27 June 2026

Halldis: si intravedono segnagli di ripresa ma la situazione rimane critica nelle città e per il business travel

Alberto Melgrati

Halddis si prepara ad affrontare l’ultima parte dell’anno e l’inizio del prossimo confortata dalla tenuta del segmento luxury e con previsioni di ripresa complessiva nel 2021, anche a sostegno del piano di ristrutturazione in continuità tramite la procedura di concordato preventivo recentemente accolta dal tribunale di Milano, dalla quale rimane esclusa la controllata Windows on Italy, la cui tipologia di offerta (ville e appartamenti di lusso) ha meno risentito della crisi. Soffrono invece le destinazioni urbane e il segmento business.

E’ questa la fotografia del mercato degli affitti brevi, scattata da un’analisi della società milanese, che gestisce 1.800 proprietà in 20 località italiane ed europee. Nel terzo trimestre dell’anno, il comparto ha in particolare subito una forte battuta di arresto, con una perdita del 70% del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2019. Si è dimostrato tuttavia alto l’interesse degli italiani a fare vacanze in zone di prossimità, con le località di mare e montagna che hanno dato risultati molto interessanti sia per il mese di luglio sia per agosto, grazie a numeri anche superiori a quelli dello scorso anno. A luglio il tasso di occupazione in montagna è stato dell’85% e ad agosto superiore al 90%. Nelle località di mare sia a luglio sia ad agosto si è raggiunto il 90% di saturazione: un dato ampiamente positivo rispetto ai budget predisposti prima del Covid-19, tanto che centri di montagna, ville al mare e di campagna hanno registrato un +21% rispetto allo stesso periodo del 2019.

La chiusura di molte frontiere internazionali e la scarsità di voli aerei hanno limitato invece l’arrivo di clienti stranieri. La Germania sembra essere il Paese più reattivo, seguono quelli limitrofi all’Italia come la Svizzera, la Francia e l’Austria. Sono venuti meno totalmente gli asiatici e chi proviene dalle due Americhe. A fare la parte del leone sono stati quindi gli italiani (80% degli ospiti), mentre i turisti europei sono diminuiti del 90% e quelli provenienti dalle due Americhe e dai Paesi asiatici sono stati quasi vicini allo zero

Sul fronte dei soggiorni per motivi d’affari in regime di affitti brevi, pesa la sospensione di molte fiere, del crollo del segmento mice e dell’abitudine ormai consolidata allo smart working piuttosto che ai viaggi d’affari. Milano, Roma e Bologna riescono comunque a catalizzare un flusso di domanda anche in tempi di sostanziale coprifuoco, e questa sta continuando anche se con un flusso minore. I tre capoluoghi realizzano saturazioni che arrivano al 35% della capacità ricettiva; a settembre si prevede un rialzo fino al 55/60%. Nel complesso, nel terzo trimestre, il calo è stato del 45%.

Per quanto riguarda la dinamica dei prezzi, quelli delle ville sono diminuiti del 10-20%, probabilmente per adattarsi al cambiamento di domanda e al ricorso a un mercato spiccatamente italiano. Al contrario, i prezzi per gli appartamenti, sia per turismo sia per business, non sono sostanzialmente variati, anche se è possibile prevedere una piccola diminuzione. Qui è evidente come il settore short term non soffra di una specifica dinamica di prezzo, ma di una riduzione drastica della domanda, che non può essere risollevata semplicemente abbassando i rate giornalieri. Da segnalare che alcuni proprietari hanno deciso di lasciare il mercato degli affitti brevi per quello ritenuto più sicuro del medio-lungo periodo. Il che, abbinato allo smart working dei lavoratori e alle lezioni universitarie da remoto, potrebbe determinare un eccesso di offerta e il calo dei prezzi del mercato delle locazioni più tradizionali.

“I prezzi – afferma Nicola Pardini, responsabile sales Halldis – non sono una variabile determinante in questo momento. La domanda è rigida, non elastica al prezzo, nel senso che si può anche diminuire il prezzo, ma non aumenta la domanda. I clienti sono disposti a pagare un prezzo simile al periodo pre-Covid, ma richiedono particolare attenzione alla sanificazione degli ambienti e una minore presenza umana (self check-in) per l’accoglienza”.

“La seconda parte del 2020 – spiega Alberto Melgrati, presidente Halldis – non riuscirà a recuperare tutte le perdite del primo semestre, dove si sono toccate punte del 90% in meno per diversi mesi. Prevediamo la ripartenza nei primi mesi del 2021 e il vero recupero con la prossima primavera e le grandi manifestazioni (dal Carnevale di Venezia al Salone del mobile di Milano) che potrebbero trainare una ripresa che sarà comunque lunga. Questa crisi porterà a una scrematura del mercato: i più forti rimarranno in piedi e miglioreranno anche la share of market”.

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