ogni parte del sistema deve credere in quel progetto e lavorare insieme».
«Con Santo Domingo rafforziamo la nostra presenza nel continente americano e arricchiamo l’offerta da e per Roma Fiumicino con una nuova destinazione di grande attrattività – ha sottolineato Emiliana Limosani, chief commercial, network e incentive management -. Questa nuova rotta si inserisce inoltre nel percorso di sviluppo del nostro network intercontinentale, uno dei pilastri della strategia commerciale della compagnia»
Il valore della nuova connessione è stato evidenziato anche da Ivan Bassato, chief aviation officer di Aeroporti di Roma: «Questo nuovo collegamento segna un ulteriore sviluppo della connettività intercontinentale di Roma Fiumicino e testimonia il valore sistemico della collaborazione con Ita Airways. Con oltre 240 destinazioni servite, lo scalo di Fiumicino consolida la propria funzione di hub internazionale, favorendo nuove opportunità di mobilità, turismo e relazioni economiche tra l’Italia e la Repubblica Dominicana».
La nuova rotta si inserisce dunque nel percorso di sviluppo della connettività tra Italia e Caraibi, creando nuove opportunità per il mercato turistico e per gli operatori del settore. Per il pubblico italiano, il collegamento diretto faciliterà l’accesso alla Repubblica Dominicana e alle sue diverse destinazioni; per il mercato dominicano, Roma rappresenterà invece un importante punto di ingresso in Italia e un hub per proseguire il viaggio verso altre destinazioni.
(Quirino Falessi)
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[post_content] => Rotta su Firenze per Condor, che dal 6 maggio 2027 collegherà il Vespucci con Francoforte: la nuova rotta stagionale prevede due voli al giorno, che garantiscono sia ai viaggiatori d'affari che a quelli leisure italiani accesso all'ampia rete a lungo raggio del vettore verso le destinazioni lungo raggio in Nord America, Caraibi, Africa e Asia in partenza da Francoforte.
«Con l'ampliamento del nostro city network stiamo investendo in modo mirato sullo sviluppo continuo del nostro hub all'aeroporto di Francoforte. I nostri passeggeri potranno beneficiare di un'offerta europea ancora più ricca e di coincidenze perfettamente integrate con le nostre destinazioni a lungo raggio. Francoforte continua così a rafforzare la sua posizione di primario snodo internazionale per viaggi di lavoro e leisure" afferma Pierre Dominique Prümm, chief commercial officer di Condor.
«L’arrivo di Condor a Firenze rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento della connettività internazionale del nostro aeroporto - ha dichiarato Roberto Naldi, amministratore delegato di Toscana Aeroporti. - Il collegamento con Francoforte, uno dei principali hub europei, amplia in modo significativo le opportunità di viaggio per il territorio, grazie anche alle numerose prosecuzioni verso destinazioni intercontinentali. Un nuovo investimento sullo scalo fiorentino che conferma l’interesse dei vettori internazionali per Firenze e accompagna il percorso di crescita e sviluppo dell’Amerigo Vespucci»
Oltre a Firenze, Condor aggiunge all'operativo della summer 2027 Atene e Stoccolma, portando il portfolio di città europee a un totale di 16 destinazioni e consolidando ulteriormente l'aeroporto di Francoforte come hub internazionale di riferimento.
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Con oltre 30 anni di esperienza nel settore turistico delle Seychelles, Vesna Rakić arriva a Rimini in un momento di riposizionamento per la destinazione, chiamata a confrontarsi con un contesto internazionale ancora condizionato dalle conseguenze della guerra e dalle dinamiche della connettività aerea.
L’obiettivo indicato per la fine del 2026 è tornare sui livelli di arrivi registrati nel 2024. In questo scenario, l’Italia continua a rappresentare un mercato strategico per le Seychelles: la destinazione sta infatti valutando nuove soluzioni per rafforzare i collegamenti con il nostro Paese, attraverso la possibilità di introdurre voli diretti dall’Italia, di linea e/o charter. Una scelta che risponderebbe alla necessità di diversificare i flussi e ridurre la dipendenza dagli hub del Medio Oriente, rendendo il viaggio verso l’arcipelago più semplice e immediato per il mercato italiano.
Tra le novità che contribuiranno a diversificare ulteriormente l’offerta delle Seychelles c’è l’arrivo di Meliá Hotels International a Mahé: il nuovo Meliá Seychelles, parte di un più ampio progetto di sviluppo sul fronte orientale dell’isola, nelle vicinanze di Victoria e a circa dieci minuti dall’aeroporto internazionale, dovrebbe entrare nella fase operativa entro la fine del 2026. Il resort comprenderà 120 camere, 68 residenze, ristoranti, spa, fitness centre, piscina e un rooftop bar, oltre a un centro congressi da 300 posti.
La nuova struttura rappresenta un tassello importante anche per lo sviluppo del segmento Mice, offrendo alle Seychelles una nuova infrastruttura dedicata a meeting, eventi e viaggi incentive e ampliando le possibilità di combinare soggiorni leisure e business. Il progetto conferma inoltre la volontà della destinazione di ampliare la propria offerta oltre il tradizionale turismo balneare, valorizzando anche esperienze legate alla natura, alla cultura creola, alla gastronomia, al wellness e all’esplorazione delle diverse isole.
La sostenibilità rimane uno dei pilastri della strategia turistica dell'arcipelago, che ha recentemente introdotto una nuova misura per rafforzare la tutela delle tartarughe marine. Per la prima volta sono state istituite aree protette stagionali dedicate ai principali siti di nidificazione di tartarughe su Mahé e Curieuse, con restrizioni alle attività umane durante il periodo di maggiore nidificazione, da ottobre a marzo. Le misure riguardano in particolare la tartaruga embricata e la tartaruga verde, entrambe presenti nell’arcipelago, e prevedono una fascia di protezione di 50 metri attorno alle aree di nidificazione.
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La Cina approcciata da ogni prospettiva. Parte da questa certezza l’attività di Celeste Tours, giovane e dinamica società che lavora dal quartier generale di Capri per ampliare progressivamente la propria attività turistica. La scelta della Cina, programmata sia sul fronte incoming sia su quello outgoing, non è casuale: «La società è di proprietà al 50% cinese e al 50% italiana – spiega Davide Cannata, socio fondatore insieme alla compagna, Xun Liu -. La specializzazione e la profonda conoscenza del mercato cinese è una naturale conseguenza dell’esperienza di Liu. Insieme abbiamo unito le forze con l’obiettivo di proporre una Cina di qualità, con itinerari tailor made che si prestano particolarmente alla creazione di esperienze di lusso. L’obiettivo è quello di posizionarci su una fascia alta di mercato, fatta di viaggiatori curiosi, vivaci dal punto di vista culturale, interessati a compiere un viaggio immersivo per entrare in contatto con la vera essenza della Cina».
L'esperienza sull'incoming
L’esperienza di Celeste Tours comincia però con l’incoming. «Nel 2022 siamo partiti da Capri, nostro quartier generale e base operativa oltre che “sentimentale”, per proporre ai turisti cinesi una tipologia di viaggio tailor made, basata sul lusso esperienziale e su idee di viaggio in grado di regalare momenti unici. Il nostro target è quello del viaggiatore up level – cinese in primis ma anche di altre nazionalità – interessato a scoprire un volto dell’Italia inedito. Partiamo da Capri allargandoci al resto del Paese proprio perché pensiamo che su questa località manchi un’offerta come la nostra».
Fra le altre iniziative messe a punto da questo piccolo ma vulcanico, t.o. anche i viaggi di taglio culturale realizzati in collaborazione con i content creator. «Grazie a partnership strette con alcuni di questi professionisti, diamo vita a viaggi in Italia e non solo. Il content creator mette a punto l’idea di itinerario e viaggia con i nostri clienti, noi studiamo la logistica e predisponiamo i servizi necessari». Questo modo di operare consente di vivere esperienze immersive guidate da un preciso filo narrativo, ad esempio sfruttando le opportunità offerte dai rievocatori storici. «Nel 2027 – aggiunge Cannata – stiamo mettendo a punto un itinerario dedicato alla storia dell’arte “vissuta dal vivo” tra Firenze e Milano, un percorso sulle orme della storia dei papi e un viaggio in Georgia. I repeater sono sempre più numerosi, in quanto si tratta di un filone che sta crescendo esponenzialmente e che ci procura anche un buon numero di repeater».
Infine, la collaborazione con il trade è uno degli elementi chiave nel futuro di Celeste Tours. A curane lo sviluppo è il direttore tecnico Francesco Conta. «Miriamo a stringere rapporti con le agenzie che condividano la nostra filosofia e il nostro target di riferimento» chiude Cannata.
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[post_content] => a&o Hostels conferma il successo della sua struttura di Firenze. L'a&o Firenze Campo di Marte ha infatti totalizzato circa 100.000 pernottamenti e 50.000 ospiti nei primi dodici mesi di attività, con un tasso medio di occupazione del 70%.
A caratterizzare il primo anno è soprattutto il peso della clientela di gruppo, che ha rappresentato il 48% degli ospiti, a fronte del 52% di individuali. Con una permanenza media di due notti, la struttura ha registrato un’occupazione media annua del 70%, mantenendo una buona tenuta della domanda anche nei mesi tradizionalmente meno dinamici, come novembre e dicembre.
«Il bilancio è decisamente positivo. Aprire una struttura di queste dimensioni a Firenze è stata una sfida importante, ma questo primo anno ci ha permesso di consolidare la nostra presenza sul mercato e di far conoscere il marchio a&o anche al pubblico italiano, che fino ad allora ci associava principalmente a Venezi - commenta Flavio Volpi, direttore di a&o Firenze Campo di Marte -. Tra gli elementi più significativi ci sono la rapida crescita dell’occupazione, l’inserimento della struttura nei principali flussi turistici della città e la capacità di accogliere una clientela molto eterogenea».
La clientela è stata fortemente internazionale, con i principali flussi da Europa, Stati Uniti e Asia e, nei mesi estivi, una crescita delle presenze da Australia, Oceania e America Latina. Gli italiani hanno rappresentato circa il 30% delle prenotazioni, una quota leggermente inferiore alle attese e che lascia quindi spazio a un ulteriore sviluppo del mercato domestico. Tra i trend emersi nel primo anno figura anche la crescita delle “viaggiatrici sole”, un segmento che secondo a&o riflette una più ampia evoluzione verso modalità di viaggio autonome, sociali e accessibili.
Firenze ha rappresentato la seconda apertura italiana di a&o Hostels dopo Venezia, dove il gruppo è presente dal 2017.
La struttura
a&o Firenze Campo di Marte dispone di 119 camere e 466 posti letto e si trova di fronte alla stazione ferroviaria di Campo di Marte, collegata con Santa Maria Novella. La struttura combina camere private e condivise, adattando l’offerta a diversi profili di ospite e alla domanda stagionale. Completano l’offerta spazi comuni, cucina condivisa, lavanderia e bar. Tra gli aspetti maggiormente apprezzati nel primo anno figurano il rapporto qualità-prezzo, la professionalità dello staff, le camere moderne e climatizzate e gli spazi comuni. Sul fronte della digitalizzazione, a&o Firenze dispone di sette terminali di self check-in in 13 lingue, mobile key tramite app e sistemi automatizzati per alcune attività operative e di pulizia.
Le prospettive per l’ultimo trimestre del 2026 sono positive: a oggi, i ricavi già registrati per il quarto trimestre risultano superiori di oltre il 20% rispetto allo stesso momento dello scorso anno. A sorprendere è soprattutto novembre, che si sta distinguendo anche per la durata dei soggiorni: con circa tre notti di permanenza media, è attualmente il mese con la permanenza media più lunga.
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[post_content] => Lvg Hotel Collection, brand di ospitalità di Lvg Group, e Maio Group, realtà attiva nell’alta ristorazione, puntano su Alagna Valsesia con Cascata d’Otro, nuovo progetto dedicato al turismo alpino premium. L’operazione, avviata lo scorso luglio, nasce con l’obiettivo di sviluppare un modello di ospitalità in grado di superare la tradizionale stagionalità della montagna e valorizzare la destinazione anche nei mesi estivi.
Per Lvg Hotel Collection si tratta del debutto nel segmento leisure di montagna. Il gruppo ha scelto Alagna, ai piedi del Monte Rosa e storicamente legata al freeride invernale, per sperimentare una formula di ospitalità “ibrida”, che combina l’indipendenza di una residenza privata con servizi e standard alberghieri di fascia alta.
«Abbiamo scelto Alagna perché è una destinazione autentica, con una forte attrattività internazionale e margini di crescita straordinari che finora non erano stati pienamente sfruttati a livello di servizi alberghieri strutturati», spiega Claudio Lavagna, ceo e founder di Lvg Group. «Il nostro investimento rappresenta la risposta a un vuoto di mercato: offrire la totale indipendenza di una residenza privata, unita agli standard e ai comfort di un hotel di lusso».
A completare l’offerta è la partnership con Maio Group, che all’interno del Mountain Lodge ha aperto BISA Rifugio Gastronomico. Il locale propone un format che riunisce cucina, pizzeria, steak house e intrattenimento, con un’offerta pensata per coprire l’intera giornata, dalla colazione alla sera.
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Il progetto proseguirà durante la stagione invernale con l’apertura di un nuovo Maio Restaurant, che seguirà la filosofia degli altri locali del gruppo.
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[post_content] => Milano Malpensa cresce ancora con il progetto T1 Xl: l’ampliamento del Terminal 1 dedicato ai passeggeri che devono imbarcare sui voli extra-Schengen. «Sono in corso i lavori di riqualificazione di una vasta area dello scalo - afferma Armando Brunini, ad di Sea Milan Airports -.
«Abbiamo aggiunto 15.000 mq ai già esistenti 30.000 del Terminal 1. Raddoppieremo la zona di processamento dei passaporti poiché le nuove regole europee rendono più lunghi i controlli, quindi ci sarà più spazio per l’accodamento e per la polizia. Saranno poi allestiti nuovi nastri per la riconsegna dei bagagli e si amplieranno le aree di attesa per i passeggeri con punti di ristoro e commerciali.
I lavori, che hanno richiesto un investimento di circa 100 milioni di euro, verranno completati nel 2028, ma già l’estate prossima sarà pronta la zona dedicata ai passaporti».
Negli spazi del Terminal 1 si è parlato di “Malpensa, porta d’Italia. Milano e la Lombardia viste dal mondo”; alla presenza di Michaela Castelli, presidente Sea Milan Airports, del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, di Filippo Barberis, capo di gabinetto del sindaco di Milano Giuseppe Sala e di ospiti illustri, Luca Ferlaino, presidente della digital community SocialCom, ha presentato un’interessante ricerca sulla presenza dello scalo sui social evidenziando una grande attenzione per Malpensa, per la Lombardia e per Milano. I numeri delle conversazioni sono importanti: raggiungono 1,4 mln in Italia e 17,3 mln nel mondo, mentre le interazioni sono 42 mln in Italia e 1,1mld nel mondo. Tanti gli aspetti indagati, che riguardano anche gli interessi degli utenti e rivelano un dato significativo: nelle conversazioni in Italia e nel mondo Malpensa è il secondo tra gli aeroporti europei dopo London Heathrow e prima di Paris CDG.
«Questa ricerca ha dimostrato che Malpensa è tutt'uno con Milano e con la Lombardia, noi dobbiamo rispondere a questa chiamata. - sottolinea Brunini - Malpensa è uno degli aeroporti che negli ultimi anni è cresciuto di più nella sua categoria dimensionale in Europa. Adesso stiamo investendo ingenti somme per rimodernarlo e per adeguarlo per poter ospitare sempre più passeggeri e sempre più voli intercontinentali.
La ricerca realizzata da SocialCom restituisce un sentiment prevalentemente positivo, ma noi sappiamo che ci sono ancora tanti spazi di miglioramento e vogliamo investire per migliorare ulteriormente l'infrastruttura, renderla capace di ospitare più passeggeri. Malpensa è al servizio di una parte importante dell’Europa, oltre che dell’Italia, opera oltre 200 voli diretti, raggiungendo più di 80 paesi, con il 40% del traffico fuori dall’Europa. La nostra connettività è tra le migliori in Europa e il grande vantaggio di Malpensa è quello di avere una rete molto estesa di connettività, pur in assenza del vettore di bandiera. Abbiamo infatti appena annunciato i voli diretti su Washington e Città del Messico».
(Chiara Ambrosioni)
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La digitalizzazione delle strutture ricettive non riguarda più soltanto la possibilità di ricevere prenotazioni online. Negli ultimi anni il vero cambiamento si è spostato all’interno dell’organizzazione: disponibilità, tariffe, prenotazioni, soggiorni, servizi e attività operative devono essere gestiti in modo sempre più coordinato.
Per molti hotel e soprattutto B&B e strutture indipendenti il punto di partenza è ancora composto da strumenti diversi: fogli di calcolo, calendari condivisi, posta elettronica, portali OTA e applicazioni verticali che comunicano poco tra loro. È una configurazione che può funzionare con volumi ridotti, ma diventa rapidamente difficile da controllare quando aumentano camere, canali di vendita o complessità delle tariffe.
È proprio in questo passaggio che il PMS assume un ruolo diverso rispetto al semplice software di prenotazione.
Dal calendario al centro operativo della struttura
Un moderno gestionale per hotel non dovrebbe limitarsi a registrare chi arriva e chi parte. Il suo valore deriva soprattutto dalla capacità di mantenere coerenti informazioni che appartengono a momenti differenti del ciclo di soggiorno.
Una prenotazione, per esempio, nasce come accordo commerciale: date, tariffa, condizioni, eventuali promozioni e servizi inclusi. Successivamente diventa un problema operativo: disponibilità reale, assegnazione della camera, check-in, presenze effettive, cambi di unità, servizi consumati e check-out.
Quando queste informazioni vengono gestite da sistemi separati aumenta inevitabilmente il numero di verifiche manuali. Il personale deve controllare più fonti e diventa più difficile capire quale rappresenti il dato realmente aggiornato.
Il principio alla base dei PMS più recenti è invece quello di costruire una continuità tra la parte commerciale e quella operativa, mantenendo allo stesso tempo separate le rispettive responsabilità.
Cloud non significa soltanto “accessibile da Internet”
La diffusione delle soluzioni cloud ha ulteriormente accelerato questo cambiamento. Il vantaggio più evidente è l’accesso da dispositivi e postazioni differenti, ma la trasformazione più interessante riguarda l’architettura del lavoro.
Un sistema centralizzato consente infatti di aggiornare disponibilità, prenotazioni e informazioni operative in un unico ambiente, riducendo il rischio di versioni differenti dello stesso dato.
Questo diventa particolarmente importante quando più persone lavorano contemporaneamente sulla struttura o quando entrano in gioco canali esterni, preventivi, promozioni e modifiche alle prenotazioni.
Il cloud permette inoltre di spostare parte della complessità tecnica fuori dalla struttura ricettiva: aggiornamenti, backup e manutenzione dell’infrastruttura possono essere gestiti centralmente, evitando che ogni hotel debba mantenere autonomamente server e software locali.
Le piccole strutture hanno esigenze diverse, ma non necessariamente più semplici
Un errore abbastanza comune è pensare che B&B, affittacamere e piccoli residence abbiano bisogno soltanto di un calendario.
In realtà la scala è inferiore, ma molti problemi restano gli stessi: prenotazioni provenienti da canali differenti, periodi tariffari, servizi aggiuntivi, ospiti con esigenze diverse, cancellazioni, disponibilità e comunicazioni.
Un gestionale B&B deve quindi riuscire a mantenere la semplicità d’uso senza rinunciare alle funzioni che diventano necessarie quando l’attività cresce.
La differenza rispetto a strutture più grandi riguarda soprattutto il modo in cui queste funzioni vengono presentate. Un piccolo gestore difficilmente vuole affrontare decine di configurazioni prima di poter creare una tariffa o registrare una prenotazione. Il software dovrebbe proporre una configurazione adatta alla maggior parte dei casi, lasciando comunque la possibilità di intervenire quando servono regole più specifiche.
Automazione sì, ma con controllo umano
L’evoluzione più recente riguarda l’introduzione dell’intelligenza artificiale e di sistemi capaci di proporre automaticamente azioni o interpretare grandi quantità di dati.
Nel settore alberghiero questa evoluzione può essere utile soprattutto nelle attività ripetitive: analisi dei dati, suggerimenti operativi, supporto alla configurazione, individuazione di anomalie o preparazione delle comunicazioni.
Il punto centrale, però, rimane il controllo dell’operatore.
Una struttura ricettiva gestisce continuamente eccezioni: una camera indisponibile per un guasto, un cambio richiesto dall’ospite, una promozione particolare, un preventivo modificato o una situazione di overbooking.
L’automazione può proporre una soluzione, ma la decisione commerciale o operativa dovrebbe rimanere comprensibile e controllabile da chi gestisce la struttura.
Dati più granulari per capire realmente l’attività
La centralizzazione delle informazioni apre anche possibilità che vanno oltre la normale gestione quotidiana.
Registrare in modo strutturato eventi, servizi e consumi permette infatti di costruire indicatori molto più precisi rispetto ai tradizionali dati di occupazione e fatturato.
Diventa possibile, per esempio, analizzare il costo operativo di un soggiorno, comprendere quali servizi incidono maggiormente o confrontare categorie di ospiti e periodi differenti.
Questa evoluzione trasforma progressivamente il PMS da semplice strumento amministrativo a piattaforma capace di supportare anche le decisioni gestionali.
Il PMS come infrastruttura, non come semplice programma
Il cambiamento più importante è probabilmente culturale.
Il software gestionale non è più soltanto il programma utilizzato dalla reception per registrare le prenotazioni. Sta diventando l’infrastruttura attraverso cui passano gran parte dei processi della struttura ricettiva.
Da questa idea nasce anche Hotellerie, piattaforma cloud pensata per hotel, B&B e altre strutture ricettive con l’obiettivo di integrare progressivamente gestione commerciale, disponibilità e attività operative in un unico ambiente.
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Malpensa è al servizio di una parte importante dell’Europa, oltre che dell’Italia, opera oltre 200 voli diretti, raggiungendo più di 80 paesi, con il 40% del traffico fuori dall’Europa. La nostra connettività è tra le migliori in Europa e il grande vantaggio di Malpensa è quello di avere una rete molto estesa di connettività, pur in assenza del vettore di bandiera. 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Negli ultimi anni il vero cambiamento si è spostato all’interno dell’organizzazione: disponibilità, tariffe, prenotazioni, soggiorni, servizi e attività operative devono essere gestiti in modo sempre più coordinato.\r\n\r\nPer molti hotel e soprattutto B&B e strutture indipendenti il punto di partenza è ancora composto da strumenti diversi: fogli di calcolo, calendari condivisi, posta elettronica, portali OTA e applicazioni verticali che comunicano poco tra loro. È una configurazione che può funzionare con volumi ridotti, ma diventa rapidamente difficile da controllare quando aumentano camere, canali di vendita o complessità delle tariffe.\r\n\r\nÈ proprio in questo passaggio che il PMS assume un ruolo diverso rispetto al semplice software di prenotazione.\r\nDal calendario al centro operativo della struttura\r\nUn moderno gestionale per hotel non dovrebbe limitarsi a registrare chi arriva e chi parte. Il suo valore deriva soprattutto dalla capacità di mantenere coerenti informazioni che appartengono a momenti differenti del ciclo di soggiorno.\r\n\r\nUna prenotazione, per esempio, nasce come accordo commerciale: date, tariffa, condizioni, eventuali promozioni e servizi inclusi. Successivamente diventa un problema operativo: disponibilità reale, assegnazione della camera, check-in, presenze effettive, cambi di unità, servizi consumati e check-out.\r\n\r\nQuando queste informazioni vengono gestite da sistemi separati aumenta inevitabilmente il numero di verifiche manuali. Il personale deve controllare più fonti e diventa più difficile capire quale rappresenti il dato realmente aggiornato.\r\n\r\nIl principio alla base dei PMS più recenti è invece quello di costruire una continuità tra la parte commerciale e quella operativa, mantenendo allo stesso tempo separate le rispettive responsabilità.\r\nCloud non significa soltanto “accessibile da Internet”\r\nLa diffusione delle soluzioni cloud ha ulteriormente accelerato questo cambiamento. 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