27 June 2026

Luniturismo, Vittorio Brumotti sulle “strade dei vini” tra le 5 Terre e Luni

Vittorio Brumotti, in sella alla sua bici, ha iniziato il tour “Sulle strade dei vini – Eccellenze d’Italia” e nei prossimi giorni, dopo una sosta nel Ponente Ligure, arriverà nella provincia spezzina, dove visterà le cantine dello Sciacchetrà dalle Cinque Terre, i borghi della Città di Luni, l’Anfiteatro Romano e la zona Archeologica per concludere la tappa tra le botti della D.O.C. Colli di Luni. 

Lo show man ha iniziato, infatti, un giro d’Italia su due ruote alla scoperta del grande patrimonio vinicolo italiano e per valorizzarne i territori di appartenenza. Questa iniziativa firmata Vittorio Brumotti si svolge in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Luxury Bike Hotels di cui Ludovica Casellati, Lady Bici, è founder.

Quello di Brumotti, accompagnato dalla Casellati, è viaggio all’insegna dello slow tourism che percorrerà la penisola – in due momenti, a luglio e a settembre – alla scoperta del patrimonio vitivinicolo delle diverse regioni. Ogni tappa del viaggio è associata a un vino di particolare interesse, un prodotto di elevato prestigio e qualità contrassegnato dalla denominazione di origine controllata. Tutte le tappe saranno anche le mete di un tour attraverso le bellezze del territorio italiano sempre con un occhio all’ambiente e a misura di bicicletta.

L’Amministrazione di Luni, già impegnata nella valorizzazione del patrimonio storico, culturale ed enogastronomico del territorio, grazie al progetto complessivo legato al sito www.luniturismo.it è lieta che Brumotti abbia scelto di fare tappa a Luni. Un’opportunità importante colta grazie a viagginbici.com e a Lady Bici. «Far conoscere in nostro territorio – spiega l’amministrazione comunla di Luni – i borghi storici, le peculiarità e nostre eccellenze come la D.O.C. Colli di Lini è per noi una priorità. Brumotti è un personaggio iconico, vicino ai giovani, che può aiutarci a veicolare un messaggio di attenzione verso l’ambiente e di consapevolezza».

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Gardinier ha sottolineato come il riconoscimento della gastronomia italiana come patrimonio immateriale Unesco rappresenti un passaggio decisivo non solo per l’Italia, ma per l’intero modo di intendere il cibo. «La gastronomia oggi è considerata un fatto sociale, culturale e anche politico», ha spiegato, ricordando che il caso italiano apre la strada a una visione più ampia, capace di includere altre grandi culture gastronomiche del mondo.\r\n\r\nPer il presidente di Relais & Châteaux, la forza dell’Italia sta proprio nella sua diffusione universale e nella sua capacità di parlare a pubblici diversi. «Esiste una città al mondo senza almeno un ristorante italiano?», ha osservato. Ma la vera sfida, oggi, è superare gli stereotipi e raccontare una cucina che non è solo pasta e pizza, bensì un mosaico di territori, prodotti, stagioni, vini, saperi artigianali e relazioni umane.\r\nUn'identità propria\r\nÈ su questo terreno che Relais & Châteaux costruisce da anni la propria identità. 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L’evento ha rappresentato un’importante occasione di condivisione con la stampa, i partner commerciali e i fornitori strategici che hanno contribuito a consolidare il posizionamento del gruppo sul mercato nazionale.\r\n\r\nIl ritorno alla vetrina su strada\r\n\r\nIl trasferimento dalla storica sede di Castiglione delle Stiviere, diventata ormai “stretta” negli ultimi anni, risponde a una duplice esigenza, strategica ed emotiva. Come sottolineato dai vertici del network, la nuova sede di Desenzano non è solo il quartier generale direzionale ma il ritorno a una vera e propria agenzia di viaggi aperta al pubblico. 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