25 August 2026

Bocca, Federalberghi: nel 2020 perderemo 245 milioni di presenze

Sono numeri impietosi quelli che il presidente Bernabò Bocca ha snocciolato dal palco della settantesima assemblea di Federalberghi svoltasi quest’anno all’interno della fiera di Rimini: “Da gennaio a settembre, il nostro settore ha rilevato un calo dei pernottamenti totali (sia italiane sia estere) di circa il 60%. Abbiamo calcolato che solo nel 2020 perderemo 245 milioni di presenze. Inutile sottolineare il contraccolpo in termini di fatturato, considerando che il turismo straniero, a causa della pandemia, si è quasi azzerato e che sono venuti a mancare sul nostro territorio proprio quei visitatori dall’estero definiti big spender, ovvero con grossa capacità di spesa, come americani, russi e cinesi. Tutto questo si è rivelato ancora più gravoso per quegli albergatori che, oltre a trovarsi privi di liquidità per la desolante mancanza di turisti, devono anche sostenere l’onere di un affitto“.

“La priorità per tutti – ha aggiunto Bocca – oggi è vincere il Covid 19. Ma se vogliamo concederci il lusso di guardare oltre, è necessario anche evitare che il virus mieta altre vittime proprio tra quelle imprese turistiche e del termale che fanno il bene del Paese e che da diversi mesi sono in grandissima sofferenza. Il turismo è un animale ferito, sanguinante. Se si curerà e si tutelerà il comparto, per quanto lentamente, si potrà aprire la via della ripresa. E’ chiaro che non possiamo fare tutto da soli. Se andremo Ko noi, che siamo la spina dorsale dell’economia italiana, automaticamente verrà giù l’intera struttura produttiva del Paese”.

“Nel corso delle diverse fasi della diffusione del virus, fasi così difficili e persino drammatiche per la maggioranza dei nostri – ha detto ancora il presidente – il sistema Federalberghi ha lottato per ottenere l’attenzione e le risorse necessarie a mantenere operativo il settore. E devo dire che le nostre reiterate richieste hanno portato a un risultato importante: l’esenzione dall’Imu per l’anno 2020. Un passo sostanziale per una rimodulazione della tassazione sulle nostre attività, tanto eccessiva quanto discriminatoria, poiché pagata solo dalle strutture regolari e non dagli abusivi che proliferano nelle nostre città”.

Parole, quelle di Bocca, almeno parzialmente accolte dalla sottosegretaria al Turismo, Lorenza Bonaccorsi che, presente all’assemblea dell’associazione degli albergatori, ha fatto una promessa importante: “Siamo stati vicini al settore e continueremo a esserlo nei prossimi mesi, anche con i fondi che verranno dal Next Generation Eu”.

Solidale con il comparto si è poi dimostrato pure Stefano Bonaccini, presidente di una regione, l’Emilia Romagna, nella quale il turismo è linfa vitale per molti dei suoi territori:  “Noi non possiamo permetterci un nuovo lockdown. Questo ci farebbe passare immediatamente da pandemia sanitaria a pandemia economica e sociale. Se vogliamo evitarlo però, dobbiamo arginare il contagio che sta diffondendosi, seguendo le restrizioni mirate e selettive che ci sono state imposte”.

“Continuo a dirlo: non possiamo fare tutto da soli – ha quindi ribadito Bocca –. Riconosciamo che alcuni passi sono stati fatti e che il governo ha dato ascolto in parte alle nostre urgenze. Con il decreto Agosto è stato rifinanziato il credito di imposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere, comprese le strutture termali che rivestono un ruolo di primaria importanza. Certo, per rendere ancora più efficace questo sostegno, a governo e parlamento chiediamo di estendere alle imprese alberghiere l’applicazione dell’ecobonus e del sisma bonus al 110%. Inoltre, sempre in ambito istituzionale, abbiamo proposto a Cassa depositi e prestiti di supportare l’emissione di bond di lungo periodo per finanziare programmi di investimenti. Di passi, insomma, dobbiamo farne molti ancora. Ci aspettiamo allora che l’operazione di rilancio delegata al Recovery plan sia concreta nei fatti. Oltre che in termini di accessibilità, sostenibilità e digitalizzazione, anche in termini di progettualità. Un tema caro al nostro mondo, ma drammaticamente frenato dal carico fiscale imposto alle imprese ricettive che per noi, ancor più nell’emergenza Covid, è divenuto insostenibile”.

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