24 September 2026

Toscana, con i “Fuskas adottano Bibbona” un progetto pilota per valorizzare il borgo

L’architettura internazionale riflette sul futuro di uomini e borghi in Toscana, e nella ricerca di una nuova stagione di relazioni umane sceglie Bibbona come ‘laboratorio internazionale’.  E’ il progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana ‘I Fuksas adottano il borgo di Bibbona’.

«Una sfida importante che va a tutto merito del sindaco Fedeli –  afferma il presidente della Regione Eugenio Giani – Il borgo storico sta vivendo un processo di riqualificazione importante, con investimenti animati da grande passione: oggi, attraverso il contributo di un grande architetto potrebbe ricevere stimoli qualificazione non solo dal punto di vista degli interventi concreti sulle caratteristiche del borgo, ma anche di rianimazione per attrarre presenze e qualità con le quali Bibbona può incuriosire, incastonata come è in un paesaggio naturale bellissimo».

Il sindaco Fedeli mette al centro del suo intervento la creazione di un ‘modello’ che da Bibbona possa guardare alla necessità anche per gli altri borghi di creare servizi necessari a una realtà urbana attrattiva anche per un turismo di tipo stanziale e non solamente stagionale. «La vera sfida è trovare un equilibrio tra l’offerta di servizi adatti, che permetta a chiunque di fruire del borgo, con la sostenibilità. Questo è un progetto pilota: la mia visione della Bibbona del futuro – sottolinea il sindaco Massimo Fedeli – è di un borgo valorizzato dal punto di vista qualitativo, vivibile e fruibile, capace di fruire di servizi che con questa collaborazione verrano offerti. Un laboratorio di idee, che parte oggi grazie al supporto della Regione e alle idee di un’architettura visionaria e contemporanea al tempo stesso e rispettosa del contesto».

Il progetto avvia una collaborazione per operare in sinergia aumentando l’attrattività del borgo di Bibbona tramite interventi urbanistici, architettonici, strutturali, logistici, recuperi rurali e paesaggistici, valorizzando la vocazione di natura culturale e artistica del Comune e perseguendo gli scopi di ripopolamento del territorio.

«Bisogna rendere contemporanei i piccoli borghi, senza snaturarli: bisogna porre le basi per poterci vivere – precisa l’architetta Doriana Fuskas -. A ricordarcelo è stata la stessa pandemia: “l’innovazione è la cosa fondamentale, senza non c’è futuro».

 

 

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