28 April 2026

Sardegna: le associazioni di adv devono protestare contro l’ordinanza

Christian Solinas, governatore della Sardegna

«Dopo la grande mobilitazione durante il lockdown, le associazioni “spontanee” di agenti di viaggio latitano. Ma lo fanno, pare, anche le così dette accreditate».

E’ questo il riassunto del malessere che si coglie parlando con gli agenti di viaggio della Sardegna, colpiti, ancora una volta, da una serie di provvedimenti secondo loro, a dir poco, inadatti.
Il riferimento è alla seconda ondata di contagi e all’ordinanza del loro governatore in seguito al fatto che per alcuni stati stranieri e non solo la Regione è passata da covid free allo status di  “regione untrice “, nemmeno fossimo ai tempi della peste.
Ciò non è piaciuto al goverantore Solinas che con un colpo di coda ha creato un’ordinanza la cui essenza  ha iniziato a circolare sui vari gruppi delle applicazioni di chat già alle 22 di un venerdì 11 settembre, che come quel fatidico giorno di 19 anni fa, ha fatto crollare ciò che il comparto turistico sardo considerava “una stagione in via di lentissimo e “fiducioso” recupero”, visto che per la Sardegna settembre e ottobre sono mesi di  traffico di stranieri e non.
E invece, l’unica cosa che si può fare al momento è trovare una buona formula magica, una luminosa sfera di cristallo per leggere il futuro e curare la nuova ferita inferta all’economia turistica dell’Isola.
La situazione è insostenibile anche se si può fare pure un test, incluso il sierologico, che ha però una finestra di sette-dieci giorni per la diagnosi. Dove? Nella ”struttura di destinazione”, presumibilmente ricettiva, purché sia ”certificato da un medico abilitato” da trasmettere poi alla direzione dell’assessorato alla Sanità. O ancora, rivolgersi a uno dei 33 laboratori in convenzione, oltre ai sette centri per il prelievo. Nonché accettare di fare il test direttamente già al porto o aeroporto nelle postazioni “eventualmente” allestite.
Il test ha un costo a partire da 19 euro e potrebbe non essere solo un problema economico, (la regione Sardegna si è ripromessa di rimborsarne il costo a chi presenta una regolare ricevuta) quanto il fatto che questo pregiudica le vendite già effettuate e di conseguenza le cancellazioni  perché chi può pensare di fare una settimana di vacanza sotto la “spada di Damocle” di dover rimanere in quarantena fino all’esito negativo o ancora peggio (come minaccia la Gran Bretagna) di doversi sottoporre a quarantena al rientro in patria ?
«Pensiamo che sia assurdo che per l’ennesima volta vengano adottati dei provvedimenti simili senza tener conto della ricaduta dal punto di vista economico – proseguono gli agenti – Il comparto turistico è già fortemente provato dal lock down non avrà più modo di riprendersi, le cancellazioni fioccano di ora in ora perché è impossibile sottostare ad una ordinanza simile».
La nota esplicativa ha ulteriormente confuso l’ordinanza dell’ 11 settembre e la stagione che si sperava di poter allungare fino a fine di ottobre in questo modo è giunta al termine.
«Speriamo nella capacità comune di trovare una soluzione immediata a questo problema e, soprattutto – conclude la nota degli agenti sardi – speriamo che quel qualcuno che dovrebbe farsi sentire alzi finalmente la voce».

Massimo Terracina

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