28 April 2026

De Juniac (Iata): i Governi devono dare più soldi ai vettori

Le compagnie aeree continuano a bruciare denaro contante. Per la seconda metà dell’anno Iata si aspetta, in media, che le compagnie aeree brucino contanti a circa 300.000 dollari al minuto per un totale di 77 miliardi di dollari. E questo in aggiunta ai 51 miliardi di dollari cash bruciati nel secondo trimestre.

«Stiamo bruciando denaro perché non possiamo tagliare i costi abbastanza velocemente da compensare l’impatto di non essere in grado di fare affari – ha detto Alexandre de Juniac, ceo di Iata -. I confini per la maggior parte rimangono chiusi. Crediamo che ci sia una soluzione. Come abbiamo parlato in questi briefing nelle ultime settimane, continuiamo a spingere per test sistematici per covid prima della partenza. Crediamo che ciò dovrebbe dare ai governi la fiducia necessaria per riaprire le frontiere. Lo stiamo sostenendo con i governi, le autorità sanitarie, l’Oms e tramite l’Icao».

«Le compagnie aeree hanno ricevuto 160 miliardi di dollari di sostegno dai governi. Quella era un’ancora di salvezza. Senza di essa avremmo assistito a molti più fallimenti e perdite di posti di lavoro. Ora, la maggior parte di questi programmi sta terminando. Quindi è tempo di chiedere ai governi di adottare misure aggiuntive per sostituirli o estenderli a lungo termine. Il potenziale di insuccessi e perdite di posti di lavoro nei prossimi mesi è enorme.  

Oggi voglio sottolineare che questo non è solo un problema aereo. Sappiamo che anche i nostri partner aeroportuali e di servizi di navigazione aerea stanno lottando.

Soffrono della stessa mancanza di domanda delle compagnie aeree. E aumentare le loro tariffe unitarie, trasferendo i costi ad altre parti della catena del valore, per coprire il divario non è un’opzione. Ricorda, alla fine della catena del valore ci sono i consumatori e sono sensibili al prezzo. Già due terzi dei viaggiatori affermano che rinvieranno il viaggio fino a quando la loro situazione finanziaria personale non si sarà stabilizzata. Tutto ciò che rende i viaggi più costosi in questo ambiente non farà che ritardare la ripresa e mettere a rischio i posti di lavoro».

La scorsa settimana Atag ha annunciato l’entità dei posti di lavoro a rischio. Circa 46 milioni di posti di lavoro sono in pericolo perché le persone non viaggiano. Circa il 10% (4,8 milioni) di questi sono nel settore dell’aviazione. Il resto è distribuito tra lavori dipendenti dalla connettività globale che solo l’aviazione può fornire.

«Quello che voglio dire oggi è che l’enormità di ciò che sta accadendo all’aviazione ha conseguenze ben oltre l’industria stessa – ha concluso de Juniac -. E i mezzi per la sostenibilità finanziaria in questa crisi lunga e profonda, sono ben oltre ciò che l’industria è in grado di garantire da sola. I governi devono essere attivamente coinvolti nel sostenere le finanze dell’intero settore in questo momento inimmaginabilmente difficile. E dovrebbero farlo sapendo che il 10% dell’attività economica globale è legata ai viaggi e al turismo. Dipende dalla connettività. Quindi sostenere il settore in questi tempi difficili è un investimento che vale la pena fare. Solo un’industria finanziariamente sostenibile sarà in grado di accelerare un’ampia ripresa economica quando le frontiere riapriranno. E, per come la vedo oggi, il settore non sarà pronto a farlo senza il sostegno del governo».

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Rimborso Alcune recenti notizie stampa hanno inoltre indotto molti consumatori a dedurre che l’eventuale cancellazione di un volo per assenza di carburante annullasse il diritto ad avere il rimborso, cosa quanto mai infondata e inesatta. Ciò che ha dichiarato l’Ue è che una cancellazione di un volo, per assenza di carburante, non può dare diritto ad alcun indennizzo, oggi normato dal Regolamento 261/2004 che disciplina i ritardi o, appunto, le cancellazioni. In presenza di causa di forza maggiore, infatti, il passeggero non potrà avere un indennizzo supplementare, ma avrà pienamente diritto al rimborso del biglietto, che invece è sempre dovuto. 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Nessuno è in grado di assicurare l’evoluzione che avrà la situazione che stiamo vivendo, ecco perché, in luogo di previsioni funeste che non hanno alcuna base razionale è più auspicabile operare gradualmente, con equilibrio, fronteggiando le difficoltà e offrendo le soluzioni più idonee a superarle. Questo è quello che hanno sempre fatto i tour operator di Astoi Confindustria Viaggi.” Le garanzie del tour operator Va inoltre aggiunto che, qualora il viaggio consista in un pacchetto turistico acquistato da un tour operator, il cliente potrà sempre godere di garanzie che mettono al riparo da sorprese e forniscono la massima assistenza e tutela. In particolare, nel caso di un volo incluso in un pacchetto che venisse cancellato prima della partenza, il tour operator è tenuto ad operare secondo la normativa della Direttiva Europea in materia di pacchetti turistici, ovvero è tenuto a riproteggere il cliente su altri voli disponibili, a proporre eventuali alternative di viaggio o rimborsare l’intero pacchetto. Per questa ragione ogni cliente che prenoti la propria vacanza con un tour operator può farlo in assoluta serenità avendo la garanzia che non perderà le somme versate. Flessibilità In aggiunta, i tour operator, per rassicurare i clienti nella fase della prenotazione, hanno già avviato una serie di interessanti iniziative commerciali all’insegna della flessibilità, tra cui misure per contrastare l’aumento del prezzo del carburante, la possibilità di modificare le destinazioni o condizioni agevolate per gli annullamenti.   In merito ai trend delle prenotazioni stiamo assistendo sicuramente ad un calo della domanda anche piuttosto severo, cosa quanto mai comprensibile vista la contingenza del momento. 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Ciò che ha dichiarato l’Ue è che una cancellazione di un volo, per assenza di carburante, non può dare diritto ad alcun indennizzo, oggi normato dal Regolamento 261/2004 che disciplina i ritardi o, appunto, le cancellazioni. In presenza di causa di forza maggiore, infatti, il passeggero non potrà avere un indennizzo supplementare, ma avrà pienamente diritto al rimborso del biglietto, che invece è sempre dovuto.\r\nEvoluzione\r\n«È giusto rilevare le difficoltà che il settore sta attraversando per effetti non derivanti da problemi endogeni ma da cause esterne legate alle tensioni geopolitiche; va tuttavia contrastato l’eccessivo allarmismo che accompagna quasi tutte le notizie aumentando la preoccupazione dei consumatori e l’instabilità dell’intero comparto - dichiara Pier Ezhaya, presidente Astoi -. Il turismo organizzato offre una serie di tutele e garanzie che nessun altro modello assicura ed oggi, pur con la peculiare situazione che stiamo attraversando, può offrire la massima serenità a clienti e viaggiatori che possono prenotare in assoluta tranquillità sapendo che, in caso di eventi imprevedibili e imponderabili, nulla verrà perduto. Nessuno è in grado di assicurare l’evoluzione che avrà la situazione che stiamo vivendo, ecco perché, in luogo di previsioni funeste che non hanno alcuna base razionale è più auspicabile operare gradualmente, con equilibrio, fronteggiando le difficoltà e offrendo le soluzioni più idonee a superarle. Questo è quello che hanno sempre fatto i tour operator di Astoi Confindustria Viaggi.”\r\nLe garanzie del tour operator\r\nVa inoltre aggiunto che, qualora il viaggio consista in un pacchetto turistico acquistato da un tour operator, il cliente potrà sempre godere di garanzie che mettono al riparo da sorprese e forniscono la massima assistenza e tutela. In particolare, nel caso di un volo incluso in un pacchetto che venisse cancellato prima della partenza, il tour operator è tenuto ad operare secondo la normativa della Direttiva Europea in materia di pacchetti turistici, ovvero è tenuto a riproteggere il cliente su altri voli disponibili, a proporre eventuali alternative di viaggio o rimborsare l’intero pacchetto. Per questa ragione ogni cliente che prenoti la propria vacanza con un tour operator può farlo in assoluta serenità avendo la garanzia che non perderà le somme versate.\r\nFlessibilità\r\nIn aggiunta, i tour operator, per rassicurare i clienti nella fase della prenotazione, hanno già avviato una serie di interessanti iniziative commerciali all’insegna della flessibilità, tra cui misure per contrastare l’aumento del prezzo del carburante, la possibilità di modificare le destinazioni o condizioni agevolate per gli annullamenti.\r\n \r\nIn merito ai trend delle prenotazioni stiamo assistendo sicuramente ad un calo della domanda anche piuttosto severo, cosa quanto mai comprensibile vista la contingenza del momento. In particolare, l’osservatorio Astoi ha registrato un consistente calo, circa del 30-35% per le prenotazioni nel mese di aprile per l’estate, ma altresì rilevato che nel “sotto data”, ossia nei 15 giorni antecedenti la partenza, questo calo si riduce drasticamente posizionandosi al -6%, segno di una voglia di viaggiare per niente compromessa dalle tensioni geopolitiche.\r\n ","post_title":"Ezhaya (Astoi): Nessuna emergenza in Europa per il carburante aereo","post_date":"2026-04-27T10:20:40+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1777285240000]}]}}