3 April 2026

Firenze Convention Bureau, rilanciare il congressuale con eventi internazionali ad hoc

Individuare i punti di forza e di debolezza del comparto congressuale fiorentino, per migliorare la sua performance e incrementare l’acquisizione di congressi internazionali: è questa l’azione intrapresa da Firenze Convention Bureau, che oggi ha presentato “Florence Re:Start”, il nuovo studio dedicato al turismo congressuale a Firenze, e il nuovo piano strategico messo in atto con il supporto di partner pubblici e privati per rilanciare il settore. Secondo i dati Oice (Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi), Firenze nel 2019 ha ospitato quasi 15mila eventi, per un totale di 1,5 milioni di presenze: all’interno di questa dinamica, l’obiettivo è quello di rilanciare il comparto congressuale internazionale, contraddistinto da una più elevata spesa media dei viaggiatori (670 euro al giorno).

«Il settore congressuale – sostiene Federico Barraco, presidente di Firenze Convention Bureau – deve essere uno degli asset strategici della ripresa del turismo per Firenze. Un settore ricco che consente di puntare sulla qualità dell’offerta e sulla destagionalizzazione. Oggi presentiamo uno strumento essenziale per poter individuare i margini di miglioramento della nostra offerta e per poter definire una strategia di rilancio. Mai come adesso occorre fare sistema per far fronte ad una concorrenza che sarà sempre più agguerrita». Nello studio, realizzato grazie al contributo della Camera di Commercio in partnership con il Comune di Firenze con il supporto dell’agenzia di consulenza Gaining EDGE e condotto da Firenze Convention Bureau per identificare il posizionamento competitivo della città come destinazione congressuale sul mercato europeo, Firenze è fra le prime 40 città congressuali in Europa e si classifica al quarto posto nella sua categoria che comprende città come Ginevra, Glasgow, Lione, Valencia, Goteborg, Amburgo, Rotterdam. I punti di forza di Firenze sono l’attrattività della destinazione e l’ampia offerta ricettiva, che superano il punteggio medio rispettivamente del 49% e del 43%.

Per accrescere la competitività di Firenze come destinazione congressuale, il Convention Bureau ha predisposto un piano strategico di ripartenza per l’acquisizione di congressi associativi internazionali dal 2023 in poi. In base ai risultati ottenuti dallo studio del Competitive Index, si stanno affinando i criteri per sviluppare le candidature che meglio si adattano alla destinazione. «Stiamo lavorando su trenta candidature in via prioritaria nell’immediato futuro, per stimolare l’arrivo di nuovi congressi internazionali nei prossimi 3-5 anni – aggiunge Carlotta Ferrari, direttrice del Firenze Convention Bureau – sono eventi che implicano un forte coinvolgimento del mondo accademico e ospedaliero locale, per cui Firenze ha tutte le carte in regola per acquisirli. Il ruolo del Convention Bureau è fondamentale, perché è l’unico soggetto in grado di aggregare e coordinare l’offerta, farla dialogare con le istituzioni, interloquire con le grandi associazioni internazionali promotrici di congressi». Fra le azioni che il Convention Bureau vuole portare avanti, c’è un potenziamento della promozione di Firenze come destinazione privilegiata per congressi scientifici, valorizzando il tessuto della ricerca. Ma nel piano strategico c’è anche una parte dedicata agli incentivi per l’acquisizione di congressi: i vari componenti della filiera, in modo particolare gli alberghi, metteranno a disposizione tariffe e servizi competitivi dedicati a questo segmento di mercato, da prezzi vantaggiosi per i pernottamenti a tariffe scontate su voli e treni, fino a servizi aggiuntivi all’interno del polo di Firenze Fiera.

 

 

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La crisi in Medio Oriente colpisce il turismo organizzato e presenta già un conto pesante per le agenzie di viaggio italiane. Secondo un’analisi realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoviaggi su un campione di 681 agenzie, dall’inizio delle ostilità a oggi si stimano oltre 7.100 prenotazioni cancellate, riprogrammate o dirottate verso altre destinazioni, con un impatto economico complessivo che, nelle prime settimane, raggiunge già quasi 100 milioni di euro.\r\n\r\nNelle prime tre settimane si stimano oltre 3.800 prenotazioni cancellate e circa 3.300 richieste di cambio destinazione. \r\n\r\nL’impatto economico non riguarda soltanto il calo del fatturato, ma anche i maggiori oneri operativi affrontati dalle imprese. 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