18 April 2026

Assoturismo: il turismo vive una crisi senza precedenti

ittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti

Per Assoturismo quella che sta vivendo il turismo è una crisi senza precedenti. Nel 2020 in Italia sono state oltre 240 milioni di presenze turistiche in meno (-55%) rispetto all’anno scorso, riportando il nostro mercato turistico ai livelli del 1969, secondo un’analisi del Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti. L’impatto non è solo per le attività ricettive e dei servizi del turismo, ma anche per negozi e pubblici esercizi, che hanno visto svanire 50 miliardi di euro di consumi che i turisti avrebbero generato.

Negli ultimi dodici mesi sono andati perduti 83,6 milioni di pernottamenti di turisti italiani e 157,1 milioni di turisti stranieri, mentre gli arrivi hanno subito un calo del -61,8%, attestandosi a quota 50,2 milioni. La contrazione maggiore è stata registrata per gli stranieri, che hanno trascorso nel nostro paese circa 63,5 milioni di notti, il 71,2% in meno rispetto al 2019. Valori meno negativi per i pernottamenti degli italiani, che dovrebbero attestarsi a 132,5 milioni (-38,7%).

Considerando oltre al movimento dei turisti in strutture ricettive anche il flusso di vacanzieri nelle seconde case, ospiti presso amici o parenti, la stima dei consumi turistici perduti raggiunge i 50,1 miliardi di euro, di cui oltre 32,9 miliardi (65,7%) in consumi turistici degli stranieri e oltre 17,1 miliardi (34,3%) di spesa degli italiani.

“È una crisi senza precedenti per il settore, con presenze turistiche più che dimezzate e prospettive ancora azzerate: difficile, infatti, che i flussi di viaggiatori riprendano prima della seconda metà del prossimo anno”, afferma Vittorio Messina, presidente nazionale di Assoturismo Confesercenti. “In questa situazione, serve un piano per ripartire: i sostegni a fondo perduto devono proseguire, ma sono necessari investimenti consistenti mirati al rilancio delle imprese del turismo. Un comparto che è tra i più colpiti in assoluto dall’emergenza pandemica, ma che è vitale per la ripresa della nostra economia, di cui normalmente contribuisce a generare, direttamente ed indirettamente, il 13% del Pil”.  

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