19 marzo 2021 13:51

Maria Carmela Colaiacovo
C’è grandissima preoccupazione tra gli operatori del settore turistico alberghiero per le informazioni che stanno circolando in queste ore sulla stampa in merito al Decreto sostegni. Le perdite toccano, e per alcuni addirittura superano, l’80%. È chiaro che se i sostegni saranno definiti secondo quanto riportato dalla stampa, risulteranno del tutto inadeguati per le aziende e i settori più colpiti.
È indispensabile prevedere interventi mirati e proporzionali per tutte quelle realtà che hanno subito perdite di gran lunga superiori al 30% così come indicato dal provvedimento.
«L’urgenza degli interventi che da sempre sollecitiamo non può dipendere dal mero fattore dimensionale, definire l’entità del danno subito distinguendo tra grandi e piccoli non può essere il metro sul quale si basano gli interventi. Così facendo c’è il serio pericolo che gli aiuti si trasformino in esigui sostegni se non addirittura in mancati aiuti per molte realtà. È di vitale importanza creare le condizioni affinché chi ha subito perdite riceva il giusto riconoscimento pena altrimenti la sopravvivenza stessa di molte realtà che rischiano la chiusura per sempre. Se l’obiettivo è quello di salvare il settore c’è bisogno di misure ben più consistenti e robuste» dichiara Maria Carmela Colaiacovo, vice presidente di Associazione italiana Confindustria alberghi.
Tutto questo tenendo anche conto che i concorrenti in Europa e negli Usa, stanno ricevendo importanti aiuti a fondo perduto dai loro Governi. Una situazione davvero esplosiva che mette a rischio l’intero mondo alberghiero, i suoi lavoratori e la capacità competitiva del Paese in un ambito, come quello turistico, che potrebbe vedere l’Italia leader mondiale incontrastata.
«Sappiamo bene che i sostegni non possono da soli risolvere i problemi, ma sono importanti e devono essere proporzionali alla gravità delle perdite subite» conclude Maria Carmela Colaiacovo.
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[post_content] => Le conseguenze della guerra in Iran che si abbattono sulla domanda di viaggio e sui prezzi del petrolio avranno un impatto sui profitti di easyJet, dopo aver fatto lievitare i costi del carburante di 25 milioni di sterline solo nell'ultimo mese.
Kenton Jarvis, ceo della compagnia aerea (nella foto), stima un incremento della perdita ante imposte compresa tra 540 e 560 milioni di sterline per i sei mesi terminati lo scorso 31 marzo, in aumento rispetto ai 394 milioni di sterline della prima metà del 2024-25.
Secondo quanto riporta oggi The Guardian, easyJet resta comunque fiduciosa riguardo alle forniture di carburante: sebbene abbia coperto il 70% del proprio fabbisogno per il resto dell'anno fiscale fino a settembre, ha però evidenziato che ogni variazione di 100 dollari nel prezzo spot del carburante per aerei per tonnellata metrica comporta un aumento di 40 milioni di sterline nei costi per le forniture non coperte – e attualmente il prezzo è di circa 800 dollari superiore a quello precedente all'inizio del conflitto.
Jarvis sottolinea inoltre che la domanda rimane forte nel breve termine, ma che i viaggiatori stanno posticipando le prenotazioni a causa dell'incertezza economica.
Tuttavia, ha dichiarato che le forniture di carburante procedono normalmente e ha definito pura speculazione qualsiasi ipotesi di dover cancellare i voli - una possibilità sollevata da Michael O'Leary di Ryanair per la fine dell'estate, qualora lo stretto di Hormuz dovesse rimanere chiuso -.
Jarvis ha dichiarato: «Abbiamo visibilità fino a metà maggio e non abbiamo preoccupazioni».
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L'aumento dei prezzi del carburante per aerei è «destinato a durare»: il monito è quello del ceo di Virgin Atlantic, Corneel Koster, che ribadisce come una guerra prolungata in Medio Oriente «inciderà negativamente sulla domanda globale di viaggi».
Il manager, alla guida del vettore dallo scorso gennaio, ha inoltre spiegato al Financial Times che la compagnia aerea britannica avrà difficoltà a realizzare profitti quest’anno, nonostante l’introduzione del fuel surcharge per mitigare parte delle maggiori spese.
Nonostante le “notizie positive” relative al cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, i «prezzi complessivi del carburante per aerei» sono ancora più che raddoppiati rispetto ai livelli precedenti alla guerra.
«Si tratta di una preoccupazione che ha un impatto sul settore e su tutti noi (...) indipendentemente da ciò che accadrà in futuro nel Golfo... parte di questa perturbazione dei prezzi energetici globali è destinata a durare».
La compagnia aerea è fortemente concentrata sui voli tra il Regno Unito e gli Stati Uniti, ma altre destinazioni includono le Maldive, l’India e, da fine marzo, anche la Corea del Sud. Virgin Atlantic ha infatti inaugurato lo scorso 29 marzo il nuovo volo giornaliero tra Londra-Heathrow e Seul-Incheon, operato con Boeing 787-9, ed è diventata così l'unico vettore britannico a offrire un volo diretto tra il Regno Unito e la Corea del Sud.
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Si è tenuta presso la Commissione Finanze del Senato, l’audizione di Fiavet Confcommercio nell’ambito dell’esame dei disegni di legge n. 1845, 1852 e 1865 in materia fiscale e di prezzi petroliferi.
Fiavet Confcommercio, ha rappresentato la voce degli agenti di viaggio in un momento di estrema fragilità per il comparto, esposto alla crisi geopolitiche nel Golfo e a nuovi oneri amministrativi.
Sono state esposte le criticità operative derivanti dal conflitto nel Golfo Persico, area che rappresenta lo snodo per circa il 60% dei flussi turistici dall'Italia verso Asia e Australia. La chiusura degli spazi aerei e l'aumento dei tempi di percorrenza hanno portato a un raddoppio del prezzo del jet fuel, costringendo alla cancellazione di numerose rotte e facendo impennare i costi dei biglietti. Per le agenzie di viaggio questa situazione si traduce in un gravoso lavoro di riprotezione, modifiche operative e assistenza continua ai clienti, con pesanti ricadute finanziarie e organizzative per le imprese.
Bollettini e ritenuta d'acconto
Inoltre, la Federazione esprime forte preoccupazione per i bollettini di criticità già diramati su alcuni aeroporti italiani relativi alla possibile scarsa disponibilità di carburante nei prossimi mesi.
Sul fronte economico, Fiavet Confcommercio ha ribadito con forza la richiesta di stralciare definitivamente l'obbligo della ritenuta d'acconto sulle provvigioni percepite dalle agenzie di viaggio, introdotto dalla legge di bilancio 2026. Sebbene il decreto-legge n. 38 del 2026 ne abbia differito l'entrata in vigore al 1° maggio, la Federazione ritiene che tale misura sia profondamente penalizzante per le imprese italiane.
Secondo Fiavet Confcommercio l'applicazione di questa ritenuta determina un'insensata compressione della liquidità per le agenzie, già provate dalla volatilità operativa. Inoltre la ritenuta genera un aggravio di adempimenti fiscali e contabili del tutto sproporzionato rispetto ai benefici attesi per l’Erario, operando spesso su micro-importi e rapporti occasionali.
Anticipazione di imposta
La Federazione ha evidenziato inoltre come la norma non generi nuove entrate per lo Stato, ma solo un’anticipazione di imposte comunque dovute, creando al contempo uno svantaggio competitivo per le agenzie con residenza fiscale in Italia rispetto ai competitor stranieri. Per questo ha chiesto in audizione di potenziare e prolungare le misure volte a contenere i costi e degli oneri di sistema finché perdureranno gli effetti dei conflitti in corso e, se possibile, confermare a tempo indeterminato l’esclusione delle agenzie di viaggio dall'applicazione della ritenuta d'acconto sulle provvigioni, ripristinando le disposizioni in vigore al 31 dicembre 2025.
Per Fiavet Confcommercio, è fondamentale che il Governo riconosca il valore strategico delle agenzie non solo come imprese, ma come presidio di sicurezza, assistenza e consulenza per i viaggiatori in tempi di crisi e strumento di costante qualificazione dell’offerta turistica. Lasciare che la burocrazia fiscale si sommi all'emergenza internazionale significherebbe condannare migliaia di operatori professionali a una crisi senza via d’uscita, impoverendo il tessuto produttivo del settore dell’organizzazione dei viaggi.
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L'Associazione AdvUnite esprime profondo stupore e preoccupazione in merito alle recenti dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti di Assoutenti . È inaccettabile che vengano diffuse notizie riguardanti tariffe aeree per destinazioni come Seychelles e Maldive a partire da 250,00 euro, senza che alcuna compagnia aerea abbia smentito la validità per gli scali italiani.
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Un appello alla responsabilità
Ci domandiamo perché notizie simili, palesemente finalizzate a ottenere visibilità mediatica, non vengano smentite con fermezza dagli attori coinvolti. Un "prezzo civetta" che magari si riferisce a un volo di sola andata o a itinerari della durata di tre giorni non può essere presentato come una tariffa standard.
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[post_content] => Rimbalza sulle principali agenzie di stampa internazionali, da Bloomberg a Reuters, la notizia di un futuro, potenziale merger tra United Airlines e American Airlines. Scott Kirby, ceo di United, avrebbe infatti illustrato le potenzialità di una fusione con American in un incontro con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Secondo quanto spiegato da Reuters, la prospettiva di un accordo - che dovrebbe comunque affrontare notevoli ostacoli normativi - potrebbe ridisegnare il volto del settore: l'unione di due delle più grandi compagnie aeree statunitensi sarebbe la più grande operazione di consolidamento degli ultimi dieci anni, andando a ridurre ulteriormente un mercato interno già dominato da quattro operatori di dimensioni simili.
Secondo i dati Oag, considerando i voli internazionali, United e American erano già nel 2025 le due maggiori compagnie aeree al mondo in termini di capacità disponibile. United e American sono rispettivamente il secondo e il quarto vettore Usa per capitalizzazione di mercato; un'eventuale fusione darebbe vita alla più grande compagnia del Paese, superando Delta Air Lines.
Kirby aveva dichiarato in occasione di un forum che si è svolto lo scorso settembre che due terzi dei posti sui voli a lungo raggio da e verso gli Stati Uniti sono gestiti da vettori stranieri, ma il 60% dei passeggeri è costituito da cittadini Usa.
Esperti del settore osservano però che le possibilità di approvazione dell'accordo sarebbero scarse, evidenziando la probabile opposizione dei sindacati, delle compagnie aeree competitor, dei legislatori e degli aeroporti, nonché le preoccupazioni relative alla sovrapposizione delle rotte e alla perdita di posti di lavoro.
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In conclusione: un'operazione che difficilmente supererebbe gli ostacoli normativi, anche sotto l'amministrazione Trump, che in materia ha adottato un approccio più flessibile.
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[post_content] => Club Med presenta una nuova iniziativa, al decollo il prossimo 17 aprile. Si tratta della docu-serie "Dream-makers", disponibile in esclusiva su Prime Video. Attraverso quattro episodi, gli spettatori potranno scoprire cosa rende Club Med un datore di lavoro unico: dalla selezione e formazione intensiva dei futuri chefs de village, alla gestione in un contesto internazionale altamente sfidante, fino alla ricostruzione record di un resort in soli 10 mesi, e molto altro ancora.
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Questa esperienza, però, non si limita allo schermo. A sostegno della propria strategia di posizionamento premium e per rafforzare i propri team, Club Med avvia una campagna di selezione per 570 G.O e G.E, da inserire in uno dei 70 resort per la stagione primavera–estate 2026.
Un’opportunità rivolta a profili eterogenei, nei seguenti ambiti:
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[post_content] => Carburante a rischio negli aeroporti d'Europa nel giro di tre settimane se la situazione sullo stretto di Hormuz non si risolverà: questo l'avvertimento di Aci Europe contenuto in una lettera indirizzata a due commissari dell'Unione europea.
L'associazione avverte che una crisi del fuel provocherebbe gravi disagi agli aeroporti e alle compagnie aeree, danneggiando in modo significativo l'economia del continente, ha scritto giovedì Aci Europe
«Se il passaggio attraverso lo stretto di Hormuz non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime 3 settimane, la carenza sistemica di carburante per aerei è destinata a diventare una realtà per l'Ue» ha affermato il gruppo nella lettera ripresa da Bloomberg News.
La guerra in Iran sta mettendo a dura prova l'industria aeronautica globale a causa dell'aumento dei prezzi del petrolio, della chiusura degli spazi aerei e delle restrizioni sulle rotte di volo. Molte compagnie aeree hanno reagito aumentando i supplementi per il carburante e aggiungendo tasse sui bagagli.
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Crescono le preoccupazioni riguardo alle forniture di carburante per aerei, poiché i vettori stanno entrando nella stagione di punta dei viaggi estivi, ha avvertito Aci Europe il commissario europeo per l'Energia e l'edilizia abitativa Dan Jorgensen e il commissario europeo per i Trasporti Apostolos Tzitzikostas.
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[post_content] => Intermundial scende in campo a sostegno dell'attività delle agenzie di viaggio e rafforza il proprio supporto con l’obiettivo di facilitare la gestione delle criticità, orientare i viaggiatori e contribuire a una maggiore chiarezza sui ruoli dei diversi attori coinvolti.
La situazione in Medio Oriente, in corso da diverse settimane, e il suo impatto sull’operatività aerea riportano al centro una questione chiave per il settore: come accompagnare in modo efficace il viaggiatore quando rotte, coincidenze e programmi subiscono variazioni improvvise.
In questo scenario, Intermundial sottolinea come la protezione del viaggiatore si articoli su più livelli: dalla normativa vigente e dal fornitore del servizio, fino al ruolo complementare dell’assicurazione, che interviene in base alla polizza sottoscritta e alla situazione specifica. A questi si aggiunge, ove necessario, il supporto istituzionale e consolare.
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Fin dalle prime fasi della crisi, Intermundial ha attivato un protocollo straordinario, potenziando i team di assistenza e coordinamento per rispondere tempestivamente a cancellazioni, variazioni operative e blocchi in destinazione. Parallelamente, la compagnia ha mantenuto un dialogo costante con agenzie, tour operator e partner del settore, fornendo informazioni su coperture, diritti dei passeggeri e procedure operative, oltre ad altri strumenti utili per interpretare correttamente il contesto.
In situazioni come quella attuale, Intermundial evidenzia l’importanza di un approccio integrato tra fornitori, organizzatori e assicurazione. La protezione del viaggiatore non dipende da un unico soggetto, ma da un sistema coordinato, in grado di offrire risposte coerenti ed efficaci.
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Il servizio Go4sea Plus interviene per velocizzare la gestione dei sinistri per annullamento, semplificandola in maniera efficace con un rapporto diretto tra tour operator ed agenzia. Oltre ai casi elencati nel servizio, che consentono la rapida gestione di sinistri e penali, viene offerta una nuova protezione anche quando i clienti decidono di modificare o annullare il viaggio fino a 30 giorni prima della partenza, per destinazioni che possono essere influenzate da eventi sociopolitici o che possono far mancare la "tranquillità" del viaggio. Al cliente, oltre al rimborso, viene anche offerto un buono viaggio per una successiva partenza in modo da elimiare, qualsiasi perdita pecuniaria anche in merito a porzioni non rimborsabili (quota gestione o spese di servizio)
L’integrazione tra la nuova piattaforma di prenotazioni dinamica Altrove ed il servizio Go4sea Plus (che sostituisce la classica quota di gestione pratica dandone un vero significato in termini di contenuti) permette alle agenzie di offrire esperienze più sicure e personalizzate, ridurre rischi e tempi operativi e garantire protezione reale in caso di imprevisti. In aggiunta, Altrove offre già strumenti avanzati per ottimizzare il lavoro delle agenzie: oltre 1.000 template di preventivi aggiornati e personalizzabili e un catalogo di più di 2.500 partenze tra Europa e resto del mondo.
Remunerazione garantita
Per l'agenzia remunerazione garantita sempre, in caso di annullamento della pratica. Una novità eccezionale in un momento difficile di mercato che si aggiunge ai vantaggi crescenti per livelli di cluster e partnership superiori.
«Abbiamo creato il servizio Go4sea Plus perché oggi prenotare un viaggio può generare preoccupazioni – spiega Gaetano Stea, direttore sviluppo e prodotto Go4sea –, tra timori legati a cambiamenti improvvisi geopolitici o priorità personali, la soggettività è sempre piu al centro. Go4sea Plus nasce per offrire tranquillità concreta fin dalla prenotazione: permette di pensare sereni, pianificare in sicurezza, con supporto immediato e protezione economica, così che ogni cliente possa vivere l’esperienza con serenità e ogni agenzia operare con fiducia, affiancata in ogni fase del viaggio. La combinazione con la nuova piattaforma Altrove consente alle agenzie di lavorare in facilità, serenità e con l'assistenza, sempre garantita, dei colleghi del booking interno».
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