25 April 2026

Passaporto vaccinale: timido sì dell’Ue, non sarà un requisito per viaggiare

Il passaporto vaccinale trova una rotta comune di sviluppo tra i 27 Paesi dell’Unione europea, ma attualmente non è previsto diventi un requisito per poter viaggiare. “Abbiamo discusso dei certificati vaccinali ma ci sono ancora questioni politiche in sospeso e anche questioni scientifiche – ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen -. I dati di Israele sono promettenti e alla fine si deciderà in ogni singolo Paese, precisando inoltre che “c’è un accordo di principio”. 

La presidente ha ribadito l’importanza di “sviluppare un approccio europeo” al sistema dei passaporti vaccinali. “Se non ci riuscissimo, le iniziative bilaterali” degli Stati membri “creeranno ancora più difficoltà“. Servirebbero almeno tre mesi per lo sviluppo tecnico “di un sistema inter-operabile europeo” per i passaporti vaccinali, ha spiegato. I leader Ue hanno trovato un accordo sull’utilizzo di “una serie di dati minimi” nel passaporto «che potrebbero essere utili per dare informazioni sulla presunta immunità» dei cittadini. Le informazioni confidenziali, che riguardano la vaccinazione, la negatività a un test e l’eventuale sviluppo di anticorpi, devono essere “pertinenti a livello transfrontaliero”.

Angela Merkel, a margine dell’incontro di ieri ha dichiarato che “Tutti hanno concordato sul fatto che serva un documento digitale che certifichi il vaccino” e che sia “compatibile” nei diversi paesi europei. Ci aspettiamo che siano pronti per l’estate. Ma non succederà che non si possa viaggiare senza“. Merkel ha infatto ricordato che “una decisione politica a riguardo non è stata presa”.

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