5 February 2026

D’Eredità, Diamante: il mercato non cambierà; lo ha già fatto prima della pandemia

“Sono almeno due o tre anni che noi abbiamo smesso di programmare gli short-break in Europa. La pandemia non c’entra. Si tratta di un’evoluzione partita almeno cinque lustri fa: chi entra in agenzia desidera trovare qualcosa di diverso. Compito nostro è capire quello che cerca nella sua relazione con l’adv e il tour operator”. Niente rivoluzione in vista, dunque, nell’era post-pandemica ma un’evoluzione che continua lungo un solco già tracciato da tempo. Lo ha sostenuto con fermezza Massimo D’Eredità, general manager del Diamante, tour operator parte della famiglia Quality Group, intervenuto in occasione di una tavola rotonda online sul segmento del lusso organizzata dall’Agenzia nazione del turismo ungherese.

Certo, il momento che stiamo vivendo è davvero fuori dall’ordinario: la crisi più drammatica che l’industria dei viaggi ha vissuto dal Dopoguerra a oggi. “Finché ci sarà la pandemia la domanda di turismo rimarrà naturalmente diversa rispetto a quella di prima – ha osservato sempre D’Eredità -. Il focus continuerà a essere su elementi quali serenità, protezione e sicurezza. E noi ci siamo mossi senz’altro in questa direzione, adattando in primis le nostre polizze assicurative alle mutate circostanze. Serenità, sicurezza e protezioni sono tuttavia sempre stati e sempre saranno parti integranti della nostra offerta. Perché rappresentano doveri imprescindibili di qualsiasi proposta a cura di un tour operator”.

Il vero valore aggiunto di chi organizza viaggi resta insomma immutato: “Creare esperienze uniche – ha aggiunto D’Eredità -. Prenotare un 5 stelle a Budapest è una funzione semplicissima, che può essere svolta facilmente rivolgendosi a qualsiasi portale online. Il nostro compito è invece capire cosa desideri veramente il cliente e offrirgli esattamente quello che cerca; è saper costruire un ponte tra il modo di pensare del viaggiatore e la cultura, la storia, lo stile di vita e la cucina di una destinazione. Un traguardo che si può raggiungere solamente intessendo partnership lungo l’intera filiera del comparto. Le dmc con cui collaboriamo non sono per noi una compagnia esterna, bensì la nostra diretta estensione nei territori in cui operiamo. E’ un concetto sinergico dell’industria, che dobbiamo riuscire a fissare per il futuro e che include ogni protagonista del mercato, agenzie comprese”.

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