16 April 2026

La risposta di Aiav: Le risorse sono poche. Ma il Recovery è un’opportunità per il settore

Caro Direttore,

Aiav ha già espresso direttamente al ministro Garavaglia le perplessità a riguardo della cifra piuttosto esigua destinata al turismo. L’ha fatto oggi, quando si prospetta un’assegnazione di 2,4 miliardi, come lo fece a dicembre scrivendo all’allora ministro Franceschini, criticandone le affermazioni trionfalistiche di pochi mesi prima, a fronte degli ipotizzati 3 miliardi per il nostro settore.

Al ministro Garavaglia abbiamo sottolineato quanto risicato sia l’importo assegnato al turismo, soprattutto per i capitoli di spesa destinati al credito fiscale, al potenziamento del Fondo Nazionale del Turismo ed al Fondo Centrale di Garanzia, chiedendo – al ministro – di farsi in quattro per arrivare almeno a triplicare gli stanziamenti per queste voci, le uniche che potrebbero vedere un aiuto diretto, in diverse forme, a favore delle agenzie di viaggio. In soldoni questo potrebbe valere quasi 2,1 miliardi.

Crediamo quindi inutile sbandierare quel 13% di Pil nella disamina dei diversi stanziamenti del Recovery Fund: crediamo invece più utile, e ragionevole, guardare alle singole voci per quanto riguarda il nostro comparto, e alla potenzialità dell’intervento per quanto attiene all’economia del Paese.

Sappiamo, comunque, che il Recovery Fund non è stato pensato per aiutare le imprese turistiche a recuperare, anche solo parzialmente, le perdite subite, ma come un insieme di risorse destinate al rilancio dell’intera economia, soprattutto attraverso l’ammodernamento, la digitalizzazione e l’ambiente. E siamo convinti che proprio grazie a queste macro aree d’intervento si potranno aprire trasversalità di grande interesse anche per il turismo e per le agenzie di viaggio.

Infatti, mai come oggi il concetto stesso di turismo sta evolvendo, con grande rapidità, verso forme più innovative e verso una visione più di insieme e maggiormente sistemica del settore: in questo senso, una liquidità senza precedenti, come quella del Recovery Plan, può realmente traghettarci verso un futuro sicuramente diverso, ma non per questo peggiore.

Turismo non è soltanto significativo di agenzie di viaggio e tour operator, che pure si qualificano ancora come i protagonisti, quelli che, col loro lavoro quotidiano, sostengono il settore molto più di quanto non venga loro riconosciuto: turismo significa maggiore attenzione alla sostenibilità e all’accessibilità, infrastrutture strategiche per i collegamenti, una vera attenzione alla digitalizzazione, non limitata ad un sito web – e mi riferisco ai vari italia.it o verybello… – ed un concreto efficientamento, dal punto di vista ecologico, delle strutture in cui operano i vari soggetti del settore.

La realizzazione di tutte queste attività, non collegate all’accezione tradizionale di “turismo”, è la vera sfida che dobbiamo vincere grazie al Recovery Fund. Tutto il resto è pura propaganda.

Fulvio Avataneo, presidente Aiav

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