28 April 2026

Persino papa Francesco si è accorto del dramma del turismo

“La pandemia ha colpito duramente questo settore così importante per tanti Paesi. Rivolgo il mio incoraggiamento a quanti operano nel turismo, in particolare alle piccole imprese familiari e ai giovani“. Persino papa Francesco si è accorto del contesto drammatico in cui si stanno muovendo aziende e professionisti dell’industria dei viaggi. Con queste parole, pronunciate ieri in occasione della Giornata mondiale del turismo, il pontefice, riporta l’Ansa, ha infatti commentato il difficilissimo momento che il comparto sta vivendo. Una presa di consapevolezza che dovrebbe essere fatta propria anche dalle nostre istituzioni, ancora troppo restie e comunque lente a prendere provvedimenti, di cui si sente un’estrema urgenza.

La dichiarazione del papa riecheggia da vicino il grido d’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto), che ha più volte sottolineato come questa sia la peggiore crisi mai attraversata dal comparto dei viaggi da 40 anni a questa parte, ossia da quando l’Onu ha deciso di dedicare il 27 settembre al mondo del travel. D’altronde né la crisi del 2009, né le Torri gemelle erano riuscite a mettere in tale difficoltà il settore. Stando allo stesso Unwto, lo scorso giugno gli arrivi internazionali sarebbero infatti crollati del 93% rispetto allo stesso mese del 2019. Un crollo verticale, la cui entità non si attutisce di molto se si considerano lassi di tempo più ampi: nei primi sei mesi dell’anno il calo è stato infatti del 65%, per una perdita complessiva di 440 milioni di arrivi e di circa 460 miliardi di dollari di fatturato. Per comprendere al meglio l’entità della crisi, basti considerare che nell’intero 2009, in piena recessione innescata dal crack Lehman Brothers, il decremento di giro d’affari accusato dal comparto è stato cinque volte meno consistente.

 

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