25 April 2026

Iata stima in 314 miliardi di dollari i mancati ricavi (-55%), ma guarda alla ripresa

Perdite per 314 miliardi di dollari per l’intero 2020: in altre parole un calo del 55% sul 2019. Le stime aggiornate della Iata sono sensibilmente peggiori rispetto a quelle del 24 marzo scorso, quando le mancate entrate si attestavano a 252 miliardi, cioè il 44% in meno  sul 2019. Le nuove cifre rispecchiano un significativo ulteriore aggravarsi della crisi, in relazione a tre parametri principali: le gravi restrizioni di viaggio nazionali per almeno tre mesi; le restrizioni sui viaggi internazionali che si estendono oltre i primi tre mesi; l’impatto ormai globale del contagio in ogni area geografica, incluse Africa e America Latina.

“Le prospettive per il settore diventano giorno dopo giorno più buie – ha dichiarato Alexandre de Juniac, direttore generale e ceo della Iata -. L’entità della crisi rende improbabile una forte ripresa a forma di ‘V’. Più realisticamente si tratterà di una ripresa a ‘U’ con i viaggi domestici che riprenderanno più velocemente del mercato internazionale. Le compagnie aeree potrebbero bruciare 61 miliardi di dollari di riserve in contanti nel solo secondo trimestre. Ciò metterrebbe a rischio 25 milioni di posti di lavoro nel settore dall’aviazione. E senza iniziative immediate, molte compagnie aeree non saranno in grado di sopravvivere fino al momento della della ripresa economica”.

La flessione della domanda di passeggeri  (nazionale e internazionale) subirà nel 2020 un calo stimato del 48% rispetto al 2019.

Ecco allora che Iata ha programmato video incontri tra compagnie aeree, aeroporti e autorità dell’aviazione, raccogliendo ad un unico tavolo i protagonisti del comparto, regione per regione, per discutere le misure di sicurezza in vista della ripartenza, “una volta che le condizioni sanitarie lo consentiranno”. De Juniac delinea una ripresa a partire “dal mercato domestico, quindi a livello regionale e poi continentale. Da ultimo, il ritorno sulle rotte intercontinentali. Questo il nostro approccio, che dovrà però essere negoziato con i governi”.

L’associazione insiste sul valore dei mercati nazionali che comunque rappresentano “circa un terzo dei ricavi passeggeri chilometro delle compagnie aeree”.

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