24 June 2026

Lazzerini: «Noi siamo pronti. Aspettiamo che qualcuno schiacci il bottone»

Fabio Lazzerini, amministratore delegato di Ita

«Non vogliamo essere una low cost». Questo è il mantra che da parecchio tempo ripete l’amministratore delegato di Ita Fabio Lazzerini e che ha ribadito nel suo intervento presso il congresso dell’Enav. «Il piano industriale che abbiamo presentato al nostro Parlamento, e che stiamo difendendo con le unghie e con i denti difronte alla Commissione europea, prevede un’integrazione di lungo, breve e medio raggio. Questo è infatti il tratto distintivo di una compagnia che non vuole essere una low cost». 

«Abbiamo sviluppato 15 scenari di piano industriale in cui abbiamo inserito tutti i parametri di lavoro che abbiamo definito con la Commissione europea. L’interazione con la Commissione europea – ha continuato Lazzerini – è stata sempre costruttiva anche se molto difficile perché si richiedono diversi parametri di discontinuità rispetto al passato. Credo, tuttavia, che ci stiamo avvicinando davvero al punto decisivo. Il primo piano industriale che abbiamo fatto aveva partenza il primo aprile con l’obiettivo di intercettare la ripartenza del traffico che stiamo vedendo. Ad oggi penso che per l’autunno saremo pronti. Abbiamo mappato 2135 processi che dobbiamo eseguire nei 90 giorni dopo l’ok per riuscire a essere operativi: sappiamo cosa dobbiamo fare, sappiamo come farlo, stiamo solo aspettando che qualcuno schiacci il bottone per farci partire».

«Noi – ha detto inoltre Lazzerini – nasciamo come compagnia tradizionale che fa del servizio che si basa su un hub, nel nostro caso Fiumicino e una parte importante di Linate, la sua strategia fondamentale. L’hub funziona aumentando i voli a lungo raggio in maniera coerente con i voli di breve e medio raggio che possono alimentare il lungo raggio e viceversa. Non trascuriamo il lungo raggio: uno dei fattori che hanno contribuito alle perenni crisi del vettore di bandiera è stato un progressivo disinvestimento dal lungo raggio. Per fare il piano industriale di una compagnia nuova è necessario guardare a quello che è successo sia in Italia che all’estero. Abbiamo rilevato che tutte le crisi più importanti di Alitalia hanno determinato un taglio dei collegamenti intercontinentali per preservare il ‘Milano- Roma’»

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