27 June 2026

Ma Franceschini sa cos’è l’outgoing? A un evento Pwc tante parole, zero sostanza

“Dopo tanti incontri virtuali, webinar e dibattiti online pensiamo ormai tutti le stesse cose. Sappiamo quanto il turismo sia importante per il Paese e quanto sia necessario sostenerne lo sviluppo. Bene, ma ora cosa facciamo? In tutte queste occasioni si dedica il 90% del tempo alle analisi sui massimi sistemi; a dirci quanto siamo belli e quanto è desiderata la nostra destinazione. Di cose concrete si parla solo per una frazione dello spazio a disposizione e poi non si fa nulla“. Non c’è commento migliore di quello dell’amministratore delegato del Gruppo Alpitour, Gabriele Burgio, all’ennesimo incontro web sul turismo. L’appuntamento, questa volta, è stato organizzato da Pwc nel contesto della sua piattaforma di discussione verticale “Italia 2021 – Competenze per riavviare il futuro”, ogni puntata riservata a un comparto diverso dell’economia tricolore.

Grande spazio è stato dato in particolare a una lunga intervista a Dario Franceschini, che ancora una volta si è purtroppo dimostrato un ministro del Turismo inadeguato al settore. Suoi temi forti, quelli di sempre: la necessità di creare nuovi attrattori sul territorio per distribuire meglio i flussi degli arrivi, gli incentivi alla digitalizzazione, le sinergie attivabili tra cultura e industria dei viaggi…  Cose già sentite e risentite. Ma soprattutto prive di soluzioni concrete e attuabili nell’immediato. Ossia, proprio quello che servirebbe al comparto in questo momento estremamente delicato. E l’outgoing? Non pervenuto, come quasi sempre accade in questi contesti.

A non mancare è invece la misura simbolo per il turismo di questi mesi : quel bonus vacanze che lo stesso Franceschini ha definito un successo, “perché funziona, perché dà liquidità alle imprese e perché già oltre 500 mila nuclei familiari ne hanno fatto richiesta e circa 15 mila ne hanno usufruito”. Ma non tutti sono d’accordo: Beppe Costa, presidente e amministratore delegato di Costa Edutainment ha fatto per esempio notare che la misura non è affatto di semplice applicazione, in quanto tocca alcuni delicati aspetti finanziari che le micro-imprese non hanno sempre dimestichezza nell’affrontare. Non solo, ha osservato Costa: “traducendosi l’incentivo sostanzialmente in un bonus fiscale da riscuotere al momento del pagamento delle imposte, non pochi piccoli hotel a conduzione familiare dubitano di avere persino la possibilità di accumulare debiti con il fisco sufficienti a coprire il credito accumulato“.

“Diciamocelo chiaramente – ha quindi rincarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca -. Dei circa 4 miliardi in aiuti al turismo annunciati dal governo, 2,4 sono stati riservati proprio al bonus vacanze. Che però non è un aiuto alle imprese, bensì alle famiglie”. Servono, al contrario, misure urgenti e immediate. A partire dalla proroga della cassa integrazione, che molte aziende hanno esaurito già dallo scorso 10 luglio. “La situazione è gravissima – ha aggiunto Bocca -. A oggi è aperto circa il 60% delle strutture ricettive nazionali, che però viaggiano con un’occupazione media tra il 40% e il 50%. Nelle città d’arte la situazione è ancora peggiore. Si arriva a malapena al 5%-15% di camere prenotate. In questo contesto ben il 20% degli hotel tricolori deciderà di non aprire del tutto. Finché non riparte il turismo internazionale, e in particolare gli arrivi dagli Stati Uniti, per molti sarà durissima”.

Più possibilista, infine, la posizione di Beniamino Maltese: noi siamo pronti, ha sostanzialmente ribadito l’executive vice president e cfo di Costa Group. “Attendiamo solo l’approvazione finale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sui protocolli sanitari. Ci aspettiamo di avere il via libera definitivo per il prossimo 31 luglio, possibilmente anche prima, visto che per ripartire ci vuole circa una trentina di giorni”. Il primo ok sarà con tutta probabilità solo per crociere tra i porti della Penisola, “ma stiamo lavorando con i consolati italiani e con le autorità di Germania, Francia, Spagna e Grecia per garantirci l’apertura dei rispettivi scali a condizioni di reciprocità – ha concluso Maltese -. L’idea è naturalmente quella di collaborare solo con le destinazioni che presentino condizioni epidemiologiche in discesa e controllate”.

Massimiliano Sarti

 

 

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