3 April 2026

Federalberghi: disastro luglio. Continua il momento no del turismo

Prosegue la polemica a distanza tra Enit e Federalberghi. “I dati di luglio parlano da soli – ha infatti dichiarato il presidente dell’associazione legata a Confcommercio, Bernabò Bocca, commentando i trend del mese appena trascorso -. Numeri ben lontani dalla narrazione favolistica che qualcuno si ostina a rappresentare

L’osservatorio di Federalberghi, che da oltre 30 anni monitora il mercato, ha infatti registrato un crollo vertiginoso anche nel mese di luglio, con un calo delle presenze del 51%. Gli stranieri continuano a latitare (-76,4%) ma il decremento a doppia cifra percentuale interessa anche gli italiani (-24,5%).

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“Una tale catastrofe – prosegue Bocca – non può essere curata con i pannicelli caldi che abbiamo intravisto nelle bozze del decreto che il governo si appresta a emanare. Alcuni punti del provvedimento sono a dir poco deludenti e, se non interverranno modifiche, arrecheranno ben pochi giovamenti alle imprese del turismo. Riservare per esempio gli esoneri contributivi alle imprese che cessano del tutto il ricorso alla cassa integrazione significa non aver capito che l’uscita dal pantano sarà faticosa e graduale: non è realistico pensare che un albergo dall’oggi al domani possa richiamare in servizio tutto il personale. E se sarà confermato l’intendimento di riconoscere gli incentivi unicamente per le assunzioni a tempo indeterminato, saranno escluse tutte le attività stagionali”.

“Da mesi ci sgoliamo per chiedere di correggere la formulazione della norma sull’Imu, in modo da tener conto delle esigenze delle imprese in affitto. È esasperante constatare la disattenzione che si registra nei confronti di questo problema – aggiunge sempre Bocca -. Chiediamo inoltre che i bar e i ristoranti degli alberghi non vengano discriminati e possano godere delle medesime agevolazioni che sono state previste per tutti gli altri pubblici esercizi e per gli agriturismo. Ieri sera abbiamo presentato un insieme di suggerimenti che, senza stravolgere l’impianto del decreto, consentirebbero di recepire alcune istanze di primaria importanza. Al governo chiediamo una risposta concreta e tempestiva“.

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