25 August 2026

Neos: Stradiotti e la lezione della pandemia

Neos

“Avere compagnie aeree funzionanti in questo paese è utile a tutti”. E’ questa una delle tante lezioni che la pandemia ha portato con sé, come racconta Carlo Stradiotti, ad di Neos, ricordando i lunghi mesi passati.

Cosa ha lasciato in eredità questo periodo? “Sicuramente abbiamo imparato molto, a cominciare dalle potenzialità del business cargo”. Ma, soprattutto, l’ad sottolinea il valore “del lavoro fatto per i rimpatri, che ci ha permesso di dare un senso diverso all’utilità collettiva di un’azienda come questa.  Noi portiamo al mare gli italiani, è vero. Ma quando ci si ritrova, più volte, a riportare a casa centinaia di connazionali collaborando con le ambasciate italiane, questo accresce il senso del lavoro che facciamo. Un lavoro che a volte – prima – poteva sembrare banale…”.

Ancora oggi Neos lavora fianco a fianco con il Governo “per portare nel nostro Paese materiale sanitario: i nostri Boeing 787 non trasportano passeggeri ma tutte le siringhe necessarie per portare avanti quel programma vaccinale che rappresenta un punto di svolta centrale per l’Italia. Abbiamo superato i 30 milioni di siringhe trasportate!.”

Questo però non compensa il ‘disastro’ dei mesi scorsi, che ha visto soffrire i vettori italiani come quelli di tutto il resto del mondo. Quelle stesse compagnie aeree (oltre a Neos ci sono Air Dolomiti e Blue Panorama) che però, ad oggi, ancora attendono aiuti concreti, a cominciare dai 130 milioni di euro inseriti nel decreto Cura Italia, che le lungaggini di approvazione hanno tenuto fermi per mesi: “Una prima parte è stata ricevuta dalle compagnie, ma relativamente alle perdite patite fino a metà giugno 2020. Per le parti successive, abbiamo trasmesso al ministero dei trasporti i consuntivi fino a 31 ottobre e poi fino a 31 dicembre: restiamo in fiduciosa attesa“.

Ma non è tutto: “Va registrato il fatto che il fondo da 130 milioni a fine anno, con chiosa finale nel Mille Proroghe e quindi passato al Senato il 1° marzo, è stato ridotto a 95 milioni. Questo perché le risorse non sono state utilizzate entro l’anno solare, conseguenza però del fatto che i decreti attuativi hanno avuto i tempi che conosciamo…”. Insomma l’intervento, pur approvato, “è rimasto rallentato nelle maglie di un’organizzazione ministeriale”.

Ora i tre vettori confidano “che si materializzi sostegno politico al settore che permetta il rifinaziamento di questo provvedimento per le risorse che mancano del 2020 e per le perdite che stiamo registrando nel 2021″.

 

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