27 March 2026

Liguria, Ö Magazìn di Portofino raddoppia con un bistrot a Santa Margherita per valorizzare il territorio

Ö Magazìn di Portofino si evolve con l’apertura di Ö Magazìn Bistrot nei caruggi di Santa Margherita Ligure.

Il progetto rappresenta l’incontro di tre personalità che provengono da diversi ambiti. Simona Mussini – legata all’azienda di famiglia e al ristorante di Portofino – lo chef genovese Edo Ferrera e l’imprenditore milanese Marcello Forti – con una grande esperienza nel settore alberghiero food&beverage – si uniscono per dare vita a un nuovo format: l’obiettivo comune è quello di promuovere il territorio e dare risalto a uno dei golfi più affascinanti della nostra penisola. 

Il risultato è un ristorante che racchiude in sé la tradizione del luogo e della sua cucina che si vuole proiettare verso il futuro per diventare una realtà replicabile ed esportabile in altre località nazionali, anche fuori dai nostri confini. Protagonista indiscusso nel menù di Santa Margherita – come in quello di Portofino – è il pescato, elaborato secondo una tecnica che si avvicina al fine dining. Semplicità e sostanza sono gli elementi chiave di questa formula, secondo il principio less is more.

Le proposte del menù sono un tributo alla Liguria. Non mancano le linguine di Gragnano ai muscoli di La Spezia, le iconiche trofie al pesto – simbolo per eccellenza della gastronomia regionale – e gli gnocchi di patate quarantine al ragù bianco di coniglio alla Ligure. La carta si arricchisce anche di una proposta che strizza l’occhio alla tradizione lombarda ad omaggiare le origini di Marcello Forti, la tipica cotoletta alla milanese.

Dal 1990 la storia del ristorante Ö Magazìn a Portofino si lega indissolubilmente a quella della famiglia Mussini e al mondo del mare. Le sorelle Emilia e Simona rilevarono l’attività di quel vecchio “magazzino” dove i nonni custodivano le reti e l’attrezzatura da pesca e ne fecero il ristorante, punto di riferimento che è oggi.

Il Ristorante e il Bistrot hanno iniziato la stagione estiva con uno slancio che da sempre contraddistingue la filosofia di Ö Magazìn. In cantiere ci sono progetti di ampliamento dell’offerta, come il lancio di un aperitivo a base di finger food locali, salumi di mare abbinati ad una selezionata cantina di vini della zona, tra cui Vermentini e Bianchetta.

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È questo filo che Bwh Hotels ha deciso di raccogliere e trasformare in un libro, un'opera editoriale inedita nel panorama dell'hotellerie tricolore.\r\nSi intitola \"Cuore d'albergo. Storie di donne e uomini. Racconti d'impresa e d'Italia\", è il primo volume pubblicato dal gruppo alberghiero internazionale e racconta, non con dati e slide, ma con la forza della narrazione, dieci storie di impresa che attraversano il Novecento fino ai giorni nostri, con tutto il carico umano che questo significa.\r\nC'è la famiglia Ratti, il cui percorso inizia agli inizi del '900 con Carmelita e un negozio di tessuti a Milano chiamato \"La Babilonia\", poi trasformato nel tempo in un vero e proprio impero alberghiero. C'è Pio Cancro, che a 26 anni perse tutto e ricominciò da un hotel fatiscente a Massafra, oggi struttura affiliata Bwh. C'è la famiglia Capuzzo, che nella Torino dell'occupazione nazifascista trasformò il proprio albergo in rifugio per famiglie ebree e punto di incontro per le staffette partigiane.\r\nE ancora: i Roscioli che a Roma inventarono il primo centro congressi in hotel nel 1957, aprendo una strada che il settore avrebbe percorso per decenni; la famiglia Borio, con un'affiliazione Best Western che dura ininterrotta dal 1989; le due donne, Gilda e Luisita della famiglia Ciana, che guidarono la struttura sulla Riviera Ligure tra le due guerre, anticipando una leadership femminile che il settore sta ancora imparando a valorizzare.\r\nNon mancano le storie più recenti: la famiglia Lamonica, con un imprenditore che a cinquant'anni ha avuto il coraggio di reinventarsi acquistando un hotel mai aperto a Sabaudia, affrontando cantieri bloccati, pandemia e tradimenti, trovando infine nel figlio Mirko la continuità di una visione; e Irene Luvisi, ingegnere diventata protagonista di una trasformazione culturale all'hotel Guinigi di Lucca, a dimostrazione che il futuro dell'ospitalità si costruisce anche con contaminazioni inaspettate.\r\n\r\nUn racconto fedele\r\nLe storie sono state raccolte e narrate da Simona Teodori, autrice di romanzi storici, che ha incontrato di persona le famiglie protagoniste per restituirne, con fedeltà e sensibilità letteraria, memorie, valori e visioni. Il progetto è stato coordinato da Rosa Giglio, head of marketing di Bwh Hotels Italy & South-East Europe, e da Daniele Viganò, imprenditore, autore di best-seller e speaker motivazionale.\r\n«Questo libro esprime grande rispetto e riconoscenza verso chi ha scelto di crescere con noi. - ha dichiarato Sara Digiesi, ceo di Bwh Hotels Italy & South-East Europe - Ciò che ci contraddistingue è la straordinaria varietà di storie, percorsi e vocazioni che i nostri albergatori portano con sé: radici profonde, capaci di attraversare generazioni e reinventarsi senza mai smettere di fare ospitalità».\r\nL'iniziativa si inserisce nel percorso di Bwh Hotels come società benefit, forma giuridica adottata ufficialmente in Italia a gennaio 2024 che misura il proprio successo non soltanto in termini economici, ma anche rispetto all'impatto culturale e sociale generato.\r\n(Alessandra Favaro)","post_title":"Cuore d'albergo: l'ospitalità italiana diventa un racconto con Bwh Hotels","post_date":"2026-03-24T11:52:34+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1774353154000]}]}}